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AMICIZIA VERA

La mattina successiva, al proprio risveglio, Percy controllò subito se il pavone fosse scomparso ma, come a prendersi gioco di lui, l'uccello era ancora sul tetto della cabina due, non essendosi mai spostato.
Non volendo perdere di vista l'uccello, Percy si preparò lanciando delle occhiate fuori dalla finestra vedendo che, a parte alcuni movimenti probabilmente normali in un pavone, quello non si muoveva da lì, come se stesse attendendo qualcosa.
Mentre rifletteva su quanto sarebbe stato intelligente inviare un messaggio Iride alla dea intimandole di smettere di rovinare l'esistenza di tutti i semidei e di pensare come soluzione la morte, per quanto fosse possibile come dea, Percy uscì dalla propria cabina, sedendosi poi davanti ad essa e controllando l'uccello più da vicino.

"Sembra una gara di sguardi molto entusiasmante, se devo essere onesta." "Clarisse? Che ci fai qui? Cosa vuoi?"
La figlia del dio della guerra guardò un momento il pavone, enorme anche da lontano, prima di riportare lo sguardo sul semidio. "Sono venuta perché i ragazzi del campo sono degli smidollati, e io vorrei una vera sfida in un duello?" "Stai dicendo che non sono uno smidollato?" "No che lo sei meno degli altri, Prissy. Ora datti una mossa, voglio vedere quanto ci metto a ucciderti." "Sei un poeta, Clarisse. Andiamo, allora."
Percy seguì la ragazza verso l'arena, lanciando un ultimo sguardo di sfida al pavone, ancora fermo sul tetto.
"Perché continui a guardare quel pennuto?" "Si prende gioco di me, lo vedo chiaramente nei suoi occhi." "Sei più stupido di lui, è ovvio che lo faccia. Smettila di vedere complotti ovunque, Jackson. Concentrati."
Percy impugnò Vortice, facendo cenno alla ragazza di iniziare l'attacco, che, come nello stile di Clarisse, non si fece attendere troppo a lungo.
"Non ho mai avuto l'occasione di fare una cosa, Jackson." "Vincere contro di me? Tranquilla, non sei la sola." 
Clarisse evitò un affondo del ragazzo, cercando di disarmarlo ma venendo fermata da una steccata decisa del semidio.
"No, Prissy, non quello. Ma di ringraziarti."
La frase sconvolse talmente il ragazzo che si fermò, non cercando più di colpire la ragazza. 
Clarisse respirò profondamente, in egual misura per prendere fiato e per cercare coraggio. "Per Chris. Lo hai salvato e... io non ti ho mai ringraziato." "Era la cosa giusta da fare, Clarisse." "Ma non rende i ringraziamenti non dovuti. Anzi." "Clarisse non è stato un problema, ed era la cosa giusta, l'unica cosa da fare." "Non importa, sono comunque in debito con te." "No, non lo sei." Percy sorrise alla semidea, proseguendo subito dopo. "Avresti fatto lo stesso per me, quindi non serve." 
Clarisse sorrise, riprendendo posizione e dicendo. "Continuiamo o sei stanco, Prissy?" "Non sono mai stanco, Clark. Andiamo dai."

Dopo un paio di ore che i due combattevano, Clarisse esausta chiese una pausa e i due andarono a bere, sedendosi poi uno di fianco all'altra.
In quel momento di pausa, Reyna entrò a grandi passi nell'arena, cercando con lo sguardo il semidio.
Trovato, si diresse velocemente verso di lui.
"Perseus, che bello vederti." "Reyna! Ti abbraccerei ma sono strasudato." "Ho notato e apprezzo che ti trattieni." "Ah ah ah. Cosa succede? Hai l'aria preoccupata." "Ho visto un pavone sul tetto della cabina di Era, cosa vuol dire?" "Sembra la domanda del secolo. Il pennuto è comparso poco tempo fa, e non abbiamo la minima idea della sua origine, mi dispiace." "Immagino. Come possiamo risolvere?" "Dobbiamo cercare di comprendere la sua origine e il motivo per cui è qui. A quanto pare, non possiamo fare come al solito e non possiamo incolpare Era di tutti i nostri problemi. Anche se sono abbastanza sicuro che sia indirettamente colpa sua." "Solo perché non hai in simpatia la dea, non significa che ogni cosa che non funziona sia colpa sua." "No? Fammi un esempio, per favore."
Reyna non rispose, facendo ridere Percy e sbuffare Clarisse, che si alzò, dicendo. "Chirone sta facendo delle ricerche personalmente, avremo presto la risposta che assilla Percy così tanto. Vado a farmi una doccia, mi hai stremato Prissy." "Non è colpa mia se non sei così brava, Clark. Magari la prossima volta riuscirai a capire cosa succede." "Ti ho quasi battuto." "Io ci sono riuscito. Senza problemi."
Clarisse si allontanò, lasciando il pretore e il semidio soli. "Tutto bene a Nuova Roma?" "Credo proprio di sì. I semidei che arrivano sono sempre di più, ma lo ritengo un successo. Sono addestrati prima e sono più preparati alla vita da semidio che li attende. Che mi dici, tu? Verrai mai a Nuova Roma?" "Il motivo per cui avrei voluto davvero una vita lì mi ha lasciato." "Ovvero?" "Annabeth è diventata una Cacciatrice e... per il momento sono ancora utile sul campo. Chi lo sa, magari in futuro..." "Ti aspetteremo sempre, Percy. Sei una brava persona e... sarebbe bello vederti tutti i giorni." "Ecco, questa è la frase di qualcuno che non mi vede tutti i giorni."
Reyna rise, spingendo il ragazzo e disse.
"Allora vado, Frank mi aspettava per poter risolvere una questione in sospeso a Nuova Roma. Ero venuta a fare un salto per controllare la tua salute." "Non ho più allucinazioni, sto molto bene." "Non perdere la sanità dietro quel pennuto. Non sarà niente." "Ah, ma vedi, c'è il trucco." "Ovvero?" "Per perdere la sanità devi prima averla." "Giusto, tu non ne hai. Vado."


Quella sera, Percy si era riseduto fuori dalla propria cabina, osservando intensamente il pavone.
"Esattamente cosa stai facendo?" "L'ultima volta che ti abbiamo trovato con uno sguardo perso nel vuoto, abbiamo scoperto che avevi delle allucinazioni."
Percy si voltò stupito, vedendo Zeus, Ade e Poseidone davanti a lui.
"Ma perché voi siete sempre qui? Voglio dire, non avete altri impegni?" "Cosa hai figliolo?"
Percy, sospirando, indicò l'enorme pavone sul tetto della capanna di Era. "Voi avete la minima idea del perché quel coso sia lì sopra? Da quando è apparso non si è mai spostato, nemmeno per due minuti. Non si muove, mai." "E tu?" "Io mi sono mosso, ma so che lui non lo fa. Ho lasciato lì un sensore che ha creato Leo, capta i movimenti degli uccelli e quel coso è rimasto fermo." "Hai guardato tutti i video del giorno?" "No, no, si attiva se il pavone si muove e non avevo video da vedere, perché quel coso non si è mai mosso!"
Poseidone stava per cercare di tranquillizzare il figlio, ma Zeus osservò meglio il pavone. "Quello è l'animale sacro di Era." "Sì, quello lo sapevamo." "No, è il suo pavone personale, l'unico che ha sempre tenuto con sé, scelto dalla nascita come proprio familiare."
"E cosa significa se è lì?" "Lo scopriremo, Perseus, riusciremo a capirlo."


Angolo autrice
Hey
I'm back, guysss
Ecco a voi il terzo capitolo!
Alla prossima!
By rowhiteblack

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