Incontri
T/N POV
"COME, COME?! Hai conosciuto un ragazzo?!"
"Ehm, si. Ma vedi di star calma, Misao. Non è successo nulla di particolare." dissi.
Al mio ritorno a casa, la mia coinquilina mi obbligò a sedermi al tavolo della cucina per raccontarle gli avvenimenti della giornata. Ovviamente narrai la parte degli esami, ma la ragazza si soffermò principalmente sull' incontro con Shinso perdendo totalmente interesse per l'incerto risultato del test.
"In che senso devo stare calma?! Dai, dimmi com'è! E' carino? Come si chiama?" chiese entusiasta.
"Ehm, non farti strane idee. Non ho detto che mi piace. Ci siamo parlati e basta."
"Certo, certo. Riconosco una cotta quando la vedo. Quando l'hai nominato ti si sono illuminati gli occhi."
"Ma non è vero!" sbottai infastidita.
"Ahah! Ma guardati! Osi anche dire il contrario?" disse rivolgendomi un occhiata maliziosa. "Avanti, T/N! A me puoi dire tutto! Dai, qual'è il suo nome?"
Distolsi lo sguardo dalla mia amica guardando altrove.
"Shinso Hitoshi."
"Uuh! Nome affascinante! Come è fatto?"
"Basta ,Misao! Non voglio parlare di questo!" dissi quasi arrabbiata.
"Ok, ok, come vuoi. Tanto sarai tu a venire da me a parlarne quando sarà il momento." disse facendomi l'occhiolino.
Mi alzai dalla sedia, gonfiai le guance e mi diressi stizzita verso la mia stanza.
"Non credo proprio. Me ne vado in camera."
"Sei tu che devi cucinare stasera, ricordatelo!" urlò ridendo Misao.
"Certo, lo so."
Chiusi la porta alle mie spalle e istintivamente mi portai una mano sul petto.
Avevo le farfalle nello stomaco.
Come poteva un ragazzo appena incontrato con cui avevo scambiato poche parole, farmi un effetto del genere?
Non dovevo darci troppo peso altrimenti sarebbe stato peggio.
- Passerà. -
- - -
La settimana che seguì fu parecchio stressante.
Oltre all' ansia per la dubbia ricezione della lettera di ammissione mi allenai senza sosta, sia fisicamente che con la gestione del mio quirk. I risultati non furono eccezionali, ma erano comunque qualcosa di positivo. Confermavano il fatto che, per quanto la trovassi una cosa stupida e banale, la mia Unicità reagisse anche in base al mio umore: più ero rilassata più mi veniva semplice utilizzarla e viceversa.
Invece i pensieri che riguardavano Shinso erano sempre presenti. Mi chiedevo se l'avrei mai rivisto con o senza l'ammissione alla UA.
Mi trovavo sulle sponde dal fiume vicino a casa durante uno degli allenamenti quando ricevetti una telefonata da Misao.
"Pron..."
"TORNA IMMEDIATAMENTE A CASA. E' ARRIVATA UNA LETTERA DALLA SCUOLA." urlò la mia amica distruggendomi un timpano.
"S-si, certo!"
Misi in tasca il telefono e corsi a perdifiato fino all' appartamento.
Una volta aperta la porta, vidi Misao seduta al tavolo della cucina con davanti la lettera. Il mio cuore batteva a mille e non solo per la corsa.
Mi sedetti mentre la mia coinquilina mi guardava con aria seria e presi in mano la busta.
"N-non so se..." bisbigliai.
"Tira fuori le palle, T/N! Aprila!"
"O-ok."
La scartai e tirai fuori il foglio piegato all' interno.
Lessi la lettera in silenzio mentre Misao mi osservava con uno sguardo concentrato.
"Mi...mi hanno preso nella sezione ordinaria." bisbigliai con gli occhi sbarrati.
"SIIII!" urlò la mia amica saltando dalla sedia e correndo ad abbracciarmi.
"Visto?! Che ti avevo detto? E pensare che ti facevi tante ansie per nulla! Stasera ti porto a cena fuori e ci sbronziamo! Ovviamente offro io!"
"Ehm, Misao, sai che qui in Giappone non potrei bere fino ai ventun' anni." mormorai mentre sfregava la sua guancia contro la mia.
"Ma chette frega! Si viene ammessi alla UA una volta sola! Basta evitare di farsi vedere troppo allegri per la strada!" disse scattando indietro e scoppiando a ridere.
Risi imbarazzata. Con lei si finiva sempre così.
- - -
"Smettila di lamentarti, T/N. Quel vestito ti sta divinamente! Sei sexy da morire." sbottò la mia coinquilina mentre camminavamo una fianco all' altra verso il locale.
Per la nostra uscita, Misao mi aveva costretto a truccarmi e ad indossare un abito, cosa che facevo molto raramente. Era un tubino nero abbinato ad un paio di stivaletti con il tacco e una giacchetta nera. Mi piaceva molto nel complesso, ma mi sentivo tremendamente a disagio. Non ero per nulla abituata e mi sentivo tutti gli occhi addosso, cosa che odiavo.
"Non mi interessa essere sexy, Misao."
"Perchè no? Ogni tanto ci sta, soprattutto nelle occasioni importanti come questa! Cerca di non pensarci e ti dimenticherai anche di essere vestita così."
Per lei era facile. Aveva un fisico da urlo e qualunque cosa mettesse le stava bene. In casa viveva con indosso il suo pigiamone, ma quando usciva con i suoi amici diventava un' altra persona. Era sempre in tiro e sempre bellissima, esattamente come quella sera.
"Ti sto portando in un locale che mi ha consigliato un amico. Una classica taverna giapponese, dice che si mangia benissimo!"
"Ok."
"Poi dopo ce ne andiamo a ballare e ci spacchiamo un po'! Yeah!"
Vederla così entusiasta era sempre bello. Riusciva a trasmettermi il sorriso con una facilità assurda.
"Siamo arrivati!"
Alzai lo sguardo sul locale da cui si ergeva un insegna con sopra disegnata una volpe che si arrotolava su se stessa. Aveva proprio il classico aspetto di una locanda tipica giapponese. Un locale piccolo dai colori caldi e molto accogliente.
Misao scostò le tende e mi fece entrare.
Nonostante che la metratura del locale non lo permettesse, quella stanza brulicava di persone e mi ritrovai sommersa dal vociare allegro di famiglie, bambini e anziani.
Si avvicinò a noi una signora molto bella con i capelli raccolti che ci sorrise e ci accompagnò nella saletta a fianco che era sicuramente più silenziosa della sala principale. Costeggiammo il banco della cucina da cui permeavano dei fantastici odori speziati e agrodolci.
Ci sedemmo al nostro tavolo e la donna ci versò subito l'acqua nei bicchieri per poi allontanarsi subito dopo.
- Non mi abituerò mai al fatto che in Giappone l'acqua nei locali sia gratis. Che meraviglia. -
"Allora, allora, allora. Che cosa ti va di mangiare? Qua fanno un po' di tutto!" disse Misao agguantando la lista.
"Ehm, non saprei. Se ce l'hanno, lo zaru soba andrà benissimo."
"EH? Ma a casa lo mangi sempre! Prendi qualcosa di diverso!"
"Ma a me piace. Voglio assaggiarlo fatto da qualcuno di bravo, non va bene?" sbuffai gonfiando le guance.
"Vabbe, prendi quello che vuoi. E' la tua serata dopotutto."
Nonostante la mia sicurezza, la mia amica era riuscita a farmi venire dei dubbi. Se ci fosse stato qualcosa di nuovo da provare nel menù? Qualcosa di cui mi sarei innamorata come per lo zaru soba?
Aprii la carta e ci buttai dentro la testa.
Con la coda dell'occhio vidi Misao sorridere soddisfatta.
"Buonasera. Avete già scelto cosa ordinare?" disse una voce dopo essersi avvicinata al nostro tavolo.
"Ehm...non lo so. Aspetta che chiedo alla mia amica. T/N, torna nel nostro mondo per favore. Hai scelto?" disse schioccando le dita davanti al mio menù per attirare la mia attenzione.
"S-si."
Diedi un ultima occhiata veloce alle foto dei piatti.
- Non importa, andrò sul sicuro.-
Mi voltai verso il cameriere.
"Io prenderei uno zaru so..."
Rimasi di ghiaccio quando riconobbi il ragazzo.
Shinso Hitoshi con indosso una camicia ed un grembiule stava prendendo la mia ordinazione.
"Sempre quella roba devi prendere eh?" disse Misao sorridendo prima di notare il mio silenzio. "Ehm, tesoro, sei viva?" chiese toccandomi il braccio.
"Ciao. Ci rivediamo." disse Shinso.
"C-ciao." borbottai arrossendo.
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