Capitolo 9
-Com'è il tuo vino?
Lui balbetta un po'.
-Oh, non l'ho ancora provato -Prendendo il suo bicchiere, prende un sorso- È buono, grazie.
-Nel tuo bicchiere c'è il nostro vino migliore -Sussurra Vicky- Ma non dirlo a nessuno.
-Sarà il nostro piccolo segreto- Risponde Jeremy, facendole l'occhiolino. Il sorriso di Vicky si fa più grande.
-La tua cena sarà pronta presto -Dice- Se hai bisogno si qualcosa, chiedi pure.
-Mi assicurerò di farlo- Risponde Jeremy soavemente. Con gli occhi su di lui, Vicky cammina di schiena e poi gira. Jeremy la osserva andarsene.
-Jeremy! -Sussurro- Riporta gli occhi sulla tua faccia.
-Perchè?- Ride.
-Sei molto ovvio.
Ridendo, Jeremy dice:
-Questa è la parte divertente.
Prendo un respiro profondo.
-Non posso flirtare. Beh, non ho mai provato a farlo. In realtà, non sono mai stata in una situazione nella quale ho dovuto flirtare- Sospiro.
-Flirta con me allora -Mormora, inclinandosi in avanti. I suoi occhi azzurri mi guardano soltanto. Mi fa sentire nervosa- Sei bella stasera, lo sai, vero?
Arrossita, guardo da un'altra parte.
-Non direi questo. Sono solo migliore.
-No -Dice Jeremy- Sei bella- Estende la sua mano sul tavolo e gentilmente mette i miei capelli dietro il mio orecchio. Le sue dita fanno un lento cammino verso la mia mandibola. Per poco il mio cuore esce dal mio petto.
-Che stai facendo?- Sussurro appena.
Sorride.
-Farti arrossire.
-Bene, fermati- Replico, scomoda.
Questo fa che rida.
-Perchè?
-Mi stai facendo innervosire!
Jeremy mi guarda e sospira.
-Cosa farai quando un ragazzo ci proverà sul serio?
-Non ne ho idea. Probabilmente avrò un attacco cardiaco, balbetterò e cadrò- Gemo.
-Non hai fiducia in te stessa.
Alzando il sopracciglio, rispondo.
-Avresti fiducia in te stesso, se fossi me?
Prima che possa rispondermi, Vicky arriva con la nostra cena. Mette la mia sul tavolo senza dire una parola, ma alla fine parla con Jeremy. Questo mi irrita.
-Qui ci sono le tue lasagne. Spero che ti piacciano.
-Oh, amo queste lasagne -Dice Jeremy soavemente. Sono scioccata, perchè non sta mentendo almeno credo. Mi guarda- Ma amo anche quello che ha preso Isabelle, spero che le piaccia.
Vicky mi guarda.
-Credo che sarà così. Se avete bisogno di qualcosa, ragazzi, fatemelo sapere.
-Lo faremo, grazie- Rispondo tranquillamente. Continua a sorridere a Jeremy. Lui casualmente le fa l'occhiolino. Vicky fa una risatina e se ne va.
Incomincio a mangiare. Perché improvvisamente mi sento irritata? Non lo so. Questa ragazza mi porta solo verso la strada sbagliata. Risatina, risatina, il mio nome è Vicky. Cosa? Sembro una super modella, che bello! Le ragazze come lei hanno la vita facile. Mi fa infuriare. Prendo un altro pezzo del mio cibo.
-Cosa ti ha fatto il cartoccio di porcini?- Chiede Jeremy.
Alzando lo sguardo dico.
-Cosa?
-Vedo che sembri davvero arrabbiata con il tuo cibo. Sii buona con lui, e avrà un sapore migliore.
-Mi dispiace- Mormoro. Jeremy abbassa il suo coperto.
-Cosa c'è di male?
-Niente- Rapidamente prendo un'altra porzione di cibo e guardo il ristorante.
-C'è qualcosa che non va. Ti ho fatta arrabbiare? Ti stavo solo provando. Questo è quello che succederà quanto un ragazzo ci proverà con te. Nulla di quello che ho detto è una bugia se questo è quello che stai pensando.
Fantastico.
-No -Mi lamento- Questo lo so. È solo che... eh... Non ho mai avuto un ragazzo che mi ha guardata nello stesso modo in cui tu guardi lei. Per alcune ragazze è molto facile. Guarda quanto sforzo devo metterci su' io. Lo trovo solo ingiusto.
-Lei potrebbe essere una cagna- Risponde Jeremy.
-Cosa?
Inclinandosi in avanti sussurra.
-Sono un ragazzo attraente. Questo lo so. Non è difficile attirare le ragazze. Ho una bella moto e un'auto che è ancora meglio. Questo rende tutto più facile, però quando si arriva a questo, dopo alcuni appuntamenti, devi mostrare il tuo vero colore. Lei può essere il dipinto perfetto, ma non hai idea di chi è veramente. Potrebbe vivere con 50 gatti. Non lo so. Uscire ad appuntamenti e ricevere numeri telefonici può essere davvero difficile.
-Questo va bene e tutto. Ma almeno hai l'opzione di ricevere numeri telefonici. Questo è il primo giorno che mi sento anche la metà del normale. Ricevere il numero di telefono di un ragazzo è a mille anni luce.
Jeremy si allunga e prende la matita dal tavolo dietro di lui. Prende una salvietta ed incomincia a scrivere qualcosa. Alzo il sopracciglio. Poi, mi passa la salvietta. La prendo e la guardo. Jeremy solo sorride.
-Ora, hai il numero di un ragazzo.
-Ricevere il tuo numero non conta- Sospiro, cercando di non ridere.
-Non mi trovi sexy? -Chiede con un enorme sorriso. Ruoto gli occhi- Oh, andiamo, sei stata tu la prima a dire che sono sexy.
Incrociando le braccia, dico.
-Bene, sei molto bello, ma questo già lo sai.
-Quindi, tecnicamente un ragazzo sexy ti hai dato il suo numero.
-Questo non conta! Sei mio amico. Annulla totalmente l'effetto.
Sembrando esasperato, Jeremy ringhia.
-Dettagli, dettagli.
-Come le tue lasagne.
Rido mentre prendo un altro boccone del mio cibo. I miei occhi guardano solo il suo numero. Perché questo mi fa sentire strana? È molto stupido, Isabelle. Sai dove vive! Faccio una pausa e poi rido.
-Di cosa stai ridendo?- Curiosa Jeremy. Non riesco a smettere di ridere.
-Pensavo che dubito che Sonya abbiamo mai ricevuto il numero da un ragazzo tanto attraente prima. Oh, aspetta! OH! Idiota! Mi sono completamente dimenticata dei fiori!
-Oh, andiamo. Erano belle!
-Sì, lo erano, ma è questo il punto. Parlando a proposito di stare al centro dell'attenzione! Sonya mi ha tirato via dalle mani il biglietto prima che potessi leggerlo.
Jeremy smette di masticare e dice:
-È stato un problema?
-No, non sapeva cos'era una ghigliottina, ovviamente. Allora un ragazzo le ha detto che dovrebbe vedere come funzionava, e tutto il mondo lo ha trovato divertente. Lei ha finito per sembrare abbastanza stupita, quindi alla fine è andato bene. È stato semplicemente imbarazzante che tutti mi guardassero.
Facendo un sorriso abbastanza malizioso, Jeremy risponde.
-Beh, l'ho fatto per dar fastidio a Sonya, quindi il mio piano ha funzionato. E poi, ho pensato che ti sarebbero piaciute. Le ho viste in camera tua. Le tieni lì per guardarle e pensare a me?
-Sei molto sicuro di te stesso! -Dico scherzosamente- Cavoli, Jeremy, non tutte le ragazze cadono ai tuoi piedi.
-Maledizione, sto perdendo il mio tocco.
Tutti e due ridiamo e poi mangiamo la cena. Il resto della conversazione è sui film e band che ci piacciono. È buono sapere che abbiamo molto in comune. E alla fine della serata, Vicky porta il conto.
-Vi è piaciuta la cena?
-Sì, è stata MOLTO buona. DOVREMMO tornare qui- Risponde Jeremy amabilmente.
-È bello ascoltare questo. Se hai bisogno di qualcos'altro... per favore sentiti libero e fammelo sapere.
Jeremy solo sorride. Quando si allontana, alza il conto. Un piccolo pezzo di carta cade. Raccogliendolo, Jeremy scuote la testa.
-Vedi, ricevere un numero non è difficile per me. Incontrare una ragazza alla quale sono davvero interessato è un'altra cosa.
-Non la chiamerai?- Chiedo.
Facendo spallucce, Jeremy risponde.
-Probabilmente sì. Sto solo cercando di dirti che ricevere un numero non sempre significa che avrà successo.
-Non so se vorrei ricevere il numero di un estraneo -Rispondo- Oltre il fatto che sono timida. Sarebbe più facile per me uscire con qualcuno se lo conosco.
-Questa non è una brutta cosa -Dice Jeremy- È probabilmente meglio di ciò che faccio io -Lascia un po' di soldi sul tavolo, e si mette il numero in tasca- Andiamo, piccola.
-Grazie per la cena, Jeremy. Grazie per tutto.
-Mi rende felice poterlo fare. Ora, ti porterò in un posto, mi piacerebbe che facessi un disegno per me.
-Disegnerò qualsiasi cosa tu voglia. Ti devo tanto.
Guardandomi, Jeremy, enfatizza.
-Non mi devi niente.
-Beh, continuo ad offrirmi per fare quello che vuoi.
Questo lo fa ridere.
-Stai attenta con quello che dici alla gente, giovane dama. Un ragazzo può prenderlo in un altro senso.
Le mie guance brillano di fuoco dalla vergogna.
-Non l'ho detto in quel senso.
-Lo so, mi sto solo prendendo cura di te. Andiamo -Jeremy gesticola per far sì che io lo segua. Mentre camminiamo, si avvicina e mi circonda con il suo braccio- Metti il braccio intorno alla mia cintura- Sussurra.
-Perchè?- Sussurro.
-Fallo e basta -Così lo faccio. E come camminiamo per andare fuori, guardo alla nostra destra. Eric è seduto lì. Sorride e gli sorrido in risposta. Ora capisco perchè sto toccando Jeremy. Non è che sia brutto essere circondata dalle braccia di un ragazzo attraente. Spero che sia facile avere un ragazzo che mi toccherà sul serio. Jeremy lo fa molto confortevole e facile da portare. Ci dirigiamo verso l'auto. Jeremy mi lascia andare per aprirmi la porta.
-Perchè? Grazie- Rido mentre entro.
-Si apre sempre la porta ad una bella ragazza- Risponde.
-Di sicuro sarai cercando di aumentare la mia autostima.
Appoggiandosi contro la porta, Jeremy dice:
-Sto cercando di farti vedere che sei attraente ed importante.
-Credo che mi ci vorrà un po' per arrivare lì- Dico tranquillamente.
Jeremy mi fa un sorriso.
-Prometto che ci arriverai.
Con questo, chiude la porta. Quando entra in macchina, Jeremy mi guarda.
-Quindi, voglio che mi disegni qualcosa, però vuol dire, tipo professionalmente. Voglio poterlo incorniciare, grande quanto il tuo quaderno e colorato.
-Sì, farò quello che vuoi.
-Va bene -Risponde- Andiamo.
Ascoltiamo musica mentre guida. Finalmente, arriviamo al suo appartamento. Mi giro e lo guardo.
-Vuoi che disegno il tuo appartamento? Sul serio?
-No -Ride Jeremy- Ti faccio vedere. Esci dalla macchina.
Scuotendo la testa, esco dalla macchina. Jeremy inclina la testa ed io lo seguo. Le scale per arrivare al suo appartamento sono vecchie e ripide.
-Queste cose sono come trappole mortali- Dico.
-Sì, fai attenzione. Sono caduto una volta e sono stato fortunato a non essermi rotto il collo - Quando arriviamo su, Jeremy si ferma e si gira- Il mio appartamento è un disastro. Non esserne sorpresa. Non ti preoccupare. Sono pulito, ma solitario.
Sbuffo.
-Va bene -Apre la porta e lo seguo- Dovrei preoccuparmi di entrare nel tuo appartamento di sera... da sola.
-Se sei nervosa possiamo andarcene.
-No! -Esclamo- Sto bene. Solo commentavo.
Jeremy annuisce e accende le luci. I miei occhi scannerizzano l'appartamento. La maggior parte è spazio vuoto. La cucina da' alla sala da pranzo e al salotto. C'è un piccolo corridoio con tre porte. I mobili sono nuovi. Ha un televisore a schermo piatto sulla parete e un sistema stereo. Bene, Jeremy deve rubare banche... una montagna di banche.
-Bel posto- Dico lentamente. Jeremy cammina fino alla cucina.
-Vuoi qualcosa da bere?
-Sì- Rispondo. E continuo a guardarmi intorno. Ci sono cose impilate dappertutto. Niente è davvero sporco. Sembra solo che lui mette le cose in qualsiasi luogo gli capiti.
-Ho davvero bisogno di aiuto per sistemare questo posto. Non saprei dove vanno tutte queste cose -Chiudendo la porta frigo, Jeremy sospira- Sì, sì, sarà uno sforzo che faremo insieme. Credo che una volta che mi organizzerò, ti aiuterà. In un certo senso, mi sono trasferito, ho spacchettato tutto e l'ho semplicemente lasciato lì.
-Lo vedo -Dico. Jeremy cammina verso di me e mi offre una bottiglietta d'acqua- Quindi, cosa vuoi che io disegni?
-Questo- Risponde mentre segnala il tavolo della cucina. Su di questa c'è un vaso con dei gigli. Socchiudendo gli occhi, apro la bocca e la chiudo.
-Te li ha dati una ragazza?
-No -Dichiara- Li tengo sempre intorno a me -Rapidamente aggiunge- Non entrerò nel perché di questo. So che non è una cosa da maschi, però sono... sicurezza, per me. Se lo dici a qualcuno, lo negherò.
-Sono graziosi -Dico, odorandoli- Che classe di gigli sono?
Jeremy prende una sedia e si siede.
-Gigli Stargazer, sono belli. Tutti i gigli sono belli, però questi sono speciali.
-Perchè? -Chiedo. Poi rapidamente dico- Non importa. Vuoi che disegni questi? Come li vuoi, nel vaso o solo i gigli o cosa?
C'è una pausa mentre Jeremy guarda i fiori.
-Voglio solo due dei fiori. Non importa cosa fai con i resto. Voglio dire, non voglio un unicorno nello sfondo, ma mi fido dei tuoi gusti. Ho visto sufficiente anima nella tua arte. Questi fiori significano molto per me. Se lo fai bene, ti pagherò bene.
-Cercherò un immagine su Internet domani ed incomincerò.
-No -Interferisce rapidamente- Ti porterò domani a prendere quello che ti serve e potrai disegnare questi. Sono freschi, li ho presi ieri.
-Li hai comprati con i miei fiori?- Chiedo. Annuisce.
-Significa molto per me.
-Anche quello che hai fatto per me significa molto. Possiamo rendere felici l'uno all'altra, allora. Ho già le matite e tutto quello della quale ho bisogno. Le uniche cose della quale ho bisogno sono i fogli e la tela. Possiamo prenderli domani. Dovrai vedertela con me ancora una volta.
-Vuoi rimanere a dormire?- Chiede Jeremy. Ansimo.
-Cosa vuoi che faccia?
-Resta- Ripete.
-Intendi... nel tuo letto?- Chiedo lentamente.
Ridendo tra i denti, Jeremy risponde.
-Beh, io dormirei sul divano e tu sul mio letto. Credo sia una domanda un po' sciocca, non molto appropriata per me. A tua madre le darebbe sicuramente un attacco al cuore.
-Mia madre non se ne renderebbe nemmeno conto, ma non sono rimasta a dormire da nessuna parte da quando ero bambina. Credo che rimanere nella casa di un ragazzo, anche se è un amico, è un grande passo per me. E forse, è probabilmente un po' inappropriato.
-Non ti toccherei -Afferma Jeremy rapidamente. La mia bocca cade aperta e lui estende le sue mani- Non prenderlo a male. Non mi riferisco ad un tocco-tocco. Sto solo dicendo che sei al sicuro con me.
Cerco davvero duramente di non ridere, e dico.
-So che sono al sicuro con te. Non dovrei sentirmi in questo modo, ma lo faccio. Potrei rimanere, ma non sono ancora pronta. Sonya probabilmente starebbe su questo e su di te.
-Lei non è il mio tipo -Risponde Jeremy- Si può dire che ha dei problemi a cinque chilometri di distanza. Una ragazza come lei ha bisogno di essere messa al suo posto. A dire il vero, il suo equipaggio deve essere abbastanza grande se la fa attaccare i deboli.
-Non sono debole! -Dico. Però poi ci penso- Va bene, lo sono, ma non così tanto. Tanto più ti unisci a me, tanto più fai che io abbia fiducia in me stessa, e mi faccio più forte. Forse un giorno, non lascerò che quello che Sonya dice arrivi a me.
Jeremy scuote la testa.
-Quando questo giorno arriverà, lei perderà il suo potere su di te ed è questo ciò di cui hai bisogno. Lei non sarà più capace di darti fastidio e continuerà avanti, tristemente, con qualcun altro.
-Vorrei fermarla completamente. Non vorrei che si muovesse ad un'altra vittima più debole.
-Con un po' di fortuna, sarò capace di incontrare qualcosa che la farà pensare due volte prima di infastidire qualcun altro. Non voglio dire che la picchierò, ma magari mi burlerò di lei.
-Suona bene per me -Con un profondo sospiro, sbadiglio- Credo che devo andare a casa adesso. Il negozio d'arte è aperto dalle 9 alle 13 del mattino. Dipende quando vuoi partire tu.
-E se ti vengo a prendere alle 9:30 e andiamo a fare colazione? Poi andiamo al negozio d'arte- Suggerisce Jeremy. Questo mi fa sorridere.
-Ho un'idea migliore, perché non mi vieni a prendere, possiamo passare per il supermercato e comprare cose per fare la colazione? Fare la colazione è il mio, e posso fare qualcosa per accompagnarla.
-Una vera colazione fatta in casa, morirei per questo.
-Allora questo è il piano. Devi almeno lavare i piatti stasera. Ho bisogno di un po' di spazio per cucinare- Menziono, segnalando la sua cucina.
Jeremy dice:
-Questo posso farlo. I piatti saranno lavati.
-Bene, vorrei andare a casa a dormire adesso- Sbadiglio. Jeremy si avvicina a me e mi prende per mano.
-Portiamoti a casa allora.
Quando ci fermiamo a casa mia, mi giro e lo guardo.
-Molte grazie per oggi. Non hai idea di quanto ha significato per me.
-Sono felice quando posso renderti felice -Jeremy s'inclina e mi bacia sulla guancia- Buona notte, piccola, dormi bene.
Il tocco delle sue labbra sulla mia guancia mi fa balbettare per un minuto.
-Lo farò. Anche tu, d'accordo?
-Certo -Risponde Jeremy- Ci vediamo domani.
-Va bene -Gli dico, mentre esco dalla macchina. Quando chiudo la porta, gli dico- Ciao.
Jeremy mi sorride attraverso il finestrino. Lo saluto con la mano, mentre si allontana. Rapidamente mi porto la mano alla guancia. So che non significa nulla, però questo è stata la cosa più simile ad un bacio che io abbai mai ricevuto.
Con un salto nel mio passo, entro in casa.
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