Capitolo 3
Appena Newt e Alby sono distanti mi siedo a terra. Mangio con voracità il pane che Newt mi ha portato e bevo a lunghe sorsate l'acqua dalla bottiglia fino a finirla.
Ho appena finito di mangiare quando la testa inizia a girarmi vorticosamente. Poi diventa tutto buio.
Sono distesa su un tavolino operatorio. Non vedo niente. Riesco solamente a sentire delle voci. Una maschile e l'altra femminile. L'uomo inizia il discorso.
"Procediamo. Mi raccomando, non possiamo permetterci errori."
"Non le sembra rischioso? È troppo piccola per sopravvivere a un esperimento del genere." Questa è la donna.
"Ci sono stati dati degli ordini precisi. Non possiamo disubbidire. Inoltre stiamo facendo tutto in nome di una buona causa. Da un giorno all'altro i prossimi Spaccati potremmo essere noi. La bambina non lo verrà mai a sapere, è impossibile. Statisticamente provato."
"Ma signore... non è il primo esperimento di questo genere che facciamo. Tutti gli altri soggetti sono deceduti dopo nemmeno due ore dalla fine dell'operazione. E anche se riuscisse a sopravvivere non crede che si accorgerebbe di riuscire a fare... insomma... quelle cose."
"Non sia ridicola! Le cose che saprà fare saranno completamente normali. Solo un po' più perfette. Riuscirà meglio degli altri. Inoltre se l'esperimento con questo soggetto andrà bene tutto il genere umano sarà salvo."
La donna tace per un attimo.
"Okay. Procediamo allora."
Passano pochi secondi, poi un dolore lancinante alla mano sinistra mi riporta alla realtà.
Spalanco gli occhi di scatto e riprendo a respirare. Possibile che avessi smesso? Getto fuori l'aria e poi la ricaccio dentro. Fuori. Dentro. Fuori. Dentro. Vado avanti per alcuni minuti finché non mi tranquillizzo. Che cosa ho sentito? Di che esperimento stavano parlando? Cos'ho di speciale? Perché mi chiamavano il "soggetto"? Com'è possibile tutto questo... Poi ricordo di aver sentito dolore alla mano, così alzo l'arto sinistro per vedere se posso avere qualche risposta alle mie domande. Sulla pelle non c'è niente. Avvicino di più la mano al mio volto guardandola intensamente, ma niente. Neanche un segno, un taglio, una minuscola scritta. Niente.
"Cosa mi sta succedendo?" Mi domando a voce bassa, stranita.
Non avevo mai avuto dei flashback e non ne avevo avuti di questo tipo. Era tutto buio e potevo solo sentire, forse potevo anche muovermi, ma non avendoci provato non posso dirlo.
Continuo a pensarci e a ripensarci. Passano i minuti, poi sento passi e voci provenire dall'esterno. Riconosco le voci di Newt, Minho, Alby e sfortunatamente anche quella del galletto, ci sono anche altre voci di ragazzi che non conosco. Sento la chiave infilarsi nella toppa e girare un paio di volte a destra. Come è possibile che abbiano già finito con quella specie di riunione o Adunanza come l'aveva chiamata Alby? Il mio flashback deve essere durato più del previsto.
Vedo la porta aprirsi mentre Alby, Minho e altri nove ragazzi, compresi Gally e Newt, entrano nella cella. "Buongiorno. Dormito bene, Fagio?" Domanda il ragazzo dai tratti orientali.
"Decentemente." Rispondo secca.
"Okay. Passiamo alle cose importanti ora." Continua Minho.
"L'Adunanza qui riunita ha deciso di scagionarti dalla Gattabuia. In cambio tu dovrai lavorare per nove giorni consecutivi dall'alba al tramonto in ogni settore della Radura. Non ti saranno concesse pause e le tue razioni di cibo saranno ridotte. E per finire dovrai scusarti con Gally. Davanti a tutti noi."
"Accetto."
Non credo avrei dovuto parlare, ma come ho già detto a Newt non mi farò mettere i piedi in testa da questi tizi.
Appena Minho ha finito di parlare vedo Gally fare un passo avanti. Quanto vorrei tirargli un bel pugno in faccia peccato che non possa.
"Scusa." Dico inchinandomi e facendo finta di tirare su gli angoli di un invisibile vestito.
"Va bene, o devo anche scrivere su un foglio "le mie più sentite scuse" e firmarlo?" Domando infastidita.
Vedo alcuni ragazzi ridacchiare, ma non ci bado più di tanto. Gally sta per aprire bocca, ma Minho interviene prontamente.
"Credo basti."
"Ora tutti a lavorare spocchiosi pive buoni a nulla!" Sbraita Alby.
A quel l'ordine tutti i ragazzi se ne vanno parlottando tra loro su quanto è successo. Rimangono solo Minho e Newt. Entrambi mi stanno fissando imbambolati.
"Ragazzi, voi non siete esonerati dai vostri compiti, quindi andate a correre e mettete in moto quel caspio di cervello. Su!" Li incita Alby.
I due annuiscono imbarazzati e si dirigono svelti fuori dalla Gattabuia.
"A correre... cosa significa?" Domando ad Alby.
"Significa ciò che significa." Risponde secco il ragazzo.
Mi incammino fuori dalla Gattabuia e vedo in lontananza Newt e Minho correre verso i muri che si stagliano imponenti nella Radura. Si stanno dirigendo verso un varco tra la spessa barriera in cemento. I due dopo aver fatto una piccola corsetta sul posto, oltrepassano le mura scomparendo alla mia vista.
"Ragazza dei boschi seguimi. Il tuo lavoro serio inizierà domani, ora ti devo spiegare come vanno le cose in questo dannato posto."
Alby interrompe i miei pensieri con questa frase. Trovo fastidioso il suo modo di fare, ma alla fine è sempre meglio di Gally.
"L'unica cosa che ti chiedo è di non interrompermi. Se lo fai finisci in pasto ai Dolenti."
Sembra molto convinto di quello che ha detto. Vorrei tanto chiedergli che razza di roba sono i Dolenti, ma non voglio interromperlo. Questo ragazzo può aiutarmi a capirci qualcosa in più su questo stravagante posto.
"Partiamo dal livello base: ci troviamo nella Radura, un piccolo spazio di paradiso in 'sto caspio di posto. La Radura è circondata dal Labirinto in cui vivono i Dolenti. Sono tipo dei mostri giganti bavosi per metà meccanici, che, sostanzialmente, ti uccidono. Nella Radura ci abitiamo noi ragazzi e tu. Non sappiamo chi ci ha mandato in questo posto e nemmeno il perché, l'unica cosa che ci hanno lasciato intendere e che dobbiamo risolvere l'enigma del Labirinto per poter andarcene di qui. È da più di un anno che proviamo a risolverlo senza grandi risultati."
Alby fa una pausa, così mi sento in diritto di parlare.
"Quindi Newt e Minho sono andati a correre nel Labirinto per trovare un'uscita. Senza offesa, però come avete fatto a non trovare una soluzione a tutto questo? Se ci lavorate già da un anno non avreste dovuto scoprire qualcosa?"
Alby si volta verso di me.
"Ti avevo chiesto di non interrompermi..." Risponde alquanto infastidito.
"Scusa." Rispondo scettica.
Lui non bada al mio tono di voce e continua il discorso.
"Comunque non abbiamo ancora trovato niente perché il Labrinto si muove di notte. Quando quelle dannate porte si chiudono, i muri cambiano posizione e quindi dobbiamo rifare tutto d'accapo ogni santo giorno. Inoltre ci sono pur sempre i Dolenti che sono dei tipi tosti."
Alby fa un'altra pausa, ma questa volta decido di non interromperlo. "Dove eravamo arrivati?... A sì. Come ti stavo dicendo, prima che tu mi interrompessi, il Labirinto non è per niente facile da risolvere, noi Radurai abbiamo quindi deciso di scegliere alcuni tra noi che siano intelligenti, svelti, capaci...insomma bravi in tutto. Questi pive si chiamano Velocisti e tutti i giorni dall'alba al tramonto corrono all'interno di quel caspio di Labirinto provando a trovare un'uscita. Ovviamente non siamo tutti Velocisti, così il resto di noi che non corre come un dannato, deve svolgere altre mansioni in base al gruppo in cui viene smistato dopo il suo arrivo. Oltre ai Velocisti ci sono i Costruttori, gli Spalatori, gli Insaccatori, i Cuochi, i Geografi, i Medicali, gli Scavatori e i Macellai. Da domani dovrai lavorare in ognuno di questi gruppi per vedere in quale devi essere smistata. A capo di ognuno di questi gruppi c'è un Intendente. L'intendente è il capo-gruppo e tutti quelli del suo gruppo prendono ordini da lui. Gli Intendenti sono quelli che costituiscono l'Adunanza, il gruppo che hai visto questa mattina. Prendono le decisioni importanti riuniti in un consiglio. A capo di tutto ci sono io."
Molto modesto il ragazzo, penso tra me e me. Alby però ha ripreso a parlare e così sono costretta a ascoltarlo.
"Il vice-capo è quel pive di Newt. Insomma siamo ben organizzati."
Alby ha finalmente smesso di parlare. Mentre mi spiegava il tutto il ragazzo ed io siamo arrivati ai margini della foresta dove, sotto un albero, c'è una panchina. Ci sediamo all'ombra a riposarci. Il sole ci scalda le ossa e in quell'attimo di tranquillità nella mia mente, ora meno confusa, si forma una domanda.
"Di tutto quello che mi hai spiegato non mi è chiara soltanto una cosa. Mi hai detto che il Labirinto è pieno zeppo di Dolenti e che le porte si chiudono tutte le sere. La domanda è: queste mura servono a tenerci intrappolati dentro o a proteggerci da quello che c'è là fuori?"
Mentre pronuncio queste parole mi volto verso il capo dei Radurai.
"La vuoi sapere una cosa Fagio?" Domanda il ragazzo voltandosi verso di me.
"Non lo so nemmeno io."
***
Dopo la conversazione con Alby rimango seduta sulla panchina per parecchio tempo mentre il ragazzo si dilegua dicendo che ha importanti faccende da svolgere. Passa il tempo mentre ripenso a tutto quello che il Raduraio mi ha detto. Ora ho le idee più chiare, eppure questo mondo continua a sembrarmi alquanto strano. Il tempo passa e arriva l'ora di pranzo. Un'orda di adolescenti tra i dodici e i sedici anni si sta dirigendo al Casolare. Anche io mi ci incammino seppur lentamente. Non ho nessuno con cui parlare dato che Newt e Minho, le uniche due persone decentemente simpatiche in questo posto, se ne sono andate lasciandomi con questa banda di sconosciuti.
***
Vedo crearsi una lunghissima fila di ragazzi affamati, così mi dirigo al fondo e aspetto che venga il mio turno. Passa il tempo e finalmente mi presento davanti al banco da cui, tutti quelli prima di me, hanno preso da mangiare. Vedo davanti a me un ragazzo dalla carnagione scura. È alto e in grassottello. Se non ricordo male questa mattina c'era anche lui alla Gattabuia.
"Ciao, tu devi essere Kim."
La voce del ragazzo è profonda. Sembra simpatico.
"Sì. Tu saresti...?" Domando in risposta.
"Frypan quello che prepara la sbobba per tutti. Sono l'Intendente dei Cuochi."
Finito di parlare mi porge la mano. Esito un attimo poi l'afferro saldamene e la stringo con vigore. Il ragazzo mi sorride.
"Bene così. Ora immagino che tu abbia fame. Oggi abbiamo bistecca e quello che dovrebbe essere purè di patate. Non è rimasto molto, spero che ti basti."
Il ragazzo mentre parla si gira ad afferrare una ciotola in legno e una forchetta di metallo. Mi porge il tutto insieme ad una bottiglietta d'acqua.
"Non ti preoccupare. Per la storia delle porzioni ci farò l'abitudine."
Afferro la ciotola e mi incammino a uno dei tavoli. Si trovano tutti all'aperto. La maggior parte è occupata da ragazzi che mangiano con voracità. Faccio scorrere lo sguardo e riesco finalmente a trovare un tavolo libero completamente vuoto. Si trova nella parte più lontana dal Casolare. Mi ci incammino cercando di non dare troppo nell'occhio. Nessuno presta attenzione a me così mi siedo e inizio a mangiare svogliatamente. Mangiucchio tutto e alla fine vedo che non è rimasto nessuno seduto ai tavoli, così vado a posare la ciotola ormai vuota insieme al mucchio di tutte le altre. Fatto ciò mi incammino verso la panchina dove ero seduta prima, poi ancora più in là, attraverso il bosco, per arrivare infine al piccolo angolo di paradiso che ho scoperto ieri.
Non sapendo cosa fare provo a intrattenermi, così provo ad arrampicarmi su un albero. Non so perché lo faccio, però devo tenere la mente occupata per evitare di impazzire dopo tutto quello che mi è stato detto oggi. Pian piano e con fatica arrivo al primo ramo e poi al secondo. Mi ci siedo a cavalcioni. Mi sto sistemando in modo più comodo quando davanti a me compare una lucertola. Non è una lucertola molto normale, anzi: è simile ad una lucertola, però è in metallo e ha all'incirca dodici zampe. L'animale mi osserva per un po' di tempo quanto mi basta per notare una scritta che mi fa rabbrividire. Sul dorso dell'animale campeggia una grande scritta stampata a lettere maiuscole; C.A.T.T.I.V.O.
Sento il sangue gelarmi nelle vene.
Space for me||☆
Ciao! Piaciuto?
Spero proprio di sì.
Ora vado a scrivere... passata a leggere HUMOR FOR FANGIRL AND FANBOY 2 ho pubblicato il sequel😎.
Bacioni ❤
Maty☆
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