BIBLIOTECA, ALLENAMENTO E LUPI
Io e Alexa eravamo rimaste per tre ore in quella terribile biblioteca.
Potevo sentire la stanchezza nel mio corpo, talmente alta da non riuscire neanche a pensare. "Non lo fai mai." Borbottò Alexa. "Cosa?" Le chiesi, fissandola. "Pensare. Non ne sei capace." Io le sorrisi. "Tu sì?" "Sei viva grazie a me." "Tecnicamente sono Rowhite. Comunque... dove dormiamo? All'istituto o da Scott?" Alexa stava per rispondermi. Poi, il suo cellulare prese a squillare.
Lei guardò il display. Poi me. Poi il display. Al quarto sguardo, le rubai il telefono. Dopo aver letto il mittente, risposi alla chiamata. "Telefono di Alexa. Come posso aiutarla?" Per un attimo si sentì solo il silenzio. Poi, arrivò finalmente la voce del ragazzo. "Row! Sei viva!" Io sbuffai. "Tu e Alexa sbagliate sempre il mio nome. Sono Rowhite, non viva." Sentì una risata. Poi, il ragazzo proseguì. "Elsa e Willow sono già qui. Vi stiamo aspettando per mangiare. Cenare. Perchè lo devo specificare, Scott?" Sentì dei rumori in sottofondo. Io mimai ad Alexa "mangiamo da Scott. Elsa e Will sono lì." Lei annuì. Poi, Stiles tornò al telefono. "Comunque, Elsa ha detto che avete cercato delle informazioni sul Darach. Ne avete trovate.?" Io annuì. Poi, mi ricordai che non mi poteva vedere. "Sì. Un po'. Non tante come avrei voluto, ma abbastanza per farci un'idea. Possiamo aiutarvi io ed Alexa a scoprire chi c'è dietro. Tanto non abbiamo nulla da fare. Sai, l'impresa è conclusa." Dall'altra parte arrivò una risata. Poi, si sentì una piccola lite. "Ehy, Row. Sono Scott! Arrivate?" Io annuì. Poi, mi ricordai nuovamente che non mi poteva vedere "Certo. Siamo in strada." Misi giù. Ridiedi il telefono ad Alexa. La trascinai fino a casa di Scott. Tutto nella norma insomma.
Arrivate a casa di Scott, bussai alla porta. "Salve, piccolo lupo!" Salutai Scott, sempre trascinando Alexa. Poi feci un cenno agli altri tre. "Lupo grande. Lupo alto. Non lupo." Elsa sbuffò. "Perchè non li chiami con il loro nome?" "Saetta-Girl! Mi sembrava di non vederti! Sei sopravvissuta alla cucina di Izzy?" "Se sopravvivo alla tua..." "Io cucino benissimo. Da dio. O meglio, da semidio." Poi risi. Alexa, riprendendosi- probabilmente a causa della mia terribile battuta- rise con me. Imitata da Stiles. Poi, Scott ridacchiò. "Va bene. Abbiamo capito che non siete cambiate affatto." Io alzai un sopracciglio. "Avremmo dovuto?" "Be, le persone cambiano, generalmente. Sai... si modificano. Crescono." "Sì evolvono." Commentò Alexa. Io scossi il capo. "Quelli sono i Pokemon." Alexa, dopo avermi osservato attentamente, scoppiò a ridere. Sembrando leggermente pazza. (Lei dice che l'amica sembra pazza? Be... è indicativo sull'intelligenza dell'amica, no? Ciao indicativo sull'intelligenza dell'amica. Io sono una voce Lo abbiamo perso.)
Lasciando perdere le vocine simpatiche nel mio cervello, decisi di rivolgere tutta la mia attenzione alla cena. Che consisteva, adesso che lo notavo, in pizza. Sorrisi. "Ottima scelta di menù. Pizza. Adoro la pizza. Da dove viene?" "Dalla pizzeria." Rispose Stiles. Io annuì. "Meno male. E io che pensavo arrivasse da una macelleria. Grazie per avermi tranquillizzata, Stiles. Mi sento molto meglio." Il ragazzo sorrise. "Per te, questo e altro, Row." Poi, centrando il punto cruciale della giornata, disse. "Mangiamo?".
***
Dopo aver mangiato, dissi. "Allora, avete chiesto al vostro amico dei Darach?" Stiles annuì, diventando, per un attimo, serio. "Sì. Ha detto le stesse cose che hai detto tu. Tranne del nodo quintuplo. Non ha saputo parlarcene." Alexa annuì. "Lo immaginavamo. Ecco perché abbiamo cercato le informazioni su quello, soprattutto. Ecco a voi."
Passò un pacco di figli sopra il tavolo. Stiles lo fissò. "Quanto siete state lì?" "Tre ore." "Tra ore in biblioteca? Siete fuori?" Domandò Isaac. Io alzai un sopracciglio. "Allora, chiariamo una cosa. Io sono Rowhite. Lei Alexa. Nessuna delle due si chiama viva o fuori. Chiaro?" Isaac spalancò gli occhi, forse non abituato al meraviglioso senso dell'umorismo. Stiles rise come un pazzo. "Scott io le adotto. Basta." Alexa pensò. "Beh... siamo state adottate da Magnus e Alec. Anche Stiles?" Io commentai. "Un sogno che diventa realtà." Stiles guardò Scott. Scott disse. "Va bene. Siete adottate." "Quindi io sono Rowhite Black Lightwood-Bane McCall Stilinski?" Alexa scoppiò a ridere. "Ti prego. La prossima volta presentati così." "Come vuoi." Stiles disse. "Ci parlate dell'Italia?" Io sorrisi ad Elsa. "Noi siamo di Milano. Sapete, il Duomo è una chiesa meravigliosa. È molto grande. In piazza c'è di tutto." Elsa annuì, sorridendo con gli occhi nostalgici. "Già. Mi manca terribilmente." Io annuì. "A proposito. Lucia e Alice?" "Sono tornate lì. Hanno inventato una borsa di studio per noi due. È la Foschia che ha fatto credere questo ai nostri parenti." Io sorrisi. "Magari." Poi guardai Scott e Stiles. "Anzi no. Sono contenta che non sia per la borsa di studio. Ma per loro." Stiles sorrise. "Dici così perché ti abbiamo adottata." "Vero." Derek guardò l'ora. "È tardi. Domani dovete andare presto per allenarvi." "Giusto. Notte Lupacchiotti. E Stiles." "Notte."
****
Eravamo dirette all'istituto.
Il despota di nome Derek Hale ci aveva trascinate giù dal letto. E obbligate ad andare ad allenarci.
Alexa sbadigliò. "Ho sonno." "A chi lo dici." "A voi." "No intendevo.... niente, lascia stare." Mi sentii osservata. Mi voltai. Vidi Alexa, Will e Elsa guardarmi sconvolte. "Che c'è?" "Non hai fatto nessuna.... battuta." Disse Alexa. "Ho sonno anche io. Tranquille, quando comincerò a ragionare di nuovo, le farò." Will sbuffò. "Come vuoi. Pazzoide." La ignorai.
Avevo scoperto che era molto facile, pensai tra me. Insomma, bastava... Non risponderle. E non era una cosa difficile. Stavo zitta, e il discorso finiva.
Quando mi accorsi a cosa stavo pensando, capii che ero molto stanca.
Entrammo nell'istituto. Magnus ci venne incontro.
"Rowhite, Alexa! State bene? Vi siete fatte male? O, poverine, avete sonno. Piccole. Volete del cioccolato? Del caffè? Del cioccolato con caffè?" "Un cuscino?" Chiese Alexa. "Adesso arriva."
Alexander interruppe il fidanzato. "Magnus. Dobbiamo allenarci. Non possono dormire." "No?" Chiesero Alexa e Magnus in coro. "No. Vedete che Rowhite non fa storie?"
La verità è che stavo dormendo in piedi.
"Ehm... Rowhite?" "Rowhite?" "Row?" Alexa, Will ed Elsa mi chiamarono. Io dormivo. In piedi.
Elsa disse. "Ci penso io."
Poi, si mise vicino al mio orecchio, prese un respiro profondo. "SVEGLIAAAAAAAAAAA!"
Io, da semidea, shadowhunters, e persona capace di grandi cose, non mi spaventai nemmeno, rimanendo calma e rilassata.
No, non è vero. Saltai e mi guardai intorno, spaventata. Poi, vidi Elsa.
E le diedi una botta in testa.
"Pronta per l'allenamento, capo!" Dissi, sorridendo. Alec rise. "Bene! Andiamo!"
Io, con un ultimo sorriso, lo seguì.
Angolo autrice
Alla prossima! Adieu
By Rowhiteblack
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