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capitolo 18 - comincia l'impresa?

La scena successiva mostrava Percy davanti al signor D.
Il dio disse. "Bene, bene. La nostra piccola celebrità." Percy non disse niente, probabilmente riconoscendo il tono di scherno usato dal dio.

Poseidone si stava arrabbiando. "Fratello. Calmati." Disse Zeus. Poseidone scosse il capo. "Come si permette? È mio figlio!"

"Avvicinati." Ordinò il dio a Percy. "È non aspettarti che ti faccia chissà che onori, mortale, solo perché il Vecchio Barba d'Alghe è tuo padre."
Il dio continuò, guardando Percy. "Se si facesse a modo mio le tue molecole avrebbero già preso fuoco. Saremmo qui a raccogliere le ceneri e ci risparmieremmo un sacco di problemi. Ma Chirone sembra convinto che vada contro la maledetta missione che mi è stata affidata: evitare che a voi marmocchi venga fatto del male."
"E la combustione è una forma di male." Spiegò Chirone, a cui Dioniso rispose. "Sciocchezze. Il ragazzo non si accorgerebbe di nulla. Tuttavia, ho accettato di contenermi. Sto pensando di trasformarti in un delfino, piuttosto, e di rispediti a tuo padre." "Signor D..." "Oh, e va bene. C'è un'altra opzione. Ma è pura follia. Salgo sull'Olimpo per la riunione di emergenza. Se il ragazzo sarà ancora qui al mio ritorno, lo trasformerò in un delfino. Ci siamo capiti? Quanto a te, Perseus Jackson, se hai un minimo di cervello, capirai che è una scelta molto più ragionevole di quello che Chirone pensa che tu debba fare."
Dioniso scomparve.

Poseidone disse. "Ma come si permette? Percy è decisamente un eroe! Trasformarlo in un delfino?" Zeus sospirò. "Fratello. Percy non è un eroe. O, Meglio, non ancora. Perché quindi non lo lasci fare?"

Chirone sorrise, stanco. "Accomodati, Percy. Anche tu, Grover."
Poi, si rivolse al semidio. "Dimmi, Percy. Che effetto ti ha fatto il segugio infernale?"
Gli dei osservarono Percy. Il ragazzo era rabbrividito, lievemente. Poi disse. "Mi ha terrorizzato. Se non ci foste stati voi, sarei morto."

Zeus guardò il fratello. "Vedi? Lo ammette anche lui." Poseidone, comportandosi dal dio estremamente maturo che era, gli fece il verso.

"Incontrerai cose peggiori, Percy. Cose molto peggiori, prima che tu abbia finito." "Finito cosa?" "La tua impresa, naturalmente. Hai intenzione di accettare?" Percy guardò per un attimo l'amico. Poi disse al centauro. "Ehm, signore. Non mi ha ancora spiegato di che si tratta."
Il centauro fece una smorfia, mentre diceva. "Be, questa è la parte difficile: i dettagli."
Percy, visto che nessuno gli diceva niente, azzardò. "Poseidone e Zeus. Stanno litigando per qualcosa di prezioso... qualcosa che è stato rubato, vero?"

Poseidone sorrise. "Vedete? Mio figlio è un genio! Ah!" Zeus sospirò. "Farai sempre così?" Poseidone non rispose, riportando l'attenzione su Chirone.

Chirone gli chiese. "Come lo sai?" "Il tempo sta facendo il matto da Natale, come se il mare e il cielo stessero litigando. Poi ho parlato con Annabeth, e lei ha sentito di sfuggita qualcuno che parlava di un furto... E poi... Sto facendo questi sogni, da un po'.."
Chirone lo guardò. "A ogni modo, Percy, hai ragione. Tuo padre e Zeus stanno avendo la loro peggiore lite da secoli. Litigano per qualcosa di prezioso che è stato rubato. Per la precisione: una folgore." Percy rise nervosamente "Una cosa?"
"Non prenderla tanto alla leggera. Non sto parlando di una saetta rivestita di alluminio di quelle che si vedono alle recite della scuola elementare. Sto parlando di un cilindro di sessanta centimetri di purissimo bronzo celeste, coronato alle due estremità di esplosivi dalla Potenza divina." "Oh." "La Folgore di Zeus. Il simbolo del suo potere,il modello di tutte le altre folgori. La prima arma forgiata dai Ciclopi per la guerra contro i Titani. La Folgore che ha scoperchiato la cima dell'Etna e che ha spodestato Crono dal suo trono; la folgore originale, dotata di una Potenza tale che le bombe a idrogeno mortali sono fuochi d'artificio al confronto." "Ed è sparita?" "Rubata." "Da Chi?" "Da te."

Gli dei risero alla vista dell'espressione di Percy. Scandalizzata e sorpresa.

"O almeno questo è ciò che pensa Zeus. Durante il solstizio d'inverno, all'ultimo Consiglio degli Dei, Zeus e Poseidone hanno litigato. Le solite sciocchezze: 'Sei sempre stato il cocco di nostra madre Rea.'; 'I disastri aerei sono più spettacolari dei disastri marittimi.' Eccetera eccetera. Dopo, Zeus si è accorto che la Folgore era sparita. Qualcuno l'aveva presa nella sala del trono sotto il suo stesso naso. Ha incolpato subito Poseidone. Ora, un dio non può usurpare il simbolo di un altro dio direttamente: é proibito dalle più antiche leggi divine. Ma Zeus crede che tuo padre abbia convinto un eroe umano a farlo." "Ma io non..." "Abbi pazienza e ascolta, figliolo. Zeus ha buone ragioni per sospettarlo. Le fucine dei Ciclopi sono sotto l'oceano, il che da a Poseidone una certa influenza sui custrottori dei fulmini di suo fratello. Zeus crede che Poseidone abbia rubato la folgore originale e che adesso, in gran segreto, stia facendo costruire ai Ciclopi un arsenale di copie illegali, con l'intenzione di usarle per rovesciare Zeus dal trono. L'unica cosa di cui Zeus non era sicuro era l'identità dell'eroe che Poseidone potesse aver usato per rubare la folgore. Ora Poseidone ti ha ufficialmente riconosciuto come figlio. Tu eri a New York durante le vacanze invernali. Ti saresti potuto facilmente intrufolarsi nell'Olimpo. Zeus crede di aver trovato il suo ladro."
Zeus guardò Percy arrabbiarsi. "Ma io non ho mai messo piede sull'Olimpo! Zeus è pazzo!" "Ehm... Percy? Non usiamo quella parola con la p per descrivere il signore del Cielo." Disse, nervosamente, Grover. Chirone intervenne. "Forse paranoico é più appropriato. Ma del resto, Poseidone ha già tentato di spodestare Zeus, in passato. Credo che fosse la domanda numero 38 dell'esame." Percy lo fissò sconvolto. Poi disse. "C'entra una rete d'oro, per caso? Poseidone, Era e qualche altro dio... hanno... hanno intrappolato Zeus e l'hanno liberato solo quando ha promesso di essere un sovrano migliore. Giusto?" Chirone confermò. "Esatto. E Zeus non si fida più di Poseidone da allora. Naturalmente, Poseidone nega di aver rubato la Folgore. Si è offeso mortalmente per l'accusa. I due continuano a litigare da mesi, ormai, minacciando guerra. E adesso sei spuntato fuori tu... la proverbiale ultima goccia." "Ma sono solo un ragazzino!" Esclamò.

Zeus lo guardò. "L'autostima di tuo figlio fa davvero schifo." Ade annui. "Concordo con Zeus." Poseidone sorrise. "È così umile!" Ade sbuffò. "Non è possibile! Riesce a trovare sempre un punto a suo favore!"
Grover intervenne. " Percy se tu fossi Zeus e pensassi già che tuo fratello stia tramando per spodestarti, e all'improvviso lui ammette di aver infranto il sacro giuramento pronunciato dopo la Seconda Guerra Mondiale e di aver generato un nuovo eroe mortale che potrebbe essere usato come arma contro di te... non ti sentiresti un po' preso per il divino naso?" "Ma io non ho fatto niente. Poseidone, mio padre, non ha davvero ordinato di rubare questa Folgore, vero?" Chirone annui. "La maggior parte degli attenti osservatori concorderebbe che il furto non è nello stile di Poseidone. Ma il dio del mare è troppo orgoglioso per cercare di convincere suo fratello. Zeus pretende che Poseidone gli restituisca la Folgore entro il solstizio d'estate, ovvero il 21 giugno, tra dieci giorni. Poseidone esige delle scuse per l'offesa recatagli entro la stessa data. Speravo che alla fine la diplomazia avrebbe prevalso, che Era, Demetra o Estia avrebbero fatto ragionare i due fratelli. Ma il tuo arrivo ha scatenato la collera di Zeus. Ora nessuno dei due fratelli ha intenzione di fare un passo indietro. Se non interviene qualcuno, se la Folgore non viene trovata e restituita a Zeus prima del solstizio, sarà la guerra. E tu sai come sarebbe una guerra vera e propria, Percy?" "Brutta?"
Gli dei risero. Chirone, invece, continuò. "Immagina il mondo nel caos. La natura in guerra contro se stessa. Gli dei dell'Olimpo costretti a schierarsi tra Zeus e Poseidone. Distruzioni. Carneficine. Milioni di morti. La civiltà occidentale trasformata in un campo di battaglia tale che la guerra di Troia al confronto sembrerà una bravata con i gavettoni."
Ade disse. "Non avreste fatto così, no? Vi sareste fermati?" "No." Disse  Poseidone. Zeus disse. "Voglio sentire la risposta di Percy."
"Brutta." Concluse il ragazzo. Gli dei risero più forte.
" E tu, Percy Jackson, saresti il primo a subire la collera di Zeus."
Fuori cominciò a piovere. L'espressione di Percy era furiosa. "E così devo trovare quella stupida Folgore. E restituirla a Zeus.  "Quale migliore offerta di pace del figlio di Poseidone che restituisce il maltolto a Zeus?" "Ma se Poseidone non l'ha preso, che fine ha fatto quell'affare?"
Zeus alzò un sopracciglio. "Ha appena chiamato la Folgore, quell'affare?" Ade rideva. "È forte." Poseidone annui. "È mio figlio."
"Io credo di saperlo. Parte di una profezia che ho ricevuto anni fa... be, alcuni versi finalmente hanno trovato un senso. Ma prima che possa dire altro, devi intraprendere ufficialmente l'impresa. Devi consultare l'oracolo."
"Perché non mi dice prima dov'è la Folgore?" "Perché se lo facessi, avresti troppa paura per accettare la sfida."
Gli dei ridacchiarono all'espressione sconvolta di Percy.
"Ottima ragione." "Allora accetti?"
Percy guardò Grover, che annuiva incoraggiante. "Va bene. Sempre meglio che essere trasformato in un delfino."
Gli dei lo guardono. Ade disse. "Tuo figlio deve rivedere le sue priorità." Poseidone annuì. "Decisamente."

La scena cambiò.
Percy era di fronte all'Oracolo. E appariva disgustato.
"Io sono lo spirito di Delfi, portavoce delle profezie di Febo Apollo, uccisore del possente Pitone. Avvicinati, cercatore, e chiedi."
Percy chiese. "Qual è il mio destino?"
Ade rise. "Adesso gli dice 50 profezie."
L'oracolo cambiò forma, diventando Gabe e la sua compagnia.
"Andrai a occidente e affronterai il dio che ha voltato le spalle."
"Troverai ciò che è stato rubato e lo vedrai restituito."
"Sarai tradito da qualcuno che ti chiama amico."
"E alla fine non riuscirai a salvare ciò che più conta."
Percy, vedendo le figure sparire, urlò. "Aspetta! Che vuoi dire? Quale amico? Cosa non riuscirò a salvare?" L'oracolo non rispose.

La scena dopo, Percy era davanti a Chirone.
"Ebbene?"
"Ha detto che recupererò ciò che è stato rubato." "Fantastico!" Esclamò Grover.
Chirone, invece, disse. "Cos'ha detto l'oracolo esattamente? È importante."
Percy disse. "Ha detto... ha detto che devo andare a occidente e che affrontato il dio che ha voltato le spalle. Che recupererò ciò che è stato rubato e che lo vedrò restituito." "Lo sapevo!" Sorrise Grover.
Chirone chiese. "Nient'altro?"
Gli dei risentirono i pensieri di Percy.
"Quale amico mi avrebbe tradito? Non ne ho mica tanti... e... non sarei riuscita a salvare ciò che più conta. Che razza di oracolo era uno che mi gettava in un'impresa e poi mi diceva Oh, a proposito, non ci riuscirai fino in fondo... come posso dire una cosa del genere?"
"No. È tutto."
Chirone lo osservò. "Molto bene, Percy. Ma sappi questo: le parole dell'Oracolo hanno spesso doppi sensi. Non rimuginarci troppo.  La verità non è sempre chiara finché gli eventi non si sono conclusi."
"Okay. Allora, dove Vado? Chi è questo dio a ovest?"
"Rifletti, Percy. Se Zeus e Poseidone si indeboliscono l'un l'altro in una guerra, chi ci guadagnerà?"
"Qualcuno che vuole prendere il comando?" "Si, esattamente. Qualcuno che cova rancore, qualcuno che è scontento di quello che gli è spettato quando il mondo è stato diviso secoli fa, e il cui regno diventerebbe potente grazie alla morte di milioni di persone. Qualcuno che odia i suoi fratelli per averlo obbligato al giuramento di non generare figli, un giuramento che entrambi hanno infranto."
"Ade." "Il Signore dei Morti è l'unica possibilità."
Ade sbuffò. "Vedete! Mi incolpano Sempre!!" Zeus e Poseidone sorrisero.
"Voglio sentire." Disse poi Poseidone.
Grover spalancò la bocca. "Cavolo, aspetti un momento. Cosa?" Chirone ricordò ai due. "Percy è stato braccato da una Furia. Una Furia che lo ha tenuto d'occhio finché non è stata certa della sua identità, e poi ha cercato di ucciderlo. Le Furie rispondono a un unico padrone: Ade." "Si, ma... Ade odia tutti gli eroi. Poi, se ha scoperto che Percy é figlio di Poseidone..."
"Un segugio infernale è penetrato  nella foresta. E i segugi si possono evocare solo dai Campi della Pena, e da qualcuno dall'interno del Campo. Ade deve avere una spia, qui. Probabilmente sospetta che Poseidone cercherà di usare Percy per ristabilire il suo buon nome. Ade sarebbe molto, molto contento di uccidere questo giovane mezzosangue prima che possa intraprendere l'impresa."
Ade sbuffò. "Ma non è vero."
Percy disse. "Fantastico. E con questo siamo a due potenti dei che vogliono uccidermi."
"Solo?" Commentò Zeus. Ade disse. "Ricordati che non ne ha incontrato poi così tanti." "In effetti."

Grover appariva spaventato. "Ma un'impresa negli Inferi... Cioè, la Folgore non potrebbe trovarsi in un posto, che so , tipo il Maine? Il Maine è molto bello in questo periodo dell'anno."
Chirone proseguì. "Ade ha inviato un suo scagnozzo a rubare la Folgore. E poi l'ha nascosta negli Inferi, sapendo molto bene che Zeus avrebbe dato la colpa a Poseidone. Non pretendo di comprendere i motivi del Signore dei Morti o il perché abbia scelto questo particolare momento per cominciare una guerra, ma una cosa è certa: Percy deve scendere negli Inferi, trovare la Folgore e scoprire la verità."
Percy appariva impaziente di agire. Desideroso di vendicarsi. Deciso a ristabilire il suo nome.
Gli dei risentirono i suoi pensieri.
"Se mia madre si trovava negli Inferi... Cavolo, però, sono solo un ragazzino... Ade é un dio."
Percy guardò l'amico avere una crisi di panico. Chiese a Chirone. "Senta, ma se sappiamo che è stato Ade perché non lo diciamo agli altri dei? Zeus o Poseidone potrebbero scendere negli Inferi e far saltare qualche testa."
Chirone rispose. "Sapere e sospettare non sono la stessa cosa. E Poi, anche se gli altri dei sospettano di Ade, e immagino che Poseidone sia tra questi, non possono recuperare la Folgore di persona. Agli dei non è consentito varcare i rispettivi territori senza un invito. È un'altra regola antica. Gli eroi, d'altro canto, hanno certi privilegi. Possono andare ovunque, sfidare chiunque, purché abbiano il coraggio e la forza di farlo. Nessun dio può essere ritenuto responsabile per le azioni di un eroe. Per quale altro motivo pensi che gli dei operino sempre attraverso gli umani?" "Sta dicendo che mi stanno usando?" "Sto dicendo che non è un caso che Poseidone ti abbia riconosciuto proprio ora. È un rischio molto azzardato, ma è in una situazione disperata. Ha bisogno di te."
Le emozioni sul volto di Percy erano diverse. Rancore e gratitudine, felicità e rabbia si alternavano sul suo viso.
Guardò Chirone. "Ha sempre saputo che ero il figlio di Poseidone, Vero?" "Avevo dei sospetti. Come ti dicevo... anch'io ho parlato con l'oracolo."
Percy disse.
"Perciò mi faccia capire bene. Devo scendere negli Inferi e affrontare il Signore dei Morti."
"Esatto."
"Devo trovare l'arma più potente dell'universo."
"Esatto."
"E riportarla sull'Olimpo prima del solstizio d'estate, tra dieci giorni."
"Proprio così."
Percy guardò Grover.
"Ho già detto che il Maine é un posto bellissimo in questo periodo dell'anno?"
"Non sei costretto a venire. Non posso pretendere questo da te." "Oh. No... È solo che i satiri e i luoghi sotterranei... be'..." Grover si alzò. "Tu mi hai salvato la vita, Percy... Se... Se dicevi sul serio quando hai detto che mi avresti voluto con te, non ti deluderò."
Gli dei videro Percy trattenere le lacrime "Non so di preciso cosa possa fare un satiro con le forze dei Morti ma... sono grato che venga con me."
"Ci puoi scommettere amico! Allora dove andiamo? L'oracolo ha detto soltanto di andare a occidente." "L'ingresso degli inferi si trova sempre a ovest. Si sposta di epoca in epoca, proprio come L'Olimpo. In questo momento, naturalmente, è in America." "Dove?" "Pensavo che fosse ovvio. L'ingresso degli Inferi è a Los Angeles." "Oh! Naturalmente. Perciò prendiamo il primo volo?" "No! Percy, che ti viene in mente? Sei mai salito su un aereo in vita tua?" Percy scosse la testa. "Percy, riflettici. Sei il figlio del dio del mare. Tuo padre è l'acerrimo rivale di Zeus, Signore del Cielo. Tua madre sapeva benissimo di non poterti mettere su un aereo. Ti saresti trovato nel regno di Zeus. Non ne saresti uscito vivo."
Percy sospirò. "Okay. Così mi muoverò a terra." Chirone convenne. "Giusto. Puoi avere due compagni di viaggio. Grover é il primo. Per il secondo c'è già una volontaria, se accetterai il suo aiuto."
"Cavolo! Chi altro può essere così stupido da offrirsi volontario per un'impresa come questa?"
Apparve Annabeth. "È da tempo che aspetto un'impresa, Testa d'Alghe. Atena non è un'ammiratrice di Poseidone, ma se hai intenzione di salvare il mondo, io sono la persona giusta per impedirti di rovinare tutto."
"Modesta, la ragazza." Commentò Ade.
"Se lo dici tu. Suppongo tu abbia un piano, vero sapientona?" Rispose Percy.
"Vuoi il mio aiuto oppure No?"
"Un trio. Funzionerà." Decise Percy.
"Ottimo si parte nel pomeriggio. Possiamo accompagnarvi fino alla stazione degli autobus di Manhattan. Dopodiché, sarete soli."

Angolo autrice
Nulla da dire.
Al prossimo
By Rowhiteblack

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