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Compleanno


T/N POV


Il servizio ai tavoli iniziò e, prima di entrare nella sala con i piatti, mi ritrovai più volte a chiedere consiglio a Shinso sull'ordine delle cose da fare.

Deglutii a vuoto nell' istante in cui varcammo la porta della sala e il vociare della famiglia in attesa della cena ci sommerse.

Lasciai che fosse Shinso il primo ad avvicinarsi e lo osservai mentre appoggiava i piatti sul tavolo riuscendo a passare oltre alle spalle dei commensali.

Cercai di imitarlo e appoggiai la mia prima portata davanti ad una signora che si rivolse verso la sua vicina in preda ad una risata isterica, ignorandomi completamente.

Mentre mi chinavo di fianco ad ogni cliente, riuscivo a vedere con la coda dell' occhio Takagi impegnato nel guardarmi con il suo inquietante sorriso. Come suo solito, mi studiava dalla testa ai piedi ed ebbi un forte desiderio di uscire da quella stanza e non tornarci mai più.

Decisi però di concentrarmi sui movimenti fluidi e navigati di Shinso per non dare troppe attenzioni alla faccia da perfetto idiota quale era Takagi e riuscii finalmente a calmarmi.

Concludemmo tutto il primo giro di pietanze e lasciammo i commensali a godersi la cena.

Shinso rimase sullo stipite della sala nel caso i clienti avessero avuto bisogno di qualcosa e io lo imitai.

"Puoi andare di là a sederti se vuoi. Non farti problemi." disse a bassa voce.

"No, tranquillo. Preferisco rimanere, così imparo più in fretta!" 

"Come vuoi." sorrise.

Ne approfittai per dare una migliore occhiata alle persone eleganti che invadevano la sala che, nonostante non fosse di grandi dimensioni, in quel momento ospitava una trentina di commensali intenti a cenare di gusto. I loro abiti cozzavano con l'aspetto rustico del locale e la cosa mi lasciò stranita, ma non ci diedi troppo peso.

"Ragazzo, puoi portarci dell'altro sakè?" disse uno degli uomini seduti a fianco a Takagi.

"Certo." rispose Shinso per poi allontanarsi.

Rimasi ferma sull' uscio della sala provando un forte imbarazzo, non avevo la più pallida idea di come comportarmi. Voltai leggermente lo sguardo e vidi Takagi discutere con un membro della sua famiglia tenendo gli occhi fissi su di me ed indicandomi.

- Voglio sparire. -


La serata proseguì e, dopo aver raccolto i piatti vuoti della prima portata, io e Shinso servimmo la seconda.

Ci chiesero più volte di riempire le loro brocche di sakè e notai che l'alcool stava facendo effetto quando gli animi iniziarono a scaldarsi e i toni di voce man mano si alzarono.

Si susseguirono varie portate i ogni tipo: riso, pasta, carne ma soprattutto pesce che faceva da piatto principale della cena.


Arrivò il momento di sparecchiare l'ultima portata prima del dolce e, facendo slalom tra le gomitate e i movimenti improvvisi di alcuni uomini palesemente ubriachi, non mi accorsi di essere giunta al piatto di Takagi.

Cercai di non darci troppo peso e mi chinai per raccoglierlo.

Quando mi fui abbassata abbastanza, il ragazzo di avvicinò al mio orecchio.

"Sei davvero sexy con questa roba addosso." bisbigliò.

In quel preciso istante sentì la sua mano viscida sfiorarmi una coscia per poi iniziare lentamente a muoversi vero l'alto.

Rabbrividii e percepii la mia ormai dimenticata nausea tornare a sfondarmi lo stomaco.

Non ebbi il tempo di reagire che in quel momento Shinso si intromise agguantando i piatti che tenevo in mano per poi allontanarmi da Takagi stringendomi una mano sulla spalla.

Takagi ne fu colpito, mentre gli altri commensali erano troppo impegnati a chiaccherare allegramente per assistere alla scena.

"Che cosa vuoi, Shinso?" chiese il ragazzo rimanendo seduto ed esibendosi in un sorriso di cortesia.

"Ti chiederei cortesemente di non rallentare il lavoro di T/N. Grazie." rispose.

"Ahah, sei invidioso per caso? Vuoi dirmi che non hai ancora avuto modo di godertela come si deve?" continuò.

Per sua fortuna, Shinso mi trattenne il braccio che prontamente si era alzato per stampare uno schiaffo in faccia a Takagi.

"Andiamo." disse a bassa voce mentre mi trascinava fuori dalla sala.


Una volta giunti nella penombra del corridoio, Shinso mi liberò dalla sua presa ed io abbassai lo sguardo.

Provavo rabbia, frustrazione e umiliazione.

Odiavo quel ragazzo con tutta me stessa.

"E'...è un problema se vado un attimo in bagno?" chiesi.

Shinso mi squadrò un attimo.

"Assolutamente no. Tanto ci vuole ancora un po' prima di servire il dolce."

"G-grazie."


Mi diressi ad ampie falcate verso il bagno e aprii il rubinetto di uno dei lavandini per buttarmi dell'acqua fresca sulle guance.

Quei sentimenti orrendi mi invasero ancora di più e iniziai a percepire un tremendo nodo alla gola, tanto forte da togliermi il respiro.

Cominciai a piangere cercando di non fare troppo rumore.

Non volevo che quell' essere immondo mi permettesse di sentirmi così, ma non potevo farci niente in quel momento.


Sentendo una presenza alle mie spalle alzai lo sguardo nello specchio e scoprii Shinso intento ad osservarmi.

Mi voltai di scatto asciugandomi le lacrime.

"Perdonami, non volevo spaventarti. Volevo vedere se andava tutto bene." disse.

"S-si, certo." biascicai.

Rimase fermo ad osservarmi mentre tentavo di non far sbavare oltre quel poco di trucco che mi ero messa per l'occasione e dopo qualche secondo appoggiò le mani sulle mie spalle guardandomi dritto negli occhi.

"Non servire più quel lato di tavolo, ci penso io d'ora in poi."

"G-grazie."

"Non meriti di trovarti in questo stato per colpa sua. Cerca di non pensarci e, se hai bisogno, non farti problemi a parlarmi."

Quelle sue ultime parole sembrarono uscire dalle sue labbra con una fatica inaudita e annuii in tutta risposta.

"Oppure, se non te la senti puoi andare a casa ora, ormai il grosso del lavoro è finito." continuò.

"Tranquillo, Shinso. Sto già meglio." dissi cercando di sorridere.

"Come preferisci." concluse liberandomi le spalle dalla sua presa.


Ci avviammo verso la cucina e, al nostro arrivo, scoprimmo i genitori di Shinso intenti a preparare i piatti per il dolce e ci diedero l'enorme torta da posizionare davanti al festeggiato.

"Ci penso io, mamma." disse Shinso prendendo tra le mani il dolce.

"Sicuro di farcela, Hitoshi?"

"Certo, non c'è problema." rispose avviandosi verso la sala.

Lo seguii con le posate e i piatti appositi che appoggiai subito sul tavolo di servizio vicino all' ingresso della sala.


Dopo il classico rito delle candeline, Shinso si avvicinò a me riportando la torta per poterla impiattare.

"Ci penso io a servire il dolce. Vai a sederti di là, tranquilla." mormorò.

"Lascia almeno che lo tagli. Va tutto bene, davvero." sorrisi.

"Ok."

Trovai la sua preoccupazione una cosa dolcissima.


Quando anche i piatti con la torta furono svuotati e tolti dal tavolo, ci furono richiesti altre brocche di sake ed alcuni calici di birra. Shinso insistette ad essere lui ad occuparsene e mi intimò di andarmi a sedere almeno un momento.

Eseguii il suo ordine dirigendomi nello spogliatoio per recuperare il cellulare. Conoscendola, ero sicura che Misao mi avesse scritto un' infinità di messaggi domandandomi come stava andando la serata.

Sorrisi ripensando a tutta la dolcezza nella preoccupazione di Shinso, ma, appena aprii la porta dello stanzino fui costretta a cambiare immediatamente espressione.

Vidi la schiena di una sagoma in penombra intenta a trafficare qualcosa davanti all' armadietto in cui avevo lasciato la mia borsa.

Osservandolo meglio, con mio enorme rammarico, scoprii l'identità della figura e non ci vidi più dalla rabbia.

"Takagi! Cosa diavolo stai facendo?!"

"Aaah, T/N! Scusa, stavo cercando il bagno e credo di essermi perso." sorrise voltandosi verso di me.

"Non prendermi per il culo! Qui non ci dovresti entrare, quindi esci immediatamente!"

"T/N, T/N. Ok, mi hai scoperto." disse iniziando a camminare verso di me. "Volevo giusto trovare un momento per noi due e ho pensato di aspettarti qui."

Quando si fu avvicinato abbastanza, lo presi in piena faccia con uno schiaffo carico di tutta la forza che avevo al momento. Era tutta la sera che desideravo ardentemente di colpirlo e riuscii a sfogare almeno in parte la mia rabbia.

Ne fu sorpreso, ma cambiò espressione in un istante tornando a sorridere.

"Esci subito Takagi. Non voglio più vederti." dissi furiosa.

"Cazzo, mi piaci ancora di più quando fai così." continuò prendendomi immediatamente per le spalle e spingendomi contro il muro.

Non ebbi il tempo di reagire perché premette subito il suo corpo contro il mio. Con una mano mi bloccava la spalla e con la coda dell'occhio vidi che nell' altra stringeva il suo cellulare.

"Vorrei che fossi tu il mio regalo di compleanno, che ne dici?" bisbigliò.

Mi dimenai il più possibile e, non riuscendo a liberarmi, ero pronta a gridare per chiamare aiuto quando, con mia enorme sorpresa, poggiò con foga le sue labbra sulle mie bloccando definitivamente la mia testa contro il muro.

Una nausea fortissima mi serrò lo stomaco e ripresi a dimenarmi sempre di più, ma purtroppo era riuscito a bloccarmi totalmente; non mi aspettavo fosse così forte.

Dopo qualche secondo riuscii a piegare la testa liberandomi dal suo bacio e, in quel preciso istante, Takagi finalmente allentò la presa riuscendo così ad avere la forza di spingerlo lontano da me.

"Fottiti, Takagi!" urlai.

"Ahah, non essere imbarazzata tesoro."

"Perchè mi fai questo? Spiegamelo! Cosa vuoi da me?" chiesi con le lacrime agli occhi cariche di rabbia.

"Perchè, mia cara, nessuna ragazza di mio gradimento si è mai permessa di rifiutarmi e tu sicuramente non sarai la prima."
"C-cosa?! T-tu sei totalmente fuori di testa! Ti rendi conto di quello che dici?!" urlai.

"Semplicemente, sono un amante delle sfide impossibili, quelle come te d'altronde."

"Hai davvero superato ogni limite. Vedi di sparire immediatamente!"

"Per stasera ho preso quello che volevo, mi va bene così." disse infilandosi le mani in tasca e dirigendosi verso la porta.

Ero fuori di me dalla rabbia, così tanto da non riuscire a muovermi e mi limitavo a tremare stringendo i pugni.

In quell' istante, la porta si aprì dal corridoio e vidi Shinso intento ad entrare, ma alla vista di Takagi si bloccò sul posto

"Cosa ci fai qui?" chiese con un' espressione corrucciata.

"Oh, nulla. Ero venuto a salutare la mia principessa." sorrise Takagi.

"Questa stanza è riservata allo staff. Esci, per favore." disse serio.

"Certo, certo."

Una volta che superò Shinso oltre la porta, si fermò e lo guardò dritto negli occhi.

"Sai, Hitoshi. Mi dispiace davvero molto per te."

"Che cosa vorresti dire?" chiese.

"Oh, nulla, nulla."

Dopo di che rivolse un ultimo sguardo sorridente verso di me iniziando a dirigersi verso la saletta.

"Grazie del meraviglioso regalo di compleanno, T/N. Ci vediamo in classe."


Quando finalmente il rumore dei suoi passi si allontanò del tutto, le gambe mi cedettero e mi inginocchiai con lo sguardo rivolto a terra.

Quello che mi aveva fatto era davvero troppo, mi sentivo umiliata e usata.

Sentii nuovamente quel dannato nodo alla gola e mi tolse il respiro.

Iniziai a piangere in modo incontrollato con il viso tra le mani.


Sentii Shinso avvicinarsi e lo percepii mentre si inginocchiava davanti a me.

"Cosa è successo, T/N?" chiese con tono preoccupato.

Non riuscii a rispondere per via dei singhiozzi e ragionai sul fatto che non avrei voluto comunque parlargli di quel bacio rivoltante. Non riuscivo ad immaginare quale potrebbe essere stata la sua reazione e non me la sentivo di rischiare.

In quell' istante, Shinso poggiò le mani sulle mie spalle.

"Hai bisogno di qualcosa? Ti porto un bicchiere d'acqua?" chiese nuovamente.

Per quanto mi sforzassi non riuscivo ad aprire bocca e feci l'unica cosa che il mio corpo fosse in grado di fare in quel momento.

Mi gettai tra le sue braccia stringendolo forte e affondando il mio volto in lacrime sul suo petto.

Non cercò di divincolarsi nemmeno per un istante e, anzi, ricambiò il mio abbraccio cingendomi le spalle e appoggiando la sua testa alla mia.

Piansi tanto e per tutto il tempo Shinso rimase immobile ed in silenzio.

In quell'abbraccio c'era tutto, ma soprattutto un tipo di complicità silenziosa che non avevo mai provato con nessuno.

Cercai di calmarmi, tentando di concentrarmi sul suo buonissimo profumo, sul calore del suo corpo, sui battiti accelerati del suo cuore e, finalmente dopo svariati minuti, ci riuscii.

Quando i miei singhiozzi rallentarono, Shinso piegò la testa verso il mio orecchio.

"Stai meglio?" chiese con un tono carico di dolcezza.

"S-si...credo di si. G-grazie." bisbigliai.

"Non c'è di che." concluse stringendomi ancora più forte.

Rimanemmo in quella posizione finché i miei respiri non si fecero regolari e lentamente ci staccammo.

Alzai lo sguardo su Shinso e lo scoprii a sorridere dolcemente guardandomi con un tipo di occhi che non avevo mai incrociato in tutta la mia vita: erano carichi di dolcezza e di comprensione che mi trasmettevano un'emozione difficile da definire.

"Ragazzi! Ragazzi! I clienti se ne stanno andando! Venite a salut..."

La madre di Shinso irruppe nella stanza con il suo solito entusiasmo e si bloccò quando ci vide entrambi a terra ed io intenta ad asciugarmi gli occhi gonfi dal pianto.

"T-T/N, tesoro! Cos'è successo?! Hitoshi, che cosa le hai detto?!" chiese arrabbiata.

Il ragazzo stava per rispondere, ma io lo interruppi.

"Hitoshi non mi ha detto nulla, signora! E'...è che...ho avuto un attacco di panico, tutto qui. Ma sto bene ora!" risposi tentando di sorridere.

"Oh, cara. Mi dispiace tanto." disse con tono dolce. "Rimani pure qui, basterà che venga mio figlio a salutare i clienti. Appena se ne vanno ci mettiamo di là e ci beviamo una bella tazza di the!"

"L-la ringrazio."

Shinso si alzò e seguì la madre verso l'ingresso.


Ne approfittai per andare in bagno a darmi una sistemata e scoprii che il trucco si era sbavato completamente.

- C-cioè...Shinso mi ha sorriso vedendomi in questo stato? Dio, forse lo trovava comico e basta. -

Aggiustai quello che riuscii senza struccarmi completamente e, una volta uscita dal bagno, mi diressi verso l' ingresso ormai silenzioso.


Arrivata, trovai l'intera famiglia seduta ad un tavolo con davanti delle tazze di the e del sakè.

Dopo avermi visto, Mihoko si illuminò e iniziò ad agitare un braccio nella mia direzione.

"Vieni qui a sederti, T/N! Prima di mettere tutto in ordine ci godiamo un piccolo premio per il nostro lavoro!"

Eseguii l'ordine sedendomi di fianco a Shinso mentre Mihoko mi servì il sakè nell' apposito bicchierino.

"Un brindisi veloce per festeggiare, poi se ti va ti ho preparato del the! Spero che il sakè ti piaccia!"

"S-si, la ringrazio." sorrisi.

Ne avevo bevuto a palate durante la mia convivenza con Misao, ormai ero temprata dall' aroma forte di quella bevanda.

Dopo aver brindato, vidi il padre di Shinso accendersi una sigaretta mentre Mihoko, sempre in preda all' euforia, iniziò a frugare nella borsa che teneva di fianco a lei.

"L'ultima volta che sei venuta qui ti avevo fatto una promessa, T/N." disse continuando a scavare nella sacca.

- Promessa? Non ricordo nulla del genere. -

"No, mamma, ti prego. No." disse Shinso voltando leggermente lo sguardo verso il muro.

"Daiii, che male c'è?" sorrise la madre.


Dopo di che, tirò fuori dalla borsa uno spesso libro e me lo appoggiò davanti.

Fu in quel momento che ricordai delle foto di Shinso da bambino che Mihoko aveva promesso di mostrarmi.

"Mamma, sul serio. E' imbarazzante, lo sai." continuò Shinso serio appoggiando una mano sull' album per poi spingerlo verso la madre.

"Ma tesoro, eri così carino! Non vedo perché dovrebbe essere imbarazzante." disse guardandolo con aria interrogativa.

"Ho capito, allora è meglio che me ne vado." concluse alzandosi e per poi sparire nel corridoio.

Anche io ero imbarazzata dalla scena e non sapevo bene cosa dire.

In quel momento, anche il padre si alzò come infastidito dalla situazione e si diresse verso la cucina lasciando una scia di fumo.

Rimanemmo solo io e Mihoko che non si curò per nulla delle fughe improvvise della sua famiglia e più il tempo passava, più la situazione diventava strana.

"Coraggio, T/N! Vedrai che amore che era!"

"Ehm..o-ok." sorrisi.


Mi sentivo parecchio in colpa ad aprire quell' album fotografico, come se facendolo avessi tradito la fiducia di Shinso; ma lo sguardo dolce della madre mi costrinse a sfogliarlo comunque.

Ad ogni foto mi indicava dove e quando era stata scattata, raccontandomi gli aneddoti che la riguardavano. Non riuscii nemmeno per un momento a levarmi il mio sorriso da ebete dalla faccia.

- Era davvero un amore da piccolo. Non che ora sia tanto diverso, in effetti. -

Man mano che sfogliavo l'album il mio sorriso imbarazzato iniziò a cambiare tramutandosi in uno di quei sorrisi innamorati che si vedono nei film.

Non me ne accorsi finché, giunta alla fine delle fotografie, alzai gli occhi su Mihoko e la scoprii a scrutarmi con occhi dolci, come se avesse capito tutto quello che provavo per suo figlio e lo accettasse a cuore aperto.

"Ehm, la ringrazio signora Shinso. Erano tutte molto belle." sorrisi imbarazzata chiudendo l'album.

"Non c'è di che, T/N. Felice che ti siano piaciute."

Nelle sue parole non era presente il suo solito entusiasmo, ma regnavano una calma e una dolcezza particolare.

Dopo di che, lentamente prese le mie mani tra le sue e le strinse con amore.

"Sono davvero, davvero tanto felice che tu faccia parte della vita di Hitoshi. Da quando ti conosco, ringrazio ogni giorno il fato per avervi fatto incontrare. Ti prego di continuare a far sorridere mio figlio, T/N." continuò con gli occhi lucidi.

Avvampai di colpo non sapendo bene cosa rispondere e Mihoko notò la mia incertezza.

"Non c'è bisogno che tu dica nulla. Va bene così." concluse esibendosi in un sorriso accecante.


"Mihoko, iniziamo a pulire sennò stiamo qui fino a domani." ci interruppe il padre di Shinso facendo capolino dalla cucina.

"Certo!" rispose alzandosi. "Se vuoi andare a casa non c'è problema, T/N. Qui ci pensiamo noi."

"N-no, ci tengo a darvi una mano!" risposi.

"Grazie, sei molto dolce."

Detto questo si alzò e si diresse verso la cucina per poi voltarsi nuovamente verso di me.

"Vai da Hitoshi e chiedi a lui indicazioni su cosa fare. Ti ringrazio ancora tanto, T/N."

"S-si!"


Scattai in piedi e mi diressi verso la saletta dove Shinso stava già staccando le decorazioni.

Mi dava le spalle nella sua bellissima camicia e mi fermai qualche secondo per osservarlo meglio.

Non riuscivo a pensare ad altro, solo a quanto ormai ero tremendamente innamorata di lui.


.

.

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Angolo del BOHNONSOCOMECHIAMARLO

Per la prima volta scrivo qualcosa in fondo ad un capitolo.  (YEAH) 

Lo faccio solo per dirvi che, come promesso a  @Antotaku13    e a @Auropanda17 ,vi posto giusto un paio di immagini tratte dall' album delle foto d'infanzia di Shinso.  

Avrei voluto farne di più, ma il lavoro è onnipresente e il tempo è poco (anche la qualità delle immagini stesse ne ha risentito, purtroppo). Spero possano comunque piacervi! 

Ne approfitto per ringraziare tutti per le letture, le stelline e i commenti, vi amo un sacco e mi migliorate nettamente le giornate! <3 

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