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Capitolo 46

Arriviamo nel posto in cui si mangia ed Eric prende il portafoglio.

-Penso io a te, Isabelle.

-No, -Afferma Jeremy- ci penso io.

Eric lo guarda.

-Tranquillo, lo faccio io.

-No, pago io -Torna ad enfatizzare Jeremy- Cosa vuoi mangiare, bellissima?

Darei a Jeremy un calcio nello stinco esattamente ora, se potessi.

-Non m'importa -Ringhio- Perchè non scegli tu per me?

Ignorando completamente il mio tono, Jeremy risponde:

-Non essere sciocca. Se ordino io per te, sarà qualcosa che non ti piacerà.

-E cosa pensi non mi piaccia?- Gli chiedo.

-Beh, mi sono reso conto che non mangi la carne. Quindi, ti prenderei qualcosa con molta carne- Dice lui, sorridendo.

Beh, Jeremy sembra prestarmi attenzioni.

-Okay, voglio un panino con solo pomodoro ed insalata. Non ho molta fame.

-Va bene -Jeremy fa una smorfia- Fa come vuoi, mangia pomodoro ed insalata ad un'esibizione di auto.

Alzando le mani, dico:

-Allora prendimi un Taco Bell!

Jeremy mi abbraccia e mi bacia sulla testa.

-Tesoro, calmati. Ti stavo solo prendendo in giro.

Metto il viso sul suo petto.

-Ti odio. Anzi, ti detesto.

-Mi ami -Dice lui- Non negarlo.

Rimaniamo lì per un po', con me fra le sue braccia, fino a quando mi rendo conto di quello che stiamo facendo. Mi separo subito.

-Quindi, sì, sarà pomodoro ed insalata allora.

-Mi sembra perfetto- Mormora, guardandomi negli occhi. Sorride e poi cammina fino alla cassa.

Quando prendiamo il nostro cibo, riusciamo a trovare un posto per sederci. Per fortuna, è un tavolo quadrato, quindi non devo decidere dove sedermi. I ragazzi parlano di macchine e io cerco di prestare loro attenzione. In realtà, sono Jeremy e Jack che parlano. Eric ed io continuiamo a darci sguardi con la coda dell'occhio. Alla fine, prendo una patata fritta e gliela tiro a Jeremy. Lui mi fulmina con lo sguardo.

-Ti ricordi com'è andata a finire l'ultima volta quando abbiamo litigato col cibo?

-Sì, abbiamo dovuto prenderla d'asporto, lo so. Mi hai fatto cadere gli spaghetti in testa, e poi mi hai fermata quando volevo fare lo stesso- Ricordo sarcasticamente.

-Voi fate lotte col cibo? -Chiede Jack- Come, cosa dicono i tuoi genitori?

Jeremy tossisce.

-Vivo da solo. Quindi, se distruggiamo la cucina, va bene. Isabelle ed io tendiamo a metterci nei casini quando siamo insieme.

-Questo perchè sei una cattiva influenza- Replico.

Improvvisamente, con un sorriso malizioso, Jeremy mi guarda.

-L'hai voluto tu.

-No, no, no! -Gli grido, alzandomi all'istante. Mi muovo velocemente dietro Eric, quindi il tavolo rimane tra me e Jeremy- Non so quello che vuoi fare, ma non provarci nemmeno.

-Di cosa stai parlando, Isabelle? -Ride maleficamente Jeremy- Io sono innocente.

Burlandomi, dico:

-Oh, non è vero. Se tu sei innocente, io sono Maria Teresa.

-Bene, sua maestà, venga qua un secondo.

-No -Rido- Non ti permettere.

Con questo, Jeremy si alza.

-Vieni qua, Izzy.

-NO! -Gli grido, allontanandomi. Non sono abbastanza veloce. In un secondo, mi prende e mi riporta al tavolo- Mettimi giù!

-Certo -Risponde Jeremy, sendendosi e facendomi sedere su di lui. Mi tiene ben ferma- Hai detto a questi ragazzi che soffri il solletico?

Apro la bocca.

-Non starai facendo sul serio!?

-Vuoi scusarti?

-Se fai qualcosa ti garantisco che starai a letto da solo fino al prossimo mese! -Grido. Allora, è come se il mondo si fosse zittito. Mi colpisco la fronte- È suonato malissimo.

Ridendo istericamente, Jeremy nega.

-No, è stato impressionante. Non voleva dirlo in quel senso. Isabelle ed io non abbiamo mai fatto sesso.

Gli sguardi sui visi di Jack ed Eric non hanno prezzo. Jack dice:

-È bello saperlo... credo.

-Jeremy ed io abbiamo dormito insieme, ma non siamo mai andati a letto -Sospiro- Una volta mi ha fatto vedere un orribile film horror e ho avuto gli incubi.

-Quindi... rimani a casa sua?- Chiede Jack, perplesso.

Eric interferisce subito:

-Sì, la madre di Isabelle sta molto fuori città per lavoro e lei rimane da Jeremy, così non si mette nei casini. Sua madre l'ammazzerebbe se facesse feste in casa sua.

Guardo Eric e lo ringrazio con lo sguardo. Jeremy mi stringe di più e dice:

-Mi prendo cura di lei. È MIA, e non posso lasciare che accada nulla alla MIA Isabelle.

-Ah, -Dico- sei così carino.

-Lo so -Risponde Jeremy, muovendo le sopracciglia- Allora, avete finito di mangiare, ragazzi?

Jack indica le mie patatine fritte.

-Le mangi quelle?

-No -Risponde- ma di solito è Jeremy che mangia il cibo che lascio, quindi non so se vuole anche queste.

Improvvisamente, Jeremy inizia a farmi il solletico. Grido e cerco di scappare da lui. Ride nel mio orecchio.

-Ti avevo avvertita.

-Smettila, -Affanno- o ti giuro che ti farò qualcosa di orribile, tipo graffiarti la macchica con una chiave.

Questo fa che tutti si fermino.

-Potrei arrabbiarmi davvero se lo facessi -Dichiara Jeremy- È difficile che io mi arrabbi con te, ma credo che in questo modo, ci riusciresti.

-O se vengo bocciata- Commento.

-Sì, beh, sei una bravissima studentessa e posso sempre aiutarti se ne hai bisogno- Risponde.

Eric lo guarda.

-Eri un bravo studente?

-Mi sono diplomato con 90 -Dice Jeremy- Quindi, sì, ero un ottimo studente.

-Sei andato all'università?- Chiede Eric.

Jeremy allenta un po' la presa su di me.

-No, ma credo che ci andremo insieme -Rispondo io- Jeremy vuole che io vada ad un'università delle belle arti. Se riesco ad entrarci e riesco ad ottenere una buona borsa di studio.

-Hai già una borsa di studio, -Mormora Jeremy- devi solo trovare l'università.

-Come fai ad andare all'università, se non hai una borsa di studio?- Chiede Jack.

Schiarendosi la gola, Jeremy dice:

-La mia famiglia può permettersele e crediamo che Isabelle sia una buona candidata.

-Jeremy, -Sussurro- non farlo.

-Non ne discuteremo adesso, tesoro. Quando arriviamo a casa. Mangiati le sue patatine fritte, così posso far vedere alla mia ragazza alcune auto- Dice Jeremy a Jack.

Ci sono alcune macchine che mi piacciano. La Barracuda sembra carina. Jeremy la ama. Ha anche detto che un giorno ne vorrebbe una, per inserirla nella sua collezione. L'altra che voleva è una Mustang del 1964. Eric dice:

-Cavoli, io vorrei una Mustang Shelby... nei miei sogni ovviamente.

-Mi piacciono queste Mustang -Dico, guardandone una- Mi piacciono solo le auto più nuove.

-Credo che dobbiamo prendertene una più vecchia, tutta personalizzata per te- Afferma Jeremy, guardandomi.

I miei occhi si muovono verso la destra e poi si spalancano.

-Questa macchina mi piace! È fantastica!

Gli sguardi dei tre mi guardano. Jack si porta la mano al cuore.

-Isabelle, non si fa!

-Cosa? -Gli chiedo confusa- Cos'ha di male?

-È un'importazione, piccola. C'è un po' di rivalità tra le provenienze- Risponde Jeremy.

Ignorandoli, mi avvicino alla macchina.

-È veloce?

-Oh, sì, sono super veloci -Risponde Eric- Puoi mettergli ossido di nitroso. È così che si mette un motore a propulsione alla macchina.

-Perchè bisognerebbe farlo?- Gli chiedo.

-Per farla diventare un'auto da corsa- Risponde Jack.

Finalmente, me ne rendo conto.

-Oh, come in quel film.

-Ci sono un sacco di film sulle corse automobilistiche. È questa quella che ti piace? -Chiede Jack- Mi ferisci il cuore, così. Jeremy, dille che si sbaglia.

-Non le direi mai cosa fare. Se lei è interessata alle importazioni, allora le insegnerò qualcosa su queste. Vieni qua, tesoro -Mi prende per mano e mi porta verso l'auto che mi piace- Guarda, queste auto di solito sono equipaggiate con un sacco di apparati elettronici. E anche di un magnifico apparecchio di suono, illuminazione ambientale di diversi colori e un motore che mette in imbarazzo tutte le altre auto.

Salgo nella macchina.

-Ora, ci sono io. Magari posso chiedere a Babbo Natale se me ne mette una sotto l'albero. Non penso assolutamente che mia madre me ne regalerebbe una -Rido- Questa è fantastica.

-Ti piace, eh?- Chiede Jeremy.

Sorridendo, gli dico:

-Sì, forse un giorno, se divento un'artista famosa, ne prenderò una.

-Sarai un'artista famosa- Mi assicura Jeremy.

-Voglio vedere i tuoi quadri- Dichiara Eric.

-Sì, anche io- Dice Jack.

I miei occhi si spostano verso Jeremy.

-A sua madre non piace avere persone in casa.

Eric aggiunge:

-È vero, è una persona molto riservata.

-C'è n'è uno molto grande che verrà esposto al ballo d'inverno -Dico- Quello lo vedrete di certo.

-Benissimo -Risponde Jack- Ugh, possiamo per favore allontanarci da questa area?

Jeremy nega con la testa.

-A Isabelle piacciono queste auto, quindi gliele spiegherò. Se la mia ragazza sta davvero mostrando interesse, ne approfitterò.

Alzo gli occhi al cielo. Continua a dirmi che sono sua. Come dovrebbe non intimidire Eric? Scendo dalla macchina.

-Va bene, insegnami allora, maestro.

Camminiamo attraverso le auto e mi spiega le differenze tra i vari motori. Continua con quello che fanno e come sono. È davvero interessante. Finalmente, quando abbiamo finito, mi giro verso i ragazzi.

-Vi divertite?

-Sì -Risponde Eric- Jeremy mi ha insegnato un paio di cose.

-Faccio ciò che posso -Dice Jeremy- Cosa volete fare adesso? O volete tornare a casa?

Jack nega con la testa.

-Non voglio andare a casa. Ricorda, burger di tofu. Cosa volete fare voi?

-Giocate a bigliardo?- Chiede Jeremy.

Alzando la mano, Eric risponde:

-Io so giocarci davvero bene. Abbiamo un tavolo da bigliardo a casa mia.

-Senza offesa, ma non voglio passare il tempo con i tuoi genitori- Replica Jeremy.

-Jeremy!- Sibilo.

Lui mi sorride.

-Andiamo al Side Pocket. Ho la mia stecca da biliardo lì.

-Hai una tua stecca da biliardo?- Gli chiedo.

-Sì -Risponde Jeremy- Quindi, vuoi guidare?

Esasperata, esclamo:

-No!

-Non stavo parlando con te, piccola- Dice Jeremy con un sorriso.

-Oh, ti prego, dimmi che parlavi con me!- Grida Jack.

Jeremy annuisce con la testa.

-La sposto dal parcheggio, poi potrai guidare fino al Side Pocket.

-FANTASTICO!- Grida Jack.

-Ti siederai dietro, con Eric -Dice Jeremy- Voglio mantenere d'occhio almeno uno dei bimbi.

Non riesco ad evitare di sorridere. Arriviamo alla macchina e Jeremy apre la portiera. Eric entra per primo e Jack va dall'altra parte.

-Grazie -Sussurro a Jeremy. Alzandomi sulle punte, lo bacio sulle labbra. Lui sorride, e salgo. Eric mi guarda in modo strano- Scusa, -Sospiro- lui ed io facciamo questa cosa. So che sembra strano.

-Perchè dovrebbe essere strano? Caspita, io sarei felicissimo di avere amiche bellissime che mi vengono continuamente a baciare. Devo ottenere il corpo e la bellezza di Jeremy... e una macchina... e una moto... e un mio posto in cui vivere, poi potrò avere ragazze che mi baceranno- Dice Eric, con sguardo divertito.

-Tu riusciresti a trovare ragazze che ti bacino. Scommetto che l'unica cosa che dovresti fare è chiedere- Sussurro goffamente.

Eric mi guarda.

-Davvero?

-Hai molte cose che attirano le ragazze. Credo che se è questo ciò che vuoi, molte ragazze accatterebbero.

I miei occhi guardano in basso.

C'è silenzio per un minuto, e poi Eric dice:

-Se tutto ciò che dovrei fare è chiedere, allora...

D'un tratto, Jeremy entra in macchina e grida:

-Siete tutti pronti?

Chiudo gli occhi e sospiro:

-Sì -Quando guardo di nuovo Eric, mi sta sorridendo. Arrossisco e giro la testa. Jeremy ci porta fuori dal parcheggio, fino alla strada. Dopo un po', si ferma e guarda Jack.

-Sai come guidare un'auto con i cambi, vero?

-Ovviamente -Risponde Jack con impazienza- La macchina di mia madre ha i cambi e la uso tutto il giorno.

-Bene, la mia bambina ha una gran quantità di cavalli, quindi trattala con calma all'inizio. Forza, scendi.

Li vediamo cambiare di posto. A Jack sembra che gli stia venendo un infarto.

-Va bene, -Dice- siete pronti?

-Sì. Se le fai solo un graffio, ti lascerò un bel livido in faccia- Dice Jeremy, dando delle pacche sulla spalla di Jack.

-La tratterò benissimo, te lo prometto- Risponde Jack.

È un po' insicuro all'inizio, ma poi inizia a calmarsi. Non riesco a smettere di ridere. Non ho mai visto nessuno così tanto entusiasmato solo per guidare una macchina. Deve avere un po' infastidito Jeremy, perchè fa un paio di smorfie. Spero che sappia quanto apprezzo ciò che ha fatto.

Quando arriviamo al salone da biliardo, parcheggia Jeremy. Non si fida abbastanza di Jack per permettergli di farlo. Camminiamo fino al Side Pocket parlando di quanto Jack abbia guidato bene.

Ora, non sono mai stata in questo posto e sono davvero sorpresa. È buio esattamente come pensavo, ma sorprendentemente pulito. C'è uno strato di fumo di sigaretta che mi fa starnutire. Jeremy si avvicina al bancone.

-Ciao, Bubba, posso avere la mia stecca? Siamo in quatto.

Mi giro verso Eric e dico:

-Bubba?

Il grande uomo dietro il bancone, gli consegna una cassa e delle palle.

-Andate al tavolo 12. Non comprare loro la birra, Jeremy.

-Non lo farei mai -Affanna con sarcasmo- Tenterò di far ubriacare Isabelle più tardi.

-Jeremy, taci! -Dico bruscamente. Lui inizia a camminare fino al tavolo e ci appoggia sopra le palle e la scatola lunga e stretta. La apro. Dentro c'è una bellissima stecca blu. Aggrottando le sopracciglia, chiedo- Perchè sono due pezzi?

-Perchè -Risponde Jeremy- bisogna avvitarli per unirli -Prende i due pezzi e li avvita- Tieni -La prendo. Jeremy guarda Jack ed Eric- Voi due dovete prendere delle stecche. Sono lì.

Dice, puntando una parete. Io gli chiedo:

-Ed io?

-Prendi la mia stecca- Indica Jeremy.

-Sembra qualcosa di sconcio- Rido.

Ora, uno sguardo sorpreso passa sul volto di Jeremy.

-ISABELLE, hai una mente maliziosa, piccola perversa! -Gli faccio un enorme sorriso. Scuotendo la testa, Jeremy ride- Prendi la mia stecca. È pesante?

La alzo e rispondo:

-No, perchè?

-Allora userai quella- Dichiara, facendomi l'occhiolino.

Questo mi fa arrossire un po'. Quando guardo in alto, Eric mi sta guardando, così decido di arrossire solo di più. Lui e Jack vanno a prendere le loro stecche. Io guardo come Jeremy accomoda le palle. È inclinato davanti a me e non riesco a smettere di analizzarlo. Allora, stringo gli occhi, chiudendoli. Devo smetterla! Lui è solo molto... attraente. No, no, no, non posso pensarla in questo modo. Basta!

-A cosa diavolo stai pensando?- Sento d'un tratto.

Quando apro gli occhi, vedo Jeremy guardarmi.

-Cosa vorresti dire?- Strillo.

-Hai un'espressione particolare. Voglio sapere cosa ti stava passando per la testa.

-Nulla, assolutamente nulla -Mormoro- Eccoti la tua stecca.

Me la prende di mano, senza smettere di fissarmi. Finalmente, Jack ed Eric tornano.

-Stiamo facendo le squadre?- Chiede Eric.

-Io non ho mai giocato a biliardo, quindi mi limiterò a guardare- Affermo, facendo un passo indietro.

-Uh, uh -Dice Jeremy, tirandomi in avanti- Prima t'insegneremo a giocare. Poi, vi prenderò a calci singolarmente.

Jack interviene:

-Amico, guarda che Eric ci sa giocare davvero bene.

-Sono cresciuto giocando praticamente tutte le sere- Afferma Eric con calma.

Lo sguardo di Jeremy si fa improvvisamente serio.

- Beh, allora dovremmo sfidarci per vedere chi vince, ma prima, la MIA ISABELLE deve imparare a giocare. Ti lasciamo fare il primo tiro.

-Va bene -Mi lamento- Mi metterò solo in imbarazzo.

-No, non lo farai -Risponde Eric- È come geometria

Aggrottando le sopracciglia, gli dico:

-Odiavo geometria.

-Fidati, non pensarci, o ti confonderai. Rilassati, siamo qui per divertirci.

Gli sorrido.

-Grazie del consiglio -Pazientemente, aspettiamo, mentre Jeremy prepara il tavolo per me. Quando rompe il triangolo, mi lamento- Ora cosa dovrei fare?

-Vieni -Dice Eric. Mi avvicino a lui- Questa è la palla bianca. Devi sempre colpire questa con un'altra palla e cercare di imbucarla.

-Sembra facile- Sospiro.

-Guarda. Innanzitutto, se sei destra, metti la gamba destra indietro e pieghi la sinistra. Poi, metti la mano sinistra sul tavolo, ed è dove poi appoggerai la stecca. La tua mano destra controlla la spinta. Vieni, provaci.

Contro voglia, mi avvicino a lui.

-Ora che faccio?

Sento Jeremy dire con veemenza:

-Te lo faccio vedere io -Si avvicina giusto dietro di me- Qualcuno dovrà pur farlo -Schiacciandoci sul tavolo, mi prende la gamba e la porta indietro- Ora, piegati -Mentre lo faccio, lui mi segue, e i nostri corpi sono l'uno attaccato all'altro. Buon Signore, perdonami- Ora, ti faccio vedere dove vanno le braccia -Dopo queste parole, non presto molta attenzione a quello che dice, perchè lo sento completamente addosso. Il calore delle sue mani sulle mie inviano un potente fuoco ai miei nervi. Per ultimo, sussurra appena nel mio orecchio-: Non stai nemmeno ascoltando una parola di quello che sto dicendo?

Deglutendo, sussurro:

-In realtà, no.

-È quello che pensavo -I miei occhi si chiudono- Isabelle, perchè non ti stai concentrando?

-Tu cosa credi? -Sbuffo- Siamo in una posizione molto compromettente, l'uno attaccato all'altra su un tavolo. È un po'... distraente.

Avvicina le labbra al mio collo.

-Non ho intenzione di rispondere a questo.

-Zitto, e insegnami con giocare- Ringhio scherzosamente.

-Posso insegnarti un paio di cose- Rispondo.

Questo mi fa ridere.

-Oh, mio Dio, dobbiamo smetterla, è una cosa ridicola!

Jeremy si spinge di più su di me.

-No, tu imparerai. Ora, ascoltami sul serio, o starò su di te per il resto della serata e non credo che in questo modo il tuo ragazzo possa avere qualche possibilità

-Jeremy!- Sibilo a bassa voce.

-Ora, ascoltami, ragazzina- Ride,

Questa volta, lo faccio. Colpiamo la palla e la mettiamo in buca. Faccio un saltello e abbraccio Jeremy. Lui mi alza da terra con un braccio. Quando lo lascio, vedo Eric guardarmi. Sorrido e lui sorride in risposta. Guardo Jeremy.

-Va bene, l'ho fatto una volta, ora giocate voi.

-Così si fa! -Esclama- Fallo di nuovo.

-Credo che una volta sia sufficiente- Mormoro, con gli occhi spalancati.

Ridendo, Jeremy mi si avvicina e sussurra:

-Amo farti arrossire -Si ferma davanti ad Eric- Sei pronto per la vera azione?

-Sono pronto -Risponde Eric- Tu riorganizza ed io rompo. A meno che tu voglia un turno, puoi rompere.

La mia mandibola casta a terra. Jeremy si gira lentamente e lo guarda.

-Hai una gran boccaccia per essere un adolescente. Ci mettiamo dei soldi in mezzo?

-Jeremy! -Gli dico- Basta!

-Certo, di quanto stiamo parlando?- Replica Eric.

-Eric -Gli grido- Fatela finita, tutti e due.

Jeremy apre le mani.

-Il mio conto è illimitato per la maggior parte, quindi tutto ciò che uno studente delle superiori possa maneggiare.

-Sul serio, Jeremy, non esagerare!- Grido.

-Va bene -Interviene Eric- Cinquanta.

Ancora una volta, mi cade la mandibola a terra. Jeremy annuisce con la testa.

-Affare fatto allora. Puoi rompere se vuoi.

-Okay- Risponde Eric.

Guardo Jack e mi guarda come se fossimo tutti matti. Eric s'inclina e mette in movimento la palla bianca. Sparge il resto delle palle e una va in buca. S'inclina di nuovo, tira un'altra volta e imbuca un'altra palla. Questa sarà una partita veloce. Poco a poco sposto il mio sguardo su Jeremy. Sta guardando il tavolo. Perchè vuole a tutti i costi battere Eric? Quando quest'ultimo sbaglia un tiro, Jeremy dice:

-Eccellente -Si avvicina a me- Il bacio della fortuna.

Le sue labbra sono subito sulle mie, e non è solo un bacetto. Mi fa vacillare un po'. Quando Jeremy si allontana, mi sorride. Sono un po' scioccata, mentre fa il suo tiro. Ovviamente, imbuca una palla, e le tre successive. Mi mordo il labbro perchè non so chi voglio che vinca. Non è sbagliato da parte mia? Non dovrei volere che vinca Eric? Li guardo mentre vanno e vengono, facendosi sempre più seri mentre in gioco continua. Allora me ne rendo conto. La cosa in realtà ha un fondo eccitante. Non ho idea del perchè, ma è una cosa molto sexy. Finalmente, rimangono due palle, una delle quali è la numero 8. Si prendono un minuto e studiano il tavolo. Jeremy guarda Eric.

-Hai una sola possibilità. Ricorda che abbiamo scommesso 50 dollari.

-Il denaro non è un problema- Replica Eric.

-Allora bisogno alzare il prezzo -Risponde Jeremy. Si gira e mi guarda- Isabelle, cosa potremmo aggiungere?

La mia rabbia sale a dismisura.

-Non lo so- Sibilo.

-Beh, tu sei una bellissima ragazza. Dico che scommetto che il vincitore porterà Isabelle fuori stasera- Dice Jeremy.

Oh, mio Dio, lo ammazzo.

Eric annuisce.

-Ci sto.

La mia bocca si apre.

-Cosa?

-Continua, piccoletto -Sospira Jeremy- Isabelle ed io vogliamo guadagnarci la serata.

Facendo un respiro profondo, Eric s'inclina. Rimane a guardare la palla mentre muove la stecca avanti e indietro, e da il colpo. Imbuca la palla.

-E ora?- Chiedo.

-Deve mettere la palla restante nella stessa buca -Risponde Jack- È un tiro difficile.

Con un aspetto molto serio, Eric fa il colpo... e lo sbaglia. Jeremy si avvicina a lui e gli da una pacca sulla schiena.

-Ci hai provato. Spero che tra noi sia tutto a posto.

Jeremy si avvicina a me.

-Cosa vuoi fare stasera, tesoro?

-Jeremy, -Mi lamento- non farlo.

Lui sorride.

-Palla 8, buca all'angolo -S'inclina e imbuca la palla- Mi dispiace, Eric.

Eric lo guarda e poi sorride.

-È tutto a posto, è solo un gioco -Prende il portafoglio ed i soldi- Eccoti.

Glieli tiro via e li rimetto al loro posto.

-Non li prendiamo questo. È una stupidaggine!

-No, lui ha vinto, -Dice Eric- deve ricevere il premio.

Scuotendo la testa, Jeremy dice:

-Non prenderò davvero i tuoi soldi. È stato solo per divertimento.

D'un tratto, vengo alzata da terra da dietro e sento:

-LA MIA ISABELLE!- Gridano.

Mi congelo all'istante. Quando mi mettono a terra, mi giro.

-JOSH! -Salto fra le sue braccia- Cosa ci fai qui?

-Siamo appena arrivati. Questi sono Sam e mio fratello Luke- Spiega Josh, segnalando altri due ragazzi.

-Ciao -Li saluto, muovendo la mano- Siamo stati all'esibizione di auto oggi, e ho imparato che mi piacciono quelle importate.

Josh mi batte il cinque.

-Incredibile, mi piaci sempre di più.

-Oh, questi sono i miei amici, Eric e Jack. Anche loro sono venuti con noi.

Eric e Jack dicono:

-Ciao.

-Hey, tu sei il fratello che possiede il club -Gli dico- Kent me ha parlato di te.

-Sì, sono il padrone del club. Ci sei stata?- Chiede Luke.

Nego con la testa.

-No, ancora noi. Ci verrò presto, però.

-Lei non ha 21 anni- Esclama Jack.

Jeremy chiude gli occhi.

-Lo sappiamo, Jack.

Eric guarda il suo amico.

-C'è una serata nella quale lasciano entrare persone dai 18 anni.

-Sei pubblicità gratuita -Ride Luke- Dovreste venire. Potremmo divertirci tutti insieme.

-Ho intenzione di ballare con Isabelle- Esclama Josh, e mi solleva da terra.

Ridendo, lo picchio.

-Lasciami a terra.

-No -Ride- Avete finito di giocare?

-Dovremmo fare due squadre -Dice Jeremy- Io sto con Eric.

Lui lo guarda e gli fa un sorriso malizioso. Alzo gli occhi al cielo, e passo il resto della serata guardando una montagna di uomini. Almeno, mi comprano pizza e gassosa a volontà. Finalmente, è tardi e sbadiglio. Jeremy cammina verso di me.

-Sei stanca, piccola?

-Mmmhmmm -Gli rispondo, assonnata- Voglio andare a casa e mettermi a letto.

-Mi sembra perfetto- Sorride Jeremy in risposta.

-DA SOLA- Aggiungo.

Jeremy si colpisce il petto.

-Ay, perchè sento quest'improvviso dolore al petto?

Sposto lo sguardo.

-È che... non stiamo insieme... non dovremmo fare una cosa simile. Eric lo ha preso sul ridere per tutto il tempo, ma, cosa succederà se mi chiederà un appuntamento? -Gli sussurro- Non riuscirei a farlo, dopo aver passato due notti a dormire con te.

-Da quando c'importa quello che pensano gli altri? -Chiede Jeremy a bassa voce- Siamo solo tu ed io.

La tensione si forma nel mio petto.

-Non siamo solo tu ed io, Jeremy -Sospiro, guardandolo negli occhi- Non stiamo insieme.

Lui rimane lì a fissarmi per un secondo. Poi porta le dita sul lato del mio viso e mi accarezza. La bocca di Jeremy si apre per dire qualcosa, ma improvvisamente Jack è accanto a noi:

-So di avere 18 anni, ma è domenica e devo tornare a casa.

-Ora ce ne andiamo -Dice velocemente Jeremy, lasciando cadere la mano. Voglio con tutto il mio cuore che torni dov'era prima- Andiamo. Scendo dal mio sgabello e lo seguo verso il gruppo.

Diamo la buonanotte ad Eric e Jack quando li lasciamo nelle loro case. Tutti e due ci hanno ringraziato per la bellissima giornata. Ne sono contenta.

Quando Jeremy ed io arriviamo a destinazione, siamo silenziosi. Entro nella mia camera e mi metto il pigiama. Poi, vado in bagno ed inizio a struccarmi. Jeremy mi passa accanto. È di nuovo senza maglia. Perchè mi fa questo? Mi sciacquo il viso e me lo asciugo.

-Devi lavarti i denti?- Chiedo.

Annuisce con la testa, allungando la mano per prendere lo spazzolino. Io prendo il mio e ci spazzoliamo i denti in silenzio. Quando finisco, lo guardo.

-Grazie mille per oggi. È stato fantastico passare il tempo con Eric e Jack.

-Soprattutto con Eric- Aggiunge Jeremy a bassa voce.

-Sì, -Gli rispondo- ma sono stata bene anche con te -Lo spingo con il fianco- La mia giornata non sarebbe completa senza di te.

Questo sembra farlo sorridere.

-Mi basta sapere che non ti perderò del tutto...

-Di cosa stai parlando?- Gli chiedo.

-Tu ed Eric. Vedo come ti guarda, Isabelle. Non ci vuole molto per farvi avere un appuntamento. Mi sono sentito in imbarazzo. Ho dovuto contenermi troppo.

Incrociando le braccia al petto, gli dico:

-Non ti sei contenuto molto.

-Oh, fidati, l'ho fatto. Voglio che tu possa avere ciò che vuoi e se vuoi Eric, allora ti darò Eric- Dichiara Jeremy a bassa voce, senza incontrare i miei occhi.

Vacillante, dico:

-E se volessi qualcos'altro...?

-Ti aiuterei ad ottenerlo -Sussurra Jeremy- Dobbiamo andare a dormire. Devo lavorare e tu devi andare a scuola.

-Va bene -Sospiro. Improvvisamente, ho un sacco di sentimenti strani che mi si accumulano nel petto. Ci fermiamo alle porte delle nostre camere e ci guardiamo- Buonanotte- Gli sussurro.

Jeremy viene da me, s'inclina e mi bacia dolcemente sulle labbra.

-Buonanotte, Isabelle. Sai dove trovarmi se hai bisogno.

Con questo, entra in camera sua. Mi giro ed entro nella mia. Quando mi metto a letto, rimango lì a guardare il soffitto. Dormo, lottando contro l'impulso di andare da lui.

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