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CAPITOLO 34 - Tartaro

Percy, Annabeth e Grover erano davanti all'Elisio e alle Isole dei Beati.
Percy guardava queste ultime con particolare attenzione, pur non riuscendo a vedere tutto.
Ade disse. "Secondo voi, perchè la guarda così interessato?" Zeus disse. "Magari vuole andare lì. Dopo la morte, dico." "Vivere più di una volta. Sarebbe impressionante." Borbottò Poseidone.
Annabeth disse. "Ecco la morale della favola. Quello è il posto destinato agli eroi."
Percy pensò alle Praterie degli Asfodeli. Gli dei poterono dirlo con sicurezza perché apparve l'immagine di esse.
Sentirono anche un suo pensiero. "Davvero così poche persone facevano del bene nella propria vita? È deprimente."
Ade sorrise. "I pensieri di tuo figlio rendono il tutto più divertente." Zeus lo fissò. "Perché credo che tu ci voglia distrarre?" "Da cosa?" "Da quello che avverrà al tuo cospetto, fratello caro." Poseidone fissava minaccioso il fratello. Ade sorrise. "Non ho fatto niente di male. Ho recitato bene la mia parte, carissimi."
Finalmente i tre videro il palazzo di Ade, e le immancabili Furie che volteggiavano sopra i parapetti.
Grover sospirò. "Immagino che sia troppo tardi per tornare indietro." Percy si sforzò per sembrare sicuro. "Andrà tutto bene." Il satiro non sembrava convinto. "Forse dovremmo cercare in altri posti prima. Tipo, ehm, l'Elisio, per esempio..." Annabeth lo afferrò per un braccio. "Coraggio, ragazzo-capra!"
Ade disse. "Perché ho la sensazione che accadrà qualcosa di brutto?"
Dalle scarpe di Grover apparvero le ali.
"Grover! Smettila!" Annabeth lo rimproverò. "Ma io non..."
Le scarpe lo trascinarono via.
Ade sbuffò. "Perché ovviamente è così. Che domande."
"Maia! Maia, ho detto! Aiuto! Polizia!"
Ade rise. "Chiede aiuto alla polizia negli Inferi? È un po' strano."
I due semidei gli corsero dietro. Annabeth disse. "Slacciati le scarpe!"
Grover prese velocità, ma non si diresse verso il palazzo di Ade.
Sterzò a sinistra.
Gli dei, che non si muovevano, mentre i semidei correvano, capirono dove stavano andando.
"Grover! Aggrappati a qualcosa!" Gridò Percy, una volta capito che non avrebbero fatto in tempo a prenderlo.
Grover, fece giustamente notare "A cosa?"
Il tunnel intrapreso dai ragazzi diventò più buio e freddo.
Annabeth esortò Percy, tirandolo per il polso. "Muoviti, Percy!"
"Ma quello è..."
"Lo so! Il luogo del tuo sogno! Grover ci cadrà dentro se non lo fermiamo in tempo."
I due ripresero a correre.
Ma, fortunatamente il satiro si salv9 grazie agli zoccoli.
Le scarpe volarono via, e Percy e Annabeth riuscirono a tirare via l'amico dal bordo del baratro.
"Non so come... io non..."
"Aspetta. Ascolta." Percy interruppe l'amico.
In effetti, anche gli dei lo sentivano: un sussurro profondo nell'oscurità.
Annabeth disse. "Percy, questo posto..."
"Shh!" Percy si alzò in piedi.
Il suono divenne più intenso.
Grover chiese. "Co... cos'è questo rumore?"
Annabeth disse. "Tartaro. L'ingresso del Tartaro."
Percy tolse il cappuccio di Anaklusmos.
La voce si interruppe, per poi riprendere la cantilena.
Percy disse ad alta voce. "Magia!"
Poseidone disse. "Se non si allontanano..." Zeus annuì. "Verranno trascinati all'interno del Tartaro."
Annabeth li incalzò. "Dobbiamo andarcene di qui."
Corsero via, proprio mentre la voce si faceva più forte e un vento cominciò a spingere verso il baratro.
"Ma che cos'era?" Grover aveva il fiatone. "Uno degli animaletti di Ade?"
Annabeth e Percy si guardarono.
"Andiamo. Ce la fai a camminare?" Chiese Percy a Grover.
Lui deglutì. "Sicuro. E poi non mi erano mai piaciute quelle scarpe."
Gli dei sentirono i pensieri di Percy.
"Qualunque cosa ci fosse nel baratro, non era l'animaletto di nessuno. Era qualcosa di antico e potente. Nemmeno Echidna aveva trasmesso quella sensazione. È quasi un sollievo dare le spalle al tunnel e andare al palazzo di Ade."
Il palazzo apparve nel Campo visivo dei ragazzi. "Quasi"
Ade scoppiò a ridere. "Tuo figlio ha stile." Poseidone sorrise. "Sono sollevato che... Crono non lo abbia..." Zeus lo guardò, serio. "Nessuno che io conosca può resistergli. Mi domandò come Percy ci riesca..."
Angolo autrice
Addio
Al prossimo.
By Rowhiteblack

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