NORMALITÀ MONOTONA
So che in queste storie, si comincia tutto con due frasi:
Mi chiamo Azzurra/Hope/Summer/... e sono bella, la più bella del liceo.
Oppure
Mi chiamo Azzurra/Hope/Summer/... e sono un cesso ambulante.
Ed, a entrambe le ragazze, capita una cosa assurda: camminando nel corridoio, indovinate un po'? Inciampano e... cadono tra le braccia di un figo.... okay.
A me non capita mai: se inciampo, l'unico ad accogliermi tra le sue braccia è il pavimento.
Non ho un nome di colori, concetti astratti e stagioni. No. Il mio nome è normale, però, per ragioni di sicurezza userò un nome datomi in un episodio, che vi racconterò quando sarà il momento: Rowhite Black.
Dunque. Tutto comincia con una normalità monotona. (Come dice il titolo, idiota!! Lasciala stare dai! Tu sei di parte!) Basta!
Dicevo. Una normalità monotona. Devo avvertirvi che tutti i nomi che troverete sono di mia invenzione, sempre per evitare ripercussioni su di me.
Cominciamo con la mia normale giornata.
3 ottobre 2016
È una cosa assurda. Questo era il mio pensiero alla mattina , sei meno venti di mattina, mentre mi alzavo, dovendo recarmi alla mia scuola. Scuola bella, certo, impegnativa, ovviamente, e... LONTANA! Quindi, la mattina, dovevo abbandonare il mio letto caldo ed invitante, per andare a fare colazione e poi fuori, ad affrontare la dura vita! O dura mattinata. Il concetto resta quello (li fai impazzire).
E come se non bastasse la mia sveglia, da qualche tempo c'è questa vocina che mi parla nell'orecchio. Si dice che avere voci nell'orecchio sia sintomo di pazzia (noti solo questo?) Sapete che vi dico? Lasciamo perdere.
Arrivata a scuola, noto una cosa molto assurdamente normale: sono in anticipo, il che è una cosa che odio. In anticipo. E cosa faccio nel restante tempo? Conto le pecore?
N
on lo faccio, raggiunta da una mia compagna di classe poco dopo, fortunatamente. Il suo nome è Lucia, la chiamerò Lucia Mandella, chiaro omaggio a Manzoni. Altra mia amica è Elsa Pazza, omaggio alla sua particolare persona. Questi due nomi non sono veri, ovviamente, ma non potevo fare saltare la loro copertura. Sono mediamente coinvolte nella storia, il che è un bene, perché, se si intraprende un viaggio, avere compagnia fidata è sempre meglio che essere soli. Io, rimango però dell'avviso che meglio soli che male accompagnati e chi fa da sè fa per tre. (Parla della normalità monotona). Comunque, la mia normalità monotona, nasce proprio da questi incontri, normalmente monotoni, che ti fanno desiderare una vita avventurosa, una vera e propria vita piena di passioni, che ti consumi e con qualche pericolo.
Dopo la giornata passata a prendere appunti, vado all'incontro degli artisti, fotografi, musicisti, e cose così (molto chiaro).
A casa, faccio i compiti. Poi mi preparo per il giorno dopo.
La sera, dopo un bel film, vado a dormire.
Nel letto, rivivendo la giornata, penso "ma che giornata monotona! Una normalità monotona".
Qualche giorno dopo, avrei dato tanto, per tornare alla mia monotonia. Ma ancora non lo sapevo.
Angolo autrice
Salve gente!
Dunque, se non vi piace il capitolo, o avete idee per la storia, scrivetemi nei commenti, o in chat privata. ACCETTO CONSIGLI!
Bene, l'ho messo all'inizio, per fare in modo che TUTTI lo leggeste.
Il capitolo è di passaggio, nel prossimo spiegherò qualcosa.
Le parole tra parentesi sono le vocine nella mia testa (ve lo avevo detto che era pazza).
I messaggi con il cellulare saranno sottolineati corsivi.
Lucia Mondella e Elsa Pazza sono nomi di mia invenzione! Non potevo mettere i loro veri nomi, quindi metto questi due!
Prossimo capitolo: 8 o 9 Ottobre
By Rowhiteblack
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