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Capitolo 11

Kim's pov

Dopo quella notizia, quella sera non riesco a dormire. Continuo a pensare a Minho e a quello che ha detto, a Newt e alla nostra conversazione. Penso e ripenso a tutto finché in un piccolo angolo del mio cervello non sento la stanchezza. Dopo pochi minuti sto dormendo beatamente in una delle tante camere del Casolare.

Newt's pov

Oggi mi sono sentito veramente felice, come non lo ero da tempo. Continuo a pensare a Kim, ai suoi abbracci, al suo bacio. È stato bello, emozionante. È stato solo un bacio sulla guancia, ma sentire le sue labbra morbide sulla mia pelle, il suo profumo dolce... mi ha imbambolato. Sono rimasto a guardarla come un ebete e spero che lei non se ne sia accorta. Continuo a ricordare il suo volto e il suo profumo. Cerco di scacciare via quel dolce ricordo che non mi permette di dormire. Appena ci riesco cado in un sonno profondo.

***

Nel sogno ho un gran mal di testa e non riesco a reggermi in piedi. Crollo rovinosamente sul pavimento, poi dal nulla una voce.
"Newt, Newt!"
Sento la sua voce, la voce di Kim. Mi volto e la vedo. Lei mi corre incontro e mi abbraccia. Rimaniamo stretti l'una all'altro per parecchio tempo. Alza il volto e d'improvviso mi bacia. È un semplice bacio sulla guancia, ma il mondo diventa definito e nitido e torno a stare meglio. Quel momento sembra durare all'infinito fino a quando Kim si stacca da me e mi sorride.
Poi i suoi occhi si fanno neri mentre urla dal dolore.
Provo ad aiutarla, ma non c'è niente da fare.
Il suo corpo è immobile e freddo.
È morta.

***

Mi risveglio dall'incubo aprendo di scatto gli occhi e mettendomi a sedere a bordo del letto.

Quello che ho sognato non ha senso, nemmeno un po'. Poi Kim che mi bacia proprio come oggi... devo aver mangiato troppo a cena. Poi mi ricordo la sua trasformazione, seguita dalla sua morte improvvisa. Scaccio quei pensieri con un gesto infastidito della mano. Mi accorgo che si sta avvicinando l'alba, così mi preparo per un'altra giornata nel Labirinto.

***

Appena sono pronto esco dalla camera, faccio colazione con Minho, ma prima che uno di noi due possa alzarsi dal tavolo, arriva Alby e ci ferma.
"Mi serve il vostro aiuto pive."
Strano, penso.
Alby mi consulta solo per le cose estremamente importanti, inoltre questa volta ha chiesto aiuto anche a Minho, cosa molto strana dato il suo comportamento all'Adunanza.
"I Radurai non vogliono tenersi tra i piedi la ragazzina. Non la vogliono a lavorare insieme a loro."
Che modo perfetto per iniziare male la mia giornata.
Minho prova a protestare, ma Alby lo interrompere.
"Non voglio sentir ragione. Oggi la terrete voi due e la porterete con voi."
"Alby, non è pronta a rientrare là dentro. Non possiamo portarcela come se niente fosse!"
Minho sbraita infuriato verso il Capo dei Radurai.
"Ci scommetto che è stato Gally." Sussurra tra i denti il Velocista.
"Pive sentite, non posso fare altrimenti. Dopo che la ragazzina si è trasformata le stanno tutti a distanza e non hanno tutti i torti. Inoltre ne va del bene di tutti. Devo mantenere gli animi calmi fino a quando non usciremo da qui. Non possiamo permetterci disordine. Da quando è arrivata qualcosa è iniziato a cambiare."

Quelle parole mi gelano il sangue nelle vene.
"Cosa intendi dire?" Domando con una punta di ansia.
"Tutta la storia dei sogni della ragazzina, il fatto che sia un mostro, le scritte sulle sue mani... Gli altri Velocisti mi hanno detto che i muri sono cambiati in modo diverso rispetto al solito. Alcuni sono rimasti fermi."
Minho ha una faccia sbalordita e credo di avercela anche io.
"Come "non si sono mossi"? Che cacchio vuol dire?" Domanda il ragazzo orientale.
"Non lo so, ma la cosa è molto preoccupante. Non possiamo permetterci altri problemi, non adesso."
Il ragazzo detto ciò se ne va via con passo pesante, ma svelto.
"Newt..." Minho prova a iniziare un discorso, ma lo interrompo.
"Non dire niente. Non dire niente."

***

"Vado a chiamarla, tu inizia a prepararti."
La mia voce è dura mentre tengo uno sguardo impassibile verso Minho che annuisce per poi scomparire dietro il Casolare.
Mi avvio all'interno della struttura. Alby la sera scorsa ha assegnato a Kim una camera per evitare che dormisse insieme ai Radurai. Salgo le scale, attraverso alcuni corridoi e infine arrivo davanti alla porta della camera. Mi ricordo cosa ho sognato questa notte, ma cerco di scacciare via i ricordi per evitare che mi portino via. Busso alla porta e in seguito la apro.
Vedo Kim che dorme ancora, coricata sul letto. Richiudo la porta dietro di me senza far rumore e mi avvicino al letto.
Mi soffermo sulla figura della ragazza: è carina anche quando dorme, o come direbbe Minho è "gnocca".
Le scuoto leggermente la spalla. La vedo aprire gli occhi di scatto e tirarsi su a sedere. Riprende fiato: probabilmente deve fare incubi tutte le notti per svegliarsi in questo stato.

"Cosa ci fai qui?"
La domanda della ragazza mi giunge lontana, ma riesco a schiarirmi la gola e a risponderle.
"Oggi non farai i soliti lavoretti: ti portiamo a correre."
I suoi occhi un attimo prima pieni di affanno, ora diventano pieni di gioia. Cerca di contenersi e riprende a parlare: "Quindi oggi vengo con voi nel Labirinto?"
"Sì perché? C'è qualcosa che non mi hai detto?"
Alla mia risposta vedo i suoi occhi rabbuiarsi per un attimo, coperti dal muro invalicabile che Kim ha eretto attorno a sé.
"No, va tutto bene."
Sorride dopo aver parlato, ma i suoi occhi sono ancora offuscati dal muro.

***

"Questa mattina non avrai il tempo di fare colazione, mangerai durante il tragitto. Va bene?" Domando mentre Kim e io scendiamo le scale diretti verso la sala dei Velocisti.
"Non ho fame, quindi va bene."
La risposta è secca, ma non me ne curo più di tanto. Dopo aver sceso le scale e girato attorno al Casolare, arriviamo alla sala dei Velocisti.

Vediamo Minho in lontananza che ci fa segno di raggiungerlo. Appena siamo abbastanza vicini il ragazzo mi lancia una strana occhiatina. Kim non se ne accorge ed entra di filato nella stanza. Mi avvicino a Minho.
"Le hai detto il vero motivo del perché è qui?"
La sua domanda mi sembra abbastanza centrata.
"No, credo che sia meglio che non lo sappia." Rispondo.
"Infatti, non diciamole niente." Concorda il Velocista.
Dopo ciò entriamo anche noi nella stanza.

"Quanto hai di piede?" Domanda subito Minho.
La ragazza alza la scarpa guardandosi la suola.
"Trentanove-Quaranta." Risponde imbarazzata.
"Proprio un piedino da principessa." Sogghigna Minho.
La ragazza alza gli occhi al cielo mentre il Velocista rovista nella scatola delle scarpe e gliene porge un paio. Kim si sfila le sue e indossa le altre.
"Sono perfette." Commenta semplicemente.

Minho le porge uno zaino e le spiega cosa c'è dentro e tutto il resto, dopodiché arriva la parte finale. "Credo che ora arrivi la parte più bella." Dice il ragazzo ghignando sotto i baffi.
"Sarebbe?" Domanda incuriosita la ragazza mentre anche a lei si dipinge un accenno di ghigno sul volto.
Minho dice solamente una parola, ma gli occhi della ragazza si illuminano come se le avessero dato la mappa per uscire di qui.
"Armi."

"La parte che preferisco."
Sogghigna lei.
Mi avvicino ai due per vedere che cosa prenderà Kim.
"Serviti pure."
La ragazza al suono della mia voce si gira verso di me e mi sorride leggermente, come suo solito, poi si volta e torna a guardare la scatola con le armi. La vedo accovacciarsi a terra e afferrare saldamente un pugnale dalla lama seghettata.
"Ottima scelta." Osserva Minho rimanendo a fissare Kim.
"Prendine un altro se ti va. Sei una ragazza e un altro pugnale ti farebbe comodo."
La mia voce è divertita. Vedo Kim afferrare un altro pugnale dalla scatola. L'oggetto ha il manico in legno ricoperto da cuoio e in corrispondenza al centro ci sono delle fasciature di cuoio chiaro per migliorare la presa. Kim si volta verso di me.
"Ti ricordo caro Newt che sono riuscita a sopravvivere una notte intera là dentro e che non avevo armi con me. Inoltre sono un mezzo mostro con artigli neri al posto delle unghie, quindi non credo che un secondo pugnale possa servirmi a molto."
Dalla sua voce capisco che non è seria anche se cerca di farlo sembrare. È molto convinta di quello che dice, ma la vedo infilarsi entrambi le armi nella cintura dei pantaloni. Solo allora l'altro Velocista ed io prendiamo le nostre cose e ci avviamo fuori seguiti dalla ragazza.

Kim's Pov

Presa tutta la roba da Velocista ci dirigiamo verso le porte della Radura, in particolare andiamo verso la porta Orientale. Appena arriviamo davanti alle immense mura sentiamo una serie di rumori che segnalano l'apertura delle porte. Rimango imbambolata a guardare i muri e sento Newt sfiorarmi la spalla. Mi volto e vedo che mi sta facendo cenno di seguirlo.
Appena siamo poco più distanti parla: "Oggi tu verrai con me nel Labirinto, ma mi devi promettere una cosa."
"Come ti pare." Rispondo freddamente.
"Dovrai fidarti di me, completamente."
Il ragazzo è stranamente serio, quasi come se avesse paura di qualcosa, ma in fondo è normale. Quello che c'è là dentro metterebbe paura anche alla persona più coraggiosa.
Lo osservo bene, piego leggermente la testa di lato, ma lui non cambia espressione.
Mi porge la mano per sigillare la promessa. Non sono sicura di volerlo veramente: a dir la verità non so nemmeno perché ieri mi sono lasciata andare in quel modo fidandomi del ragazzo. La sensazione di sentirmi a casa mi aveva inebriato talmente tanto che in un attimo ho fatto tutto senza accorgermene.
Sento la paura, la stessa dei primi giorni del mio arrivo, diffondersi dentro di me: in un attimo il fatto di essere un mostro, di vivere in mezzo a questa gente, insomma, tutto mi ripiomba addosso. Questa volta capisco la gravità di tutto questo, di quello che sono.
Mi mordo il labbro e abbasso la testa. Prendo un respiro profondo, chiudo gli occhi e alzo lo sguardo. Stringo la mano a Newt e gli faccio un cenno del capo.
"Ora dobbiamo andare."
Il ragazzo si volta verso Minho che probabilmente ci sta osservando. Le porte hanno smesso di muoversi e davanti a noi il corridoio che si dirama nel Labirinto ha assunto un'aria inquietante. Le liane che ho usato notti fa sono ancora lì, il corpo del Dolente invece è scomparso. I due ragazzi, senza preavviso, si mettono a correre entrando tra le mura di cemento.
Faccio un respiro profondo, mi incoraggio rimettendo a posto lo zaino sulle spalle, poi quasi come in un sogno, i miei piedi entrano in azione e si muovono. Faccio pochi passi in avanti e mi ritrovo nel Labirinto.






Space for me||

E infine è entrata nel Labirinto Signore e Signori. Cosa potrebbe mai succedere alla nostra sventurata avventuriera...
Non rischierà di morire, noooo dai figuriamoci.
Sarebbe troppo crudele da parte mia e so che molti di voi avrebbero una strana voglia incompresa di mozzarmi la testa. Quindi non succederà niente, o almeno niente di grave...
Muahahahahaha. *risata malvagia. Alza le mani al cielo mentre parte il sottofondo di tuoni.*

Okay fine momento demenziale-malvagio (ma di più demenziale a parer mio).

Spero che il capitolo vi sia piaciuto e che la storia sia abbastanza decente. E se qualcuno di voi se lo stesse chiedendo... la C.A.T.T.I.V.O. si farà risentire, non dubitatene.

Due giorni fa la mia amica mi ha regalato "Il codice" di Maze Runner. Volevo soffocarla dal bene🙂. L'altra amica FANGIRL mi ha regalato una maglietta con scritto sopra "They are not only books" e anche lei la volevo soffocare abbracciandola.
Riguardo a "Il codice", se qualcuno di voi lo sta leggendo gli consiglio di aspettarsi di tutto dal nostro caro Thomas e dalla sua combriccola di amici.

Ora ciancio alle bande e vado a scrivere,
Bacioni
Maty

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