Capitolo 14
Newt's pov
Ha smesso di respirare, così d'improvviso. I suoi occhi però non sono ancora diventati vitrei, c'è ancora speranza. Devo trovare un modo per portarla via di qui al più presto prima dell'arrivo di un altro Dolente, o peggio ancora, prima che le porte si chiudano. Sollevo il corpo di Kim e mi faccio passare un suo braccio attorno al collo. Il suo corpo emana un calore febbrile e questo mi rincuora. Inizio a trascinarmi dietro la ragazza cercando di evitare scossoni e di muovermi il più velocemente possibile, di fermarmi solamente per cambiarle le bende e per riprendere fiato.
A metà pomeriggio ho già passato la Scarpata e mi ritrovo nell'ultimo corridoio del Labirinto che si apre sulla Radura. Appena svoltato l'angolo noto Alby in lontananza mentre mi viene in contro correndo. Trascino per gli ultimi metri il corpo della ragazza, poi le mani del ragazzo di colore vengono in mio soccorso.
"Da quando è che infrangi le regole?" Domando al ragazzo.
"Da quando ho capito che dobbiamo darci una mossa ad andarcene da questo dannato Labirinto prima che succeda qualcosa di veramente brutto."
La sua risposta mi sorprende, ma ora non è il momento per distrarsi. Aiuto Alby trascinando Kim fin dentro la Radura dove l'erba morbida ci attende. Poggiamo a terra, con delicatezza, la ragazza e subito il terreno attorno a lei si tinge di rosso.
Un piccolo gruppo di curiosi si è già radunato attorno a noi e altri ancora stanno arrivando. Da lontano vedo arrivare Jeff e Clint, i Medicali. Mi inginocchio subito alla destra della ragazza esangue. Il suo petto fino ad ora è rimasto immobile, ma colgo un movimento, seppur leggero.
Poggio immediatamente la testa sul petto della ragazza e il suo respiro mi pare il suono più bello del mondo. Proprio in quel momento arrivano i Medicali e portano via Kim. Provo a seguirli, ma Alby mi ferma.
"Tu ora vieni con me e mi spieghi cosa caspio è successo."
Si volta verso gli altri Radurai: "Lo spettacolo è finito ragazzi. Tutti al lavoro!"
I ragazzi se ne vanno borbottando tra loro, tranne uno. Gally si avvicina a noi in cerca di spiegazioni, ma Alby con sguardo tagliente lo incita a tornare al lavoro. Il ragazzo gira i tacchi e se ne va insieme ai Costruttori.
***
Pochi minuti dopo mi ritrovo nella Sala dell'Adunanza, seduto su una sedia davanti ad Alby.
"Racconta."
Sempre molto coinciso il ragazzo.
I minuti passano e le parole escono dalla mia bocca con una velocità sorprendente.
"Mi stai dicendo che la fagiolina ti ha salvato un'altra volta?!" Esclama stupito il ragazzo.
Una delle poche caratteristiche apprezzabili di Alby è il suo modo di esprimersi, che mette in evidenza i suoi sentimenti.
"Sì. Le devo la vita."
"Forse l'abbiamo giudicata male."
Alby abbassa lo sguardo, sembra sul punto di dire qualcosa, poi si alza in piedi e mi incita a fare lo stesso.
"Appena si sveglia le farò un paio di domandine."
"Cerca solo di non traumatizzarla." Scherzo divertito ricevendo una spinta dal ragazzo.
Entrambi usciamo dalla stanza e prendiamo direzioni diverse: Alby si dirige verso l'uscita del Casolare, io mi avvio verso la stanza dei Medicali.
Appena entro vedo Kim distesa su un letto con Jeff e Clint chini su di lei.
"Come sta?" Domando in ansia, cercando di non darlo a vedere.
"Si riprenderà, ma ci vorrà del tempo. Se avremo fortuna domani la vedremo sveglia, ma sarà veramente difficile."
La risposta arriva da Clint che si sposta da sopra la ragazza e si volta verso di me. Jeff un attimo dopo fa lo stesso.
"Posso rimanere?"
"Noi abbiamo finito, quindi se ti va..."
I due ragazzi escono dalla stanza e io mi ritrovo solo con Kim che respira a fatica. I tagli peggiori sono sulle braccia, ma anche le gambe non sono in uno stato migliore. È completamente ricoperta da bende e fasciature, ma non credo che possa servire a molto. Mi siedo sulla sedia accanto al letto e mi metto a fissare il petto della ragazza che si alza e abbassa regolarmente.
Mi ha salvato la vita due volte mettendo a rischio sé stessa e l'unica cosa che sono stato capace di fare è stato mentirle sul perché fosse diventata Velocista. Mi sento come una splof calpestata da un branco di Dolenti per averla fatta star male. Le scosto una ciocca di capelli sistemandola dietro l'orecchio.
Proprio in quel momento entra Minho di gran carriera: scosto subito la mano dal volto di Kim e faccio finta di niente. Sento il Velocista sedersi accanto a me sul letto di Kim.
"Mi ha salvato la vita. Due volte."
Sposto lo sguardo dalla neoVelocista a Minho.
"Ha salvato anche me. Le dobbiamo la vita."
Ormai Minho è diventato come un fratello per me e riconosco dai suoi atteggiamenti una certa ansia: si vede che anche lui si è affezionato a Kim.
"Ce la farà." Penso ad alta voce quasi per farmi coraggio.
"Sì. Questa pive non l'ammazza nemmeno un esercito." Scherza Minho.
Gli sorrido, osservo per un'ultima volta la ragazza, poi mi alzo dalla sedia e mi avvio fuori dalla stanza seguito immediatamente da Minho.
***
Ci dirigiamo entrambi da Frypan affamati come non mai. Arriviamo per primi, ma vediamo anche il gruppo di Gally, i Costruttori, arrivare portando con sé baccano e schiamazzi. Il Velocista e io andiamo a sederci in mezzo agli altri ragazzi e in un attimo ci troviamo sommersi dalle domande.
"Veramente ti sei fatto salvare dalla fagiolina, Newt?"
"Come ha fatto a ridursi in quello stato?"
"Voi sapete come ha fatto a sopravvivere nel Labirinto?"
"Ehi teste di caspio! Tutti seduti e zitti altrimenti vi spedisco a calci nella Scarpata!"
Alla minaccia di Minho tutti tacciono e si tranquillizzano in attesa di risposte.
Poi iniziano le spiegazioni, sia mie che sue, interrotte da domande, brusii, sussurri e esclamazioni. Alla fine la maggior parte dei ragazzi sembra aver capito poco niente a causa dei numerosi passaparola, ma molti di loro iniziano a parlare di Kim, ma in un modo diverso dal solito. Non la descrivono più come il mostro schifoso senza pietà, ma come la ragazza coraggiosa che salva vite.
Alcuni ragazzi vanno persino da Alby a chiedere una festa in suo onore. Il ragazzo di colore si lamenta, alza gli occhi al cielo e sbuffa, ma ormai è intrappolato dalle richieste di decine di ragazzi ed è costretto a cedere.
La notizia della festa si sparge a macchia d'olio e un attimo dopo tutti attendono il risveglio di Kim.
Kim's pov
È buio.
Fa male.
E continua imperterrito.
Dolore. Dolore. Dolore. Dolore.
Buio. Buio. Buio. Buio.
Sento tanti rumori attorno a me, ma uno si distingue meglio degli altri. È la voce di Newt che continua a ripetermi che mi vuole bene. Mi aggrappo con tutte le forze al ricordo del ragazzo e di Minho, ma sembra tutto inutile. Poi il buio viene scacciato via e una serie di immagini arrivano impetuose. Tanti ricordi passano davanti al mio volto: vedo una ragazza che mi sorride abbracciandomi, un ragazzo che mi stringe a sé, poi la donna. La vedo abbracciarmi e sento per la prima volta la sua voce.
"Ti voglio bene."
Tre parole che continua a ripetere ininterrottamente con voce soave; poi arrivano ricordi più oscuri. Vedo uomini e donne sfregiati e pieni di piaghe, sento spari, urla, frastuoni. Poi una luce folgorante spacca definitivamente l'oscurità. Mi metto a correre per uscire da quell'incubo tremendo: cado diverse volte, ma mi rialzo e non demordo finché non attraverso la luce urlando.
***
Mi risveglio gridando. Metto le mani sulle orecchie cercando di scacciare via quei rumori, quelle urla che mi riempiono la testa provocandomi un male tremendo. Stringo forte gli occhi e le mani attorno alle orecchie mentre alcune persone entrano all'interno della stanza.
Sento mani che mi toccano, non alzo lo sguardo per vedere di chi si tratti. Ho paura che siano quegli uomini che ho sognato, pieni di cicatrici, tagli con pus e quant'altro. Poi una voce che conosco fin troppo bene irrompe e elimina quel putiferio.
"Sono io Kim, sono Newt. Ci sono io. Ti ricordi, te l'ho promesso, starai bene. Te l'ho promesso."
Sentendo quella voce dolce mi tranquillizzo un po', ma le voci nella mia testa rimangono, urlando imperterrite. Sento due mani posarsi sulle mie e scollarmele dalle orecchie: so perfettamente che si tratta di Newt, il suo profumo è nell'aria.
"Apri gli occhi e guardami."
La voce del ragazzo si è ridotta a un sussurro udibile solamente da me. Mi fido del ragazzo e muovo le palpebre aprendole: subito il mondo si riempie di colori, due in particolare. Il marrone degli occhi di Newt e il biondo dei suoi capelli.
Vedo entrare Minho nella mia visuale e così Alby e Gally: tutti e tre i ragazzi sembrano preoccupati in un modo che non avevo mai visto prima. Poso nuovamente lo sguardo su Newt e gli sorrido; il ragazzo ricambia e rimaniamo a fissarci a lungo come se non esistesse nient'altro se non noi due.
"Newt ora lasciala andare."
Mi accorgo con imbarazzo che le mie mani e quelle del Velocista sono ancora legate tra loro e che Newt mi sta guardando come inebetito. Il sangue fluisce verso le mie guance così mi affretto a sciogliere l'intreccio delle mie dita e delle sue.
"Kim, mi dispiace iniziare con le domande fin da subito, ma abbiamo bisogno di sapere."
La voce di Alby rompe l'imbarazzo e io mi riscuoto annuendo verso il ragazzo di colore.
"Tranquillo, fa niente."
"Ti infastidisce se i ragazzi rimangono qui?" Domanda lui di rimando.
Scuoto la testa mentre i Radurai prendono posto seduti su sedie sgangherate o sul bordo del mio letto.
"Quelle cose che hai scritto sulle mani, sai cosa significano?"
Mi fisso i palmi; mi ero quasi dimenticata delle scritte e di tutto il resto.
"Non conosco il loro significato, ma è da un po' di tempo che faccio dei sogni, o meglio incubi. Sogno sul mio passato, sogno una donna che sulla maglia ha questa scritta, C.A.T.T.I.V.O. Altre volte invece mi capita di avere dei flashback. Mi sono svegliata urlando perché..."
La mia voce si interrompe mentre quei ricordi orribili, che sono affiorati prima della mia mente, mi occupano la visuale. Gally mi poggia una mano sulla spalla per farmi coraggio, io rincuorata, riprendo il racconto.
"Urlavo perché mi sono ricordata delle cose orribili. C'erano uomini e donne sfregiati e coperti di tagli, pus e il loro sguardo era... folle. Poi ho sognato altre persone: credo che facessero parte della mia famiglia, ma non ne sono sicura. Poi ho sentito dei frastuoni, spari, scoppi..."
Fisso il mio sguardo su Newt e Minho in particolare, per farmi coraggio.
"Io lo so che è da più di un anno che provate a risolvere il Labirinto, ma se quello che ho visto è vero e là fuori il mondo è così... Forse non ci conviene andarcene da qui."
I ragazzi che fino ad adesso mi hanno ascoltato iniziano a parlare tutti insieme.
"Tu hai subito la Mutazione Fagio e anche io. Mi danno dello scorbutico e tutto il resto, ma quello che ho visto io lo hai visto anche tu, Kim. Sai cosa vuol dire vedere quelle cose, vero?"
Il tono di voce di Gally è più serio che mai. Non sapevo che il ragazzo avesse subito la Mutazione e non sapevo nemmeno che avesse visto ciò che avevo visto io. Mi accorgo che in alcuni punti la sua faccia ha tratti sconnessi: probabilmente il suo corpo ha subito mutazioni fisiche permanenti dopo la Mutazione.
"So cosa vuol dire."
Gally annuisce sentendo la mia risposta mentre mi guarda con occhi pieni di comprensione. Poi cala il silenzio e tornano le voci nella mia testa, così parlo per scacciarle via.
"Posso uscire?" Chiedo all'improvviso.
"Non so se ti convenga, ma credo che possiamo fare un'eccezione."
Sorrido a Alby e lo ringrazio.
"Ora fuori ragazzi! Lasciamo un po' di aria alla fagiolina."
Vedo tutti i ragazzi ascoltare il loro capo e dirigersi fuori dalla stanza. Rimane solo Newt ancora seduto sul mio letto. Siamo così vicini che riesco a sentire il suo respiro. Il cuore mi batte a mille, le dita mi pizzicano e lo stomaco sta facendo le contorsioni. Non ci penso due volte e abbraccio il ragazzo aspirando il suo profumo e stringendolo forte per paura che se ne possa andare via.
Sento le sue braccia circondarmi il corpo trasmettendomi calore e affetto.
"Ben tornata a casa, Raduraia."
Space for me||☆
Piaciuto il capitolo?
Spero di sì.
Aspettatevi di tutto dal prossimo.
Vi saluto e vado a scrivere.
Bacioni ❤️
Maty ☆
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