ANCORA UNA VOLTA AL CAMPO
Due mesi dopo
Percy sbatté dietro di sé lo sportello del guidatore, andando nel bagagliaio e prendendo i tre borsoni. Jason e Nico lo raggiunsero, e Percy passò a ciascuno il loro bagaglio.
Poi, insieme, si diressero verso il grande ellisse di capanne del Campo, scherzando e spintonandosi tra loro.
Mentre Percy scompigliava i capelli di Nico, Jason vide una figura in attesa davanti la capanna del figlio di Poseidone, fermando i due cugini dal loro scherzo e indicandola a Percy.
Apparendo confuso, Percy si avvicinò alla dea Artemide, in attesa e evidentemente in colpa.
"Divina Artemide, a cosa devo il piacere?"
La dea, sospirando, guardò Percy negli occhi, sorprendendo il ragazzo per l'evidente dolore contenuto in quegli occhi immortali nel corpo di una giovane ragazza.
"Ti devo delle scuse, Perseus. Ho commesso un grave errore di giudizio e mi sono macchiata di una colpa incredibile nei tuoi confronti."
"Non capisco. Non hai fatto niente di male verso di me, Divina..." "No, l'ho fatto. Quando Atena è venuta da me con la sua idea, avrei dovuto negare decisa quella folle e ingiusta idea, ma non l'ho fatto. Mi dispiace, ho separato te e Annabeth."
"Non lo ha fatto, davvero. Annabeth ha compiuto una scelta, liberamente e con lo solo scopo di rendere la madre orgogliosa di sé." "Ma se io avessi rifiutato..." "Atena avrebbe trovato un altro modo per convincere la figlia. Non ti ritengo colpevole di niente."
"Ma, tra tutti gli uomini a questo mondo, tra tutti gli eroi, tu sei il più puro, Percy." "Grazie, Artemide. Sono delle..." "Verità. Sono la dea della caccia, e ho offerto alle ragazze la possibilità di unirsi a me per risparmiarsi del dolore che un uomo avrebbe loro causato. Ma, tu, Perseus, sei l'unica eccezione in un mondo di uomini arroganti."
Percy chinò il capo, in segno di ringraziamento, mentre la dea sorrideva e rivelava la sua vera forma, sparendo infine.
Jason e Nico guardarono Percy, dicendo. "Certo che sei pieno di sorprese, Perce."
Il figlio del dio del mare sorrise ai due cugini, rispondendo. "Mostrate più rispetto per l'unica eccezione in un mondo di arroganti."
Jason sbuffò divertito, mentre Nico annuiva e diceva. "Certo, eccezione. Noi andiamo a posare la roba, vieni con noi?"
Percy scosse la testa, aprendo la porta e buttandoci dentro la borsa. "Purtroppo no. Chirone stamattina mi ha mandato un Messaggio-Iride. Deve parlare con me." "Un'altra guerra?"
Percy sospirò, dicendo. "Cavolo, spero di no. Sono passati solo due mesi dall'ultima." "Dicci cosa vuole, va bene?" "Certo, Jas. Ci vediamo dopo. Buona giornata."
Mentre Percy si allontanava, Jason e Nico si guardano scuotendo il capo. "Chissà cosa ci abbiamo visto in lui." "Bella domanda."
Poi si separarono per sistemare i loro bagagli nelle rispettive cabine, promettendosi di rivedersi dopo aver terminato nella cabina di Percy, sperando in un suo veloce ritorno.
Percy entrò nella Casa Grande, vedendo subito il centauro nella sua forma vera, e dicendo. "Quindi, che accade?"
Chirone indicò l'angolo vicino al caminetto, dicendo. "Qualcuno aveva sentito la tua mancanza."
Percy seguì il dito del centauro, sorridendo quando vide chi stava puntando.
"Tyson!" "Fratello!"
Percy si tenne forte mentre il ciclope gli correva incontro, sollevandolo infine per abbracciarlo. "Mi sei mancato, fratello!"
Il sorriso enorme del ciclope e il suo occhio colmo di gioia, fecero sorridere spontaneamente il semidio. "Anche tu, Ty!"
Chirone sorrise, affermando. "Vi lascio soli.", uscendo subito dopo dalla Casa Grande.
Percy sorrise al fratello, dicendo. "Non mi aspettavo di vederti!" "Sei stato in due guerre senza che ci vedessimo, fratello! Non ti hanno mangiato le braccia i mostri?"
Percy scosse la testa, mostrando che tutti gli arti erano al loro posto. "No, non lo hanno fatto. E tu? Come sta il generale dei ciclopi?"
Tyson si accasciò visibilmente, mostrando il dolore e la paura del ciclope. "Brutta aria, fratello. Sono preoccupati, e Tyson non sa come aiutare i nostri parenti. Nemmeno Briareo sa cosa accadrà."
Percy lo guardò, improvvisamente preoccupato. "Temono per una nuova guerra, Tyson?" "Sì, fratello. Hanno paura di un pericolo. Tyson ha visto che anche i pesci pony hanno paura, continuano ad agitarsi. Arcobaleno ha rifiutato anche le sue caramelle."
Percy annuì, dicendo. "Dovremo... grazie, Tyson. Mi ha fatto piacere rivederti."
Tyson abbracciò ancora una volta forte Percy, dicendo. "Anche a me, fratello! Non farti mangiare dai mostri!"
"Te ne vai di già?" "I ciclopi mi aspettano fratello. Non posso deludere."
"No, hai ragione. Beh, generale Tyson, buona fortuna. Mi mancherai, fratellino."
Percy gli diede una pacca sulla spalla, lasciandolo andare.
Uscendo dalla Casa Grande, seguì con lo sguardo l'enorme ciclope fino al suo arrivo al lago di Long Island.
Salutandolo con un cenno della mano, lo vide poi sprofondare nell'acqua e sparire alla vista.
Sospirando, e sentendo nuovamente la mancanza dell'enorme fratello, Percy si avventurò verso la propria capanna, volendo sistemare il casino lasciato prima che passasse l'ispezione di Will Solace, un piccolo rompiscatole che voleva vedere ogni capanna ordinata.
Arrivato davanti alla propria capanna, Percy alzò lo sguardo, indietreggiando alla vista dell'enorme pavone sul tetto della capanna due, in onore della dea Era.
Cosa significava?
Angolo autrice
Finalmente ecco a voi il sequel del "IL RAGAZZO CHE AVEVA VISTO TROPPO".
Nei prossimi giorni (non so bene quando) pubblicherò il secondo capitolo!
Alla prossima, aspetto vostre notizie!
By rowhiteblack
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro