Capitolo 4- Espulsione dalla prima elementare
Era finito un anno scolastico.
Gli Dei videro Percy, sorridente e già pronto, scendere in cucina e salutare la madre. "Già sveglio, Percy?" Il bambino annuì. "Mamma, oggi finisce l'anno!" "Che bello! E, dimmi, hai fatto il bravo tutto l'anno?" Percy annuì. "Hai più visto dei Ciclopi, uomini con la bocca strana...?" Percy scosse il capo. "Dall'inizio dell'anno non ne ho più visti. E' una cosa positiva, però, vero?" Sally annuì "Assolutamente, figliolo, assolutamente. Sono così contenta." Il bambino si sedette a tavola, dove bevve il latte. "Oggi ti accompagno io a scuola. Ho chiesto il turno successivo." Percy sorrise. "Dopo scuola posso venire al negozio?" La donna scosse il capo "Devi venire a casa a mangiare." "Ma tu sei al lavoro." brontolò il bambino. "Facciamo così. Se oggi non succede niente di strano, e fai il bravo come il resto dell'anno, mi raggiungi al negozio. Altrimenti, vieni a casa. Va bene?" Il bambino annuì. "Anche se, così, spero che mi raggiungerai al negozio." Percy sorrise "Anche io, mamma."
A scuola, gli Dei videro il bambino entrare in classe e sedersi il più lontano possibile dalla cattedra.
Sorrisero "Deve detestare proprio la lezione." Entrò un bidello. "Scusi. Percy Jackson. La preside vuole parlare con te."
Il bambino annuì e seguì l'uomo fuori dalla porta. Si mise a parlare con lui. "Secondo te perchè vuole vedermi?" Il bidello sorrise. "Non ti devi preoccupare, piccolo. Sei dislessico, no? Vuole essere sicura del tuo apprendimento. Ne va del buon nome della scuola. Un dislessico assistito bene? Una scuola funzionale."
Percy annuì. "Eff... Emm. Ha senso." Il bidello rise. "Tu non sai niente di questioni burocratiche. Io non ho aperto bocca, chiaro?" Il bambino annuì. "Non so di cosa tu stia parlando." "Questo è lo spirito giusto."
Arrivarono davanti alla porta della preside. "Signora Buckett?" "Sì?" "C'è Percy Jackson." "Bene. Entra pure, piccolo."
Il bambino si sedette davanti alla cattedra. "Dobbiamo discutere solo di un paio di cose. Riguardanti il tuo insegnamento." Percy annuì. La donna faceva delle domande semplici al bambino che, con sì e no, rispondeva.
"Abbiamo finito. Puoi andare." Disse la donna, al suono della campanella.
Percy uscì dalla presidenza. Si diresse nel bagno.
Durante tutto l'anno aveva evitato di entrarci, e gli Dei si erano chiesti il perchè. Evidentemente, però, per colpa dello stress delle domande, aveva il bisogno di lavarsi le mani.
Aprì il rubinetto dell'acqua.
In quel momento, però, entrarono due ragazzi di quinta elementare, che, facendo i bulli, spinsero lontano il bambino dal lavandino. "Ehi!"
Zeus sospirò. "Poseidone, tuo figlio non ha spirito di conservazione." Poseidone annuì. "Evidentemente, no."
"Qualche problema, nanetto?" "Sì! Mi stavo lavando le mani! Mi avete spinto!" "Il problema sarebbe?" "Mi avete spinto! Lo avevo già detto!" I due ridacchiarono. "Il piccoletto ha voglia di urlare." "Lo rimettiamo al suo posto?" "Molto volentieri." I due sollevarono i pugni, come a volerlo menare. Però, prima che gli Dei potessero anche solo pensare di aiutarlo in qualche modo, il lavandino esplose. L'acqua uscì dai tubi, scaraventando via i due bambini più grandi e spaventando quello più piccolo.
Arrivò un bidello.
"Che succede qui?" "Il bambino è pazzo! Strano! Ha fatto esplodere i lavandini! È stato lui!" Percy spalancò la bocca "Sono dall'altra parte! Non sono stato io!" "Che stavate facendo?" "Noi stavamo andando via! E il bambino ha cominciato a fare il pazzo! Ha... fatto esplodere le tubature!" Percy scosse il capo. "Stanno mentendo! Volevano menarmi! Non so come, ma l'acqua è uscita dal lavandino. Che è esploso. Ma non sono stato io!"
"COSA È SUCCESSO?" La preside entrò. "È stato il bambino!" Percy scosse il capo. "Io non ho fatto niente!" La preside osservò il danno. "Andate." Disse ai due ragazzi. Poi, a Percy, disse. "Mi dispiace. Ma qualcuno deve pagare per quello." "E dovrei farlo io?" "Sì. Loro sono due degli studenti più buoni della scuola. Tu sei nuovo. Scriverò a tua madre. Non sei invitato qui l'anno prossimo."
La preside uscì dal bagno. Il bidello, si avvicinò a Percy. "Mi dispiace. Vuol dire che..." "Mi ha espulso. Lo so." Allo sguardo del bidello, Percy disse. "È la stessa cosa che hanno detto all'asilo."
Gli Dei guardarono il bambino. "Ha appena fatto esplodere il lavandino!" Esclamò Ade. Poseidone annuì. Zeus chiese "Perchè?" "Ha capito che lo stavano per menare. Aveva evidentemente paura. E l'acqua gli ha risposto."
Percy, all'uscita, si diresse verso casa. "Mi dispiace per Sally." Poseidone guardò Zeus. Ade disse. "Io ho più paura per Percy, al momento. Deve affrontare Gabe." Poseidone e Zeus annuirono.
Percy entrò in casa. "Ragazzo! Il mio pranzo dov'è?" "Non lo so. Te lo sei fatto?" "Come osi? Maleducato! Preparalo!" Percy sospirò. Andò a preparare il pranzo.
"È arrivata la lettera da scuola. Ti sei fatto espellere. Inutile essere!" "Io sarei inutile?" Borbottò il bambino. Però, così come lo avevano sentito gli Dei, lo sentì anche Gabe.
Il patrigno si alzò arrabbiato. Prese il bambino per il braccio, chiedendolo nello sgabuzzino. "FAMMI USCIRE!" Gabe rise. "Chiedi Perdono. E per favore!" "NO. FAMMI USCIRE!" Gabe se ne andò.
Gli Dei sentirono i respiri del bambino farsi piccoli. "Fammi uscire. Ho paura" Sgranarono gli occhi. Gabe, però, non lo sentì.
Loro scossero il capo. "Che cattivo." Disse Zeus. Ade annuì.
Dopo due ore, Gabe tornò. "Nullità! Vuoi uscire?" "NO! PREFERISCO STARE QUI DENTRO!" Gabe rise. "Potrei accontentarti. Sarebbe divertente vederti urlare." "Ah.ahah. esilarante." Ade, Zeus e Poseidone ridacchiarono al commento del bambino.
Dal piano di sotto si sentì la porta aprirsi. "Percy? Sei a casa?"
La porta dello sgabuzzino si aprì e Gabe spinse fuori il bambino. "Prova a dire qualcosa..." Lo minacciò. "Codardo." Rispose il bambino.
"Percy! Cos'è successo a scuola?" Mentre il bambino cercava il modo per spiegarlo alla madre, Gabe rispose. "Sì è fatto espellere. Di nuovo."
Sally guardò il figlio. "Cos'è successo?" "È esploso un lavandino e mi hanno dato la colpa!" Sally lo guardò. "Okay. Ma ti sei fatto male?" Percy scosse il capo. "Allora va tutto bene. Troveremo un'altra scuola." Percy sorrise.
Angolo autrice
Amo Sally Jackson. E Percy Jackson, ma quello era scontato. Sinceramente non vedo l'ora di arrivare al primo libro per pietrificare Gabe.
non ho niente altro da dire.
By Rowhiteblack
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