capitolo 41 - il sogno di Percy e Sally
Gli dei si trovavano in una strada deserta, di fianco a Percy.
Poseidone disse. "Questa non è New York."
Ade annuì. "Siamo in un sogno. Non vi ricordate? Vediamo anche i suoi sogni."
Percy riconobbe di trovarsi in Florida, sebbene non ci fosse mai stato.
Poi, vide il proprio amico, Grover che correva velocemente.
Teneva le scarpe in mano. E scappava da qualcosa.
Grover mugolò. "Devo scappare, devo avvertirli."
Poi, il satiro si infilò in un negozio di abiti da sposa.
Il mostro passò oltre.
Grover sospirò di sollievo, ma poi la facciata del negozio esplose. "MIO!"
Percy si svegliò di soprassalto.
Guardò fuori dalla finestra. Vide un'ombra sul vetro.
Poi la voce di Sally disse "Percy, farai tardi."
L'ombra alla finestra scomparve.
Sally disse. "Muoviti, caro. È l'ultimo giorno di scuola. Dovresti essere contento! Ce l'hai quasi fatta!"
"Arrivo."
Percy posò la spada, che teneva sotto il cuscino, sul comodino.
Zeus disse. "Anche Alessandro Magno la teneva sotto il cuscino." "Cosa?" "La propria arma. Con una copia dell'iliade."
Percy fece il gesto di scongiuro che Grover gli aveva insegnato: tre dita ad artiglio sul petto e poi spinta verso l'esterno.
Percy pensò.
"Il sogno non può essere reale. Comunque, manca solo un giorno. Non ho fatto casini tutto l'anno. E nemmeno io posso incasinare le cose, ormai."
Ade disse. "Ho la sensazione che invece lo farà." Zeus disse. "Cosa te lo fa pensare, fratello?" "È Percy." Ade non ebbe bisogno di motivare ancora la risposta.
Percy scese e vide che per colazione c'erano cialde e uova. Azzurre.
"Ancora? Azzurro ovunque."
Percy pensò. Penso che sia il suo modo per dire tutto è possibile. Percy può passare la seconda media. Le cialde possono essere blu. Piccoli miracoli del genere.
Percy stava mangiando normalmente.
La madre chiese. "Percy, tutto bene?"
"Si... sto bene."
Lei non ci credette.
Si sedette di fronte al figlio. "È la scuola o...?"
Percy ammise. "Penso che Grover sia nei guai." Poi raccontò il proprio sogno.
Sally storse le labbra.
Zeus disse. "Perché fa così?" Poseidone sospirò. "Non le piace l'altra vita di Percy. La reputa pericolosa per lui. Ha ragione, certo. Fingono che lui sia normale."
Sally disse. "Non mi preoccuperei troppo, caro. Grover é un satiro grande, ormai. Se ci fosse un problema, sono sicura che avremmo avuto notizie da... dal campo..."
Irrigidì le spalle.
Percy chiese subito. "Che c'è?"
"Niente. Senti che facciamo. Oggi pomeriggio festeggiamo la fine della scuola. Porterò te e Tyson al Rockefeller Center... in quel negozio di skateboard che ti piace."
Percy sembrava contento: evidentemente gli skateboard dovevano piacergli.
Poi, disse
"Aspetta un minuto. Pensavo che stasera mi avresti aiutato a fare i bagagli per il Campo."
Lei disse. "Ah, caro, a proposito... ho ricevuto un messaggio di Chirone l'altra sera."
"Che ti ha detto?" "Lui pensa... che il tuo ritorno al Campo non sia ancor a sicuro. Forse dobbiamo rimandarlo."
Poseidone disse. "Chissà che reazione avrà..." Ade sorrise. "Scommetto che sarà esagerata."
Percy esclamò. "Rimandarlo? Mamma, come potrebbe non essere sicuro? Sono un mezzosangue! Il campo è l'unico posto sicuro sulla faccia della terra per quelli come me!"
Ade sorrise. "Ho vinto."
Sally disse. "Di solito si, caro. Ma con i problemi che stanno avendo..."
"Quali problemi?"
"Percy... mi dispiace davvero tanto. Speravo di parlatene questo pomeriggio. Non posso spiegarti ogni cosa ora. Non sono nemmeno sicura che possa farlo Chirone. È successo tutto così all'improvviso."
Zeus era arrabbiato. "Questo è l'anno in cui..." Ade annuì. Poseidone disse. "Mi ricordo la tua rabbia, per quell'evento." "Tu non lo saresti stato?"
L'orologio della cucina suonò, avvertendo della mezz'ora.
Sally, sollevata, disse. "Le sette e mezza, caro. Devi andare. Tyson ti starà aspettando."
Poseidone sorrise. "Tyson." Ade disse. "Come si sono conosciuti?" "Lo saprai."
"Ma..."
Sally disse. "Percy, ne parleremo nel pomeriggio. Va' a scuola."
Percy, controvoglia, e pensando all'amico Tyson, si alzò.
Poi disse. "Mamma, questo problema al Campo... ha... potrebbe avere qualcosa a che fare con il mio sogno su Grover?"
Ade annuì. "Ovviamente. Sai perché lo avrà?" Poseidone e Zeus scossero il capo. Ade disse. "Perché è Percy. Ha una sfiga che la metà basta."
Sally non guardò Percy. "Ne parleremo nel pomeriggio, caro. Ti spiegherò... quello che posso."
Angolo autrice
Mi dispiace, ragazze.
Ma...
Il Mare dei Mostri non... Non so...
Mi dispiace troppo per Tyson, quindi alcune parti le salterò.
Sorry.
By Rowhiteblack
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