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Tremori

T/N POV


Nonostante una parte di me tentasse di convincermi nel non farmi troppe illusioni, feci davvero fatica a dormire quella notte.

A detta sua, Hitoshi doveva dirmi qualcosa di importante e non riuscivo a fare a meno di pensare che potesse essere quella cosa in particolare. Non ero brava a comprendere i sentimenti altrui, ma la voce e gli occhi con cui mi aveva detto quella frase mi instillarono il dubbio che potesse essere davvero così.

Mi rigirai nel letto e presi in mano il telefono scorrendo sulle uniche due foto che avevo di lui.

- Spero tanto di non sbagliarmi. -


- - -


In preda all' ansia mi svegliai parecchio prima del suono della sveglia e, nonostante avessi dormito poche ore, non mi sentivo affatto stanca.

Dopo essermi lavata e vestita mi diressi a larghe falcate verso la UA con il sorriso stampato in faccia.

Entrando nella hall, sentii dei miei compagni di scuola borbottare al riguardo di un attacco alla 1A da parte dei Villain avvenuto alla USJ un paio di giorni prima. Mi stupii della cosa, ma non indagai oltre.


Una volta in aula,  vidi Hitoshi già seduto al suo banco.

"Hey, ciao!" lo salutai con un ampio sorriso.

"Ciao." disse sorridendo.

Takagi era seduto in fondo all' aula ed era impegnato con qualche tipo di gioco sul suo telefono. Fortunatamente nemmeno si accorse del mio arrivo.

Mi mossi per andare a sedermi al mio tavolo, quando due mie compagne di classe mi si pararono davanti.

"Ehy, T/N. Come stai? Ascolta, so che è passato molto tempo da quando è successo, ma volevamo dirti che sei stata grande con Akane quella volta." bisbigliò una di loro.

"Ehm, grazie..." borbottai.

"No, sul serio! Da quando le hai detto quella frase ha cominciato a smettere di fare battutine a tutti, volevamo solo dirti grazie, anche se con estremo ritardo." continuò l'altra.

- E' bastato così poco per farle abbassare la cresta? -

Non mi ero accorta dei cambiamenti che avevano coinvolto la classe, ero troppo concentrata su altro in quel periodo.

"R-ragazze, vi ringrazio. Sono felice di essere riuscita a fare qualcosa di buono." dissi arrossendo.

"Tu sì che sei una tosta, T/N!" rise la prima ragazza ad avermi parlato.

Sorrisi istericamente cercando di nascondere l'imbarazzo e mi voltai leggermente.

Vidi Shinso sorridermi dolcemente sorrggendosi il mento con la mano.

Fu come se ci fossimo capiti subito, senza bisogno di alcuna parola.

Sorrisi di rimando e fui costretta a girarmi nuovamente dopo che una delle ragazze prese a strattonarmi il braccio per ottenere la mia attenzione.


Si presentarono con i nomi di Tomomi e Keiko e mi chiesero di fare amicizia con loro.

- In effetti, non conosco i nomi di più di metà della mia classe. Faccio un po' pena. -

Non potevo non accettare la loro proposta e mi abbracciarono.

Ero stupita da quel contatto, ma mi trasmettevano una dolcezza infinita; ero convinta che non si stessero prendendo per nulla gioco di me.


Il professore varcò la porta dell'aula e fece iniziare la lezione.

Dopo di che, ci raccontò di quello che era successo alla USJ e cercò tranquillizzarci sull' impossibilità di un nuovo attacco da parte dei Villain.

"Non credo che a dei cattivi di quel calibro possano interessare degli studentelli della sezione ordinaria." commentò a bassa voce Takagi al suo vicino di banco.

Per la prima volta, mi ritrovai ad ammettere che non aveva tutti i torti.



Per la lezione di analisi, quel giorno, dovemmo scrivere un altro tema, ma questa volta sulle nostre stesse Unicità.

Guardando fuori dalla finestra potevamo ammirare i nostri compagni della sezione eroi allenarsi nel cortile con i loro quirk, mentre noi, seduti ai nostri banchi davanti ad un foglio bianco, eravamo costretti ad osservare senza poter fare nulla di concreto. Era quella la sensazione di far parte della sezione ordinaria: un sentirsi continuamente indietro rispetto agli altri.


Quando la campanella che annunciava la pausa pranzo suonò, sentii un tuffo al cuore ricordandomi quello che mi aspettava da lì a pochi minuti.

"T/C e Sato , per favore. Raccogliete i temi dei vostri compagni e portateli in sala professori dove verranno controllati." disse il professore prima di uscire dall' aula.

- EH? Sul serio? Dai, non ci credo.

Mi alzai sospirando per adempiere il mio compito e Shinso mi si avvicinò.

"Allora...io ti precedo. Ti aspetto al solito posto."

"Certo, appena finisco arrivo!" sorrisi.

"Si..."



Una volta che Hitoshi uscì dalla classe a testa bassa, iniziai a raccogliere i fogli dei nostri compagni che si erano già praticamente tutti diretti verso la mensa.

Tomomi, che aveva il compito di raccogliere i temi con me, mi si avvicinò.

"Sono davvero felice per te, lo sai T/N?"

"Eh? Che intendi dire?"

"Tu e Shinso! State proprio bene insieme!"

Arrossii istantaneamente cercando di cogliere una possibile nota di sarcasmo nelle sue parole. Fortunatamente non riuscii a trovarla; probabilmente ero troppo traumatizzata da Takagi e facevo solo un enorme fatica a fidarmi degli altri.

Gli occhi di Tomomi erano così dolci ed ingenui che non riuscivo a non credere che fosse solo tremendamente gentile.

"N-non stiamo insieme, Tomomi." arrossii.

"Che? Ma fate sempre pausa assieme, no?"

"Si, ma...stiamo solo bene in compagnia l'uno dell'altro."

"Ma vi piacete, vero? Si vede lontano un chilometro." sorrise.

"C-cosa dici?!"

La sentii ridere ed era davvero di una dolcezza infinita.

"Lo voglio anche io un fidanzato, T/N. Mi insegni come si fa a piacere un ragazzo?"

"S-Shinso non è il mio..."

"Daiii!" squittì gonfiando le guance e strattonandomi per un braccio.

"N-non saprei cosa poterti insegnare, Tomomi. Sono una frana nelle relazioni."

"Allora dammi una mano! C'è un ragazzo della classe 1A della sezione per eroi che mi piace tantissimo e non so proprio come farmi avanti!"

Sembrava una bambina delle elementari alle prese con la sua prima cotta e mi fece una dolcezza infinita.


"Posso provarci, se vuoi. Ma non ti assicuro nulla." sorrisi.

"EVVAI!" urlò saltandomi al collo e abbracciandomi. "Grazie, grazie, grazie, T/N!"

- Mi caccio sempre in queste situazioni. -


Riprendemmo il nostro lavoro e, raccogliendo i temi rimasti, arrivai davanti al banco di Shinso scoprendo che il suo compito era totalmente bianco.

Spiccavano solo il suo nome e la data nella parte alta del foglio e quell' immagine mi rattristò. Era davvero insicuro riguardo al suo quirk, ma continuava a puntare in alto e lo sapevo. Ammiravo molto quella parte di lui e volevo aiutarlo in ogni modo possibile.

Una volta raccolto l'ultimo tema ci dirigemmo nella sala professori e consegnammo il plico di fogli.

Controllai poi il telefono sperando di non essere troppo in ritardo e invece scoprii che Shinso mi stava aspettando da almeno una ventina di minuti.

"T-Tomomi scusa, devo assolutamente andare! Ci vediamo dopo!" dissi correndo verso il cortile.

"O-ok!" la sentii rispondere ormai in lontananza.


Mi affrettai il più velocemente possibile verso il cortile sperando di non incrociare nessun professore lungo la mia strada, che mi avrebbe sicuramente intimato di non correre nei corridoi scolastici.

Scesi velocemente le scale saltando alcuni gradini e finalmente arrivai al piano terra.

Con il fiatone varcai la porta che conduceva al cortile.



Vidi Shinso uscire dalla boscaglia e camminare a testa bassa nella mia direzione.

"Hitoshi! Scusa il ritardo, non credevo di metterci tanto!" sorrisi andandogli incontro.

Non accennò ad alzare lo sguardo e, con mio enorme stupore, mi passò a fianco ignorandomi completamente.

- Cosa sta succedendo? -

"H-Hitoshi." lo chiamai trattenendolo per un braccio.

Shinso mosse di scatto la mano per liberarsi dalla presa.

"Lasciami in pace." mormorò senza nemmeno guardarmi continuando a camminare.

- C-cosa? -

Gli corsi dietro posizionandomi al suo fianco.

"C-che sta succedendo, Shinso?"

Non rispose e continuò a camminare con espressione seria come se nulla fosse.

Il mio cuore si strinse provocandomi un forte dolore e mi bloccai sul posto.

Temevo di aver fatto qualcosa di male e ripassai mentalmente tutto quello che era successo dal suo ultimo sorriso della mattina stessa, dove sembrava andasse tutto bene.


Nulla.

Non c'era nulla che avrebbe potuto farlo arrabbiare fino a quel punto.


Shinso aveva continuato a camminare e lo vidi salire verso la nostra classe.

Lo seguii e, a metà della rampa di scale, mi rivolsi a lui.

"Mi dici cosa sta succedendo? Ho fatto qualcosa che non va?" chiesi iniziando a sentire la mia voce preoccupata sul punto di tremare.

Mi ignorò nuovamente e proseguì il suo tragitto.

Mi prese il panico.

Sentii lo stomaco chiudersi e le orecchie diventare bollenti mentre il mio caro nodo alla gola tornava a tormentarmi.

Volevo capire quello che stava avvenendo: qualunque cosa fosse successa io non c'entravo nulla. Non poteva essere solo per il mio ritardo, sarebbe stata una cosa davvero stupida da parte sua.


Mi fiondai davanti alla classe e lo vidi mentre raccoglieva le sue cose nello zaino per poi metterlo in spalla, davanti agli sguardi interrogativi di alcuni dei nostri compagni che erano già tornati in aula.

Uscì poi dalla stanza a testa bassa passandomi a fianco.

Non potevo sopportare oltre.


Si trovava già verso la metà del corridoio deserto quando mi parai davanti a lui bloccandogli la strada.

"Ora mi dici cosa c'è! Perchè ti comporti così? Che ho fatto?" chiesi.

Finalmente mi guardò con aria seria stringendo gli occhi.



"Non ti sei divertita abbastanza, T/N?" disse ad un certo punto.

"Eh? Di cosa diavolo stai parlando?" chiesi stupita.

"So tutto della scommessa e di quello che pensi davvero di me."

"S-scommessa? Che...che scommessa?"

"Non fare la finta tonta. Non ce n'è più bisogno." disse.

Sentii tutti i miei organi stringersi, tanto da farmi male. Mi mancava il respiro ed iniziai a sudare freddo.

"Non...non ho mai fatto nessuna scommessa, Shinso...Dico sul serio." dissi sentendo la mia voce vicina alla rottura.


Lo vidi sorridere rassegnato ad occhi bassi.

"Mpf. L'errore è stato mio. Dovevo immaginarlo."

"N-no, no, no! Io non farei mai una cosa del genere, Shinso! Mi conosci!"

"Era quello che credevo anche io." disse osservandomi serio.


Sentii la terra mancarmi sotto i piedi.

A malapena riuscii a ragionare sulla situazione e giunsi alla conclusione che poteva essere stata una sola persona a creare tutto quel casino.

"E'...è stato Takagi, vero? Che cosa ti ha detto?" chiesi quasi urlando.

"Cose che dovresti già sapere. Ora spostati, voglio andare a casa." rispose con un' espressione sempre più furiosa.

"N-no. Qualunque cosa ti abbia detto io non c'entro nulla! Sono tutte bugie, te lo posso giurare! Come posso dimostrarti che sto dicendo la verità?"

"Ho visto abbastanza. Ora lasciami in pace."

"Non posso farlo! Io non ho fatto assolutamente niente!" urlai mentre una forte nausea mi ribaltava definitivamente lo stomaco.


Shinso scattò in avanti e mi tirò a sé strattonandomi dal colletto della camicia.

"La vuoi piantare?! Dopo tutte le cose private che ti ho detto e tutte le cose che ho condiviso con te, vengo a scoprire che mi hai preso in giro tutto il tempo e ora hai anche il coraggio di presentarti davanti a me a dirmi che non c'entri nulla?!" urlò furioso a pochi centimetri dal mio viso.

Deglutii paralizzata dall' ansia.

"Cos'è, non hai ancora vinto quella scommessa?! Dovevi solo baciarmi o addirittura venire a letto con me per avere l'occasione di prendermi ancora per il culo davanti a tutti?! Dimmi, non ti è bastata la foto che mi hai fatto a tradimento? Non ti è bastato trattarmi come un idiota mentre mi riempivi di bugie? Avanti, dimmi la verità!" continuò furioso.

Sentii gli occhi riempirsi di lacrime, ma tentai di trattenermi.

"I-io...non ho mai...non ho mai nemmeno pensato di fare nulla di tutto questo...Te lo posso giurare...Hitoshi." mormorai con la voce spezzata.

Vidi le sue sopracciglia tremare dalla rabbia, ma il suo tono di voce si abbassò e allentò leggermente la presa dalla mia divisa.

"Dovevo...dovevo capirlo che tra te e Takagi c'era qualcosa." mormorò muovendo gli occhi verso terra.

"C-Cosa? Sai benissimo che lo trovo ripugnante!" dissi.

"Ah si? E quando vi ho visti praticamente attaccati durante la prima uscita che hai fatto con lui e Akane? E quando l'ho visto nell'ingresso della scuola mentre ti baciava i capelli? Per non parlare del suo fantomatico regalo di compleanno. Ho visto la foto del vostro bacio nello spogliatoio. E pensare che io,  da bravo stupido, ti ho pure consolato durante quella tua recita di pessimo gusto."

- Allora ha visto tutto...-

Strinsi forte la sua mano che mi tratteneva ancora il colletto.

"C-come puoi anche solo pensare che io mi possa approcciare di mia volontà ad uno come quello? Te lo posso giurare, io non ho nulla a che fare con lui! In qualunque modo lo guardi, mi fa schifo!"

"Smettila di prendermi in giro! Mi sono davvero rotto di sentire le tue inutili scuse!" urlò strattonandomi nuovamente a pochi centimetri dal suo viso.

Dopo di che, sbuffò arrabbiato e mi spinse indietro liberandomi dalla sua presa.

"Stammi lontana d'ora in poi." concluse camminando a testa bassa verso l'uscita.



Ero bloccata e sentivo i miei muscoli come congelati.

Nella mia testa, mille frasi, mille immagini mi riportavano indietro ai giorni precedenti ferendomi ancora di più.

Sentii le prime lacrime rigarmi le guance mentre le mie labbra iniziarono a tremare.

Non saprei quantificare quanti minuti rimasi immobile dove Shinso mi aveva lasciato, ma ad un certo punto feci l'unica cosa che mi venne in mente.


Corsi con tutta l'energia che avevo seguendolo fuori dalla scuola dove era ancora intento ad attraversare il cortile in direzione dei cancelli.

Il mio respiro era rotto dalla corsa e dal pianto quando mi parai davanti a lui per poi trattenerlo stringendogli entrambe le braccia tra le mani.

Tremavo parecchio e abbassai la testa.

Riuscii a percepire la sua espressione furiosa osservarmi e cercò di liberarsi dalla mia presa, fallendo miseramente.

"Mi hai veramente stufato! Cosa vuoi ancora da me si può sapere? Non mi hai fatto abbastanza del male? Cosa ci trovi di così divertente nel..."


"TU MI PIACI." gridai con tutta la paura che avevo in corpo.


Si zittì all'istante e sentii il suo corpo rilassarsi immediatamente.

Data la mia testa piegata verso il basso, riuscivo solo a vedere le mie lacrime cadere a terra e bagnare il lastricato.


"Io...Io sono innamorata di te, Hitoshi Shinso." biascicai.

Non cercò più di divincolarsi dalla mia stretta e cadde un pesante silenzio spezzato solo dai miei forti singhiozzi.

"Q-Quindi...quindi ti prego. Non pensare che io possa fare qualcosa di così orrendo come prenderti in giro...Sei l'unica cosa bella che ho, non posso permettere che venga tutto rovinato per un malinteso. Io...io non ho fatto nulla...te lo giuro, Shinso." continuai cercando di farlo ragionare.

I miei tremori stavano peggiorando ed iniziarono lentamente ad invadere anche le braccia; erano talmente forti da provocarmi dolore. Sentivo le gambe cedermi ma tentai di resistere il più possibile.

Hitoshi era troppo importante, non potevo permettere che cambiasse qualcosa tra di noi. Pregai che riuscisse a sentire la sincerità nelle mie parole mentre i muscoli del viso iniziavano ad essere doloranti per la troppa tensione.



"Che tentativo patetico." lo sentii parlare con tono stizzito.


Sbarrai gli occhi incredula: non poteva aver detto davvero una cosa del genere.

Alzai lo sguardo e lo fissai con il viso stropicciato dal pianto.

"Ora basta. Voglio che mi lasci in pace d'ora in poi, sono stato abbastanza al tuo gioco. Tornatene in aula, adesso." continuò con tono fermo.

"N-no...a-aspetta...perchè non cerchiamo di capire quello che è successo?"

"Vai in classe, T/N." disse serio.

"T-ti prego , ascoltami, io..."



In quell' istante, sentii come se la mia mente si spegnesse e venisse staccata a forza dalla mia testa per poi venire lanciata chissà dove. Smisi immediatamente di piangere mentre una sensazione di gelo mi circondò e persi totalmente il controllo del mio corpo.

Con mio enorme rammarico, capii.

Shinso stava usando la sua Unicità su di me.



"Vai in classe,T/N." ripetè.


Senza che potessi fare nulla, le mie mani lasciarono la presa sulle sue braccia ed iniziai a camminare a passi lenti verso la scuola.

Quel poco che rimaneva di me in quel guscio vuoto si stava dimenando, ordinandomi di svegliarmi ed inseguirlo fino a che non avrebbe compreso il suo errore.

Fu una sensazione orrenda e, per quanto lottassi, non riuscii a liberarmi dal suo quirk.


Tornai in me quando misi piede nella mia aula davanti agli sguardi interrogativi dei miei compagni.

Ero nuovamente bloccata dalla paura e dalla rabbia mentre fissavo un punto vuoto davanti a me con occhi sbarrati.

Tomomi mi si avvicinò.

"T/N, tutto bene?"


A quelle parole, sentii nuovamente i miei occhi riempirsi di lacrime e sprofondai il viso tra le mani non curandomi delle occhiate dei miei compagni.

Tomomi poggiò una mano sulla mia spalla accarezzandomi dolcemente.

Ripensai a tutto quello che Shinso mi aveva detto e sentii quelle parole ferirmi di nuovo.

In quel momento, mi ricordai dell' unico colpevole di tutta quella situazione tremenda.


La mia espressione cambiò e divenni furiosa avvicinandomi velocemente a Takagi per poi prenderlo per la giacca della divisa e spingerlo giù dalla sedia.

"Cosa gli hai detto, brutto stronzo?" gli gridai in faccia.

"T/N, T/N, non vorrai mica..." rispose con il suo solito sorriso.

"DIMMELO E BASTA!" urlai.

Non ci vedevo più dalla rabbia, provavo solo un forte desiderio di sfondargli il cranio a suon di pugni.


Finalmente lo vidi cambiare espressione e mi guardò con aria preoccupata.

"L-le...le e-mail."

Mi porse il suo telefono e lo presi subito in mano lasciando la presa su di lui.

Dopo averlo sbloccato, iniziai a scorrere nella sua casella di posta elettronica e trovai delle mail da cui spiccava il mio nome nella riga del mittente.

Aprii la prima in fretta e furia e ci trovai la foto che avevo fatto a Shinso durante la nostra prima pausa pranzo all' esterno, accompagnata da frasi offensive riguardanti lui nel corpo del messaggio. Scorsi velocemente nelle altre due mail e ci trovai alcuni messaggi che parlavano di una certa scommessa che stava procedendo secondo i piani e che presto l'avrei vinta senza intoppi.

Realizzai che quelle mail erano state inviate dal mio telefono da Takagi quando l'avevo beccato nello spogliatoio del ristorante. Non erano presenti nel mio cellulare, doveva averle prontamente cancellate.

Strinsi forte il telefono tra le mani e la mia Unicità si attivò contro la mia volontà mandandolo in frantumi.


Guardai Takagi e finalmente quel sorriso viscido se ne andò lasciando spazio ad un' espressione spaventata.

Ero furiosa e non rispondevo più delle mie azioni.

Gli tirai un pugno in pieno viso, dopo di che lo strinsi per il colletto pronta a dargliene un altro mentre cercava di difendersi facendo muro con le braccia.


"T/C! Cosa diavolo stai facendo?"

Mi voltai e vidi il professore sull' uscio della porta. Alla sua vista, tornai in me e lasciai la presa sul ragazzo spaventato. I miei compagni avevano creato un cerchio intorno a noi tentando di allontanarsi dalla scena e mi fissavano con aria preoccupata.

"Vai immediatamente dal preside. Adesso!"

Sospirai spostando gli occhi verso il basso.

"Si..."

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