Risveglio
T/N POV
- P-Perchè sento la testa così pesante? -
Stavo facendo una fatica immane ad aprire gli occhi e sentivo come se le palpebre fossero incollate tra loro.
Davanti a me, percepivo un calore particolare e anche il profumo che mi circondava non era da meno. Sapeva di qualcosa di già sentito, ma dannatamente bello, che tanto avevo bramato nelle giornate precedenti.
- U-Un momento...ieri...Oddio, ieri...-
Forzai i miei occhi e li aprii di scatto.
Quello che vidi subito dopo fermò il mio cuore per qualche secondo.
Il viso di Hitoshi era a pochissimi centimetri dal mio ed era intento ad osservarmi con occhi dolci.
Realizzai anche che ero appoggiata con la testa sul suo braccio, mentre con l'altro mi cingeva delicatamente il fianco. Ero con il volto vicinissimo al suo petto e notai che indossava una delle mie maglie.
"Buongiorno." mormorò con tono dolce non smettendo di guardarmi.
"B-Buongiorno..." arrossi.
"Come ti senti?"
"B-Bene. T-tu?"
Soffocò una piccola risata, dopo di che mi poggiò una mano sulla testa e avvicinò il suo viso al mio per stamparmi un leggero bacio sulle labbra.
"Sto bene ora. Grazie." sorrise tornando ad osservarmi con occhi socchiusi.
"O-ok."
Sentivo le guance andare a fuoco e mi ritrovai ad avere il corpo completamente in tensione.
Shinso alzò la mano che teneva sul mio fianco e la portò sul mio volto iniziando a spostare delicatamente alcune ciocche di capelli.
"Ti...Ti ricordi di qualcosa riguardo a ciò che è successo ieri?" mormorò.
"S-si. Non nei minimi dettagli, ma ricordo quasi tutto..."
La sua mano, allora impegnata sul mio viso, scese leggermente e mi cinse il mento accarezzandomi le labbra con il pollice.
"Meno male." sussurrò sorridendo.
Mi sentii pericolosamente vicina all' infarto e non avevo la più pallida idea di cosa rispondere: la mia mente era completamente spenta.
Ricordavo comunque tutto della notte precedente.
Mi aveva trovato in stazione e mi aveva accompagnato a casa.
Mi aveva anche aiutato con il bagno, ma soprattutto, ricordavo benissimo il nostro primo bacio scambiato proprio su quel letto.
Non avevo smesso un attimo di fissarlo e vidi la sua espressione mutare leggermente. Si era fatto più malinconico, come se ci fosse qualcosa che non andava.
"T/N, io...voglio chiederti scusa. Anche se forse non basterebbe comunque."
"Per cosa, Hitoshi?"
"Il giorno della nostra litigata...ecco...ho usato la mia Unicità su di te, ma immagino che tu te ne sia accorta."
Annuii in tutta risposta e Shinso mi strinse forte a sè facendo affondare il mio viso sul suo petto, dopo di che poggiò la sua testa sulla mia.
"Ecco, mi...mi dispiace così tanto. In quel momento non ci vedevo più dalla rabbia e non so cosa mi abbia preso. Ti ho detto tutte quelle cose orrende e in più ho anche rotto la promessa che ti avevo fatto. Sei tu che dovresti essere arrabbiata con me, ma...ti prego di perdonarmi."
In quelle parole riuscii a percepire tanto senso di colpa e mi scaldarono il cuore.
Sorrisi, sprofondando ancora di più il viso sul suo petto e ricambiando l'abbraccio.
"L'ho già fatto, Hitoshi."
"T-Ti ringrazio. Non accadrà mai più." continuò Shinso stringendomi forte ed avvicinando ancora di più il suo corpo al mio.
Fu come se ci trovassimo in una bolla, dove tutto il resto del pianeta spariva sullo sfondo. C'eravamo noi e basta ed era la sensazione più bella che avessi mai provato.
Ero felice, dannatamente felice.
Tanto che, in preda all'euforia, tutte le mie ansie si dissiparono e alzai lo sguardo verso di lui.
Premetti con forza le mie labbra sulle sue e lui accolse il mio bacio portandomi una mano sulla guancia.
Ci baciammo per infiniti minuti ed iniziai man mano a percepire una strana sensazione impossessarsi del mio corpo. Per quanto fosse presto, mi accorsi di desiderarlo davvero tanto e qualcosa dentro di me si accese.
Aumentai il ritmo del bacio e i nostri respiri si velocizzarono di conseguenza.
Nel frattempo, le mie dita scivolavano delicatamente sul tessuto della sua maglia seguendo e studiando le linee dei muscoli sottostanti. Shinso iniziò ad accarezzarmi il collo e sentii un forte brivido trapassarmi la schiena che fece avvicinare ancora di più il mio corpo al suo.
Eravamo talmente uniti che ormai potevamo essere considerati una sola entità.
Dopo qualche minuto passato a studiare l'uno il corpo dell' altro, percepii Shinso fremere sotto alle mie dita che continuavano a scoprirne i lineamenti e, con mia sorpresa, mi afferrò le spalle e mi allontanò da lui concludendo il nostro bacio.
Teneva gli occhi chiusi mentre, ansimante, appoggiò la sua fronte contro la mia.
"O-ok. Forse è...è meglio che ci fermiamo per ora."
Come se mi fossi risvegliata da un bellissimo sogno ricordai quello che avevo fatto, tentando prematuramente di portare il nostro bacio ad un altro livello.
"V-va bene. Scusami." dissi in imbarazzo evitando di guardarlo.
"Non scusarti. La...la colpa è mia." disse ancora ansante.
La situazione si era fatta parecchio imbarazzante e dovevo trovare un modo per ristabilire la normalità.
"Ehm...hai fame, Hitoshi?" chiesi sorridendo.
Le nostre fronti erano ancora unite, ma lo vidi alzare lo sguardo.
"A-Abbastanza." rispose lasciando la presa sulle mie spalle.
"Ottimo! Allora magari...vado a preparare qualcosa!" dissi indicando la porta con un dito.
"N-no. Lascia che faccia io." mormorò alzandosi e scendendo dal letto.
"Sei sicuro?" chiesi mettendomi a sedere.
"C-certo!"
Si diresse a passi svelti verso il corridoio e lo vidi aprire di scatto la porta per poi fiondarsi in bagno.
Potevo ben immaginare quello che era successo e sorrisi mentre un forte colorito mi riempiva il volto.
Mi lasciai cadere nuovamente sul letto a braccia larghe e contemplai il mio triste soffitto bianco.
- Sta... sta succedendo davvero? Non riesco ancora a crederci. Stavolta implodo sul serio. -
Mi vennero in mente mille immagini di quello che saremmo potuti essere in futuro e sorrisi abbracciando il cuscino. Mi sembrava di toccare il cielo con un dito e mi lasciai cullare da tutto quel benessere inaspettato.
"A-Allora vado di là." disse Shinso comparendo sulla porta.
"Vengo anche io!" dissi scattando in piedi ad andandogli incontro.
"Cosa vorresti mangiare?"
"Uhm...non saprei. Non ho nemmeno idea di quello che potrebbe esserci in frigo."
"Va bene, mi inventerò qualcosa."
Giungemmo in cucina e non c'era traccia di Misao. Probabilmente era stanca per il turno di lavoro e stava ancora dormendo.
"Sei sicuro di non volere una mano, Hitoshi?"
"Sicurissimo. Siediti, ci penso io." sorrise e si diresse verso il frigo.
Eseguii il suo ordine e rimasi a godermi la visione di Shinso mentre era intento a cucinare. La maglia che gli avevo dato faceva assolutamente giustizia a quella schiena meravigliosa e mi donava uno spettacolo completo dei suoi muscoli mentre si muovevano sotto il tessuto durante la preparazione della colazione.
"Mangerà anche Tsunichi?" chiese ad un certo punto interrompendo i miei sogni ad occhi aperti.
"Eh? S-si, ma non so quando."
"Ne farò anche un po' per lei, allora."
Mi sentivo parecchio inutile nello starmene lì senza far nulla e, anche se avrei dovuto rinunciare a quella splendida visione, mi alzai per avvicinarmi a lui.
"Fammi fare qualcosa! Anche se sono una mezza imbranata posso provarci!"
Ci pensò un po' su ed infine mi sorrise.
Un altro di quei sorrisi che bramavo di baciare dalla prima volta che mi era comparso davanti agli occhi.
"Va bene. Allora potresti per fav..."
Non fece in tempo a finire la frase che poggiai le mie labbra sulle sue e ne fu parecchio sorpreso.
Mi staccai subito e ricambiai il sorriso.
"Finalmente, dopo tanto tempo, posso farlo senza problemi."
Una volta finito di cucinare, ci sedemmo al tavolo per mangiare e, dopo il consueto augurio di buon appetito, ci avventammo sulla colazione. Era tutto buonissimo, nonostante ci avessi messo del mio.
"Ma che carini." disse una voce sull' ingresso della cucina.
Ci voltammo entrambi e scoprimmo una Misao sorridente con indosso un pigiamone che ci osservava appoggiata allo stipite della porta.
"Sembrate quasi una coppia sposata a vedervi così."
Mi limitai a guardarla storto mentre con la coda dell' occhio aspettavo l'eventuale reazione di Hitoshi che, con mio sorpresa, sorrise a basta.
"E comunque, brutta cretina, devi ancora ripagarmi gli anni di vita che mi hai fatto perdere ieri notte." disse la mia amica.
"Ero ubriaca marcia, non mi rendevo nemmeno conto di quello che facevo."
"Oh! Lo so, lo so."
"Tsunichi, se ti va ne ho fatto anche per te." disse Shinso indicando la colazione.
"Davvero? Non posso dire certo di no!" disse prendendo un piatto e delle bacchette per poi sedersi al tavolo con noi."Allora, buon appetito!"
Sia io che Hitoshi sorridemmo e riprendemmo a mangiare.
"Shinso, davvero. Perchè non valuti un trasferimento a casa nostra? Le tue mani d'oro sarebbero le benvenute!" disse Misao tra un boccone e l'altro.
"Eheh, perché no." rispose il ragazzo.
Per poco non sputai l'ultimo boccone di riso e guardai Hitoshi per capire se scherzasse o meno.
Onestamente, non riuscii a carpire nessuna risposta al mio dubbio.
Concluso il pasto, Misao annunciò che sarebbe andata a riposarsi ancora un po' e salutò Hitoshi lasciandoci soli in cucina.
Realizzai che probabilmente sarebbe tornato a casa da lì a poco e sentivo già la sua mancanza. Abbassai inconsciamente lo sguardo osservando il parquet e sentii gli occhi di Shinso su di me.
"Che succede?" chiese.
"N-nulla..."
Inclinò leggermente la testa nella mia direzione e mi parlò con tono dolce.
"Non ci credo. Avanti, dimmi."
"Ehm...tu...tu tra poco andrai a casa, giusto?" chiesi non alzando lo sguardo ed arrossendo.
Sentii la sua mano poggiarsi sulla mia testa.
"Temo di si. Quanti giorni hai ancora di sospensione?" chiese.
"Te l'hanno detto, eh?"
"Credo fosse inevitabile. Comunque hai fatto bene a dare un bel pugno in faccia a Takagi; è stato assente per un paio di giorni."
"A qualcosa è servito almeno. Comunque dovrei tornare a scuola tra tre giorni."
"Beh, allora abbiamo tre giorni per vederci se ti va."
"Certo che si, ma tu domani non hai scuola?" dissi alzando gli occhi e puntandoli su di lui.
"Si, ma possiamo vederci nel pomeriggio. Credo proprio che mia madre avrebbe piacere di rivederti se ti va, poi potremmo andare a mangiare qualcosa fuori."
Alla sola idea che avrei avuto un appuntamento vero con Hitoshi mi sentii volare a qualche centimetro da terra e sorrisi.
"Si! Ci sto!"
"Ottimo."
Passammo ancora qualche ora a parlare del più e del meno, ma soprattutto a farci qualche risata su quello che avevo fatto a Takagi.
Dopo di che, indossò nuovamente i suoi vestiti e lo accompagnai alla porta.
"Allora...allora ci vediamo domani." dissi a testa bassa con aria malinconica.
"Sicuro. Però voglio vederti sorridere, non posso andarmene pensando che ti ho lasciato con questo viso triste." disse dolcemente portando il suo volto a pochi centimetri dal mio.
"Scusa...non posso farne a meno."
Avrei tanto desiderato che rimanesse ancora un po', oppure per sempre. Non sarebbe stata per niente una cattiva idea.
"Shinso, aspetta un momento!"
Misao comparve trafelata dalla sua stanza, prese Hitoshi per un braccio e lo trascinò in cucina chiudendo la porta senza che lui riuscisse a dire una parola.
Per tutta la durata del rapimento, ero rimasta ferma sulla porta come uno spettatore passivo davanti a quella strana scena.
Onestamente, non avevo idea di quello che avrebbe potuto dirgli Misao e non riuscii a valutare se l'idea di avvicinarmi alla porta per origliare fosse buona o meno.
Non ebbi il tempo di trovare una risposta che li vidi uscire entrambi dalla cucina.
"Allora buona giornata, Shinso." lo salutò Misao dirigendosi nella sua stanza.
"A te, Tsunichi." rispose Hitoshi ripercorrendo il corridoio fino all' ingresso per posizionarsi di nuovo accanto a me.
"C-Che ti ha detto?" chiesi.
"Mh? Nulla di che. Mi ha ringraziato per averti accompagnato a casa ieri sera."
"Poteva anche farlo davanti a me..."
"In effetti."
Lo guardai con aria dubbiosa.
Qualcosa in quella situazione non mi tornava.
"Puoi dirmi la verità, eh?" dissi.
"Ma è la verità." sorrise.
"V-Va bene..."
"Domani, al posto di andare a mangiare, ti andrebbe di fare un giro al centro commerciale?"
"Non credevo fossi il tipo." mormorai.
"Infatti non lo sono, ma ho bisogno di una camicia nuova per il lavoro e di altri vestiti. Mi piacerebbe che mi dessi una mano a scegliere."
Nella mia testa si susseguirono stupende immagini di Hitoshi intento a provare varie camicie ed il mio umore mutò improvvisamente.
"Ok, ci sto!" sorrisi.
"Ecco. E' proprio questo che voglio vedere." disse prendendomi il mento tra le dita.
Ci baciammo nuovamente e fummo poi costretti a salutarci.
Quando vidi la sua testa sparire scendendo le scale, mi accorsi che mi mancava già moltissimo e una strana insicurezza mi rapì la mente.
Mi sporsi dal balcone su cui dava la porta d'ingresso e attesi che uscisse dalla tromba delle scale che dava sul cortile.
Fortunatamente mi trovavo ad uno dei primi piani e, quando lo vidi non dovetti urlare troppo.
"Hitoshi!"
Lo vidi alzare la testa per poi sorridermi.
"Ti andrebbe di essere il mio ragazzo?" dissi a voce alta per far sì che mi sentisse mentre le mie guance si scaldarono violentemente.
Per un istante, parve sorpreso dalla domanda, ma poi spuntò nuovamente quella meravigliosa piega sul suo volto.
"Si. E a te andrebbe di essere la mia ragazza?" chiese con gli occhi più dolci che avessi mai visto.
Non so perché, ma mi commossi. Sentii gli occhi gonfiarsi ed un nodo alla gola tentare di soffocarmi, ma questa volta era ben diversa da quelle precedenti.
Mi sentivo felice, incredibilmente felice.
"Si, lo voglio tanto, Hitoshi." urlai con le lacrime agli occhi.
Rimanemmo a studiarci per qualche minuto e sentii nuovamente quella voce nella mia testa che mi ricordava di quanto lo trovassi bello.
Mi sorrideva in una maniera che non può essere descritta a parole. Riuscii a percepire moltissimo amore in quegli occhi e in quel sorriso leggermente accennato.
Finalmente riuscii a sentirmi come liberata ed era tutto grazie a lui.
- Grazie, Hitoshi Shinso.-
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