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Capitolo 20

Mi risveglio accanto a Newt: stropiccio gli occhi e mi alzo lentamente senza far rumore per evitare di svegliare il ragazzo.
Appena sono del tutto sveglia infilo i pugnali nella cintura e mi volto a guardare il Velocista. Credo che ormai mi abbia sentito e che stia facendo finta di dormire. Mi slego i capelli dalla coda fatta la sera scorsa e mi dirigo verso il letto. Mi avvicino al ragazzo e gli schiocco un bacio sulla guancia.
"Complice... Newt... Newt!"
Il ragazzo si sveglia di scatto aprendo gli occhi. Stava dormendo sul serio.
"Mi hai fatto prendere un colpo! Pensavo fosse successo qualcosa!"
Io ridacchio divertita poi gli lancio in faccia la maglietta.
"Vestiti e vieni a fare colazione pigrone. Mi raccomando, non farti vedere che esci di qui, capito?"
Mi avvicino a lui e lo bacio. Faccio per andarmene, ma Newt mi trattiene.
"Ehi, dai, rimani ancora un po'."
"No, oggi Alby darà ai ragazzi l'annuncio e io devo preparare mio fratello. Ci vediamo dopo."
Detto questo gli schiocco un bacio sulla guancia e esco dalla stanza. Scendo le scale e mi ritrovo al pian terreno.

Stranamente molti ragazzi sono in piedi e appena passo mi guardano straniti. Io non ci bado più di tanto e mi dirigo fuori. All'esterno la situazione non è migliore: c'è gente che corre avanti e indietro e altri con il naso all'insù.
Vedo Alby arrivare da lontano accompagnato da Gally. Alzo lo sguardo verso l'alto aspettandomi di trovare il solito cielo azzurro, ma mi accorgo che non è così. Sopra di me si estende una massa grigio scuro che copre il cielo come una cappa.

Rimango a lungo a fissare il cielo, sbalordita. Che cosa avrà mai architettato la C.A.T.T.I.V.O. per rendere il cielo così?
Si nota che si tratta di un tempo artificiale: qui nella Radura non ha mai piovuto e il tempo è rimasto sempre identico. Ora vedere il cielo grigio in procinto di piovere sembra surreale.
"Ne sai qualcosa?" Domanda Alby che nel frattempo è appena arrivato.
"No, ma sono ancora più sicura che è meglio andarcene il prima possibile. Ci conviene dare l'annuncio ora prima che sia troppo tardi."
I due ragazzi annuiscono convinti e vanno a chiamare gli altri mentre io mi dirigo in cerca di Mark. Deve sentirsi spaesato in mezzo a tutto questo disastro.

***

La fortuna oggi deve essere dalla mia parte perché noto subito la chioma marrone e voluminosa del mio fratellino.
"Mark!"
Appena sente il suo nome il ragazzo si gira e si dirige verso di me.
"Kim cosa sta succedendo? Perché il cielo è grigio?" Domanda tutto agitato il ragazzino.
"Non lo so Mark, ma tra pochi giorni andremo via di qui, ora devi venire con me."
Predo mio fratello per un braccio e lo trascino lontano da tutto quel casino, conducendolo alla sala dei Velocisti. Appena arrivata gli spiego tutto ciò che lui ancora non sa: per tutto il racconto il ragazzino tiene uno sguardo sorpreso, ma sembra capire tutto.
"Quindi dobbiamo tornare là dentro?" Domanda sorpreso.
"Sì, ma non ti lascio andare senza prima averti allenato un po'. Vieni ora ti insegnerò qualche trucchetto."

***

Il resto della mattina lo passo a insegnare a mio fratello come si tiene un pugnale in mano e come lo si lancia. Mark non se la cava male, ma ho come l'impressione che se fosse il caso di uccidere una persona o un Dolente non scaglierebbe mai uno di quei pugnali.
"Continua così Mark stai andando bene, cerca solo di essere più preciso con i tiri, tipo così."
Afferro uno dei pugnali e lo scaglio verso un albero. La lama si va a con ficcare nel legno con un suono secco.
"Wow sei mitica!" Esclama Mark vedendo il mio lancio.
"Ho solo imparato a cavarmela, niente di più. Ora tocca a te, continua da solo tra un po' torno a vedere come stai andando."
Lo abbraccio per poi dirigermi in cerca di Alby che nel frattempo ha riunito tutti i Radurai.

***

"Zitti pive! Kim deve dirvi una cosa!"
Arrivo giusto in tempo per sentire le parole di Minho. Lo guardo in cagnesco: non poteva fare lui il discorsetto d'apertura? Mi volto verso i ragazzi che stanno aspettando impazienti le mie parole e finalmente racconto tutto. Spiego ai ragazzi il nostro piano e vedo alcuni ascoltare sbalorditi.
"Come faremo?"
"Come riusciremo a sconfiggere i Dolenti? Rischiamo di rimetterci la pelle!"
Un coro di voci si alza tempestoso.
"Zitti... zitti..."
Provo a calmare i ragazzi, ma il mio tentativo è inutile.
"State tutti zitti, pive che non siete altro!"
Al mio urlo tutti tacciono.
"Dovete fidarvi di me. Se qualcuno di voi non se la sente di venire dentro al Labirinto rinunci subito, quelli che invece vogliono salvarsi la pelle faranno meglio a presentarsi davanti a quelle dannate porte fra due giorni. L'unica cosa che vi chiedo è quella di aiutare Frypan a smistare il cibo e l'acqua e di attrezzarvi per correre."
Detto questo faccio un passo indietro aspettando nuove urla, ma i ragazzi si dirigono subito dall'Intendente per aiutarlo.
In poco tempo tutti si sono messi al lavoro e sono rimasti accanto a me solamente Minho e Alby.
Cerco la chioma bionda di Newt fra la folla, ma non riesco a vederlo.
"Ora che tutti si stanno dando da fare e che siamo tranquilli, dovete venire con me."
"E per cosa scusa?" Domando alle parole di Minho.
"Dobbiamo riguardare le mappe. Abbiamo catalogato gli spostamenti dei muri per più di un anno, forse potremo trovarci qualcosa di utile."
"Andiamo allora." Rispondo convinta.

***

I ragazzi e io ci avviamo nella stanza delle mappe e appena arrivati i Radurai tirano fuori alcuni bauli e appena li aprono scopro pile di fogli di carta sgualcita.
I bauli sono più o meno quattro e ci saranno decine di fogli in ognuno di essi.
"Wow!"
Riesco a dire solamente rimanendo sorpresa davanti a tutto quell'immane lavoro.
"Già, è la parola giusta." Risponde Minho.
"Mettiamoci al lavoro." Continuo io, trascinando il primo baule accanto al tavolo presente al centro della sala.
Mi siedo su una delle varie sedie e prendo il primo foglio di una pila.
"Che aspettate? A lavorare!"
Alle mie parole l'Intendente dei Velocisti e il Capo dei Radurai si mettono a sedere accanto accanto a me e prendono a loro volta due delle mappe.
"Che cosa stiamo cercando esattamente?" Domanda Minho.
"Sinceramente non lo so, ma suppongo una specie di codice, una parola, un disegno specifico tra le linee che ci sono disegnate, qualsiasi cosa che non risulti normale."
"Veramente un buonissimo punto per iniziare." Controbatte Minho.
Dopo quella piccola conversazione ci mettiamo a lavorare mettendo in moto il cervello.
Passa un sacco di tempo e ormai è quasi arrivata l'ora di pranzo quando sento Minho e Alby alzarsi e uscire dalla stanza.
"Non vieni?" Domanda il Velocista.
"Non ho fame, grazie."
Gli sorrido e lui fa lo stesso di rimando, dopodiché mi rimetto al lavoro nel silenzio più completo. Passa altra tempo, ma né Minho né Alby tornano indietro. Probabilmente saranno in giro ad aiutare Frypan e gli altri.

Mi alzo dalla sedia e mi dirigo verso le cucine per cercare un pezzo di carta dove segnarmi qualsiasi cosa possa tornarci utile per uscire dal Labirinto. Per tutta la Radura c'è un gran caos e le cucine non sono da meno: rovisto tra gli scaffali, ma l'unica carta che trovo è quella da forno, unta e trasparente.
Torno indietro alla Sala delle Mappe con un intero rotolo e mi rimetto subito al lavoro. Decisa a trovare una soluzione, prendo in rassegna anche le mappe che stavano studiando Minho e Alby.
Passa altro tempo, ma non riesco a capire o a trovare la soluzione a quel problema, così sovrappongo le tre mappe e poi le assesto sul tavolo allineandole.
Mi alzo dalla sedia e senza nemmeno accorgermene sposto le mappe verso la luce emanata dall'unica lampadina presente nella stanza. La luce attraversa la carta delle mappe e le linee disegnate dai Velocisti si sovrappongono creando... un disegno.
Sembra il profilo di una lettera. Prendo altre mappe del baule e le sistemo sotto quelle che ho in mano dopodiché metto il tutto alla luce della lampada. Ormai riesco a vedere il contorno perfetto di una "F". Trascrivo la lettera sul foglio che ho preso dalla cucina di Frypan poi poso tutto e mi metto a correre veloce come non mai in cerca di Alby.

Vedo il ragazzo poco distante da me.
"Alby! Alby!"
Accanto al Capo dei Radurai ci sono anche Minho e Newt che appena mi vede mi sorride dolcemente.
"Ho trovato il codice delle mappe!"
"Stai scherzando, vero, pive?" Domanda stupito Minho.
"Ti pare che io abbia mai scherzato su qualcosa da quando sono arrivata qui?" Domando in risposta.
Lui mi sorride e appena mi giro per dirigermi nuovamente verso la stanza sento i tre seguirmi.
Appena siamo ritornati nella stanza immersa nella penombra, mostro ai ragazzi la mia scoperta. Loro tutti felici mi danno pacche sulle spalle. Newt si limita a stringermi la mano di nascosto.
Prendo altre mappe e aiutata dai ragazzi troviamo numerose e numerose lettere che una dietro all'altra formano uno strano insieme di parole.
Dopo ore di lavoro e di bauli svuotati, riusciamo finalmente a decifrare un codice: 'FLUTTUA PIGLIA SANGUINA MORTE RIGIDO PREMI'.

Ormai a lavoro terminato ci troviamo a metà pomeriggio. Appena abbiamo finito di trascrivere tutte le lettere, strappo il foglio e me lo metto in tasca.
"E ora chi rimette tutto a posto?" Domando Minho vedendo due dei quattro bauli vuoti e i fogli accatastati sul tavolo.
"Faccio io." Mi offro.
Vedo Minho tirare un sospiro di solievo e dirigersi assieme a Alby all'esterno della Sala delle Mappe. Rimango da sola con Newt che mi sorride. In un attimo mi avvolge la vita da dietro con le braccia: appoggio la testa al suo petto e per alcuni minuti rimaniamo lì abbracciati assieme.
"La mia piccola carcerata è anche un genio a quanto pare." Dice tutto d'un tratto lui.
Sorrido e mi volto verso il ragazzo abbracciandolo: "Lo so che non te lo dico spesso, ma ti voglio bene."
"Anche io ti voglio bene, più di quanto tu possa immaginare."
Mi stacco da lui e rimaniamo a fissarci tra sorrisi e baci.

***

Il tempo passa in fretta e dopo essere stati assieme e aver rimesso a posto tutto, ci dirigiamo all'esterno. Vedo i Velocisti tornare dal Labirinto mentre andiamo a cenare con gli altri ragazzi. Mentre mangio mi accorgo che c'è qualcosa che non va. Il consueto suono delle porte che si chiudono continua a non arrivare e vedo che anche gli altri Radurai se ne sono accorti.
Poi arrivano le urla e i cigolii mentre una nebbia densa cala d'improvviso su tutta la Radura.
Tutti i ragazzi, quasi si fossero messi d'accordo, scattano in piedi e in un attimo il panico si diffonde.
Subito un pensiero arriva nella mia mente.
Mark.
Vedo Newt guardarmi e capire subito le mie intenzioni.
"Kim aspetta..." Prova a dire, ma ormai io sto già correndo in mezzo alla folla in tumulto in cerca del mio fratellino.
Sento i Dolenti correre verso i tavoli e diverse urla di ragazzi.
Vedo correre accanto a me un Raduraio mai visto prima.
Gli occhi pieni di paura e terrore lampeggiano a destra e a sinistra, ma un attimo dopo diventano vacui quando la lama affilata di un Dolente trapassa da parte a parte il ragazzo. Il sangue esplode attorno attorno a me sporcandomi i vestiti, il volto e le mani.
Sento il Dolente rimuovere l'arto affilato dal corpo del ragazzo e dirigersi verso i tavoli. Io continuo a correre, senza fermarmi, in cerca del mio fratellino. Svolto l'angolo del Casolare e vado a sbattere contro qualcosa.
Urlo spaventata e così fa la persona con cui mi sono scontrata: mi accorgo di aver fra le braccia Mark.
"Oh mio Dio, Mark! Stai bene!"
Lui annuisce e mi abbraccia stretto.
"Entra nel Casolare e rimanici capito?!" Urlo per farmi sentire sopra il rumore e le urla.
Lui tutto spaventato annuisce nuovamente e si dirige verso una delle finestre della struttura e vi ci entra senza esitare.
Io torno sui miei passi in fretta e furia.

Attorno a me ci sono corpi massacrati di Radurai e altri ancora stanno cadendo sotto l'attacco dei Dolenti. Vedo in lontananza Newt che cerca di difendersi con i suoi pugnali, inutilmente. Corro verso di lui e appena sono abbastanza vicina mi getto su di lui. Cadiamo assieme sull'erba in mezzo al sangue ancora caldo dei corpi morti attorno a noi. Sopra di noi il Dolente che stava attaccando Newt cambia strada e si dirige verso un altro gruppo di ragazzi.
"Tutto bene?" Domando in ansia verso il ragazzo.
Lui mi risponde annuendo e mi bacia.
"Ora vai a salvarli, ti prego."
Il suo sguardo è supplichevole così mi alzo in piedi aiutando il ragazzo a fare lo stesso.
"Porta tutti al Casolare, io cerco di tenerli occupati."
Il ragazzo annuisce poi corre in mezzo alla nebbia.

I minuti seguenti sono i peggiori della mia vita. Vedo ragazzi provare a difendersi, ma cadere subito dopo sotto i colpi dei Dolenti. Il sangue scorre quasi a fiumi e più di una volta rischio di inciampare nei numerosi cadaveri stesi a terra. Cerco di usare i miei artigli sulle bestie, ma è tutto inutile. Poi in un attimo le urla cessano e i cigolii si fanno sempre più distanti e la nebbia scompare lasciando spaziare la mia vista su un paesaggio orribile.

Vedo le porte del Labirinto chiudersi in lontananza e i Dolenti scomparirci dietro. Davanti ai miei piedi ci saranno almeno una ventina di cadaveri i cui arti sono squarciati. Vedo diversi ragazzi uscire impietriti dal Casolare. Tra loro vedo Newt, Frypan, Minho e Alby, così mi concedo un sospiro di solievo.

Corro verso di loro e vedo Mark spuntare da dietro le spalle dei ragazzi. Abbraccio il mio fratellino stretto stretto e per un attimo il mondo svanisce e l'odore di sangue scompare. Poi mi volto verso i ragazzi anche loro pieni di sangue e terra.
"Dobbiamo andarcene via di qui il prima possibile."
I ragazzi non dicono niente, ma vedo nei loro occhi paura, terrore e tanto dispiacere. Distolgo lo sguardo e osservo i cadaveri squarciati, mutilati, con gli occhi vitrei e riversi verso il cielo grigio.
Occhi che non vedranno mai più, occhi che hanno smesso di brillare, di versare lacrime, di trasmettere emozioni. Corpi freddi e immobili pieni di sangue, abbandonati come pupazzi sul terreno sporco. Come se non bastasse si mette a piovere e l'acqua scrosciante lava via il sangue dai nostri vestiti, ma mi sento comunque sporca nel vedere quei poveri ragazzi che non potranno più tornare in vita e i ragazzi attorno a me che non potranno mai dimenticare tutto questo scempio, opera della C.A.T.T.I.V.O.

La pagherai cara, molto cara, penso tra me e me.






Space for me||☆

Il diabete è finalmente andato via e io sono tornata come nuova. Forse il capitolo é un tantino esagerato...
Scusate.😅

Vi saluto e vado a studiare (domani ho un sacco di verifiche)
Gli errori di grammatica sono dovuti alla mia dislessia da semidea. (😅😅)

Grazie per i commenti e i voti.

Bacioni ❤️
Maty ☆

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