Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 2

Fa veramente caldo. Per fortuna ho avuto l'accortezza di vestirmi con colori chiari. Sono accovacciata dietro un grande furgone ribaltato. La Berga mi ha lasciato a un chilometro circa dall'autostrada che un tempo collegava Denver con le altre città. Ho camminato sotto il sole, ma essendo mattina presto non ho patito molto il caldo. Ovviamente prima di mollarmi qui i soldati mi hanno rifornito di altre cose. Un mini lanciagranate, due altre scatole di proiettili di riserva e soprattutto di una scatola in metallo, praticamente indistruttibile, molto importante: contiene il Nirvana 2C. Ora è tutto dentro il mio zaino, al sicuro.

Sono a circa un centinaio di metri dall'autostrada. Ci sono Spaccati ovunque sulla carreggiata, soprattutto vicino a un bidone gigantesco che si è rovesciato.
Mi corico sulla sabbia cercando di abbassarmi il più possibile per non essere vista. Striscio un po' in avanti, solo di qualche metro, giusto il tempo di scegliere la mia vittima. Osservo il gruppo di Spaccati e noto una ragazza che non è ancora del tutto oltre l'Andata. Per alcuni minuti rifletto sulla mia scelta, poi decido che è la migliore.

Sento i muscoli tendersi pronti a farmi scattare in avanti, ma in quel momento una baraonda travolge la strada. A una velocità assurda sta arrivando un piccolo furgone nero, forse verde scuro. Sta percorrendo la carreggiata e sta per passarmi davanti, quando inchioda.
Gli Spaccati non ci badano molto, ma sono confusi e irrequieti.

Dal furgone scende un ragazzo e per un attimo credo sia impazzito del tutto, ma mi rendo presto conto che sta parlando con un'altra persona.
Si tratta di uno Spaccato, diventato così da poco, forse una o due settimane; ha i capelli biondi spettinati e strappati, è sporco di sangue e ha i vestiti laceri. Nonostante sia vicino ai due, non sento ciò che dicono, forse anche per la sciarpa che mi circonda la testa e mi protegge dal sole e da un'eventuale folata di vento e sabbia. I due parlano per alcuni minuti, poi lo Spaccato si getta sull'altro ragazzo.

Dal furgone spunta un fucile, ma il ragazzo sano urla qualcosa e l'arma scompare dentro l'autovettura. I due ragazzi in quella strana posizione, con lo Spaccato sopra e il sano sotto, parlano per altri minuti.
Poi succede qualcosa.
Lo Spaccato prende la pistola dalla mano del ragazzo moro sano. La punta alla testa appoggiandoci sopra la mano dell'amico. Parlano ancora, il ragazzo moro scuote la testa più volte. In quel momento una folata di vento si alza facendomi sentire parte del discorso da loro intrapreso.
"Per favore Tommy, per favore."
Il ragazzo moro chiude gli occhi e preme il grilletto. Lo sparo rimbalza in aria mentre il corpo del giovane ragazzo biondo si accascia al suolo.

Il ragazzo moro risale sul furgone che schizza via subito dopo. Io sono ancora scioccata da quello che è capitato, ma senza esitare spicco un balzo in avanti uscendo allo scoperto. Quella scena mi ha fatto cambiare idea. Mi dirigo verso il ragazzo biondo; una parte di me, la coscienza, dice che il ragazzo è morto, che non lo si può salvare, l'altra parte di me, che non saprei come descrivere, mi dice che il biondo è ancora vivo. Deve esserlo.

Ormai sono accanto a lui, non osservo la ferita alla testa, ma penso solo a posare lo sguardo sugli Spaccati. Mi hanno visto, si stanno avvicinando lentamente, come i lupi o i leoni, che quando sanno di aver vinto sono ancora più lenti, quasi a voler far durare ancor di più l'agonia della vittima.

Senza pensarci due volte uso quello che in tanti definirebbero il mio "superpotere". Non so bene come spiegarlo, ma a quanto pare dentro i miei flussi sanguinei è presente una specie di... liquido meccanico. È come se avessi una macchina dentro di me e questo mi permette, tra le tante cose, di sollevare grandi pesi senza troppi sforzi. Infatti senza pensarci due volte prendo il ragazzo per un fianco e me lo carico in spalla. Gli Spaccati hanno ormai capito che se vogliono la cena fresca devono sbrigarsi e ormai mi stanno venendo contro correndo e urlando.
Senza pensarci due volte anche io mi metto a correre senza sentire il peso del ragazzo o dello zaino e delle armi.

***

Avanzo in mezzo alla sabbia superando il camion caduto dietro il quale mi ero riparata e percorro ancora un cinquecento metri, sempre inseguita dagli Spaccati.
Durante le lezioni al Centro, avevo appreso che attorno e oltre Denver si estendeva una rete di tunnel sicuri, di cui solo i membri della C.A.T.T.I.V.O. erano a conoscenza. Dentro si potevano trovare pozze d'acqua fresca e luoghi per riposarsi. Inizialmente erano stati costruiti dopo le Eruzioni Solari, per salvare la poca gente rimasta. I tunnel erano rimasti lì, in attesa di essere usati da qualcuno, ovvero da me.

Arrivo a un cumulo di rocce dietro la quale so nascondersi la botola per uno dei Tunnel. La trovo subito: è di colore verde ed è molto grande. Provo ad alzare il coperchio e dopo diversi tentativi ci riesco. Una scaletta si cala nel buio. Sento le urla degli Spaccati arrivare vicine. Sempre con il ragazzo in spalla inizio la difficile discesa chiudendo la botola dietro di me. Sento un sonoro clank.
La botola si è richiusa ermeticamente e gli Spaccati non credo riusciranno ad aprirla e trovarla tanto facilmente.

***

Poggio un piede a terra sentendo ormai la scaletta finita. Sono arrivata in una specie di tunnel buio, illuminato da sporadiche luci. Secondo ciò che so, si dovrebbero aprire piccole stanzette lungo il tunnel stesso, così inizio a cercare. Pochi istanti dopo ho trovato un tunnel secondario, mi ci sono intrufolata dentro, ho aperto la porta alla fine di questo e mi sono ritrovata in una piccola stanzetta circolare illuminata da un foro in alto che mostra il cielo, protetto da materiale trasparente. Deve essere uno dei vetri antiproiettile istallati in rocce o poco sotto la sabbia che fanno entrare un po' di luce nei tunnel.

Poso il ragazzo a terra e tiro fuori dallo zaino una coperta. La stendo e ci faccio coricare sopra lo Spaccato.
Preso coraggio e un bel respiro profondo mi chino accanto al biondino. Ha gli occhi spalancati, ma non sono vitrei. Osservo il colpo alla testa. Il "Tommy" che ha sparato non aveva certo mano ferma, cosa che mi fa sospettare un'amicizia tra i due: il colpo è stato sparato male e la pallottola non si è nemmeno conficcata a fondo, nel cervello. Credo anzi che il ragazzo sia ancora cosciente e non morto, ma in uno... stato vegetativo, se così si può dire, in coma.
"Ora ragazzino dovrò farti un po' male. Se hai qualcosa da ridire fai qualsiasi gesto o muovi gli occhi."
Lo fisso negli occhi, il ragazzo non si muove.
"Bene, almeno che tu non sia veramente morto allora lo prenderò per un no."
Sciolgo la sciarpa da attorno al mio volto e la poso accanto a me, dopodiché frugo nello zaino finché non trovo un kit di pronto soccorso molto avanzato.

Apro la valigetta e ne estraggo una siringa con un liquido azzurrognolo.
"Bene ragazzino, spero che tu non abbia problemi con gli aghi."
Detto ciò poso la mano sul suo polso e sento il battito: non mi ero sbagliata. Prendo la siringa in mano e con un gesto preciso pianto l'ago nell'arteria del collo. Inietto il liquido nel corpo dello Spaccato che per un attimo strabuzza gli occhi.
"Quello che ti ho iniettato è una specie di rigeneratore. Dovrebbe funzionare anche da anestetizzante mentre ti estraggo la pallottola."
Afferro le pinze e mi avvicino al ragazzo e con mano ferma inizio il lungo lavoro per estrarre il corpo estraneo.

***

Ormai sono passati venti minuti e il rigeneratore ha quasi finito il suo effetto. Con un ultimo movimento estraggo la pallottola sporca di sangue e la poggio a terra difianco a me. Il rigeneratore fa effetto proprio in quel momento. Il foro sulla tempia del ragazzo inizia a risanarsi e i capelli iniziano a riscrescere dove mancavano. Non sono sicura che possa giovare anche sullo stato vegetativo del ragazzo, ma forse c'è speranza. Inizio a preparare la siringa di Nirvana 2C e proprio in quel momento lo Spaccato inizia a respirare fortissimo, con affanno. Solleva il busto da terra con gli occhi sbarrati e la paura in ogni gesto.

"Ragazzino ti conviene stare coricato: questa iniezione non sarà piacevole come l'altra."
Il biondo si volta verso di me puntandomi gli occhi color nocciola addosso.
Sta per dire qualcosa, ma io veloce e silenziosa gli ho già piantato la siringa nell'avambraccio. Il ragazzo biascica qualcosa poi si lascia andare all'idietro scosso da tremiti.

Rimetto a posto il kit di pronto soccorso e aspetto pazientemente il risveglio del ragazzo.

Passa circa un'ora, secondo l'orologio datomi al Centro, poi il ragazzo apre gli occhi confuso e spaesato.
"Cosa..."
Lo guardo. Mi sono rimessa la sciarpa sul volto e ora tutto ciò che lui riesce a vedere sono i miei occhi azzurri.
In un attimo il ragazzo si volta verso di me e mi si getta contro.
Sorrido divertita da sotto il sottile tessuto che mi copre il volto.
"Chi sei?! Cosa mi hai fatto?!" Urla il poverino in preda ad un attacco d'ira repressa.
Il Nirvana 2C probabilmente fa effetto molto lentamente.

Non avendo da me risposta il ragazzo mi toglie di dosso la sciarpa scoprendo il mio volto.
Rimane a guardarmi, sorpreso.
"Una..."
"Ragazza?" Concludo ridendo.
"Ti prego dimmi che non sei solo un maschilista del cacchio, altrimenti ti ho salvato per niente."
Lui mi osserva infuriato.
"Non sono un maschilista e solo che non credevo fossi una ragazza."
Lo osservo ghignando.
"Preferivi un ragazzo? Non mi dire che sei gay..."
Inizio a ridere sbeffeggiando il ragazzo a cui si sono colorate di rosso le guance.
"Io, no, non sono gay e... E poi io non volevo essere salvato da nessuno. Tanto meno che da te."

Il mio sguardo si rabbuia subito.
"Ti avverto ragazzino, ora sei Immune all'Eruzione. Io su centinaia di Spaccati ho scelto di salvare te, quindi non ti lamentare un'altra volta, altrimenti non esiterò a torturati talmente tanto da farti sentire all'Inferno."
"Tu che tortuti me? E poi perché mi
chiami ragazzino? Avrò la tua stessa età!"
A quelle parole scatto in avanti senza preavviso e inchiodo il ragazzo al muro, puntandoli un pugnale alla gola.
"Come vedi, caro, io sono capace di fermarti, senza nemmeno il tempo che tu te ne accorga e se non vuoi essere chiamato ragazzino hai solo da dirmi il tuo nome."
Tengo il mio sguardo gelido sul ragazzo.
"Newt." Sussurra lui intimorito da tanta irruenza.
"Bene Newt, ora si mettono in chiaro tre cosette." Dico mollando la presa sul ragazzo.

"Io ti ho salvato la vita, quindi pretendo di avere assoluta sicurezza sul fatto che tu mi ascolterai e farai qualsiasi cosa io ti dirò."
Il ragazzo ancora in piedi davanti a me annuisce con riluttanza.
"Seconda cosa. Ora io ti dovrò portare in un luogo speciale, un centro della C.A.T.T.I.V.O. Là so esserci un Pass Verticale che ci porterà nel luogo da cui vengo. Su questo non si discute. Chiaro?"
Il ragazzo annuisce ancora, anche se alla parola C.A.T.T.I.V.O. ha fatto un faccia strana.
"Bene, terza cosa. Caro Newt, tu mi stai simpatico e questa per te è una fortuna, ma prova a toccarmi anche con un solo dito e perderai tutta la mano. Ti è chiaro il concetto?"
Lo guardo seria e lui annuisce.

"Posso parlare?" Domanda scettico dopo un attimo di silenzio.
"Se proprio devi..."
Il ragazzo mi fissa negli occhi e quello strano color nocciola mi sembra quasi... familiare. Sento quella strana sensazione che non provavo da tanto, riempirmi lo stomaco, ma mi basta sbattere gli occhi una volta per tornare sveglia e vigile.

"Grazie per avermi impedito di fare una cacchiata."
Il grazie non me lo aspettavo.
"Prego." Rispondo ancora stranita.
Newt mi fissa negli occhi e mi fa una domanda che mi aspettavo da quando si era svegliato.
"Come ti chiami?"
Mi avvicino al ragazzo e lo scruto.
"Kim" Rispondo, poi gli do le spalle.



Space for me||☆

Pive ecco a voi un altro capitolo. :D

Spero vi sia piaciuto :))))

Commentate pure qui sotto👇.

Da me nevica un casino 😍😍
Da voi?

Bacioni❤
Maty☆

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro