Capitolo 4
Non riesco a smettere di sorridere per tutta la giornata. Dire che desidero che arrivi il fine settimana è un eufemismo. Pendendo i miei libri, mi preparo per quando finirà la lezione di arte. Ci metto un po' ad arrivare all'autobus, poi al negozio e ritornare a casa di nuovo.
Chiudo di colpo la porta del mio armadietto e salto un po'. Eric è lì in piedi, che mi guarda.
-Ciao- Dico lentamente.
-Ciao, il tuo nome è Isabelle, vero?
-Sì- Gli rispondo scioccata. Gli angoli della sua bocca si alzano.
-Ho solo pensato di augurati un buon compleanno.
-Grazie.
-Allora, quel ragazzo...- Incomincia.
Improvvisamente, una voce grida.
-Eric! -Chiudo gli occhi in segno di sconfitta. Sonya si avvicina e appoggia la mano sulla spalla di Eric- Che stai facendo?
Con uno sguardo perplesso, risponde.
-Parlando con ummm... Isabelle.
Gli occhi di Sonya si girano verso di me. Per salvare un po' di dignità mormoro- Ciao -E mi allontano. Sul serio, questa ragazza sta consumando il mio ultimo nervo. Devo solo superare la lezione di arte.
Finiremo i nostri quadri e poi rimarrò libera dalla mia prigione per un paio di giorni.
Per evitare un altro incontro con la mia torturatrice indemoniata, prendo il mio dipinto e i rifornimenti prima ancora di sedermi. Quando arrivo al mio posto, appoggio tutto sul banco. D'un tratto, l'ombra di qualcuno passa sul mio tavolo di nuovo.
-Allora, Eric mi ha detto che era il tuo compleanno e che hanno cantato per te ieri sera.
-Sì- Rispondo, senza guardarla nemmeno. Inclinandosi in avanti sul banco, Sonya ride.
-Che carina, hai fatto cinque anni?
-Ha fatto tutto Jeremy. È stata una sua idea.
Picchietta il suo mento e continua.
-Jeremy, Jeremy, Jeremy, oh, il tuo ragazzo a pagamento.
-Devo essere davvero ricca, perché sto molte ore insieme a lui- Replico incominciando a dipingere. Suona la campana e il professore mi salva quando incomincia subito la lezione. Sonya si vede obbligata a sedersi. Bene, almeno ho tempo per terminare questo progetto. Dopo che il mio professore di arte smette di parlare, anche tutti gli altri incominciano a lavorare ai loro dipinti. Fortunatamente, Sonya è un'artista orribile e deve lavorare molto sul suo. Dopo venti minuti di lezione, si sente un colpo alla porta. Tutti alzano lo sguardo. Il professore va alla porta per aprirla. C'è un tipo fermo in corridoio. Quando riesco a guardarlo per bene, vedo che sostiene un mazzo di fiori, rose per essere esatta. Entra e le da al mio professore. Guarda il biglietto.
-Isabelle... ummm... questi fiori sono per te.
Incominciano i mormorii in classe. Oh no, Jeremy, ti ammazzo. Con riluttanza cammino fino al davanti dell'aula. Il mio professore me le da, con gli occhi un po' aperti.
-Grazie- Gli sussurro. Mentre ritorno al mio posto, sorrido. Sono delle belle rose rosse e hanno un profumo fantastico. Cercando di non sorridere troppo, torno a sedermi. C'è un biglietto e lo prendo. Ci gioco per un po'. Quando alzo lo sguardo tutto il mondo mi sta guardando. Strano. Finalmente apro il biglietto. Prima di riuscire a leggerla, mi vien tolta di mano.
-Sonya! -Grido- Ridammelo!
Però è troppo tardi, ormai è aperto.
-Isabelle -Incomincia con forza- Sono stato molto bene ieri sera e non vedo l'ora di vederti sabato. Spero che questo aiuto con la... ghigliottina. Ghigliottina... Che diavolo è una ghigliottina?
-Qualcosa che dovresti davvero provare!- Grida qualcuno.
Con uno sguardo disgustato, mi guarda incantata. Mi riprendo il biglietto e dico:
-Rimarrò con questo, grazie -Sonya continua a guardarmi- Cosa? Non ti hanno mai mandato dei fiori prima?
Jessica e Daniella incominciano a ridere. Daniella dice:
-No, mai.
Sonya si gira e le da uno sguardo di morte. Le due ragazze tornano ai loro dipinti.
-Risolverò io la cosa- Esclama furiosa.
-Cosa c'è da risolvere? -Praticamente grido- Vuoi queste? Prendile, se questo ti farà stare zitta- Spingo i fiori verso di lei. Girandosi, risponde:
-Neanche mi piacciono le rose.
-Ecco! È questo!- Grida un ragazzo davanti a me. Mi metto a ridere con tutti gli altri. Per mia fortuna, Sonya m'ignora per tutta la lezione e dopo. Il mio viso diventa rosso quando tutte le persone che incontro guardano me e poi i fiori.
Decido di andare a casa a posare tutto. La casa è vuota. Grazie, Dio, per i piccoli favori. Metto i fiori sul mio letto e rimango lì per un momento. Scendo, prendo un vaso di cristallo e lo riempito d'acqua. Con un richiamo artistico, sistemo i fiori. È grandioso, non avevo mai ricevuto dei fiori. La mia mente è stordita per il resto della notte. So che non me le ha mandate per romanticismo, però mi sento molto bene. Quando sono lì, a guardare il soffitto, mi viene un'idea. Ruotando sul mio stomaco, prendo il mio quaderno degli schizzi. La scena mi viene in mente ed incomincio a disegnare.
Alle 11:45 del giorno dopo, sono seduta davanti alla finestra, guardando la strada. Ho il casco pronto sul mio letto e lo zaino sulle mie spalle. Mia madre continua a dormire per via della sua ubriachezza, però non voglio correre il rischio di essere vista. All'improvviso, sento l'accelerare della moto. Prendo il casco e volo al piano di sotto. Jeremy si ferma appena prima che io corra al suo lato.
-Ciao.
Si toglie il casco.
-Siamo ansiosi?
-No, voglio andarmene prima che si svegli mia madre- Affermo, mettendogli fretta con un gesto delle mani.
-Ok, ok. Sali.
Mi metto rapidamente il casco e salgo nella parte posteriore.
-Dove andiamo?- Grido.
-Ora vedrai.
Mentre guida non riesco a registrare dove stiamo andando. Quando finalmente arriviamo, alzo la mia visiera.
-Stai scherzando, vero?
Ridendo, Jeremy nega con la testa.
-No, hai detto che ti saresti fidata di me.
Scendo e mi tolgo il casco.
-Ho detto che mi sarei fidata di te, però non ho la minima idea di cosa fare lì! Mi taglio i capelli al centro commerciale, tipo per venti dollari.
-Ci penso io -Dice, scendendo dalla moto- So quel che sto facendo.
-Lo spero- Mi lamento, mentre mi spinge in avanti. Entriamo in un salone e so che ne avrò fino al collo. C'è una receptionist con un bellissimo taglio e il suo shampoo probabilmente costa più del mio abituale taglio di capelli completo.
-Ciao -Dice Jeremy- Siamo qui per vedere Debbie.
La receptionist gli da un sorriso seducente e guarda verso il basso.
-Isabelle -Dice lei, guardandomi. Il suo sopracciglio si alza immediatamente. Mi guarda e poi guarda Jeremy- La tua sorellina?
Uno sguardo di stupore passa sul mio viso.
-No -Afferma Jeremy- È una mia amica molto stretta, ad ogni modo, siamo qui per vedere Debbie.
-Sì -Risponde, guardandomi- Vado subito da lei.
Quando se ne va, mi dirigo a Jeremy e dico:
-Guarda! Ricevo questo tutti i giorni! Dobbiamo andarcene subito!
-Rilassati -Enfatizza Jeremy, circondandomi con il suo braccio- Nessuno ti morderà.
-Sì, certo- Mormoro, incrociando le braccia. All'improvviso, la perfetta bellezza bionda viene a noi.
-Jeremy! -Grida. Mi lascia per abbracciarla. Lei gli da un bacio sulla guancia- Cosa ci fai qui?
-Debbie, ho bisogno di un po' della tua esperienza. Questa è la mia amica Isabelle. Lei in un certo modo... ecco... ha bisogno del nostro aiuto- Jeremy gesticola verso di me.
-Grazie Jeremy.
Debbie mi guarda pensierosa.
-Cosa vorresti farti?- Chiede.
-Non ne ho idea. Questo è terribilmente imbarazzante.
-Baggianate -Ride Debbie- Adoro fare cambi d'immagine.
La receptionist salta.
-Lei ha una prenotazione per quattro ore.
-Quattro ore! Jeremy!
Incomincia a indietreggiare verso la porta, con questo incredibile sorriso devastante.
-Starai bene.
-Topo di fogna! Mi lascerai qui da sola!
-Debbie sarà buona con te, te lo prometto. Ad ogni modo, voglio che sia una sorpresa, come aprire un regalo di Natale. La mia carta di credito è stata già registrata, fai quel che vuoi.
Ora, questo mi ammattisce.
-Jeremy, non puoi pagare per questo. Sul serio.
Mentre il suo fondo schiena colpisce la porta, si ferma e dice:
-Non ho la ragazza, quindi ho bisogno di qualcuno sulla quale spendere soldi che non sia io. Mi rende felice, quindi per favore godine. Esplora, scopri chi vuoi essere. Non posso darti consigli per i capelli, insegnarti a mettere il trucco, però posso arrivare alle persone che possono aiutarti. Questo è l'inizio di una nuova tu che può dimostrare al mondo quanto sei meravigliosa. Io vedo questo e voglio che anche tutti gli altri lo vedano.
-Grazie Jeremy -Sospiro con un sorriso soave- È davvero importante per me.
-Bene -Dice ridendo- Credo che questo ti farà diventare matta.
Debbie risponde:
-Quando avrò finito con lei, farà ammattire tutti quanti.
Jeremy spinge la porta, aprendola, e mi manda un bacio. Ho molta voglio di alzargli il dito medio in questo momento. Esce e io mi devo girare per guardare Debbie.
-Sono una ragazza molto sbadata che non sa nulla di tutto questo, quindi per favore sii amabile.
-Andiamo. Incominciamo a lavorare.
La seguo fino al suo piccolo spazio. Picchietta la sedia e mi siedo. Avvolgendomi in un asciugamano, Debbie inizia a giocare con i miei capelli.
-Allora, hai idea di come vorresti i tuoi capelli?
-Onestamente, non so neanche che gli starebbe bene- Rispondo, un po' abbattuta.
-Ritornerò- Mi dice, mentre si allontana. Il mio cuore batte con inquietudine. Prego a Dio che non venga nessuno che conosco mentre sto facendo questo. Debbie finalmente ritorna a me. Ha un paio di libri.
-Cosa sono?
-Scegli un taglio di capelli che ti piace -Ricomincia a giocare con i miei capelli- Allora, le tue punte sono un po' bruciate, quindi dovrò tagliarli un po'. Vuoi che i tuoi capelli continuino ad essere fino alle spalle?
Facendo spallucce, le dico:
-Non lo so, in realtà non m'importa, basta che alla fine mi veda bene.
-Ti vedrai benissimo. Vuoi un consiglio?
-Sì, per favore!
-Dovresti portarlo un po' più corto, non come un ragazzo, ma più o meno fino a qui -Dice portando i palmi all'inizio del mio collo- Poi te lo coloriamo.
-Di che colore me li farai?- Chiedo insicura. Debbie picchietta il suo mento.
-In realtà, credo che ti faremo alcuni riflessi chiari e scuri. Per dare un po' di contrasto.
-Non ho idea di cos'hai appena detto, ma mi fiderò di te- Non potranno vedersi peggio di quel che già sono. Prendendo un libro, Debbie incomincia a sfogliare le pagine.
-Hai dei bei capelli. Devi solo imparare come lavorarci su. La maggior parte delle donne ucciderebbe per i ricci che hai.
-Non mi piace che i miei capelli siano ricci- Replico di mal umore. Con un sopracciglio alzato, Debbie dice:
-Amerai i tuoi capelli ricci dopo aver imparato cosa farci.
-Va bene- Mormoro.
-Qui, questo è il taglio di capelli che ti farò- Mi passa il libro. Guardo la foto.
-Farai che i miei capelli si vedano così.
-Riuscirò a fare di meglio. Fidati di me, signorina Isabelle, sarai una nuova persona quando avrò finito con te.
Il tempo passa velocemente mentre osservo come mi tinge i capelli. Mi sento incomoda, però mi affascina allo stesso tempo. Non riesco a smettere di ridere quando mi guardo allo specchio.
-Sembra che sto usando un cappello d'alluminio per tenere gli alieni lontano dalla mia testa.
-Sì. È un processo da paura a volte. Vuoi qualcosa da bere?
-Hai dell'acqua?- Le chiedo. Annuendo, risponde:
-Certo. Torno subito -E così accade- Ecco qui tesoro.
-Grazie -Prendo un gran sorso per la mia gola secca, probabilmente, perchè sono molto nervosa. Alzando lo sguardo verso Debbie, dico- Posso farti una domanda?
-Sì- Risponde. Curiosa, chiedo:
-Come conosci Jeremy?
-Eravamo soliti uscire insieme- Dice, con un sorriso soave.
-Questo non mi sorprende.
Corrugando le sopracciglia, Debbie chiede:
-Perchè dici questo?
-Sei bella, lui è bello. Andate mano nella mano.
-Perchè, sei interessata a lui?
Scuotendo la testa, dico:
-No, no, no, non pensare questo.
-È un tipo molto amichevole, però è molto chiuso. In realtà non vuole mai parlare del suo passato. Quando ho incominciato a forzare questo tema, ha rotto con me.
Un'ondata di sorpresa m'investe.
-Sul serio?
-Sì.
-Senza dubbio, continui ad essere amabile con lui- Segnalo. Lei annuisce.
-Non siamo usciti insieme per molto tempo, e alla fine abbiamo deciso di essere amici.
-Ok- Dico a bassa voce. Mi chiedo cosa gli sia successo in passato della quale non riesce neanche a parlare. Voglio dire, non lo conosco molto bene, però mi chiedo che tipo di persona è veramente. Questa è una domanda sciocca, Isabelle. È un gran ragazzo, perchè sta facendo tutto questo per una ragazza che non conosce. Jeremy sta facendo questo per te.
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