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Capitolo 6

Newt's pov

La mattina dopo non mi sveglia un calcio, ma una mano sulla spalla che mi scuote con forza il busto.
"Ehi ragazzino, sveglia, non abbiamo tutto il giorno."
"Voglio riposare ancora un po'... sono stanco..."
Mi affibia un calcio alla gamba. Ecco la Kim che ricordavo.
"E va bene, ora mi alzo." Dico stiracchiandomi per bene
e sollevando il capo, aprendo leggermente gli occhi.
Come al solito Kim è già pronta e sta aspettando che io mi alzi per mettere a posto la coperta su cui ci corichiamo la notte. Ci guardiamo negli occhi a vicenda, poi finalmente mi alzo e aiuto la ragazza a sistemare il nostro letto improvvisato.
Nel silenzio più completo metto lo zaino in spalla e appena Kim ha sistemato il suo, usciamo dalla piccola stanzetta per dirigerci ancora a Sud.

***

"Quanti giorni dovremo ancora camminare?" Domando curioso di scoprire quanto durerà questa maledetta camminata.
"Credo che almeno altri cinque giorni bastino. Il problema di queste gallerie è che anche se sembrano dritte e continue, sono tortuose e dovendo passare qua sotto fanno mostruosi giri per superare gli ostacoli naturali sottoterra."
"Beh, non sono troppi, pensavo fossero quasi di più."
Cala ancora il silenzio in questa breve pausa pranzo che abbiamo fatto così, al volo.
"Hai idea del perché gli Spaccati che hai ucciso siano scomparsi?"
Lei mi fissa così intensamente negli occhi che quasi mi viene voglia di distogliere lo sguardo da quei due tornadi azzurri.
"Non ne ho la più pallida idea, ma di certo non sono stati altri Spaccati. Di tutti quelli che ci inseguivano... beh, ne saranno rimasti vivi ancora quattro, massimo cinque che hanno preferito scappare appena mi hanno visto tranciare le gole a tre dei loro. In ogni caso so che continuano a seguirci in attesa di prenderci sul fatto e ucciderci. Tornando al discorso principale, comunque, non so cosa abbia fatto sparire tutti quei cadaveri e l'odore di carne putrefatta, ma qualsiasi cosa sia, sarà meglio non incontrarla, perché potrebbe anche far sparire noi due."

Un brivido freddo mi attraversa la schiena.
"Già, meglio evitare." Concordo iniziando a nutrire la vaga sensazione di essere osservato in ogni istante.

***

Quel pomeriggio inizio a sentire la sensazione del dopo pranzo aumentare sempre di più, fino a quando uno strano odore giunge alle mie narici.
Sembra un misto tra sangue, odore di spazzatura e di escrementi. Un vero schifo. Mi metto la mano davanti alla bocca e al naso e vedo Kim tirarsi la sciarpa sopra il naso. Il tunnel, che stiamo percorrendo ormai da giorni, è come sempre illuminato da sporadiche luci che creano aloni luminosi e coni di penombra, oltre a far risaltare la polvere che aleggia in aria. Proprio in uno di quei coni di penombra, l'odore orribile che abbiamo sentito e che peggiora man mano che avanziamo, giunge da un qualcosa raggomitolato su se stesso.

"Ci avviciniamo?" Domando a Kim.
"Io sì, tu no." Ordina la ragazza da sotto la sciarpa, estraendo nel mentre un pungnale dalla cintura.
Inizia ad avvicinarsi al corpo puzzolente e nonostante l'ordine datomi, avanzo assieme a lei.
Man mano che i miei occhi si abituano alla penombra riesco a distinguere un corpo di colore verdognolo, forse leggermente giallo. Sembra un grande lumacone, con le dimensioni di una mucca e denti simili a grandi zanne. Due piccoli occhi scuri sono ormai primi di vita, sanguinanti e pieni di pus e larve, esattamente come le interiora, ormai esteriora, che giacciono sul terreno in una pozza di sangue rappresso e di colore verdognolo.

Un ricordo molto vago passa per l'anticamera del mio cervello:
uno dei Dolenti del Labirinto, riverso a terra assieme alle sue interiora.
Poi il ricordo si fa sfocato, ma riesco a vedere un'ultima cosa. Io che aiuto qualcuno ad uscire da sotto il corpo del Dolente.
Realizzo che anche quello ai nostri piedi è un Dolente, senza però tutte le sue zampe meccaniche.

Quel flashback finisce e io barcollando all'indietro, cado, ma prima di toccare il suolo sento delle mani avvolgermi il corpo con delicatezza e forza allo stesso tempo.
"Ehi ragazzino, ti avevo detto di stare indietro. Vieni qua, stenditi."
Non sembra arrabbiata, anzi lo dice con voce gentile, pacata.
Kim mi fa stendere contro il muro del tunnel e con una mano mi asciuga il sudore che mi sta bagnando la fronte.
Tira fuori dallo zaino una piccola pezza e me la passa sul viso, con delicatezza.
"Cosa è successo?" Domanda la ragazza fissandomi negli occhi.
"Ho ricordato una cosa..."
Non faccio in tempo a finire la frase che un rumore rimbomba per tutto il corridoio. Sembra uno scricchiolio continuo, accompagnato da strani versi che non riesco a definire.
In ogni caso lo conosco quel rumore, quel maledettissimo rumore che tutte le notti per tre anni ha terrorizzato il nuovo Fagio o anche i più anziani Radurai. Sta arrivando, viscido, schifoso, ripudiante come sempre: un Dolente.

***

"Dobbiamo andare via. Sta arrivando."
"Cosa sta arrivando?"
Kim mi guarda spaesata, ma non fa in tempo a dire altro che da lontano, dall'ombra, arriva con il solito scrosciante rumore di cavi metallici.
L'essere metà meccanico, metà organico, si avvicina con la sua andatura goffa e il suo pungiglione gigante.
Il Dolente raggiunge il corpo martoriato dell'altro simile e inizia a divorarlo lentamente, con risucchi a dir poco vomitevoli. In un attimo il cadavere è scomparso lasciando il posto ad un odore sgradevole e alla pozza di sangue rappresso.

Per tutti questi pochi attimi io e Kim non ci siamo mossi nemmeno di un centimetro per paura di risvegliare l'istinto omicida di quella bestia.
Nessuno si muove, nemmeno Kim, il Dolente invece sì; si volta verso noi due e si avvicina con uno scatto.
Sento la mano di Kim correre alla mia.
La stringo forte.
Il Dolente si avvicina così tanto che posso sentire il suo alito e vedere l'interno della sua gola, i suoi denti che potrebbero staccarmi la testa con un morso, la sua bava verde e viscida che mi cola in mezzo ai piedi. Avvicina il capo spoglio di peluria al mio volto e da una specie d'apertura, che dovrebbe essere il naso, fa uscire uno sbuffo di calore puzzolente che mi sposta i capelli. Dopo aver puntato me punta anche Kim e per un attimo temo per la mia compagna di viaggio.

Lei impassibile, ma con i sudori freddi, guarda negli occhi il mostro che si azzarda ad annusarla da capo a piedi e a lasciarle una specie di "bacio bavoso" sui suoi anfibi.
Tratteniamo il fiato entrambi, fino a quando il Dolente si stanca di annusarci e se ne va come era venuto, scomparendo nell'oscurità.

Appena siamo sicuri che se ne sia andato, senza dirci niente, afferriamo gli zaini e corriamo fino alla stanza più vicina e appena entrati chiudiamo la porta con il chiavistello incorporato.
Sto riprendendo fiato per la breve corsa, quando Kim mi vola addosso.
La sento stringermi a sé per un istante, poi la ragazza mi rifila un sonoro schiaffo.
"Cosa ti è saltato in mente?! Perché non mi hai detto che avevi riconosciuto quell'affare?! Sei completamente uscito di testa?! Potevamo morire!"
Mi massaggio la guancia, anche se non fa molto male. La guardo e lei ancora agitata per la sfuriata fa lo stesso, trasmettendomi sconcerto e odio puri. Le poggio una mano sulla spalla e lei non la toglie, anzi, mi si avvicina pure.
"Non te l'ho potuto dire perché ho avuto un flashback e stavo per svenire. Poi è arrivato l'altro Dolente e le possibilità per parlare non sono state molte."
Lei mi guarda esasperata poi mi abbraccia velocemente, ma stritolandomi quasi a volermi punire, poi come se niente fosse inizia a tirare fuori la solita coperta e il solito cibo in scatola. Ho scoperto un nuovo lato di lei: un estremo bipolarismo.
Mi avvicino a Kim.

"Tutta questa dolcezza mi farà salire il diabete." Osservo iniziando ad aiutare la ragazza a sistemare tutto, riferendomi ai due abbracci che ha sfoderato.
"Volevo solo assicurarmi che stessi bene..." Risponde ad alta voce, quasi riflettendo su quello che dice.
"È un segno d'affetto. Significa che eri preoccupata."
Lei a quel punto non mi risponde, ma mi affibia quel mezzo sorriso, più simile a una smorfia che altro, che mi fa stare meglio. Io d'istinto poggio l'indice sull'angolo delle sue labbra e con delicatezza glielo tiro su, sia il sinistro che il destro.
"Ecco, così sembra un vero sorriso." affermo soddisfatto della mia opera.
Lei allarga ancora di più quella piccola linea curva, facendo intravedere per alcuni secondi il candore dei suoi denti, poi torna ad essere la Kim di sempre, seria e senza scrupoli.

***

"Cosa cacchio era quella roba che mi ha mezzo sbavato gli anfibi?"
Stiamo mangiando la nostra striminzita cena quando Kim parte con le domande. Ha ripulito i suoi stivali neri, anche se la macchia verdognolo non è scomparsa del tutto.
Io con pazienza le spiego di cosa si trattava omettendo però la mia permanenza nel Labirinto per ben tre anni.
"E dove hai visto quella roba per la prima volta?"

Okay, sono fregato. Prendo un respiro profondo, pronto a rivelare il mio passato.
"Per tre anni ho vissuto in un luogo chiamato Radura, uno spazio quadrato erboso al centro di un immenso Labirinto in cui vivevano i Dolenti. Ecco perché l'ho riconosciuto appena l'ho visto."
Kim posa a terra la sua scatola di latta ormai vuota.
"Dov'è questo Labirinto e chi ti ci ha spedito per così tanto tempo?"
È seria più che mai, fa quasi paura. Non so se dirle la verità, ma se scoprisse che le ho mentito mi ucciderebbe ancor prima che io possa dire "beh".
"Lo sai. C'è solo un'organizzazione ancora stabile al mondo oltre che a essere l'unica capace di spedire me e altri ragazzi e ragazze in un posto del genere."

La ragazza mi guarda incredula: la sua vita fino ad alcuni minuti prima era basata su una cosa; la fiducia per la C.A.T.T.I.V.O. e ora le ho distrutto qualsiasi certezza che lei avesse mai avuto.
"Non è vero stai mentendo. La Cancelliera non mi mentirebbe mai, me lo ha promesso, mi avrebbe parlato di tutto questo, non me lo avrebbe mai nascosto, non farebbe mai una cosa del genere; mi ha cresciuto lei. Stai mentendo!" Esclama la ragazza alzandosi in piedi.

Mi sollevo da terra anche io.
"La C.A.T.T.I.V.O. non è buona Kim, non lo è mai stata e non lo sarai mai."
Lei si poggia una mano sulla fronte e indietreggia scuotendo la testa fino a quando non tocca il muro dietro le sue spalle. Scivola contro il cemento scuro fino a che non tocca terra, sedendosi. Senza fare movimenti bruschi mi siedo accanto a lei.
"Mi hanno mentito. Era tutto una bugia... Tutto... Mi avevano detto che ero l'unica, che c'ero solo io..."
La abbraccio in segno di conforto e lei non si muove se non per accoccolarsi più vicino a me.
"Non è colpa tua. Ti hanno riempito la testa di bugie e tu ti sei fidata, ma non è stata colpa tua."
Lei non dice più niente, ma sento la mia mano avvolta sotto il suo mento bagnarsi. Sta piangendo per la prima volta dopo chissà quanto.
La stringo più forte a me e alla fine la sento singhiozzare sommessamente, quasi a voler nascondere la sua debolezza.

Devo dire qualcosa, almeno per confortarla un po'.
"Ti hanno mentito anche su un'altra cosa."
"Wow Newt, sei capace di far stare meglio le persone in un modo incredibile." Risponde lei riacquisendo un poco della sua ironia.
Ridacchio per un istante, poi torno serio.
"Vedi, ti hanno detto, o ti hanno fatto credere, che sei una guerriera perché combatti con ogni genere di arma, che sei invincibile proprio per questo motivo. Kim, tu sei una guerriera perché sei te stessa, anche ora che stai piangendo. E fidati: non devi vergognarti di piangere. Lasciarsi andare così, fidarsi di qualcuno che conosci da pochi giorni come me, piangere, sono tutte cose che fanno le persone che sono state forti troppo a lungo. I guerrieri fanno così Kim, non i pezzenti senza amici. E tu non sei una pezzente sola."
"Non è vero. Non ho più nessuno ora. La Cancelliera mi ha mentito, mi hanno mentito tutti, dal primo all'ultimo."
Sorrido, anche se so che lei non mi può vedere. Si avvicina un po' di più a me, appoggiando la testa sul mio petto.
"Non è vero che non hai nessuno. Forse non sarà il massimo, ma hai me."





Space for me||☆

Secondo aggiornamento in un giorno...
AMATEMI PT 2

Sto pensando di fare uno speciale per Natale :D

Quanto è figa questa cosa?😍😍

Ditemi cosa ne pensate di questo capitolo👉

Bacioni❤
Maty☆

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