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Capitolo 23

Newt's pov

Sono veramente stanco morto.
Non c'è che dire, Kim mena duro, ma questo d'altronde l'ho sempre saputo.
Certo, non avrei però mai creduto che fosse capace di tirare dei pugni così forti e soprattutto a me. Insomma, credo che ormai ci siamo affezionati l'uno all'altra e per me ormai non è solo più semplice affetto.
Quando la guardo mi sento in paradiso e mi sembra estremamente stupido dire una cosa del genere dopo neanche un mese da che la conosco.

Eppure il nostro rapporto è qualcosa di molto più profondo, qualcosa che non si può esprimere a parole. Tutti gli sguardi che ci lanciamo, quello che facciamo... ci siamo salvati a vicenda così tante volte che ne ho quasi perso il conto.
I nostri abbracci con il passare del tempo sono diventati sempre più lunghi e sempre più intimi. All'inizio Kim non avrebbe mai permesso di essere sfiorata anche solo con mezzo dito, ora sento che quando la sfioro, anche solo per un secondo, ha un fremito, quasi come se non aspettasse altro.
Tante volte vedo nei suoi occhi un'incertezza e un desiderio che si contrastano così tanto da farla impazzire.
Eppure i suoi gesti stanno diventando più delicati, più aggraziati e quando mi tocca lo fa con paura di ferirmi, quasi fossi di porcellana.
Forse non avrei mai dovuto dirle della mia gamba, ma sento che posso fidarmi di lei: tuttavia credo che questo mi faccia apparire un poveraccio ai suoi occhi. Con una caviglia mal ridotta come la mia mi domando come facciano le persone a credere che io possa anche solo camminare.
Ma lei, nonostante sia più delicata del solito, riesce a vedermi lo stesso come una persona normale, una persona forte.
La stessa cosa vale per come io vedo lei: oltre l'aspetto esteriore riesco a vedere di più della guerriera che vuole apparire.
È una ragazza che vuole amare, ma non sa come fare.
Ed è per questo che mi sono stupito quando nonostante tutto quello che c'è fra noi, non abbia esitato nemmeno un istante a sfidarmi.
È forte, coraggiosa, spietata, ma anche dolce e delicata.
Sarà bipolare, forse anche acida certe volte, ma quando la guardo sento che in qualche modo mi completa.
Riempe il vuoto che dal primo istante in cui sono uscito dalla Scatola ho sentito nel petto. Sembra quasi che sia lei il pezzo mancante: quando Thomas è arrivato nella Radura ho creduto fosse lui, ma nonostante tutto copriva solo parte di quella strana ferita che mi porto nel petto.
Non era abbastanza e forse sono egoista a pensarla così, a credere che Tommy, il mio amico, sia troppo poco; ma con Kim è diverso.
Non è troppo né troppo poco. È giusta, perfetta.

"Ragazzino sei ancora vivo?" Domanda a quel punto la ragazza schioccandomi le dita davanti agli occhi.
"Emh... cosa..."
"Ti ho fatto una domanda, cretino." Dice lei ridendo, vedendo la mia faccia confusa.
"Stai bene o quei pugni erano troppo per un pivello come te?" Domanda ancora scherzosa, mentre in qualche modo cerco di recuperare un po' di contegno.
"Sì, sto bene. Stavo solo pensando." Rispondo grattandomi la nuca, imbarazzato.
"Se ti chiedessi "a che cosa" non me lo diresti, vero?"
Io sorrido e tiro su il capo.
"Probabile, ma perché non fai un tentativo?" La sfido.
"Bene. A che cosa stavi pensando allora, Newt?"
"A te."
A quel punto le vedo sparire il sorriso dal volto e in un attimo sbianca. Poi le guance le si colorano di rosso, riacquista un po' di colore e mi guarda dritto negli occhi.
È palesemente imbarazzata e a dir la verità lo sono anche io: non è abituata a ricevere tutte queste attenzioni, ma credo che le faccia piacere.
Le sfioro la guancia con un dito, ma lei veloce la sposta, spalancando gli occhi e indicando suo padre, seduto poco più in là mentre confabula con i suoi uomini e Josh.
Confuso non capisco il perché del suo gesto e decido di chiederle chiaramenti, ma proprio in quel momento si avvicina Josh.

Non ho la più pallida idea di chi sia quel ragazzo, ma sembra una grandissima testa di caspio. Ho visto lui e Kim parlarsi nella nostra camera, ma non è stato quello a darmi fastidio. È stato piuttosto il suo sguardo. Lei era senza vestiti, solo con un asciugamano addosso e lui la guardava come se fosse tutta sua e di nessun altro. Se la stava letteralmente mangiando con gli occhi.
Lo so che dovrei lasciare la scelta a Kim, insomma Josh o me, eppure sento che se scegliesse lui non avrei più ragione di andare avanti e questa cosa mi spaventa sempre di più.
La cosa buffa è che abbiamo conosciuto ieri Josh.
Maledizione, mi sento un idiota a fare certi pensieri, ma non voglio che me la portino via.
Possono farmi quello che vogliono: ferirmi, insultarmi, rimettermi nel Labirinto, portarmi nella Zona Bruciata, farmi rivivere i miei ultimi momenti con Tommy, la morte di Chuck, di Alby e degli altri Radurai. Tutto questo e molto altro.
Ma non portarmela via; non lei, non Kim, la mia guerriera.

"Sei brava. Non c'è che dire."
"Grazie, ma credo che tu lo sia di più." Risponde Kim, rivolta a Josh che ormai si è seduto con noi.
"Vogliamo vedere se è vero?" Domanda lui, sorridendo.
La ragazza si alza in piedi e assieme a Josh entra nuovamente nel ring.
I due si preparano a combattere, richiamando anche l'attenzione di James.
Josh sferra il primo pugno e Kim lo schiva con una facilità assurda. Inizia poi un ballo che mai prima avevo visto: i due iniziano a combattere nel silenzio più assoluto sferrando pugni e colpi più forti l'uno contro l'altra.
Per un attimo temo che Kim si faccia male, ma non appena tira una ginocchiata in pancia a Josh mi tranquillizzo.
Lui però non perde tempo e afferrata la gamba che lo ha colpito, scaraventa Kim a terra. In un attimo è a cavalcioni della ragazza e la tiene inchiodata a terra per i polsi.
Sento la rabbia ribollirmi nelle vene.
Lei batte la schiena e reprime una smorfia di dolore.
"Ti ho battuta a quanto pare."
Le si dipinge sul volto quel suo strano sorrisetto che pare quasi un ghigno.
"Non dare tutto per scontato."

Con queste parole la ragazza si volta a mordere il polso a Josh che sorpreso lascia andare la presa. La ragazza rotola su se stessa e in un attimo la situazione è ribaltata. Lei a cavalcioni sul petto del ragazzo e lui inchiodato con i polsi a terra.
"Bella mossa." Dice Josh, sorridendo.
"Come vedi sono io la più capace. Arrenditi."
"Altrimenti?"
"Non ti lascio andare."
A quel punto Josh sorride beffardo.
"In un'altra situazione ti direi che va più che bene..."
Kim arrosisce vistosamente.
"Ma ora come ora... mi arrendo."

Kim si rialza e fa alzare Josh da terra.
Anche James si alza e si complimenta con la ragazza che sorride felice.
Stranamente su di lui non ho dubbi: all'inizio sembrava un uomo violento, facilmente irascibile, ma mi sono reso presto conto che il suo carattere chiuso e diffidente si riflette perfettamente in Kim. Oltretutto l'uomo è gentile, o almeno lo è stato fino ad ora.
"Bene credo di aver visto abbastanza. Spero non ti offenda se ora me ne vado, ma se vogliamo partire devo pur preparare tutti." Con queste parole James bacia sulla fronte la figlia e senza aggiungere altro se ne va, lasciando me, Josh e Kim da soli.
"Ragazzi scusatemi, ma credo di dover andare anche io. Newt, con te continuiamo dopo, tranquillo."
Mi sorride e se ne va, senza dire altro.

***

Mi ritrovo così in un imbarazzante situazione in cui Josh e io ci fissiamo reciprocamente, in silenzio.
Alla fine lui parla.
"Tranquillo Newt, non te la rubo."
Sorpreso lo guardo.
"E solo che conosco Kim da anni e per un tempo sono stato innamorato di lei. Non puoi biasimarmi se la guardo in un certo modo..."
A meno che Josh non sia capace a leggere nella mente credo che la mia situazione con Kim stia dando troppo nell'occhio.
"Come "la conosci da molto tempo"? Di cosa parli?" Domando rivolto al ragazzo, avvicinandomi circospetto.
"Ho fatto parte della C.A.T.T.I.V.O. Ero una delle guardie che tutti i giorni analizzavano il perimetro del Centro in Alaska.
Ho conosciuto Kim sei anni fa: io avevo quattordici anni, lei dodici. Ero appena stato portato via dalla mia famiglia ed ero entrato nell'esercito di quei pazzi, pensando che potesse essere la mia salvezza.
Siamo diventati amici avendo molte cose in comune e io da gran idiota mi sono preso una cotta per lei. Non le ho mai detto niente, ma ho continuato a volerle bene, fino a quando tre anni fa la Cancelliera Paige l'ha fatta sparire per alcuni mesi. Poi lei è tornata, ma non ci siamo più rivisti. Ho deciso di andarmene quando, non avendo più legami con nessuno, ho capito che la C.A.T.T.I.V.O. mi stava solo usando.
Ieri l'ho riconosciuta subito ed è stato inevitabile che io sia stato con lei. Mi dispiace se mi sono messo in mezzo."

Sbatto le palpebre e ci metto un bel po' a metabolizzare quello che il ragazzo ha detto.
"Quindi tu..."
"Mi piace ancora, o almeno credo: forse quella cotta è diventata qualcosa di più troppo tempo fa. Ma se anche fosse non ho possibilità. Non si ricorda di me. Non so cosa le abbiano fatto, ma lei non si ricorda chi io sia e nemmeno quello che insieme abbiamo passato. Niente di niente."

Vorrei poter dire qualcosa, come che anche io so cosa voglia dire non ricordare niente, essere usati e tutto il resto, ma l'unica cosa che riesco a fare è avvicinarmi al ragazzo con la mano tesa.
"Grazie. All'inizio avevo pensato fossi una testa di caspio, ma alla fine non sei così tanto male."
Lui mi guarda stranito, soprattutto alle parole "testa di caspio" che credo non abbia compreso appieno.
"Beh... grazie per la sincerità biondino. Anche tu mi stai più simpatico ora."
Mi sorride e io ricambio con un cenno della testa. A dir il vero non mi fido ancora di Josh, ma credo che se anche ci provasse con Kim lei saprebbe cosa fare. D'altronde la scelta è solo di una persona. Non mia, o di Josh, o di qualsiasi altra persona. Solo di Kim.

***

Uscito dal deposito dove mi sono allenato per circa due ore e mezza buone, vado alla ricerca di Kim.
Nella piazza e nelle strade non si vede, così decido di andare nella camera.
La trovo con la testa tra le mani, nel silenzio più completo, seduta sul letto.
Senza dire mezza parola mi avvicino a lei e le poggio una mano sulla spalla, poi mi sedio accanto a lei.
Lei si volta e mi sorride, stancamente.
"Cos'hai? Sei strana. Sei sicura che la sbronza non c'entri niente?" Domando apprensivo, più di quanto vorrei dimostrare.
"Potrebbe anche essere. A dir la verità non lo so. Sono solo... confusa. E credo sia anche colpa di qualcuno."
È evidente, si sta riferendo a me.
"Scusa, non avrei dovuto dirti quella cosa prima." Sussurro con un filo di voce.
"Non scusarti... sono io che devo cercare di capire. Ti avevo detto di dimenticarmi Newt, di cercare di pensare ad altro. Non voglio che tu stia male per una come me. Perché non mi hai ascoltato?"
È serissima come non mai.
"Perché mai dovrei stare male? Io con te sto benissimo, come mai prima d'ora."
Le sorrido e le accarezzo la guancia: lei chiude gli occhi e si lascia andare al mio tocco.
Rimaniamo così per alcuni secondi, poi lei riapre gli occhi e senza preavviso si siede a cavalcioni sulle mie gambe. Ci guardiamo a lungo, poi lei mi spinge all'indietro e cado sul materasso.
Mi si avvicina al volto e sembra quasi volermi baciare, ma mi mette invece un dito sulle labbra, quasi a testarne l'effettiva presenza.
Falla finita e baciami, vorrei dirle, ma non voglio farla scappare, così me ne sto semplicemente in silenzio a guardare le sue labbra.
Sottili e rosee, così delicate...
"Sei bella." Dico senza motivo.
Lei arrosisce ancora e sorride per poi premere un po' di più sulle mie labbra con il dito.
"Grazie ragazzino, ma ora fai silenzio."
Mi viene ancora più vicina, ma non mi bacia.
Poggia la fronte contro la mia, mentre senza che io me ne accorga, le mie mani corrono ai suoi fianchi, scoperti dalla maglietta spiegazzata.
A quel tocco sento Kim tremare un po' e avvicinarsi di più a me.
I nostri corpi si accostano l'uno all'altro, i nostri fiati si coordinano subito e le nostre labbra si avvicinano ancora.
Tuttavia nessuno si muove o dice niente. Rimaniamo premuti così, l'uno contro l'altra, fronte contro fronte, respiri coordinati e anche con le mani che non si sono tolte dai suoi fianchi e il dito di Kim sulle mie labbra.

I nostri nasi si sfiorano e solo allora parlo, sottovoce.
"Perché siamo ancora qui?"
Lei sorride e quel piccolo gesto mi scalda il cuore.
"Perché, vorresti essere in un altro posto?" Domanda lei aprendo gli occhi che aveva chiuso, godendosi questo momento tra noi.
"No. Non vorrei essere da nessuna altra parte."
Lei sorride ancora.
"Per la prima volta non ho voglia di scappare o di andarmene." Mi sussurra la ragazza, confidandomi quel piccolo, ma importante segreto.
"Sai, scappi solo fino a quando non trovi una casa." Dico ancora, senza pensarci troppo su.
"Lo so Newt. Infatti tu sei la mia casa."
Questa volta sono io a lasciarmi scappare un sorriso.
Ci guardiamo e con quello sguardo ci trasmettiamo tutto quello che non abbiamo il coraggio di dire a parole.
Forse, persino il fatidico "ti amo".







Space for me||☆

Pive buongiorno!
Hope you enjoy :))

Scleri, dubbi esistenziali, considerazioni e altro qui qui lato👉

Un giorno continuerò a fare i Fun Fact, giuro.

Ho finalmente messo l'immagine a inizio capitolo, magari di oggi metto le altre :))

⚠⚠⚠
Vi ricordo che potete sempre richiedere la pubblicizzazione delle vostre storie sulla mia fan page.
⚠⚠⚠

Ora vi lascio e vado a riposare :)

Bene così.

Maty☆

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