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capitolo 17 - Grover e Percy

La scena cambiò.
Grover e Percy erano sul molo, osservando le Naiadi.
"Come è andato il colloquio con il Signor D?" "Bene. Alla grande." "Così la tua carriera è ancora sui binari?" "Chirone ti ha detto che voglio una licenza da cercatore?" "Be no. Mi ha spiegato solo che avevi grandi progetti e che dovevi completare un incarico come custode per guadagnare credito. Insomma, ce l'hai fatta?" Grover guardò di nuovo le Naiadi. "Il signor D ha sospeso il giudizio. Ha deciso che non si può ancora stabilire se con te io abbia avuto successo oppure NO, perciò i nostri destini sono legati. Se ti fosse assegnata un'impresa e io venissi con te per proteggerti, e se tutti e due tornassimo qui sani e salvi, allora forse considerebbe il mio lavoro concluso." Percy sorrise. "Non è tanto male,NO?" "Bee- Bee! Tanto valeva spedirmi direttamente alla pulizia delle stalle. Le possibilità che ti venga assegnata un'impresa... e anche se fosse, perché dovresti volermi con te?" "Ma certo che ti vorrei con me!"

Percy chiese poi delle case vuote.
La numero Otto, quella d'argento, appartiene ad Artemide. Ha fatti voto di castità. Perciò, naturalmente, niente bambini. La capanna è onoraria. Se non ne avesse avuta una, si sarebbe infuriata." " E va bene. Ma le altre tre in cima? Sono quelle dei Tre Pezzi Grossi?" Grover si irrigidì. "No. La numero due è di Era. Un'altra questione onoraria. È la dea del matrimonio, perciò naturalmente non se ne va in giro a intrecciare relazioni con i mortali. È un passatempo che lascia a suo marito. Quando parliamo dei Tre Pezzi Grossi, parliamo dei Tre potenti fratelli, figli di Crono." "Zeus, Poseidone e Ade." "Esatto. Lo sai. Dopo la grande battaglia con i Titani, hanno ereditato il mondo dal padre è hanno tirato a sorte per decidere a chi spettasse cosa." Percy annui. "Zeus ha avuto il cielo. Poseidone il mare, Ade gli Inferi."
Poi chiese. "Ma Ade non ha una casa qui al campo?" "No. Non ha nemmeno un trono sull'Olimpo. Se ne sta giù negli Inferi per i fatti suoi, per così dire. Se avesse una casa qui non sarebbe piacevole. Diciamo così."
Percy chiese. "Ma Zeus e Poseidone hanno avuto, che so, un fantastilione di figli secondo i miti. Perché le loro capanne sono vuote?" Grover rispose, chiaramente imbarazzato. "Una sessantina di anni fa, dopo la Seconda guerra mondiale, i Tre Pezzi Grossi stabilirono di comune accordo di non generare più altri eroi. I loro figli erano troppo potenti. Stavano influenzando in modo decisivo il corso degli eventi dell'umanità, causando troppe carneficine. La Seconda guerra mondiale in pratica è stata una battaglia fra i figli di Zeus e Poseidone da una parte, e i figli di Ade dall'altra. I vincitori, Zeus e Poseidone, obbligarono Ade a un gijrame ti comune: mai più relazioni con don e mortali. E tutti e tre giurarono sulle rive dello Stige."
"E i fratelli hanno mantenuto la parola? Niente figli?" Grover gli raccontò della triste storia di Talia: figlia di Zeus, che si era sacrificata per salvare i propri amici.
Percy guardò il pino, la trasformazione che Zeus aveva fatto del suo corpo morente.
Poi chiese. "Grover. Gli eroi hanno davvero compiuto delle imprese negli Inferi?" "Qualche volta. Orfeo. Ercole. Houdini." "È hanno mai riportato qualcuno dal mondo dei morti?" "No. Mai. Orfeo c'è andato vicino. Percy, non starai pensando sul serio..."
Percy, chiaramente, quando parlò, stava mentendo. "Certo che no. Dicevo così per dire. E dunque, i satiri svolgono sempre il compito di custodi dei semidei?" Grover, dopo averlo studiato con sospetto, rispose. "Non sempre. Andiamo sotto copertura in un sacco di scuole. Cerchiamo di scovare dei semidei che hanno la stoffa dei grandi eroi. Se ne troviamo uno con un'aura molto forte, come un figlio dei Tre Pezzi Grossi, allertiamo Chirone. Lui cerca di tenerli d'occhio, perché potrebbero causare problemi gravi."
Poseidone sbuffò. "No, dai."
"E tu hai trovato me. Chirone ha detto che pensavi che potessi essere speciale."
Poseidone sorrise. "Quel satiro ha naso."
Grover, il satiro con un naso invidiabile, guardò Percy sconvolto. "Io non... Oh, ascolta, non ragionare così. Se tu fossi... lo sai... Non ti verrebbe mai e poi mai assegnata un'impresa, e io non otterrei mai la mia licenza. Probabilmente sei figlio di Ermes. O forse di una divinità minore, tipo Nemesi, la dea della vendetta. Non ti preoccupare, okay?"
Poseidone rise. "Le ultime parole famose."
Ade e Zeus sorridevano. "Percy non è stupido, come può sembrare a prima vista."

Angolo autrice
17 capitolo, fresco fresco.
Ringraziate l'estate, che mi permette di perdere tempo in codesta maniera, infruttuosa
Alla prossima
By Rowhiteblack

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