capitolo 40- Annabeth, Chirone e Percy.
Percy si svegliò nell'infermeria, mentre beveva del nettare grazie ad una cannuccia.
Gli dei videro che di fianco a lui c'era Annabeth che teneva il bicchiere di nettare mentre tamponava la fronte di Percy.
"Che tenera!" Disse Ade. Zeus commentò. "Si trasforma in una infermiera per lui." Poseidone sbuffò, incrociando le braccia al petto. "Piantatela."
Percy mormorò. "Ci risiamo."
Annabeth disse. "Idiota. Eri grigioverde quando ti abbiamo trovato. Se non fosse stato per le cure di Chirone."
"Non esagerare. Percy deve ringraziare anche la sua costituzione."
Chirone sorrise a Percy, ma era stanco.
Ade chiese. "Perché è così stanco?" Zeus lo fissò. "Avrà passato tutta la notte a curare il ragazzo."
Chirone chiese. "Come ti senti?" "Come se mi avessero congelato le budella e poi le avessero passate al microonde."
Chirone commentò. "Descrizione appropriata, considerando che era il veleno di uno scorpione dallabisso. Ora dimmi, se puoi, cos'è successo esattamente."
Percy, bevendo il nettare, raccontò tutta la storia.
Annabeth disse. "Non posso credere che Luke. Si. Si che posso crederci. Sia maledetto dagli dei... Non è stato più lo stesso, dopo l'impresa."
Chirone borbottò. "Bisognerà fare rapporto sull'Olimpo. Ci vado subito." Mormorò Chirone.
Percy disse. "Luke è la fuori in questo momento. Devo inseguirlo."
Poseidone sorrise. "É proprio mio figlio." "Testardo? Stupido? Si, ti assomiglia." "Coraggioso. Intendevo coraggioso." Borbottò Poseidone, guardando male Zeus per il suo commento
Chirone scosse la testa. "No, Percy. Gli dei.."
Percy sbottò. "Non vorranno nemmeno sentir parlare di Crono. Zeus ha dichiarato chiusa la faccenda."
Chirone disse. "Percy, lo so che è difficile. Ma non devi precipitarti fuori in cerca di vendetta. Non sei ancora pronto."
Percy non sembrava molto contento della frase di Chirone.
Ade commentò. "Vuole vendetta, anche a costo della vita?" "Diciamo di si. Ha comunque buona dose di orgoglio. È un semidio."
Percy chiese. "Chirone... la profezia dell'Oracolo... parlava di Crono, vero? C'ero anche io? E anche Annabeth?"
Chirone guardò il soffitto. "Percy, non sta a me..."
"Le è stato ordinato di non parlarmene."
Ade annuì. "Sveglio, il ragazzo."
Zeus borbottò. "Ho una sensazione di dejavù."
Chirone guardò Percy triste. "Sarai un grande eroe, figliolo. E io farò del mio meglio per prepararti. Ma se ho ragione a proposito della strada che ti aspetta..."
Un tuono rimbombò nel cielo.
"Va bene! Ho capito!"
Chirone sospirò. Gli dei hanno le loro ragioni, Percy. Conoscere troppe cose del proprio futuro non è mai un bene."
Poseidone disse. "Meno male che ci sbagliavamo riguardo il suo futuro."
Percy protestò. "Ma non possiamo starcene con le mani in mano"
Chirone disse. "Noi non ce ne staremo con le mani in mano. Ma tu devi stare attento. Crono vuole eliminarti. Vuole distruggerti la vita, annebbiarti il pensiero con la paura e la rabbia. Non dargli soddisfazione. Allenati con pazienza. Il tuo momento arriverà."
"Sempre che io viva abbastanza a lungo."
Ade soffiò. "Però. Mister Ottimismo."
Chirone disse. "Devi fidarti di me, Percy. Tu vivrai. Ma prima devi decidere che strada prendere il prossimo anno. Non posso dirti io quale sia la scelta giusta... Ma tu devi decidere se restare al Campo Mezzosangue o tornare nel mondo mortale per frequentare la seconda media, venendo qui solo per l'estate. Pensaci. Quando tornerò dall'Olimpo, dovrai comunicare la tua decisione."
Zeus disse. "Però. È bravo con i bambini." "Scherzi, vero?" Chiese Ade. Zeus annuì. "Certo che scherzo."
Chirone disse. "Tornerò il prima possono. Argo ti proteggerà."
Poi guardò Annabeth. "Oh, e mia cara... quando sei pronta, loro sono qui."
Percy chiese. "Di chi parla?"
Lo ignorarono, e Chirone se ne andò.
Percy, vedendo Annabeth osservare il ghiaccio nel bicchiere, le chiese. "Qualcosa non va?"
Ade sorrise. "Si preoccupa per lei! Che tenero!" "Sono così carini!" Zeus diede manforte al fratello. Poseidone disse. "Siete due idioti."
Annabeth posò il bicchiere. "No, niente. Io ho... ho solo seguito il tuo consiglio su una certa faccenda. Hai... ehm... bisogno di niente?"
Percy disse. "Sì. Aiutami ad alzarmi. Voglio uscire."
"Percy non è una buona idea."
Percy, la ignorò. Scese dal letto. Annabeth lo afferrò prima che cadesse.
"Te l'avevo detto." "Sto bene." Disse Percy.
Poseidone guardò i suoi due fratelli, che sorridevano felici. Disse. "Non ci posso credere! A voi loro due piacciono davvero come coppia!" Zeus annuì. "Sono davvero carini insieme."
Percy e Annabeth arrivarono al parapetto.
Annabeth chiese. "Che farai?" "Non lo so. Credo che Chirone preferisca che io rimanga qui. E mi allenassi sull'individuale. Ma non sono sicuro che sia quello che voglio io. Certo, mi sento abbastanza in colpa a lasciarti qui con Clarisse."
Zeus sorrise. "Tenero."
Annabeth mormorò. "Quest'anno vado a casa, Percy."
Percy spalancò gli occhi. "Vuoi dire che vai da tuo padre?"
Lei indicò la cima della Collina Mezzosangue.
Gli dei seguirono la direzione e videro la famiglia della ragazza. "Ha fatto quello che lui le ha suggerito di fare."
Annabeth disse. "Gli ho scritto una lettera quando siamo arrivati. Come mi avevi suggerito fu. Gli ho detto... che mi dispiaceva. E che sarei tornata a casa per l'anno scolastico, se ancora mi voleva. Lui mi ha riscritto subito. Abbiamo deciso di fare un altro tentativo."
Percy disse. "C'è voluto fegato."
Zeus disse. "E lo ha fatto solo e soltanto perché lui glielo ha detto! Questo è vero amore!"
"Non cercherai di fare niente di stupido durante l'anno, vero? Almeno, non senza mandarmi un messaggio con l'iPhone?"
Ade disse. "Cosa gli fa credere che Percy, voglio dire Percy Jackson, faccia qualcosa di Stupido?"
Percy sorrise. "Non andrò in cerca di guai. Di solito non ce n'è bisogno."
Ade disse. "In effetti ha ragione. Lui non ha bisogno di cercare guai. Diciamo che sono loro a cercare lui. A trovarlo. E a divertirsi a sue spese."
Annabeth disse. "Quando tornerò, l'estate prossima scoveremo Luke. Chiederemo un'impresa, ma se non ce la concederanno, scapperemo e la compiremo lo stesso. D'accordo?"
"Mi sembra un piano degno di Atena."
Annabeth tese la mano e Percy la strinse.
"Stammi bene, Testa d'Alghe. Tieni gli occhi aperti."
"Anche tu, Sapientona."
Annabeth andò dalla sua famiglia.
Ade, nel frattempo, si era messo a saltellare. "Che momento intenso! Mi aspettavo un bacio! Voglio dire! Che carini!"
Zeus borbottò. "Aspetta. Prende la decisione."
Poseidone disse. "Pensa a me." "Come lo sai?" "Ho sentito la sua risposta."
Percy, in quel momento, disse. "Tornerò l'estate prossima. E ci arriverò sano e salvo. Dopotutto, sono figlio tuo."
Poi chiese ad Argo di accompagnarlo alla sua capanna per fare le valigie: tornava a casa.
Poseidone sorrise. "Ho approvato la sua scelta. Ero così orgoglioso." "Per cosa?" "Va dalla madre."
Angolo autrice
Al prossimo capitolo con il primo capitolo del mare dei mostri!
Amo Percy Jackson.
Nel caso non lo sapeste
By Rowhiteblack
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