CAPITOLO 36 - Percy si batte con quell'idiota di suo cugino
Annabeth, sulla spiaggia, esclamò. "Non ci credo. Dopo tutta la strada che abbiamo fatto..." "Era un trucco. Una strategia degna di Atena." "Ehi." "Hai capito, vero?" "Si. Ho capito."
Ade e Zeus sorrisero "Momento tenero! Completano le frasi l'uno dell'altra!!" Poseidone disse. "Appena vedrò dei momenti dei vostri figli..."
"Be, io no! Qualcuno avrebbe la..."
Grover interruppe il momento tenero.
Annabeth interruppe Grover.
"Percy. Mi dispiace per tua madre."
Percy fece finta di non sentirla. Aveva gli occhi lucidi, ma spiegò.
"La profezia aveva ragione. Andrai a occidente e affronterai il dio che ha voltato le spalle. Ma non si trattava di Ade. Ade non voleva una guerra. È stato qualcun altro a mettere a segno il furto. Qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus e l'elmo di Ade e ha incastrato me perché sono figlio di Poseidone. Poseidone sarà incolpato da entrambi i suoi fratelli. Oggi, entro il tramonto, scoppierà una guerra su tre fronti. E sarò stato io a provocarla."
Grover scosse la testa. "Ma chi potrebbe essere tanto spregevole? Chi può volere così tanto la guerra?"
Percy si fermò di bottò. "Cavolo, fammi pensare."
Ares era lì, ad aspettarli.
Poseidone ringhiò. "Quanto lo odio." Ade disse. "Decisamente odioso."
Ares esclamò. "Ehi, ragazzino! TU dovevi morire."
"Mi ha ingannato. È stato lei a rubare l'elmo e la Folgore."
"Be, diciamo che non li ho rubati personalmente. Rubare il simbolo del potere degli altri dei... è proibito. Ma tu non sei l'unico eroe al mondo in grado di fare qualche commissione."
"Chi ha usato? Clarisse? Era là durante il solstizio d'inverno."
"Non ha importanza. Il punto è, ragazzino, che stai intralciando lo sforzo bellico. Vedi, devi morire negli Inferi. Il Vecchio Algamarina si infurierà con Ade per la tua uccisione. Fiato Morto avrà la Folgore di Zeus, perciò Zeus si infurierà con lui. E Ade sta ancora cercando questo..."
Ares tirò fuori l'elmo di Ade.
Ade cominciò a ringhiare. "Lo ucciderò."
"L'elmo dell'oscurità."
"Esatto. Ora, dov'ero rimasto? Ah già, Ade si infurierà sia con Zeus sia con Poseidone, perché non sa chi dei due sia stato a commettere il furto. Ben presto, avremo un simpatico e violentissimo scontro su tre fronti."
"Ma sono la sua famiglia!" Esclamò Annabeth.
Ares fece spallucce. "Il genere migliore di guerra. La più sanguinosa, sempre. Non c'è niente di meglio che starsene a guardare i parenti che se le danno di Santa ragione."
Zeus borbottò. "Appena usciremo da qui, lo metterò in punizione." Ade annuì. "Fallo lavorare negli Inferi. Senza poteri." Poseidone annuì. "Sarebbe divertente." "Io lo farei scegliere a Percy." Poseidone sorrise. "Sarebbe ancora più divertente."
"Mi ha dato lo zaino a Denver. La Folgore è sempre stata là."
"Si e no. Probabilmente é troppo complicato da capire per il tuo cervellino mortale, ma lo zaino é la custodia della Folgore, solo che ha subito una piccola metamorfosi. La Folgore è legata alla sua custodia, un po' come la tua spada, ragazzino. Ti ritorna sempre in tasca, giusto?"
Poseidone stava per urlare. "COME SI PERMETTE! MIO FIGLIO NON È STUPIDO!" Ade disse. "Be... Poseidone... Non voglio contraddirti, ma... un po' stupido lo è." "MA ARES NON LO DEVE OFFENDERE!"
"Comunque ho truccato un po' la magia, in modo che la Folgore ritornasse alla sua custodia solo una volta che tu avessi raggiunto gli Inferi. Bastava che ti avvicinassi ad Ade e... sorpresa! C'è posta per te. E se fossi morto nel tragitto, poco male. Avevo ancora l'arma."
Ade e Zeus erano arrabbiati.
Poseidone ridacchiò. "Da notare che non hanno preso il mio tridente... pivellini." "Te la godi un mondo, vero?" "Oh, sì."
"Ma perché non si è tenuto la Folgore? Perché mandarla ad Ade?"
Ade domandò. "Ma tuo figlio è così interessato alla mentalità degli altri, o è solo stupido?"
Ares ebbe un fremito. "Perché non... già... con una Potenza di fuoco del genere..."
Rimase in trance.
Annabeth e Percy si guardarono nervosi.
Zeus sorrise. "Momento tenero!" Ade disse. "Sono così carini!" Poseidone disse. "Spero che vi torni il cattivo umore."
Ares disse, dopo che la faccia gli si schiarì. "Non volevo guai. Era meglio che prendessero te con le mani nel sacco."
Zeus ghignò. "Nei guai ci finirai... Oh, sì."
"Sta mentendo. Mandare la Folgore negli Inferi non è stata una sua idea, vero?"
Poseidone disse. "VAI PERCY! DIGLIELO!"
Da dietro le lenti degli occhiali da sole di Ares si levò del fumo. "Certo che è stata una mia idea!"
Percy continuò. "Non è stato lei ad ordinare il furto. È stato qualcun altro a farlo, mandando un eroe. Poi, quando su ordine di Zeus lei è andato a caccia del ladro, l'ha beccato. Ma non l'ha consegnato a Zeus. Qualcosa l'ha convinta a lasciarlo andare. Si è tenuto i due oggetti, aspettando che si presentasse un altro eroe a completare la consegna. È quella creatura del baratro a dettarle gli ordini."
Poseidone stava gongolando. "Mio figlio è un genio. Un genio." Ade annuì. "Non è completamente stupido." Zeus, controvoglia, disse. "Si può prendere in considerazione. Ma... per me farà qualcosa di stupido. Diamogli tempo."
Ares disse. "Io sono il dio della guerra! Non prendo ordini da nessuno! Non faccio sogni!"
"E chi ha parlato di sogni?"
Ares ghignò. "Torniamo al problema più immediato, ragazzino. Sei vivo. Non posso permetterti di riportare quella Folgore sull'Olimpo. Potresti convincere quegli Zucconi a darti retta. Perciò devo ucciderti. Niente di personale."
Poseidone stava urlando. "COME OSA? ZUCCHONI? UCCIDERE MIO FIGLIO? STUPIDO DIO! LO DISTRUGGERÒ CON LE MIE MANI!"
Ares fece apparire un cinghiale selvatico.
Percy entrò con i piedi nella risacca. "Battiti tu con me, Ares."
Lui rise. "Hai un unico talento, ragazzino: scappare. Sei scappato dalla Chimera. Sei scappato dagli Inferi. Ti manca la stoffa."
"Hai paura?" "Nei tuoi sogni adolescenziali, forse. Nessun coinvolgimento diretto. Spiacente, ragazzino. Non sei al mio livello."
Annabeth urlò. "Percy, scappa!"
Poseidone disse. "No. Non farlo. Sei mio figlio. Non fuggire."
Gli dei sentirono i pensieri del ragazzo. "Ma io sono stufo di scappare dai mostri. Da Ade, Ares o chiunque altro"
Percy tolse il cappuccio a Vortice, sferrando un colpo verso l'alto. Tranciò la zanna del cinghiale, poi, evocò un'onda, trascinando via il cinghiale.
Poseidone sorrise. "Bravo, figliolo." Ade e Zeus dissero. "Fratello. Tuo figlio sta per fare qualcosa di stupido." "Lo so. Ma è mio figlio."
Percy affrontò Ares. "Ti batterai con me, adesso? O hai intenzione di nasconderti dietro a un altro porcellino?" Ares si fece viola dalla rabbia. "Attento, ragazzino. Potrei trasformarti in..." "Uno scarafaggio. O magari un verme. Non ne dubito. Questo ti risparmierebbe di finire con le divine chiappe a terra, giusto?"
Zeus rise. "Ha fatto una cosa stupida!" Ade annuì, ridacchiando. "Già. Ma la sta facendo con stile."
"Oh, diamine, ci tieni davvero tanto a farti ridurre in poltiglia?"
"Se perdo, trasformami pure in ciò che più ti piace. Ma se vinco, l'elmo e la Folgore saranno miei e tu dovrai andartene."
Poseidone disse. "Wow. Mi piace quando è così." "Così come?" "Sicuro di sé. Non lo è stato molte volte." "Già." Zeus disse. "Lo sapete vero che lo batterà?" "Come fai a saperlo?" "Insomma. Ce li ha riconsegnati, no?" Poseidone ghignò. "Sono ancora più contento."
Ares roteò la propria mazza da baseball. "Come preferisci farti annientare: alla maniera classica o moderna?"
Percy mostrò la propria spada.
"Bene, ragazzo morto. E classica sia."
La mazza diventò una grande spada.
Poseidone sorrise. "Fallo fuori, figlio."
Annabeth disse. "Percy. Non farlo. È un dio."
Ade sbuffò. "Come se questo lo potesse fermare..."
"È un vigliacco."
Ade annuì. "Come volevasi dimostrare."
Annabeth deglutì. "Mettiti questa, almeno. Come portafortuna."
La ragazza si sfilò la collana con le proprie perle e l'anello del padre. La legò al collo di Percy.
"Riconciliazione. Atena e Poseidone insieme."
Percy arrossì, ma sorrise. "Grazie."
Ade disse. "Dai, sono schifosamente teneri." Poseidone disse. "Non dirmelo. Come fa a mettersi con una gufa? Odio Atena."
Grover disse. "E prendi questa." Gli diede una lattina. "I satiri sono con te."
"Grover... Non so cosa dire."
Poseidone disse. "Sono estremamente grato a quel satiro. Ha interrotto un momento loro."
Ade disse. "Troverò un modo per chiamare la loro coppia." Zeus disse "Ci penso anche io."
Ares si avvicinò a Percy. "Finito con gli addii? Io combatto dall'eternità, ragazzino. Ho una forza illimitata e non posso morire. Tu che cos'hai?"
"Un ego più piccolo" i pensieri di Percy fecero ridere i tre dei. Poseidone disse. "Incredibile. Fa del sarcasmo." Ade borbottò "Menomale che non lo ha detto ad alta voce."
Zeus disse. "Cominciano." Poseidone borbottò. "Fallo fuori."
Ares Mirò alla testa di Percy, ma il ragazzo usò il proprio potere da figlio del dio del mare: l'acqua lo slanciò in aria, catapultandolo sopra Ares. Percy calò la spada durante la discesa, ma Ares si piegò. Deviò il colpo di Percy con l'elsa della spada.
Durante questo piccolo combattimento, Poseidone aveva commentato.
"Bravo FIGLIO! Il mare è tuo amico!"
Poi. "Cavolo! LO stavi per prendere! La prossima volta."
Ares ghignò. "Non male. Non male."
Tirò un fendente, obbligando Percy a saltare sulla terraferma.
Ade disse. "Ha capito anche Ares che Percy è più forte nell'acqua." Zeus disse. "Speriamo che la collana della casa di Atena serva a qualcosa." "Magari gli da qualche neurone in più."
Percy cercò di aggirare Ares, per tornare in acqua. Ares però lo cominciò a bersagliare così velocemente di colpi, che Percy fu obbligato a concentrare tutte le proprie energie a rispondere ai colpi.
Percy provò ad avvicinarsi, ma Ares lo disarmò con un colpo secco, scaraventandolo via con un calcio in petto. Il ragazzo atterrò su una duna di sabbia.
Poseidone disse. "STUPIDO ARES! POTEVI UCCIDERLO!"
Arrivò la polizia, ma era l'ultimo dei problemi di Percy.
Il dio parava tutti i colpi di Percy, conoscendo precisamente le sue mosse.
Percy si ritirò, avvicinandosi alla risacca.
Ares disse. "Ammettilo, ragazzino. Non hai speranze. Sto solo giocando un po' con te."
Poseidone ringhiò. "Lo posso uccidere?" "È un dio. Non può morire." Commentò Ade. Poseidone sospirò. "Fammi sognare, fratello."
Ares non riuscì a colpire Percy, ma nemmeno il ragazzo riuscì a beccarlo. Anzi, venne respinto in là. Le onde colpivano la schiena del ragazzo.
Ares entrò in acqua per seguirlo.
Poseidone disse. "Spero per lui che non lo ferisca."
Zeus disse. "Voglio sentire..."
I pensieri di Percy, evocati, arrivarono.
"Avverto le onde che si ingrossano con la marea. Onde piccole."
Le onde alle spalle di Percy si ritirarono.
Ade disse. "Sta trattenendo la marea?" Poseidone sorrise. "Con la sola forza di volontà."
Ares ghignava. Percy abbassò la spada.
"Aspetta"
Ares alzò la spada.
Percy liberò la marea, saltando sopra Ares, sulla cresta dell'onda.
Ares venne inghiottito da un metro e ottanta di acqua.
Percy atterrò alle sue spalle e mirò alla testa.
Poi, deviò al tallone ferendo il dio.
Poseidone esultò. "CHI È L'EROE PIÙ GRANDE AL MONDO! PERCY! VAI FIGLIOLO! SUONAGLIELE!"
Ares si avvicinò, zoppicando e borbottando imprecazioni in greco antico.
Ade disse. "Fratello. Mi sa che lo vuole morto."
Zeus annuì. "Già."
Poseidone disse. "Non provarci Ares."
Qualcosa lo fermò. Gli dei avvertirono ciò che avvertiva Percy.
La luce si abbassò. Suoni e colori si spensero. Una presenza fredda, pesante, sorvolò la spiaggia rallentando il tempo, abbassando di colpo la temperatura e facendo sentire Percy come se la vita fosse senza speranze, come se lottare fosse inutile. L'oscurità avvolse ogni cosa.
Ares sembrava sbigottito.
Poseidone disse. "Crono..." Zeus annuì. "Ha fermato Ares."
Ares abbassò la spada. "Ti sei fatto un nemico, piccolo dio. Hai firmato la tua condanna. Ogni volta che alzerai la spada in battaglia, ogni volta che ti augurerai il successo, sentirai la mia maledizione. Stai in guardia, Perseus Jackson. Stai in guardia."
Poi rivelò la sua forma divina.
Percy raccolse l'elmo di Ade e si avviò verso gli amici.
Ma, venne fermato dalle tre Furie.
La Dodds disse. "Abbiamo visto tutto. E così, é vero che non sei stato tu."
Percy le lanciò l'elmo. "Restituiscilo al Divino Ade. Digli la verità. Digli di revocare la guerra."
La Dodds si passo la lingua sulle labbra. "Stammi Bene, Percy Jackson. Diventa un vero eroe. Perché altrimenti, se mai dovessi capitarmi di nuovo tra le grinfie..."
Le Furie scomparvero.
Ade disse. "Ha mantenuto la promessa." "Quale?" "Quella dell'elmo. Lo ha trovato e me lo ha ridato."
Percy raggiunse i due amici.
"Terrorizzante." Disse Annabeth. "Forte!" Corresse Grover.
Percy però non era terrorizzato. Non si sentiva forte. Sembrava stanco, arrabbiato e distrutto.
"Ragazzi, avete sentito anche voi quella... quella cosa?"
Annuirono entrambi.
Grover disse. "Saranno state le Furie."
"Qualcosa ha impedito ad Ares di uccidermi. Qualunque cosa fosse, è molto più potente delle Furie."
Percy guardò Annabeth.
Poi, riprese lo zaino da Grover. Guardò dentro: la Folgore era ancora lì.
"Dobbiamo tornare a New York. Entro stasera."
Annabeth disse. "È impossibile. A meno che non..."
"...voliamo."
Ade disse. "Aaawwww. Si completano le frasi. Sono così...." "dolci. Teneri. Amorevoli."
Poseidone disse. "Siete immaturi."
Annabeth fissava Percy stupita. Vuoi dire che vorresti prendere un aereo? Ovvero fare quello che ti hanno detto di non fare mai se non vuoi che Zeus ti fulmini, e per di più portandoti dietro un'arma più potente di una bomba nucleare?"
Zeus disse. "Wow. L'ha fatto sembrare ancora più stupido." Ade sorrise. "Abilità. Chiaramente."
Percy disse. "Già. Precisamente. Diamoci una mossa."
Ade rise. "Adoro tuo figlio, Poseidone. È troppo... Non so... folle?"
Poseidone sorrise. "È coraggioso."
Zeus disse. "Mi domando ancora come si sia permesso."
Angolo autrice
Mi sono divertita troppo a scrivere questo capitolo.
Ade e Zeus sono due fanboy. Chiaro come il sole.
By Rowhiteblack
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro