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Capitolo 32

Il sangue ribolle nelle vene
Le guance si bagnano di lacrime
Il corpo si tende e le mani corrono alle armi.
Ed è così che dal nulla nasce un guerriero
Indomabile come la più temibile delle bestie, forte come la più grande montagna e triste come la più tragica delle morti.

- my_love_is_Percy

***

La prima cosa che sento appena attraverso il Pass Verticale è un freddo pungente che si diffonde in tutto il mio corpo, intorpidendomi le ossa. Sono in mezzo alla neve, ancora mano nella mano con Newt. Lui mi guarda e mi sorride raggiante: siamo veramente arrivati in Alaska.
Vedo con la coda dell'occhio la porta grigia tremolare: Newt e io ci spostiamo di lato per far passare la carovana.

Appena tutti, dal primo all'ultimo, sono arrivati, iniziamo ad incamminarci fuori dalla piccola radura in cui ci troviamo. Dopo aver camminato per alcuni minuti in mezzo agli alberi mi rendo conto di riconoscere alla perfezione ogni singola parte del paesaggio, infatti in lontananza si staglia il Centro. Dalla zona posteriore di questo sta uscendo parecchio fumo e sembra quasi che alcune zone siano crollate. Più ci avviciniamo, più mi rendo conto che quel messaggio mandatomi dalla Cancelliera Paige, quelli che sembrano secoli fa, era in verità il suo modo di dirmi addio, forse per sempre.
Il Braccio Destro è veramente riuscito ad entrare qui, a distruggere l'unica opportunità che l'umanità aveva per salvarsi. Qualsiasi dato sul Nirvana sarà di certo andato perso per sempre.
Sento un qualcosa muoversi nel mio petto, credo sia dispiacere, dolore, nel sapere che la mia vecchia casa non c'è più, ma respingo via tutto quello con un battito di ciglia.
Senza perdere altro tempo arrivo fino ai portoni d'ingresso da cui quasi due mesi fa uscivo, salivo su un Berga e andavo alla ricerca di una vita da salvare.
Tra centinaia di persone, su quell'autostrada in mezzo alla sabbia, ho deciso di scegliere un ragazzo biondo, trasandato, a cui era appena stato sparato un proiettile in testa. Ho scelto Newt e lui tanto tempo fa, nel Labirinto, ha scelto me. Ci siamo scelti a vicenda, più di una volta e credo che continueremo a farlo sempre, ogni volta che sarà il momento, in ogni istante.

"Che ne dici di andarcene una volta per tutte?" Domanda Newt, raggiante.
Sembra quasi un bambino: spensierato e felice.
"Non vedo l'ora." Dico sorridendogli.
Poi senza aspettare altro, con passo svelto, mi incammino in mezzo alla neve.

***

Appena raggiungo le due grandi porte divelte e le attraverso, sento il freddo diminuire gradualmente fino a quando tutto diventa più caldo. Mi volto indietro a guardare tutte quelle persone che stanno cercando in me delle risposte.
Hanno lasciato i Dolenti prima di attraversare il Pass Verticale, sono stanchi, infreddoliti e vogliono solo trovare un posto tranquillo dove vivere.
Ho passato una vita intera ad uccidere le persone, per difesa, su ordine, per necessità... sta di fatto che ho sempre macchiato le mie mani del sangue di qualcun altro.
Adesso voglio lavarlo via, voglio salvare qualcuno, queste persone e voglio anche salvare me stessa.
"Vi chiedo un ultimo sforzo. Poi saremo a casa."
Nessuno dice niente.
L'unica cosa che sento è un calore tenue che man mano si fa più forte, più profondo.
Mi volto, sapendo dove andare, sapendo dove trovare la Sala di Controllo. 
Per un istante davanti all'immagine del corridoio caldo e bianco che ho davanti agli occhi si sovrappone quella del corridoio pieno di liane e crepe del Labirinto.
Senza aspettare ancora mi metto a correre: è una corsetta leggera, i miei passi rimbombano sul pavimento e presto anche quelli di tutti gli altri si uniscono creando una strana armonia. Saliamo le scale, attraversiamo stanze e alla fine arriviamo al centro di tutto.
Alcuni computer hanno gli schermi rotti, altri funzionano ancora, così mi fiondo proprio su uno di questi. Inizio a premere diversi tasti fino a che non trovo la voce "Pass Verticale". Ci clicco sopra e premo il tasto "Attiva". In un angolo della sala si materializza una porta grigia esattamente uguale a quella che abbiamo già usato.

Questa volta non ho nemmeno bisogno di dirlo a mio padre: l'uomo guida direttamente i suoi attraverso la porta e prima di attraversarla mi rivolge un cenno con la testa e un sorriso.
Nella sala rimaniamo solo io e Newt così inizio a premere il più velocemente possibile i tasti fino a quando non riesco ad arrivare alla fantomatica cartella "Soggetti". La apro e vado sulla sottocartella "Fase 3".
Appena apro anche quest'ultima vedo almeno una ventina di cartelle, ognuna delle quali ha il nome di uno dei Radurai o delle Raduraie dei due Labirinti.
"Sono tutti i nostri file. La nostra vita passata. Tutto. Questa è la nostra vita." Sussurro piena di sgomento.
Newt mi si avvicina e osserva lo schermo con disprezzo: odia vedere tutto questo.
"Cancella tutto. Le persone prima del Labirinto non esistono più. Questi file non devono esistere ancora. Eliminali." Dice serio come non mai.
"Non posso..." Sussurro a quel punto.
Il ragazzo mi guarda sbalordito.
"Newt quando arriveremo dall'altra parte di quella porta incontreremo i nostri amici, ma loro non si ricordano di me. Non sanno chi sono. E loro hanno diritto di conoscere la loro vita, di riavere i loro ricordi, Newt. Tu più di tutti. I tuoi genitori, la tua famiglia.  Tu devi sapere. Dobbiamo tutti sapere cosa ci hanno tolto."
Lui contrae la mascella e si passa una mano sugli occhi.
"Kim io non voglio sapere come erano le cose prima. Ho deciso di dimenticare perché altrimenti non sarei riuscito ad andare avanti. Non so se ho voglia di rivivere una vita che non ricordo di aver vissuto."
A quelle parole gli prendo il volto tra le mie mani.
"Newt non puoi dire di sapere chi sei se prima non sai chi eri. Tu sei una persona forte, ma ti manca il passato che ti hanno fatto dimenticare. L'unico modo che hai per essere finalmente libero è sapere chi sei. E se non riuscirai a sopportarlo, se non sarai forte abbastanza ci sarò io, Thomas, Minho, Teresa... Ti aiuteremo, ci aiuteremo a vicenda come abbiamo sempre fatto. Affronteremo assieme il passato e dopo ci dedicheremo al futuro."
Lo abbraccio e lui ricambia.
"Sai rendere tutto meno rincaspiato, pive."
Mi bacia il collo, poi mi lascia andare e mi sistema un ciuffo dietro l'orecchio.
"Facciamolo. Prendiamo 'sti cacchio di ricordi."
Sorrido al ragazzo e inizio a smanettare sulla tastiera. Trovo infine un modo per trasferire i ricordi: a quanto pare possono essere trasformati in una specie di pasticche. Sembra veramente ridicola come cosa, ma nonostante questo avvio il processo.
Vedo la luce di uno dei laboratori accanto alla sala computer entrare in funzione. Centinaia di numeri e informazioni passano sugli schermi, troppo veloci perché qualcuno possa leggerli: in poco tempo quei dati sottratti ai miei amici grazie a un siero, tornano a essere concreti e vengono, non so bene nemmeno io come, trasformati in pasticche. Da una strana macchina, composta da un tubo scorrevole e diversi cavi, esce un vassoio su cui sono appoggiati diversi contenitori con una pasticca all'interno. Ognuno di questi ha sopra scritto il nome del proprietario di tali ricordi. Rimango stupita di come la scienza si sia evoluta, così, in un attimo. Senza esitare metto tutti i contenitori nello zaino e insieme a Newt mi incammino verso il Pass.

Stiamo per attraversarlo assieme quando uno strano dolore mi pervade da capo a piedi.
Sento il mondo attorno a me mutare, quasi come se stesse vibrando a un'altra frequenza.
Poi una voce rimbomba nella mia testa o forse in tutta la sala, non saprei dirlo in verità.

"Ciao Kim, ti va di rispolverare la tua vecchia io?"

Quella voce.
È Janson. Credo sia un messaggio registrato.

"Iniziare sequenza d'attacco. Bersaglio soggetto A5."

Per un attimo io e Newt ci guardiamo negli occhi, poi sento qualcosa scattare dentro di me. Sento un qualcosa che mi circonda, sembra quasi un ammasso di cavi che prende il controllo del mio corpo, della mia mente, quasi come i fili che i burattinai usano per controllare le bambole.

Newt fa un passo indietro.
"Kim cosa stai facendo?" Domanda il ragazzo, stranito.
Da non so bene dove, ho tirato fuori una pistola. È carica e pronta a fare fuoco.
Prendo l'arma e la punto verso Newt.
Lui fa appena in tempo a gettarsi a terra che sparo, ripetutamente.

La sparatoria continua per poco; mi getto sul ragazzo e mi ritrovo presto a rotolare avvinghiata a lui, in un corpo a corpo in cui io cerco disperatamente di strozzarlo.

Non so cosa mia stia succedendo, ma sento che non sono io a volerlo. Mi sembra quasi di vedere la scena in terza persona, come se non fossi io quella che sta tentando di uccidere Newt.

Il ragazzo diverse volte esita, ma alla fine si ritrova costretto a colpirmi. Un pugno sotto la mascella mi fa perdere l'equilibrio e io cado all'indietro. Newt a quel punto tenta di disarmarmi, ma io veloce lo afferro per le spalle e gli rifilo una ginocchiata nello stomaco, e poi un'altra e un'altra ancora.
Sento la pistola cadere a terra, non so bene dove.
Getto Newt di lato, ma lui non si scoraggia e dolorante si rimette in piedi.
"Kim, ti prego, combattilo."
Io vorrei urlare che ci sto provando con tutta me stessa, ma gli rifilo invece un pugno che lo manda ancora a terra. Il ragazzo si rialza ancora.

"Uccidilo." Sento dire sempre dalla fantomatica voce di Janson.

Salgo a cavalcioni del ragazzo, recupero la pistola caduta a terra lì accanto e gliela punto alla fronte.
Lui rimane impietrito.
"Kim ti prego..."
Armo la pistola.
Lui rilassa i muscoli del corpo.
"Okay, okay... va tutto bene. Lo so che mi senti."
Lo guardo inespressiva, anche se vorrei lasciare andare la pistola e abbracciarlo.
"Sono Newt. Il tuo complice. Lo so che ora quello stronzo ti sta dicendo cosa fare."
Poggio la canna sulla sua pelle sudata.
"Io so che puoi combatterlo Kim. Sei forte abbastanza per farlo."
Sento quei cavi immaginari avvolgersi di più attorno al mio corpo.

"Uccidilo." Ripete la voce.

Sento le mani di Newt poggiarsi sulle mie.
"Ora lasciala andare." Sussurra con voce profonda.
Io stringo di più l'arma e inizio a tremare da testa a piedi.
I cavi si stringono di più, sembrano formare una gabbia.

Inizio a fare pressione sui muri di quella strana prigione in cui mi sembra di essere intrappolata.
I cavi si strigono ancora.
"Puoi farcela, carcerata." Dice Newt.
Premo le mani più forte contro i muri, ma i cavi sembrano non volerne sapere.
"Io credo in te."
I cavi in un ultimo tentativo stringono la presa per l'ennesima volta.
E io spingo ancora di più i muri e libero un urlo profondo, sopito a lungo.

"Uccidilo!" Urla la voce, ancora più forte: è dovunque, ormai.

Newt non dice più niente, ma si limita a guardarmi con gli occhi che gli brillano. Si fida di me, sa che posso farcela.
Urlo ancora, dentro la mia testa e inizio a tremare di più.

Sento la voce entrare dentro di me.

"Uccidi!"
"No!" Urlo mentalmente di rimando a non so nemmeno bene cosa.
"Uccidi!" Urla ancora la voce.

Sto per premere il grilletto quando la Bestia si fa sentire dentro di me. La sento muoversi dalle mie membra fino ad arrivare alla mia mente e lì, non so bene come, sento che diventa parte di me, per davvero, non come la specie di doppia identità che ho sempre sentito di avere fin da quando ho avuto il microchip. Sembra quasi che la vecchia e la nuova me si siano unite assieme.

"Io... non..." Provo a dire, rivolta alla strana voce.
"Uccidi o sarai uccisa!" Sento urlare ancora nella mia testa.

A quel punto sento un forte calore crescere nel mio petto. Rabbia, disgusto, disprezzo, dolore, pena, sacrificio... tutto quello che ho passato in questi anni si riversa dentro di me in un colpo solo.

"Io non sono la vostra arma! Non sono l'arma di nessuno!" Urlo alla voce.

Sento i cavi immaginari svanire. Le mie mani rompono la gabbia, la fanno a pezzi e appena sento quell'orribile sensazione di controllo andarsene, lancio la pistola lontano da me.

Mi getto a terra, di lato e mi rannicchio su me stessa. Newt ci mette poco a riprendersi e a venirmi vicino visibilmente preoccupato.
"Ehi, ehi... sono qui con te."
Mi abbraccia stretto.
"Volevo ucciderti..." Sussurro ancora interdetta.
Senza rendermene conto mi metto a piangere, senza singhiozzare. Ci sono solo lacrime sul mio viso.
Newt non dice mezza parola, ma mi abbraccia solamente.
"Volevo ucciderti..." Dico tra me e me, senza capacitarmi della cosa.
Avrei davvero premuto il grilletto.
Lo avrei ucciso dopo averlo salvato da quella stessa morte.
E se fosse successo quel sangue non si sarebbe mai più lavato via dalle mie mani.
"Ucciderti..." Ripeto ancora.
Newt mi culla tra le sue braccia.
Dalle labbra mi sfugge un singhiozzo.
Inizio a piagere senza ritegno.
"Va tutto bene. Tutto bene." Sussurra il ragazzo.
È la più bella bugia che io abbia mai sentito.











Space for me||☆

Pive è tardissimo, rip, ma tra una pubblicità di Insurgent e l'altra ho deciso di aggiornare perché la prossima settimana vado via con i miei e non so se avrò tempo di scrivere.

ANYWAY


IO AMO QUESTA RAGAZZA

Tra l'una e l'altra notizia sono rimasta scioccata oltre che stra felice.
HICCUP STA TORNANDO BITCHES

Dopo questi futili (termini aulici way) aggiornamenti passiamo alle cose importanti.

Scleri, opinioni, dubbi e problemi esistenziali qui a lato 👉

Spero non abbiate trovato errori dato che il capitolo è scritto a random e pure indecentemente. :D


👇👇👇👇

⚠ANNUNCIO/AVVISO IMPORTANTE⚠

Alla qui bella personcina Scallison05 è venuta in mente la geniale idea di fare un gruppo whatsapp a tema TMR (principalmente)/Multifandom.

SO WE WANT YOU.

Aka se avete voglia datemi i numeri sui messaggi privati, o su IG in direct su me_and_my_fandom_ o sul privato _maty_ferrero_ così si fa un bel gruppo e si fangirla un po'.

👆👆👆👆

Carissima bibiisthebest volevo ringraziarti pubblicamente. Sei simpy e dolciosa :D

P.s: grazie a tutti per i commenti positivi. Mi fate aumentare l'autostima che non ho mai avuto.
Love you shanks ❤

Yea Yea Yea  *random way*

Fun fact: giustamente GiuliaStark mi ha fatto notare che spesso e volentieri indicavo Newt con questa roba: "il ragazzo con i capelli rossicci."
Allora io non so cosa avessi nella testa, ma credo che sia stato il periodo più buio della mia vita, davvero.
Penso di aver visto delle foto in cui Thomas aveva i capelli sul rosso per strani riflessi e boh, ho scritto schifezze ovunque. (Le ho corrette per fotuna ×_× )
Detto ciò siete liberi di sfottermi fino alla morte.
Pace alla mia anima depravata.

E con ciò mi dileguo e vado a dormire.
Ho ancora due giorni di scuola da farmi.

DOV'È BLACK JACK CHE MI PORTA AL CAMPO MEZZOSANGUE?

A I U T A T E M I

Notte pive :)

Maty☆





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