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Capitolo 19

"Stai scherzando vero?! Io il Capo dei Radurai?! Li farò ammazare tutti senza la tua guida! Te lo puoi scordare!" Esclamo sbalordita dalle parole del ragazzo.
"Kim, posso capire il tuo rifiuto, ma un giorno spetterà a te questo compito e prima lo accetti meglio è."
"Cosa ti fa credere che questo compito spetti a me?!" Esclamo ancora più stupita di prima.
"Semplice." Inizia il ragazzo scendendo la scala della torre.
"Io di questo passo non durerò ancora a lungo e i ragazzi si rivolgeranno a te perché sanno di potersi fidare."
Detto questo scompare dalla mia vista scendendo la scala.
Rimango lì a fissare l'ultimo punto in cui ho visto il ragazzo, sperando che quello che sto vivendo sia l'ennesimo incubo.

***

Alcuni minuti dopo scendo la scala e mi ritrovo davanti Newt. Senza pensarci due volte lo abbraccio stretto. Lui mi mette una mano sulla schiena e con l'altra mi accarezza la testa.
"Tutto bene?" Domanda senza lasciarmi andare.
Io faccio un sospiro, per poi rispondere: "Va tutto male. Mi sento responsabile di tutto quello che sta succedendo. Prima che arrivassi io eravate tutti felici e contenti; appena sono uscita da quello stramaledetto ascensore la favola si è trasformata in un racconto horror."
"Da quando sei così pessimista?" Domanda lui stringendomi più forte a sé.
"Non credo di essere mai stata ottimista."
Mi sciolgo dall'abbraccio e non ho nemmeno il tempo di alzare lo sguardo che il ragazzo mi sta già baciando. È uno di quei baci che ti fa sentire le farfalle nello stomaco, che ti fa girare la testa e battere il cuore a mille, insomma, uno dei quei baci che ti fanno sentire al settimo cielo. Rilasso i muscoli del corpo e cerco di svuotare la mente e pensare solamente al ragazzo che mi sta stringendo tra le sue braccia. Non so perché provo tutti questi sentimenti nei suoi confronti, ma sento che tra noi c'è qualcosa di più della solita storia d'amore banale tutta rose e fiori. Lui è il ragazzo con cui ho corso nel Labirinto, il ragazzo che non ha avuto paura di me quando sono diventata un mostro, il ragazzo che ho salvato dai Dolenti e che mi ha salvato dai miei incubi. Mi sciolgo dall'abbraccio e dal bacio.
"Ti senti un po' più ottimista ora?" Domanda.
"Forse con altri baci..." Rispondo sorridendo maliziosamente verso di lui.
"Ti accontento subito."

"Non così in fretta complice." Interrompo i movimenti del ragazzo che si era già avvicinato a me stringendomi a sé.
"Dovrai aspettare questa sera prima di un altro bacio." Sorrido divertita.
"Dopo cena sulla torre?" Domanda lui impaziente.
"Va bene complice."
Lui si china in avanti e mi bacia.
"Ehi avevamo detto che dovevi aspettare questa sera!"
Il ragazzo ride e scappa via mentre sospiro esasperata. Bello, intelligente e pure ribelle: meglio di così non c'è nessuno.

***

Dopo i vari incontri sulla torre vado a dare una mano ai Costruttori e agli Scavatori. Gally e Zart, i due Intendenti, mi ringraziano per il lavoro svolto e la giornata passa in un lampo. Passo diverso tempo assieme a Bart: ormai mi ci sono affezionata a quel ragazzino che per molti versi mi ricorda Mark.
Verso l'ora di cena vado da Frypan per chiedere la cena di Mark. Il ragazzo mi accoglie con un sorrisone e prepara subito la cena per il mio fratellino. Noto che fa una porzione fin troppo abbondante per la decisione presa da Alby.
"Grazie." Dico notando quella piccola gentilezza nei miei confronti e in quelli di Mark.
Mi avvicino a lui e gli schiocco un bacio sulla guancia. Lui mi guarda inebetito per un attimo poi si riscuote: "Non c'è di che."
Mi sorride felice e io ricambio prima di voltarmi e dirigersi verso la Gattabuia.

Appena arrivata mi affaccio alla finestra piena di sbarre.
"Ehi Mark, sono io. Ti ho portato la cena."
"Ciao sorellona. Grazie mille, stavo morendo di fame."
Vedo il suo volto smunto affacciarsi attraverso le sbarre e le sue mani sporgersi per afferrare da mangiare. Sento un moto di dispiacere nei suoi confronti: vederlo così mi fa stare male e mi fa provare un sacco di rabbia nei confronti della C.A.T.T.I.V.O.
Come possono avere il coraggio di fare questo a un bambino? Mi volto e vedo da lontano arrivare Alby pronto a liberare Mark.
"Ti devo lasciare, devo andare a mangiare anche io. Ci vediamo dopo."
Sono agitata per l'incontro con Newt e non vedo l'ora di trovarmi sulla torre con lui.
"Va bene, ma perché tutta questa fretta?" Domanda curioso il ragazzino.
"Io e Newt dobbiamo parlare riguardo a quello che è successo oggi. Tra poco verrà Alby a liberarti, tu rimani calmo, mi raccomando."
Lui si beve le mie mezze verità e appena mi ha salutato, schizzo via verso i tavoli.

***

Appena arrivata divoro la mia cena in pochi minuti, dopodiché mi dirigo verso la torre dove mi aspetto di trovare Newt. Cerco di sistemarmi i capelli legandoli in una coda con l'elastico di Gally. Cerco di pulirmi il volto sperando di non essermi sporcata mangiando. Dopo pochi minuti sento qualcuno salire la scaletta e subito dopo vedo Newt che mi fissa meravigliato.
Si siede accanto a me e io non perdo tempo: lo bacio e lo abbraccio. Ho aspettato tutto il giorno per sentire le sue braccia attorno al mio corpo, le sue labbra premute sulle mie e il calore del suo corpo. Ci baciamo a lungo prima di lasciarci andare.
"Mi sei mancato." Dico poggiando la testa nell'incavo del suo collo.
Lui mi solletica l'orecchio con le labbra mentre sussurra: "Anche tu. Ti ho pensato tutto il giorno."
Mi sistemo meglio tra le braccia e mi rendo conto che ormai sono praticamente in braccio al ragazzo. Rimaniamo lì a lungo semplicemente stretti in quell'abbraccio.
Sentirlo così vicino mi rende sicura di me, ma al contempo mi rende anche incerta. Ho paura di ferirlo per sbaglio senza accorgermene. Lo fisso negli occhi e noto sulla sua guancia sinistra il bagliore di una cicatrice bianca. Mi accorgo con orrore che è uno dei tagli che gli ho procurato quando mi sono trasformata la prima volta. Gli accarezzo la guancia. Sento le lacrime riempirmi gli occhi. Newt mi guarda e mi asciuga il viso con i pollici.

"Non piangere. Non è niente, te l'ho già spiegato."
"Ti ho fatto del male Newt, ti ho fatto del male..."
Lui non risponde e mi abbraccia.
"Non è niente Kim, non è niente."
Sono scossa dai singhiozzi, ma il calore del corpo del Velocista e il suo battito cardiaco mi tranquillizzano. Passa il tempo e ormai è notte fonda quando mi riscuoto e mi sciolgo dall'abbraccio.
"Ci conviene andare a dormire. Domani sarà una giornata impegnativa."
Il ragazzo ascolta il mio consiglio e si alza in piedi.
Entrambi scendiamo dalla torre e ci dirigiamo nel Casolare.
Arrivata davanti alla porta della mia camera ci entro, ma sento Newt seguirmi.
"Non vai nella tua camera?" Domando.
"Voglio stare con te." Risponde semplicemente.
Ci togliamo di dosso i pugnali, dopodiché mi corico sul letto. Newt si leva di dosso la maglietta e si corica accanto a me. Stranamente non arrossisco come succederebbe a qualsiasi ragazza: Newt è spontaneo e con lui non vedo motivo nel provare imbarazzo o altri sentimenti simili.
Poggio la testa sul suo petto e vedo altri numerosi tagli.
Il ragazzo nota il mio sguardo, così mi rassicura: "Kim ascoltami."
Inizia alzandomi il volto con la mano.
"Sono solo graffi. Io lo so che tu non mi faresti mai del male, quindi non preoccuparti, va bene?"
Annuisco in fretta e poso nuovamente la testa nell'incavo del suo collo.
"Newt?"
"Sì?"
"Puoi farmi una promessa?" Domando insicura, ma piena di fiducia nei confronti del mio complice.
"Certo."
Cerco le parole nella mia testa e le aggrego una dietro l'altra a formare una frase.
"Se io... se io divento come nei miei incubi, se divento un mostro, un esperimento, prova a salvarmi, prova a farmi tornare normale. Ti prego."
Sento di avere tanta paura dentro di me, quasi ci fosse una bestia selvaggia, pronta a liberarsi.
"Non devi neanche chiederlo. Le tue paure e le mie si annullano perché siamo insieme. Possiamo superare tutto, dobbiamo solo rimanere uniti."
"Fino alla fine."
"Fino alla fine." Concorda lui.

Rimaniamo lì a lungo, abbracciati. Sentire quel contatto tra noi due mi rende calma e tranquilla. Spesso ci troviamo a fissarci: in quei casi i nostri occhi formano una spirale marrone e azzurra e nemmeno mi accorgo che il tempo continua a trascorrere. Dopo diversi tentativi riesco a prendere sonno; mi abbandono in quel caldo abbraccio stretta alla persona a cui tengo di più.

Newt's pov

È bella anche mentre dorme. Sembra piccola, indifesa e non si direbbe che è riuscita a sopravvivere un'intera notte nel Labirinto e che ha ucciso ben tre Dolenti.
Mi ritrovo spesso a pensare al perché dei miei sentimenti nei suoi confronti, poi la guardo e capisco tutto. Il suo essere diversa mi ha fatto provare tutte queste emozioni. La prima volta che l'ho vista ho pensato che fosse una pive paurosa e senza coraggio, poi quando Minho mi ha raccontato di come si era buttata nel Labirinto per salvarci e di come avesse ucciso quel Dolente, ho dovuto ricredermi.
Sentirla vicino a me, con la testa accanto alla mia e le braccia sul mio petto, mi fa sentire al settimo cielo. I suoi capelli morbidi e setosi tra le mie dita sono un calmante e il suo respiro regolare sembra essere parallelo al mio.
Mi chiedo cosa stia sognando. Non posso nemmeno immaginare come sia rivivere i propri ricordi in cui ti vengono fatti esperimenti e robe simili, o come sia rivedere il fratello che credevi di non avere.
Quando è scoppiata a piangere mi sono sentito la splof peggiore del mondo. Davanti agli altri Radurai fa la coraggiosa, ma si vede che si sforza di non mettersi a urlare dalla frustrazione. Credo che si vergogni di piangere, probabilmente perché pensa sia da deboli, ma non è affatto così: se piange significa che si è tenuta tutte le sue paure dentro troppo a lungo. Ha bisogno di qualcuno che la aiuti a superare le sue incertezze e la stessa cosa vale per me. Credo che riusciremo a risolvere tutto questo solo se stiamo insieme, perché quando lei è al mio fianco mi sento invincibile quasi come se potessi distrugge tutto, perfino i muri del Labirinto, per quanto immensi. Le accarezzo la testa e la sento avvicinarsi di più a me.
Sposto lo sguardo verso il soffitto. Passa il tempo e alla fine grazie al respiro di Kim e al suo essere lì accanto a me riesco ad addormentarmi tranquillo.




Space for me||☆

Ave Velocisti!
Sapevo che ci voleva un capitolo un po' sdolcinato.
*sputa una zolletta di zucchero*
Ho dovuto mangiare chili e chili di cioccolatini, Newtella (ridete a questa pessima battuta) e robe dolci per scrivere questo capitolo.
Credo che mi sia venuto il diabete, ma conosco una cura molto efficace.
Scena d'avventura ricca di suspence e sangue. (Okay forse ho un po' esagerato).

Insomma spero che il capitolo vi sia piaciuto...
*sputa un cioccolatino*
Se riuscirò a sopravvivere al diabete ci rivedremo presto e state certi che ci sarà un gigantesco spargimento di sangue (Simon di Shadowhunter approva).

((Gli errori grammaticali sono dovuti alla mia dislessia da semidea.))
Mi dileguo e vado a progettare un capitolo molto meno sdolcinato.

Bacioni❤
Maty ☆

*fa la risata malefica e scompare nell'ombra con un fantastico sottofondo di tuoni e lampi*

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