Capitolo 27
Qualcuno bussa alla porta e retrocedo.
-Jeremy, c'è qualcuno alla porta, e non ho intenzione di aprirla.
Lui torna in sala e la apre. Cassandra e Kent sono in piedi nel corridoio.
-Hey -Dice Cassandra dolcemente- Non siete ancora pronti.
-Dobbiamo portare qua le sue cose. Non penso che dobbiamo farci una doccia- Risponde Jeremy.
Il mio stomaco si contrae e e si rivolta quando Kent entra. Abbasso la testa e mi copro il collo con la mano.
-Allora, -Incomincia Kent- Cassandra non vuole dirmi cosa sta succedendo. Tutto quello che so è che non dovrei fare domande o parlare con Isabelle. Cosa diavolo succede -Mi guarda e socchiude gli occhi. Stringo il mio collo con forza. Con uno sguardo arrabbiato, Kent mi si avvicina e sposta la mia mano con un tiro- JEREMY! -Grida- Cos'è questo!? Chi le ha messo le mani addosso!?
-Non fare domande -Risponde Jeremy- Non sono stato io, è tutto quello che hai bisogno di sapere.
Respirando duramente, Kent si gira verso di me.
-È stata tua madre? -Nego e mi nascondo- Ammazzerò personalmente chi lo ha fatto. Voglio sapere chi è stato!
Jeremy si avvicina al suo amico e mette una mano sul suo braccio.
-È passata per troppe cose, per favore, non metterle pressione.
Con uno sguardo contrariato, Kent sputa:
-Okay.
Cassandra cammina con una busta.
-Qui ti ho portato alcune cose. Ho scelto delle sciarpe da abbinare ai vestiti che ti abbiamo comprato. Se vuoi vestirti, ti faccio vedere come metterle.
-Va bene -Sussurro appena- Vado a cambiarmi- Mi giro e cammino lungo il corridoio. Jeremy mi segue e mi mette la mano sulla schiena. Girandomi verso di lui, mi metto a piangere. Mi fa entrare nella sua stanza e chiude la porta.
-Vieni qua- Sospira. Tirandomi verso il letto, Jeremy si siede e mi mette sulle sue gambe. Metto la testa sulla sua spalla, e mi affogo.
-È così che tutti reagiranno! Come dovrei sopravvivere se vado a scuola?
-Hey, non devi tornare a scuola fino a quando non te la senti. Capiranno. Credo che li dovresti chiamare. Qualcuno lo deve sapere, soprattutto se la polizia parla con loro.
-Sì, ma non ora -Starnutisco sulla sua maglia- Ho paura di tornare a casa.
-Quella non è più la tua casa, Isabelle -Mi sgrida Jeremy- Vivi qui ora. Andiamo a prendere le tue cose e le porteremo qua, nemmeno la furia dell'inferno potrà fermarci.
Alzo la testa, sono faccia a faccia con lui.
-Ne sei sicuro?
-Oh -Dice con un sorriso- Assolutamente.
Con un impulso, gli do un dolce bacio sulle labbra e sussurro:
-Grazie.
-Cosa non farebbe una fata padrino per te? -Risponde sulle mie labbra. Allontanandosi, dice-: Dobbiamo cambiarci. Cosa vuoi, il bagno o la camera? A meno che, già sai, possiamo cambiarci nella stessa stanza. Sono totalmente d'accordo con questo.
Mi metto in piedi.
-Ti piacerebbe che sia così, pervertito?
-Cosa? -Ride- Vivremo insieme. Prima o poi, probabilmente ci vedremo mentre ci svestiamo. Voglio dire, personalmente, dopo la doccia, esco in boxer.
-Beh, io non vado in giro in biancheria intima, mi dispiace.
Jeremy si appoggia indietro sulle sue mani.
-Okay, questo non mi piace. Avrei goduto guardandoti. Qual è il vantaggio di vivere con una ragazza allora?
-Posso cucinare e pulire- Rispondo.
-In costume?- Scherza.
Con uno sguardo penetrante, dico:
-No, mi dispiace.
-Okay -Si lamenta- Vai, vestiti. Io mi cambio qui.
La mia mente vaga sul fatto che mi piacerebbe davvero vederlo. I miei occhi s'ingrandiscono per questo pensiero. Mi giro e prendo velocemente le mie cose, lasciando immediatamente la stanza. Qual è il mio problema!? Sul serio?
Entro in bagno e mi cambio. Appoggiando le mani sul lavandino, mi guardo per un po' allo specchio. Sembra che qualcuno mi abbia preso a mattoni in faccia. Il mio collo è viola scuro con del nero. Ho gli occhi iniettati di sangue e rossi. Ho le occhiaie. Dio mio, non mi sono mai vita così male. Improvvisamente, bussano alla porta.
-Sì?- Grido.
-Posso lavarmi i denti o ti sei addormentata lì dentro?- Chiede Jeremy.
Apro la porta e alzo un sopracciglio.
-Sei un dolore alla testa. Lo sai, vero?
-Hey, mi piace avere una bocca pulita. Dobbiamo andare. Sei pronta?- Mi spinge gentilmente da una parte e va a prendere il suo spazzolino.
-Devo lavarmi i denti anch'io -Rispondo. Ci incontriamo e sbattiamo mentre lo facciamo. Non riesco a non riedere. Jeremy mi spinge fuori dal cammino, mentre sto per sputare- Hey!- Esclamo.
Lui sputa e sorride.
-Lei lenta e sei in mezzo ai piedi.
-Ad ogni modo, -Dico, pulendomi la bocca- dobbiamo andare. Non voglio che mia madre ci veda.
Jeremy annuisce.
-Andiamo allora.
Kent e Cassandra ci seguono con l'auto di Kent. Cerco di spiegare a Jeremy che non ho molte cose, ma sembra ignorarmi.
-Tu non lo sai. Potremmo riempire molte scatole.
-Va bene- Sospiro, guardando fuori dal finestrino. Quando ci fermiamo davanti alla casa di mia madre, la guardo.
-Sei pronta?- Chiede Jeremy, prendendomi per mano.
Prendo un respiro profondo e annuisco.
-Sì, facciamolo- Usciamo dall'auto ed incontriamo Josh appoggiato ad un furgoncino. Gioco nervosamente con la sciarpa che porto al collo. Josh ci guarda sconcertato.
-Posso chiedere cosa succede?
-No -Dice Jeremy, avvicinandomi a lui- Dobbiamo mettere le sue cose nelle scatole e andarcene via da qui.
Vado ad aprire la porta. Faccio un respiro profondo, avanzo di un centimetro ed è come se avessi pesi di piombo al posto delle scarpe quando salgo le scale e, quando arriviamo alla mia porta, mi congelo. Mi rompo solo un po'. Una parte di me vuole correre e gridare. Sento Jeremy mettermi una mano sulla spalla. I miei occhi lo guardano e mi rivolge lo sguardo. Annuisco con la testa e la apre. Non c'è nulla fuori luogo. Pensavo che con tale cosa successa, tutto sarebbe stato in disordine, ma non è così. I miei occhi viaggiano al letto, ed è l'unica cosa che fa che il mio stomaco si rivolti. Le lenzuola sono tutte corrugate, con la coperta spostata. Il mio letto è sempre ben fatto. Un nodo cresce nel mio stomaco e non riesco a muovermi. Jeremy si abbassa e mi sussurra:
-Va bene. Va bene, non devi entrare se non vuoi, devi solo dirci cosa vuoi prendere.
-No -Rispondo, prendendogli la mano e stringendogliela più forte che posso- Devo farlo- Così, faccio un passo verso la camera. Josh, Kent e Cassandra ci seguono. Josh mette a terra varie casse ed incomincia a dare loro una forma con la cinta adesiva.
-Cosa vuoi che prendiamo?- Chiede Cassandra dolcemente.
-I miei quadri -Dico- Li voglio tutti.
Kent va verso il muro.
-Li prendo io. Abbiamo bisogno di casse più grandi per questi. Non voglio rovinarli.
-E poi?- Chiede Jeremy.
-I miei vestiti -Gli rispondo, grattandomi la nuca- Oh, e i miei libri -Jeremy guarda Cassandra- Tu aiutala con i suoi vestiti. Io prendo i libri.
Cassandra annuisce e cammina verso il mio armadio. Josh prende una scatola e la lascia ai nostri piedi.
-Non devi piegarli né nulla. Buttali dentro e basta- Dico.
-Va bene- Replica Cassandra, annuendo con la testa. Apre l'armadio ed incomincia a tirare fuori le mie cose. Mi giro e guardo il letto. Immagini orribili incominciano a formarsi nella mia testa. Il mio petto si stringe e non riesco a respirare. Incomincio a retrocedere verso la parete, rannicchiandomi di paura. Jeremy si alza.
-Isabelle, stai bene?
Scuotendo la testa, mi metto a piangere.
-No, non ci riesco. Non riesco a farlo uscire dalla testa.
-Perchè non aspetti giù? -Mormora dolcemente- Ci pensiamo noi qui.
-Cos'è successo esattamente?- Chiede Josh, guardandomi sconcertato.
Faccio un respiro profondo e rimango senza fiato. Affanno:
-Il fidanzato di mia madre... è venuto in camera mia. Mi ha spinta sul letto... e...
-Oh, Isabelle -Dice Kent- L'hai portata al pronto soccorso?- Chiede rivolgendosi a Jeremy.
-Non è arrivato fino a lì -Balbetto- Mia madre è entrata.
Josh incrocia le braccia sul petto.
-Non è una cosa buona?
Abbasso la testa e torno a piangere. Jeremy mi abbraccia.
-Sua madre ha detto che è stata colpa di Isabelle. È una donna vile e cattiva e dobbiamo far uscire Isabelle da qui.
-Quindi, quel livido sul collo, te lo ha fatto lui?- Chiede Kent.
-Sì -Sussurro- Mi stava affogando. Infatti, ho incominciato a vedere nero.
-Quale livido? -Chiede Josh. Nervosamente, mi tolgo la sciarpa ed espongo il collo. Ringhiando, Josh chiede-: Chi è questo qua?
Jeremy sospira.
-Non sappiamo esattamente chi è. Siamo andati alla centrale di polizia e abbiamo sporto denuncia. Avrebbero parlato con sua madre. Non ho lasciato che Isabelle avesse alcun contatto con lei. Credo che sia meglio, almeno per ora.
-Sono d'accordo -Replica Josh- Okay, andiamocene alla svelta allora.
Io mi siedo sulla sedia della mia scrivania mentre loro prendono le mie cose. Le mie mani non smettono di tremare, per questo Jeremy mi ha detto di rimanere seduta. I ragazzi incominciano ad uscire con le scatole, per metterle nel furgoncino e nelle auto. Jeremy aveva ragione, ci sono molti più scatoloni di quelli che pensavo. Cassandra prende tutti i miei vestiti e nasconde la biancheria, il quale mi piace. Non voglio che Jeremy la veda. Finalmente, mancano solo un paio di scatoloni. Kent ne prende una e Jeremy l'altra.
-Ti portiamo giù adesso. Josh provvederà a mettere il resto delle cose nel furgoncino.
-Va bene- Sussurro.
Usciamo dalla mia stanza, quando improvvisamente sentiamo:
-Ugh, Jeremy, c'è qualcuno qui.
Jeremy vola giù per le scale. Sento mia madre gridare:
-Chi diavolo siete voi!? Cosa ci fate qui? Chiamo la polizia!
-Mamma -Grido- Non farlo! -Corro giù per le scale- Lasciali in pace, sono miei amici.
-Cosa credi di fare!?
Jeremy si mette davanti a me, furioso.
-Si sta trasferendo e tu non le parlai.
-È mia figlia! Non puoi dirmi cosa fare! È alle superiori, non può trasferirsi.
-Isabelle ha 18 anni -Grida severamente Jeremy- Può fare quello che vuole e si sta trasferendo. E se non fosse per me, non saprebbe dove andare.
Mia madre incrocia le braccia sul petto.
-Non ti trasferirai. Non lo permetterò. Non credi di essere un po' drammatica?
-Drammatica!? -Grida Jeremy- Tua figlia è stata attaccata nella sua stanza, nel suo letto e pensi che sia drammatica!? -Fa un passo di lato e mi segnala il collo- Non so a te, ma a me sembra che questo le abbia fatto male! Stupida maledetta!
Socchiudendo gli occhi, mia madre finalmente mi guarda. Appena vede il mio collo, si porta la mano alla bocca.
-Isabelle- È tutto ciò che riesce a dire.
-Non parlerai con lei -Ringhia Jeremy- Josh, porta via Isabelle. Cercherò il resto delle sue cose.
Josh mi mette un braccio sulle spalle e mi porta via. Mia madre ci insegue.
-Isabelle, non puoi trasferirti. Ti amo! Sono tua madre!
Girandomi, grido:
-Non mi ami! Non sai cosa significa amare! Magari ti renderai conto di quello che hai perso quando non sarò più lì a prendermi cura di te!
È ovvio che questo la fa arrabbiare. Ringhia:
-Bene, trasferisciti con un ragazzo a 18 anni. Ma non tornare qua correndo quando rimarrai incinta.
-Sei una... -Grido, saltando in avanti. Josh mi prende e mi alza da terra. Cerco di liberarmi dalla sua presa. Perchè voglio davvero andare a colpire mia madre- Lasciami!- Ordino.
-No -Risponde Josh- Non abbiamo bisogno di fiumi di sangue -Mentre grido, Josh mi porta verso l'auto, Kent apre la porta e Josh mi spinge dentro. Lo guardo furiosa- Non guardarmi così. Andiamo prima che possa succedere qualcos'altro.
-Ho molta voglia di darle un pugno- Replico.
-Lo so -Ride- E per quanto anche io lo voglia, devo assicurarmi che non accada.
Cassandra compare accanto all'auto.
-Andate, aiutate Jeremy- Josh annuisce e se ne va.
Guardo Cassandra.
-È un traditore.
-No, si stava solo prendendo cura di te -Replica nei- Tutti noi lo stiamo facendo. Sei una di noi, che ti piaccia o no.
Delle lacrime incominciano ad annebbiarmi la vista.
-La odio, sul serio. Cos'ho fatto al mondo per meritare una madre come questa?
Sento altre grida. Guardo dal finestrino per vedere Jeremy e mia madre gridarsi l'uno contro l'altra. Josh e Kent portano gli ultimi scatoloni.
-Jeremy! -Grida Kent- Andiamo!
Lui guarda mia madre un'ultima volta prima di venire in macchina. Lo guardo con gli occhi spalancati. Jeremy sale in auto e chiude la porta di colpo. Guarda solo attraverso il parabrezza, stringendo il volante.
-Non tornerai più qui.
-Non avevo intenzione di farlo -Sospiro. Estendo la mia mano, tiro via una delle sue dal volante e la porto vicino a me- Grazie per difendermi.
Jeremy mi accarezza la mano con il pollice.
-Devo farlo.
-Cosa devi fare?
-No -Sussurra- Voglio farlo -Jeremy porta la mia mano al suo viso e la bacia- Lascia che ti porti a casa. Abbiamo cose importanti da fare adesso.
Sbuffo.
-Dobbiamo prima attaccare la tua stanza per gli ospiti e portare fuori le tue cose.
-Entro io per primo. Ci sono cose della quale mi devo occupare- Dice tranquillamente.
Ovviamente, so di cosa sta parlando, dell'album di foto. Un attimo, la ragazza delle foto, mi chiedo se sia quella della quale era innamorato. Sembrano così giovani. Chi è lei, se non la persona che ha tanto amato? Hmmm, forse non lo scoprirò mai.
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