Capitolo due- La Mietitura
Questa notte non ho praticamente chiuso occhi e pensare che era l'ultima che avrei potuto trascorre qui al Distretto. Mi sono girato e rigirato tra le lenzuola chiedendomi se dire oppure no la verità a Clove. Siamo entrambi due assassini, l'amore non fa parte del nostro mondo.
Inizio a prepararmi per la Mietitura scacciando così i miei pensieri. Mi guardo un'ultima volta allo specchio, sono pronto. È arrivato il gran giorno: mi offriró volontario e parteciperò agli Hunger Games, la mia vita ha sempre girato attorno a questo scopo. Ho la sensazione che in realtà non sia davvero la mia vita, come se qualcuno ci avesse giocato. Mi sento come una macchina, una macchina assassina.
Mancano poco più di due ore alla Mietitura e voglio passarle con Clove. È l'ultima mattina che passeremo da soli, senza essere circondati dalle telecamere o capitolini. Questo è il momento per essere sinceri, mi ripeto mentre cammino.
Mi dirigo a casa sua e la trovo seduta davanti al portone, con il suo solito sguardo freddo, ma solo io so che dietro quegli occhi c'è solo una ragazza che vuole vivere felice. Come tutti o sbaglio? Anche io sogno di vivere felice, vincitore dei giochi e Clove accanto. Ognuno ha la sua visione di felicità ed è proprio quella che ci dà ogni giorno, la forza per andare avanti. Tutti gli allenamenti faticosi di questi anni li ho portati avanti con l'obbiettivo di vincere quest'edizione dei giochi e non falliró.
-Cato! Sei pronto?- mi chiede in tono di sfida. Lo fa sempre e io amo quando lo fa. In questo momento è così sicura di sé, concentrata per la cerimonia. Indossa una maschera perfetta.
-Sono nato pronto- sorrido facendole l'occhiolino -Tranquilla tornerò a casa vincitore! -
Mi sorride. Ma capisco che mi sta nascondendo qualcosa.
-Tutto bene? - chiedo
- E se venissi estratta? Come faccio? Solo un tributo torna a casa... e se tu ti offri volontario...-dice quasi con voce tremante.
-Ti proteggerò e sarai tu a tornare a casa. Anche se io morirò non m'importa.-concludo per lei.
-Scordatelo Cato- mi urla contro -Non osare farlo! Tu vincerai, vivrai e tornerai al Distretto da glorioso vincitore come è stato programmato.-
-No Clove, non posso perderti- dico con voce incrinata.
-Ti sbagli io non posso permettermi di perderti- mi si avvicina, cosa che non è da lei: ha sempre evitato il più possibile il contatto fisico con le persone -Ti amo- sussurra a voce così bassa che stento a credere che l'abbia detto davvero.
Rimango immobile. Ha davvero detto che mi ama? Sto sognando. Ora il ragazzo che deve offrirsi volontario per gli Hunger Games, il ragazzo pronto ad uccidere , il ragazzo forte scompare e diventa semplicemente un ragazzo innamorato, con un sorriso sulla faccia.
-Mi ami davvero? Tu mi ami Clove?-sussurro.
-Sì. .. ti amo Cato-sussurra a sua volta. Non ci posso credere, sto sognando forse?
E invece credici idiota! Ti ama fa qualcosa! Fra due ore firmerai la tua condanna a morte! Sveglia.
Quella parte di me ha ragione. Mi avvicino a Clove e la bacio. E in quel momento ci siamo solo noi.
• • •
Sono nella piazza del distretto e in questo preciso istante quella stupida capitolina di nome Kelly sta prendendo il biglietto che contiene il nome del tributo femmina . Apre il biglietto, si schiarisce la voce e dice -Clove-
Il mondo si ferma. Clove? Clove? Clove? Che cosa?
Mi giro verso la fila delle ragazze e vedo lei salire sul palco, con un'aria di sfida. Ma so che realmente non è cosi. So che ora sta sperando che io non mi offra volontario , ma se pensa che io la lasci lì in quel posto orribile chiamato Arena, si sbaglia. Potrebbe vincere, anzi lei può e deve vincere ma non voglio rischiare di perderla.
Quando Kelly sta per pronunciare il nome del tributo mashio urlo -Mi offro volontario! Mi offro volontario come tributo! -
E da qui inizia tutto quello che non mi aspettavo e che non volevo che accadesse.
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