Capitolo 37
Non so se sia perchè conosco Jeremy ormai da un po', ma ci sono certe cose che ora so di lui, che mi sono persa all'inizio. Questo rende il mio lavoro più semplice.
Qualche momento dopo, sento:
-Bella sciarpa.
Appoggio con cura la matita e guardo in alto. Sonya è lì in piedi. Con un sorriso, replico:
-Taci.
-Scusa?- Dice lei.
-TACI -Dico con enfasi- Va a disturbare qualcun altro, sono occupata.
Riprendendo la matita, torno a disegnare. Si avvicina al mio banco e furiosa dice:
-Non pensare di potermi parlare in questo modo e uscirne vittoriosa.
-Scusami -Ringhio- stai facendo ombra. La tua testa enorme è in mazzo ai piedi.
La mandibola di Sonya cade a terra.
-Io non ho la testa enorme!
-Per quello che ho sentito, ce l'hai... grande -Rispondo, sorridendo. Cosa diavolo sto facendo? Salterà sul banco e mi strozzerà. Beh, mica male- Sonya, siediti e lasciami in pace.
-Ascoltami, -Sussurra, chinandosi- hai aperto una porta che non puoi più chiudere. Se pensavi che prima ero cattiva, preparati al peggio.
Oh, merda.
-Come vuoi -Borbotto- Ora, vattene.
Con un ultimo sguardo, si gira e torna al suo banco. Chiudo gli occhi. Cos'ho fatto? Perchè l'ho fatto? Se lei scopre qualcosa, la mia vita finirà per sempre.
Jeremy sembra intelligente. Uf. Guardando in basso, torno al mio lavoro.
Alla fine della giornata, prendo i miei libri e sospiro. Una parte di me è molto stanca. So di non aver fatto molto oggi, ma sono comunque distrutta. Mettendomi lo zaino in spalla, esco dalla classe. Non presto molta attenzione, ma quando alzo lo sguardo, mi fermo di colpo. Ridendo, alzo gli occhi al cielo. Josh è in piedi accanto alla sua moto, e ci sono un sacco di ragazze della scuola intorno a lui. Vado da lui e alzo un sopracciglio. Josh mi vede ed esclama:
-Isabelle! -Viene da me e mi abbraccia. Mi sussurra all'orecchio-: Aiutami, ci sono un sacco di bambine che mi cadono ai piedi. Non voglio essere il maggiorenne cattivo.
Questo mi fa ridere.
-Cosa? Non vuoi una ragazza molto più giovane di te?
-Rimanere rinchiusi non è un bel passatempo -Dice Josh con un sorrido- Tu hai 18 anni, quindi posso flirtare con te, è diverso.
-Cosa ci fai qui?- Chiedo.
Lui mi circonda con un braccio e mi porta verso la moto.
-Jeremy voleva che uno di noi ti venisse a prendere a scuola, e io ho detto che l'avrei fatto con molto piacere. Ho pensato che potevamo stare un po' insieme, e posso insegnarti come giocare bene ad un videogioco.
-Senza imbrogliare, stavolta- Rispondo.
Esasperato, Josh grida:
-Non avevo imbrogliato! -Mi lascia andare. Guardando la fila di ragazze, fa l'occhiolino- Ci vediamo, principesse- Tutte loro incominciano a ridere. Josh sale sulla moto e l'accende. Prendo il casco e me lo metto.
Montando dietro, dico:
-Non le vuoi addosso, ma fai loro l'occhiolino?
-Oh, andiamo, volevo solo divertirmi. Ora tieniti forte, piccola- Con questo, accelera.
Quando arriviamo all'appartamento, prendiamo dei biscotti e ci mettiamo sul divano. Josh mi da il joystick e inizia a dirmi tutti i movimenti imbattibili che posso fare. È divertente e ridiamo molto. Verso le 17, Jeremy arriva a casa. Entra, ci guarda e alza gli occhi al cielo.
-Perchè non mi sorprende vedervi giocare?
-Ciao! -Esclama Josh- Qualcuno doveva pur insegnarglielo.
-Come vuoi -Geme Jeremy. Si avvicina e mi bacia sulla testa- Come hai passato la giornata?
Facendo spallucce, dico:
-Benissimo, ho pranzato con Eric e Sonya mi ammazzerà. In generale, ho prodotto poco.
-Okay, spiegami entrambi- Dice Jeremy, guardando la posta.
-Beh, Eric ha chiesto dov'ero finita ed io gli ho detto che ho avuto un'emergenza. Allora mi ha chiesto se andavo a pranzo con il suo gruppo, ma mi sono rifiutata, così fa suggerito di mangiare in una delle classi di scienze. Allora, beh, gli ho detto quello che è successo- Dico, allontanando lo sguardo da Jeremy.
-Cos'hai fatto?- Dice Jeremy a bassa voce.
-Ecco, senza pensarci mi è scappato che viviamo insieme. Così ho dovuto spiegare il motivo, perchè, ovviamente, vivere con un ragazzo è una cosa strana. È stato molto comprensivo- Rispondo con nervosismo.
Jeremy sospira profondamente.
-È la tua vita, tesoro. Voglio solo proteggerti. Puoi dire raccontare a chiunque della tua vita se ne hai bisogno. Ma, per favore, tienimi fuori da ciò che dici!
-Jeremy! Non racconterei mai i fatti tuoi. Mi dispiace averti fatto arrabbiare!
Alzandosi, Josh dice goffamente:
-Okay, vado a casa adesso. Buon proseguimento.
Cammina verso la porta.
-Grazie per essere venuto, Josh- Mormoro.
-Nessun problema, ci vediamo- Risponde, mentre se ne va.
Mi giro verso Jeremy.
-Ti rendi conto che lo hai appena spaventato!
Girandosi, Jeremy sembra ignorarmi. Fantastico. Lui mette la posta sul tavolo e respira profondamente.
-Isabelle, sono solo molto riservato. Hai detto con così tanta facilità il tuo segreto, il che mi inquieta.
Rapidamente, mi metto in piedi.
-Jeremy -Ringhio- non direi mai a nessuno quello che mi dici. Puoi fidarti di me. Te lo giuro, gli ho solo detto che viviamo insieme e che sei super protettivo con me. Mi dispiace.
Lui si gira verso di me e mi fa uno sguardo triste.
-Non dire che ti dispiace. È la tua vita, Isabelle, non sono qua per dirti cosa devi e non devi fare. Solo che è difficile per me fidarmi della gente, ma voglio fidarmi di te.
-Non l'ho detto a Sonya. Gliel'ho detto ad Eric, che è una brava persona.
-Isabelle, sembra una brava persona, ma non lo sappiamo con certezza -Jeremy fa una pausa- Sono super protettivo con te, forse anche troppo. Voglio solo proteggerti dal mondo e non ho alcun controllo sulle altre persone. Per questo, mi preoccupa.
Andando da lui, lo abbraccio.
-Grazie per proteggermi. Non glielo dirò più a nessuno.
-Credo che sia meglio, per ora -Risponde lui, abbracciandomi. Mi bacia sulla testa- Non voglio che ti facciano del male.
-Nemmeno io- Sussurro.
Rimaniamo lì in piedi per un po', abbracciandoci. Finalmente, Jeremy mi lascia andare.
-Devo andare a farmi una doccia.
-Okay -Dico- Io vado a fare i compiti. Per fortuna, ho solo una materia. Mi sono messa avanti con il resto.
-Bene, ora vado.
Jeremy va verso il bagno ed io vado in camera mia. Mi siedo e faccio i compiti. Non ci metto molto a finirli. Quando metto a posto i libri, Jeremy entra in camera mia. Si sta abbottonando una camicia ed ha un paio di pantaloni neri. Lo guardo.
-Vai da qualche parte?
Finisce di abbottonarsi e si sistema i polsi.
-Sì, ho un appuntamento. Andiamo in un buonissimo ristorante vegetariano. È un po' esclusivo.
-Oh -Dico con voce acuta. Il mio cuore cede un po', il che è stupido- Beh, divertitevi.
Jeremy sospira e dice:
-Sono preoccupato, ho paura di arrivare tardi alla prenotazione.
-Perchè?- Chiedo.
-Perchè la mia dama non è ancora andata a cambiarsi.
Inclinando la testa, dico:
-Eh?
Facendomi un gran sorriso, Jeremy spiega:
-Sto ASPETTANDO che questa ragazza si prepari, ma giusto adesso mi sta guardando in un modo davvero confuso, il che non aiuta.
-Io?- Affanno.
-Sì -Ride Jeremy- Forza, preparati.
Sconcertata, chiedo:
-Perchè mi porti fuori? Voglio dire, non vuoi portare una ragazza davvero speciale in quel bellissimo ristorante?
-Tu sei la mia ragazza speciale per stasera. Ora, va a prepararti -Dice, mentre mi prende la mano e mi fa alzare- Io scelgo il vestito, va a fare le cose da ragazze che devi fare.
Balbettando un po', sussurro:
-Um, va bene -Jeremy va al mio armadio ed io vado in bagno. Non ho molto da fare. Torno a farmi la piastra e mi metto un po' di trucco. Quando torno nella mia stanza, Jeremy ha in mano un vestito... e un reggiseno- Jeremy!- Grido.
-Oh, no, se sono io a portarti ad un appuntamento, ti metti questo. Ti metterà in imbarazzo per tutta la serata.
Andando da lui, glielo tiro via di mano.
-Sei un'idiota.
-Un'idiota che ti vuole molto bene- Scherza in risposta.
-Beh, allora, ci sono delle mutandine da abbinare, se proprio lo vuoi sapere.
Questo fa entusiasmare Jeremy.
-Fantastico! Oh, Dio mio, tu sei fantastica. Ora, vestiti -Esce dalla camera e chiudo la porta di colpo, dietro di lui. Nonostante i suoi commenti, sorrido. Mi metto il reggiseno e le mutandine. Perchè? Non lo so. Quando entro in sala, Jeremy sorride- Sei bellissima, giovincella.
-Non capisco ancora perchè stai portando me e non un'altra, all'appuntamento. Voglio dire... non hai una vera ragazza che vorresti portare?
Jeremy si ferma e mi guarda.
-Ti ho vista con appena qualcosa addosso. Non ricordo che sembri un maschio.
-Non intendevo questo -Rido, camminando verso di lui. Gli sistemo un po' la camicia- Non sono mai stata in un bel ristorante. Probabilmente, ti metterò solo in imbarazzo.
-Isabelle, non mi metterai in imbarazzo, smettila di fare la stupida. Andremo a goderci la cena e parleremo, proprio come ad un vero appuntamento- Replica Jeremy.
Arrossisco.
-Smettila di chiamarlo appuntamento. Mi stai portando fuori a cena. Questo è tutto. Dire che è un appuntamento significa che c'è qualcosa in mezzo.
-Sciocchezze -Mormora- Ti sto portando ad un appuntamento, anche se è una prova. Non vuoi che lo dica in questo modo? È sbagliato?
-Dio, no -Sospiro- Ma dai, sul serio? Avere un appuntamento con te, eh, va bene, mi mette in agitazione.
Le sopracciglia di Jeremy si alzano.
-Però, non credevo di essere tanto affascinante. O, non lo sono?
-Sei un ragazzo attraente, che ha un grande senso dell'umore e una personalità stellare. Quale ragazza non vorrebbe uscire con te?
-Beh, quella ferma davanti a me sta mettendo in mezzo un sacco di difficoltà. Non ho detto che ti avrei toccata sotto il tavolo. Voglio solo portarti ad un appuntamento- Afferma Jeremy con un sorriso.
Ora, le mie guance vanno a fuoco.
-Infilzerei la tua mano con un coltello.
-No, non lo faresti -Sussurra Jeremy, avvicinandosi a me- Sai benissimo che ti piacerebbe il tocco della mia mano sulla tua pelle.
Giocherellando col suo bottone, gli rispondo:
-Sai qual è il tocco che mi piacerebbe davvero?
-Quale?
Gli colpisco la fronte.
-Mi piacerebbe la sensazione del mio ginocchio tra le tue gambe! Toccarmi? Ti rompo la mano!
Ridendo a crepapelle, Jeremy mi bacia la fronte.
-Questa voglio che sia la tua reazione verso gli altri ragazzi.
-Sì, beh, passerà un bel po' di tempo prima che un uomo mi vanga a toccare. Non vedo Eric come un tipo del genere- Articolo con aria di sufficienza.
-Lo romperei in due le lo facesse- Dice Jeremy, andando a cercare la mia giacca.
Con un sopracciglio alzato, mi giro e lo guardo.
-Un giorno, vorrò farmi toccare da un ragazzo. Devi rendertene conto. E se fosse Eric?
Jeremy mi prende la giacca e la sostiene aperta.
-Bene allora, non solo la tua guardia. Non posso aspettarmi che rimarrai per sempre vergine. Se fosse mia la decisione, lo saresti.
Questo mi fa ridere.
-Non penso di avere A BREVE relazioni sessuali con qualcuno. Credo che voglio aspettare. Mi riferisco ad aspettare davvero, fino a quando incontrerò la persona con la quale passare il resto bella mia vita. So che i ragazzi pensano che sia una cosa stupida, e forse mi fa all'antica, ma sento davvero di voler stare con una persona.
-Ricordi quando mi hai detto che non avresti parlato di sesso con me?- Ride Jeremy.
Infilando le braccia nella giacca, rispondo:
-In realtà, non stiamo parlando di QUELLO nel dettaglio.
-Qualcuno però dovrebbe farlo -Sospira Jeremy- Non credo che hai avuto i migliori esempi da tua madre.
-Jeremy, cosa c'è da dire? So cosa succede. Lo dicono anche durante le lezioni di biologia. A te, qualcuno ha dovuto farti il discorso?- Chiedo con veemenza.
Lui sbuffa.
-Beh, no, hai ragione. Voglio solo che tu sia preparata.
Lascio cadere la testa.
-Jeremy, non ho intenzione di avere relazioni sessuali, in questo momento. NON sono merce preziosa, quindi non dobbiamo comunque preoccuparcene.
Le sue braccia mi avvolgono e sussurra:
-Sei bellissima e il ragazzo per la quale ti mantieni sarà molto fortunato. La tua decisione non ti fa all'antica e i ragazzi non ti guarderanno come se fossi una stupida. Ti porteranno rispetto.
-È bello sentirlo -Sospiro- Forse, quando arriverà quel giorno, ne parlerò con te, ma ti giuro che se diventi sconcio e cerchi di darmi consigli, ti farò del male.
Jeremy s'inclina.
-Non lo farei mai, Isabelle, oh, mio Dio, per chi mi hai preso?
-Per un uomo -Rispondo, cercando di non sorridere- Andiamo, altrimenti arriveremo tardi.
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