- 89 - Il ritorno
Cessata la battaglia fu incommensurabile il via vai di gente alla Tana. Gli ordini del dopoguerra erano stati disposti con maggiore rigore della battaglia stessa così nemmeno i consiglieri si erano risparmiati dando il loro contributo in tutto: dalla raccolta dei feriti, alla cremazione dei morti, al ripristino della città di Nox fino alla costruzione di nuovi accampamenti.
Al rifugio del lupo era tornata la quiete. Il lavoro, certo, non mancava così anche le donne erano state impegnate nelle cure dei feriti.
Riguardo Nox, eccetto la devastazione in cui si trovavano certe zone colpite dalla guerra, la città continuava comunque ad essere un ottimo luogo di rifornimento per i viveri che occorrevano agli eserciti.
Le perdite di Lumos e Nublia erano state abbastanza gravi. Di diecimila uomini: seimila erano rimasti illesi, altri mille erano stati i feriti gravi e meno gravi.
Tutti trepidavamo nell'attesa del principe Velkam. Broke aveva predisposto già tutto per un confortevole viaggio di ritorno dei due regnanti a Lumos e l'intera popolazione della Tana del lupo attendeva con viva gioia il rimpatrio della principessa Roxane.
Finita la battaglia il primo pensiero di Broke fu quello di inviare un piccolo contingente armato alla ricerca del re, con nuove provviste e nuovi viveri.
Erano passati quattro giorni dalla fine della guerra e si continuava sperare. Dopo tanto tempo gli animi avevano cominciato a essere colti da una sorda preoccupazione.
Che Velkam fosse morto o rimasto ferito durante la ricerca?
Morrigu fu la prima ad offrirsi volontaria per ritrovare quello che lei definiva il suo amico re. Ovviamente alla sua proposta si accodò Mylian seguito a ruota da Gedian e Sulheyda.
I consiglieri, sentendosi in responsabilità anch'essi, avevano conseguito che fosse necessario andare personalmente per contribuire alla ricerca, e al consigliere Dalhom, inevitabilmente si era unito il generale Cassandra e tutti gli altri membri del consiglio dei generali.
La risposta di Broke non poteva essere stata che una. "No!"
Non era necessario che tutta quella gente andasse da nessuna parte, era deciso.Velkam sapeva badare a sé stesso e alla Tana c'era ancora bisogno di loro. Il rischio di una nuova guerra non poteva ancora dichiararsi scongiurato.
Trascorsero i giorni tra l'irrequietezza dei soldati e dei consiglieri. Alcuni dei feriti si erano rimessi a poco a poco, altri invece, essendo le loro condizioni molto gravi, avevano perso la vita dopo la battaglia, nonostante le cure.
Fu all'ottavo giorno dalla fine della guerra che un messo arrivò annunciando l'imminente arrivo del re, della principessa e della scorta.
Il giovane spiegò come il piccolo contingente armato avesse ritrovato il re strada facendo. Comunicò che per ordine di Velkam si doveva far preparare un rifugio per la principessa e aggiunse che questa essendo molto malata aveva bisogno di cure.
Tutti esultarono di gioia alla notizia del ritorno del re.
Broke chiese altre informazioni. Domandò di Kaharan e ricevette l'annuncio della sua morte che fu cagione di inni di giubilo tra tutti i presenti. Solo Broke parve essere leggermente rattristato a quella notizia.
Come previsto verso sera si assistette al ritorno del re e proprio per l'occasione era stato preparato un imminente banchetto.
Quando il principe giunse alle porte della Tana la principessa giaceva tra le sue braccia priva di sensi.
Al loro arrivo i consiglieri e Broke gli andarono incontro e gli si prostrarono i piedi.
"Bentornato, Maestà!", esultò Lianus.
Velkam li ignorò, non aveva occhi che per la principessa che riposava inerte tra le sue braccia.
"A dopo i convenevoli, Lianus... fa' portare una barella per la principessa, ha bisogno di cure. Scotta di febbre".
Le facce di centinaia di curiosi a quelle parole tentarono di sbirciare tra le braccia del re, là dove era nascosto il viso della principessa priva di forze.
Molti sguardi si soffermarono sugli abiti laceri e sudici dei due sovrani. Mormorii concitati giunsero alle orecchie del re.
"Principessa Roxane!". Sulheyda si fece largo tra la folla inchinandosi davanti al cavallo bianco.
Roxane sollevò appena la testa nel sentire il suo nome pronunciato da una voce familiare.
Vide la ragazza dai ricci biondi che aveva conosciuto nelle segrete del castello indirizzarle un riverente sorriso.
"Sulheyda...", mormorò potendola distinguere a malapena a causa della sua vista appannata.
Subito altri mormorii di sorpresa si sparsero nel sentire pronunciare il nome di una compagna della Tana dalla principessa Roxane in persona. Sulheyda parve lusingarsi. Era sicura che Roxane non l'avesse ricordata, ma evidentemente si sbagliava.
Roxane si sentì prendere di forza da alcune braccia. Qualcuno la adagiò su qualcosa di morbido e da quel momento non si accorse più di nulla.
Quando i servi sparirono portando la principessa oltre la soglia, Velkam fu finalmente libero di scendere da cavallo.
Barcollò. Aveva le gambe a pezzi per l'interminabile cavalcata. Ordinò di portare a riposo il suo cavallo e lo stesso fece per gli altri due. Subito sopravvennero alcuni stallieri per prendersene cura.
"E ora a noi mio prode Velkam...", lo salutò il suo consigliere Lianus con una leggera pacca sulla spalla mentre si offriva di sorreggerlo.
"I soldati si aspettano almeno un vostro cenno di saluto...", gli sussurrò all'orecchio. Velkam eseguì indirizzando ai suoi uomini un debole sorriso.
"Perdonate il mio comportamento, ma sono anch'io molto stanco", spiegò a chi si aspettava un suo discorso.
Si ritirò nella sua stanza con i suoi consiglieri e sedutosi sul morbido giaciglio chiese subito dell'esito della guerra.
"Abbiamo vinto, maestà!".
Sentir proferire a Dalhom quelle parole lo fece stare infinitamente meglio. Il re chiese subito ai suoi uomini ogni dettaglio di quella battaglia a cui non aveva potuto assistere e si infornò personalmente con Dalhom sulla morte di Ghernò.
Quando tutto fu spiegato per filo e per segno passò lui alla narrazione di quello che era successo, eludendo l'incontro delle ninfe e gli avvenimenti magici che di certo i suoi consiglieri non avrebbero capito.
"Che ne è stato del principe Nero?", chiese Lianus avido di sapere.
"Kaharan è morto. Non so quale sia stata la causa della sua morte, solo Roxane può saperlo... ma... per favore, non chiedeteglielo. Non adesso, almeno... è troppo sconvolta per poterne parlare! Sarò io ad informarmene quando crederò che sia il momento opportuno".
I due consiglieri annuirono senza ribattere.
"Adesso è il caso che vada a ripulirmi. Nonostante sia stanco non voglio assolutamente perdermi il banchetto di questa sera. Ripartiremo quando la principessa si sarà rimessa. Sarebbe il caso di mandare un messo a Lumos. Euridice ed Eric saranno ansiosi di avere notizia di un mio imminente ritorno.
Il re si fece porgere dal consigliere pergamena e inchiostro e scrisse un breve biglietto per il suo amico.
Roxane è salva, la guerra è vinta, Kaharan è morto e Nox è di nuovo nostra... Aspetto che si rimetta la principessa Roxane per partire. Nella speranza di rivederti presto ti prego di attendere nuove mie notizie, ti saranno recapitate il più presto che mi sia possibile... porta ad Euridice i miei più distinti saluti...
sempre tuo caro amico...
Velkam
Il ragazzo arrotolò frettolosamente il foglio e diede ordine di spedirlo la sera stessa, poi congedò i suoi due consiglieri con un abbraccio fraterno ciascuno.
Sul far della sera era già tutto pronto per il banchetto. Davanti all'ingresso erano stati collocati immensi tavoli e attorno ad essi sedevano già migliaia di uomini. Un grande fuoco era stato acceso per cuocere e mentre le donne si indaffaravano a sfamare i soldati, tutti chiacchieravano lietamente del buon esito della guerra.
Anche il re, che era stato il primo a dare il suo consenso e a onorare tutti della sua nobile presenza, si era dato alla conversazione.
Come sempre al suo fianco destro sedeva Broke, alla destra del vecchio prendevano posto Kornelius e subito dopo Aurora.
Velkam aveva deciso di sistemare le cose per bene a Nox prima di ripartire, così si era occupato di dividere le cariche di potere a chi in sua assenza avrebbe fatto le sue veci. Incaricò Broke di essere il supervisore di tutto, nonché suo terzo consigliere.
"Ora Broke, spero di non chiedere tanto, ma ho bisogno del tuo aiuto. Tutti gli abitanti della Tana avranno l'autorizzazione a trasferirsi alla corte del castello di Nox. Darete dare il bando ufficiale ai cittadini: Kaharan è morto nell'ardua azione che aveva intrapreso...", qui il re fece un a pausa di riflessione e si incupì. "Ma da quello che ho intuito...", abbassò il tono, "è morto da eroe...".
Kornelius continuava ad ascoltare le parole del re. Al fianco del sovrano partecipavano alla conversazione anche gli altri due consiglieri. O meglio, l'unico che sembrava non essere troppo allegro, Lianus. Dalhom si dava alla pazza gioia, scherzando con i suoi soldati e ridendo alle battute più stupide.
"Mio re, credo di essere troppo vecchio per occuparmi degli affari militari di una così grande e potente città...", intervenne Broke con aria stanca, "ma sono sicuro che Kornelius saprebbe fare il delegato meglio di me!".
Kornelius parve sorpreso di essere stato tirato in ballo per una responsabilità così immensa.
"Ma... ma io...", balbettò.
Il re fece un segno di assenso. "Vorrà dire che prenderà lui il posto di guida. Ma voi sarete sempre il suo consigliere, non lo scordate. La parola di un saggio vale sempre più di quella di un giovane".
"Va bene, maestà! Non vi deluderò". Sorrise stancamente l'anziano.
"Volevo chiedervi un'altra cosa di cui dovete occuparvi voi stesso, Broke. Per la principessa Roxane è stata dura dire addio a colui che l'aveva tenuta prigioniera. Qualcosa deve essersi ritorto contro Kaharan e Roxane che le era stata accanto per tutto quel tempo è finita per innamorarsi di lui. Ora vi chiedo, per lei, erigerete un monumento funerario sul tumulo in cui io stesso ho seppellito il corpo del principe Nero. Per volere di Roxane Kaharan non dovrà essere dimenticato".
"Dobbiamo trasportare il corpo a Nox?", chiese Kornelius che già prendeva mentalmente nota degli incarichi da svolgere.
"No, deve semplicemente restare per dov'è. Riposare in pace in quella radura dove già dorme, per sempre...".
Broke sospirò tristemente. "Avete un grande cuore, Maestà... ed è questo che farà di voi un grande re. Se saprete far tornare uniti i tre regni, Kassin non sarà morto invano. A proposito, avete già informato la principessa della morte di suo padre?".
"Non ancora, sarà un duro colpo per lei quando lo verrà a sapere. Non ho intenzione di metterla a conoscenza di questa tragedia ora che è ancora debole".
"Propongo di fare pochi minuti di silenzio in memoria del grande Kassin", disse il sovrano alzando la voce, rivolto all'intera tavolata.
Il banchetto si fece all'istante silenzioso e tutti chinarono il capo in segno di riverenza.
"All'uomo che ha avuto il coraggio di intraprendere un cambiamento. Colui che ha dato inizio a questa vera impresa!". Anche il re abbassò gli occhi. Tutti erano raccolti in un momento di silenzio e preghiera per l'anima del vecchio re di Lumos. Tutti lo ricordavano con commozione.
Quando il re rialzò il capo tutto tornò alla normalità. Si tornò ai normali schiamazzi e alle conversazioni.
Velkam continuò a rivolgersi a Broke. "Invierò un ordinamento ufficiale, scritto di mio pugno, con tutte le cariche che vi assegnerò e i compiti che dovrete adempiere. Una di queste sarebbe ricostruire le mura di Nox e tornare a rendere la foresta quella che era una volta. Ricostruire ponti e sentieri, far sì che si ripresenti valicabile come un tempo".
I suoi ascoltatori annuirono. a parte Dalhom che scoppiò in una fragorosa risata.
Velkam lo guardò con aria di sufficienza e in un sussurro spiegò agli altri: "Per questa sera ho deciso di concedergli carta bianca... ma penso che me ne pentirò presto, viste le sue condizioni".
Tutti sorrisero, tornando a chinare la testa sulla squisita zuppa che era contenuta nei piatti.
All'improvviso la voce di Dalhom si alzò di tono. Il ragazzo balzò in piedi su una panca e con immensa allegria disse: "Lo dirò davanti a tutti, questa sera! Signori... mi sono innamorato di questa ragazza!". Indicò Cassandra che al suo fianco voltò la testa verso di lui, paonazza dalla vergogna.
Dei sussurri percossero le tavole e solo il re scoppiò a ridere di gusto.
"Cassandra...", continuò Dalhom con aria solenne scendendo con un balzo dalla sedia e gettandosi in ginocchio davanti a lei col bicchiere di vino mezzo vuoto tra le mani, "Mia dolce Cassandra, luce dei miei occhi, guerriera instancabile... mi faresti l'onore di diventare mia moglie?".
La ragazza in piedi davanti a lui arrossì violentemente. La giovane si guardò intorno accorgendosi di essere fissata da tutti, poi guardò supplichevole il re e un sorriso di incoraggiamento da parte sua le fece capire che non avrebbe dovuto più nascondersi. Non rispose, ma si calò in ginocchio di fronte al suo amato e lo baciò.
Tutti applaudirono. Alcuni stupiti, altri contrariati. Pochi sapevano della cotta del consigliere per il rinomato generale Cassandra Reìs.
"A lasciar la paglia troppo vicina al fuoco, finisce che si brucia...", soggiunse Velkam divertito ai suoi vicini, "e quando si tratta di incendi del genere, non mi sembra che sia giusto spegnerli".
Tutti sembrarono essere d'accordo con il re, del resto, in un totale clima di giubilo chi avrebbe mai biasimato due innamorati?
"Ma... ma...", tentò di ribattere Lianus adirato, "Quella donna... Sapevo che sarebbe stata solo fonte di guai! Le donne non sono fatte per la guerra, Maestà, è impensabile che Dalhom sposi un generale... è contro la legge!".
Velkam sorrise tranquillamente: "Lianus, la legge adesso sono Io".
Il consigliere tornò zitto al suo posto. Cassandra non gli era mai stata simpatica, ma doveva pure ammettere che durante la battaglia quella donna aveva avuto coraggio da vendere.
Si era sparsa in fretta la voce che avesse combattuto per ultima con Ghernò, anche se a dare il colpo di grazia era stato Dalhom. Il ragazzo l'aveva strappata a morte certa e lei si era rimessa in piedi nel giro di pochissimi giorni.
Nello stesso momento in cui Dalhom e Cassandra erano tornati a sedere vicini, un'altra coppietta si alzò timidamente dal proprio posto.
Morrigu guardò Broke un po' intimidita. Aveva paura che ce l'avesse ancora con lei dopo il suo comportamento. Mylian le si fece più vicino e decise di prendere lui la parola.
"Ehm... Broke, anche noi avremmo qualcosa da dire".
Velkam tornò a sorridere. Ora il suo stesso grattacapo toccava a Broke.
"Parla Mylian. Ti ascolto", disse il vecchio con aria austera.
"Vorremmo ufficializzare la nostra unione. Io e Morrigu stiamo insieme, ci amiamo, e per restare uniti alla Tana, che per noi è sempre stata la nostra casa ci occorre la tua... benedizione, ecco!". Il ragazzo parecchio imbarazzato tenne la testa bassa.
Il re osservò Broke compiaciuto e con un grande sorriso chiese: "Allora Broke? La vostra benedizione?".
Il vecchio rimase lì per lì zitto, senza alcuna voglia di parlare, poi con un sospiro di comprensione tornò a guardare i due giovani che lo fissavano speranzosi dicendo: "E sia! Hai la mia benedizione, Mylian. Se Kornelius e Aurora l'hanno avuta, non vedo perché non dovrei concedere un'unione felice anche a voi".
Morrigu sorrise e come segno di gratitudine percorse di corsa la distanza che la separava dal vecchio saggio e lo abbracciò.
"Mi mancava la Morrigu affettuosa di un tempo!", ghignò il vecchio soddisfatto dando alla ragazza una leggera pacca sulla schiena.
"Broke...", fece lei non appena si fu sciolta dall'abbraccio, "non sapete quanto mi sia dispiaciuto essermi comportata in quel modo con voi. Io... vi chiedo perdono!".
"Sei perdonata, figliola!", annuì il vecchio quasi commosso.
La ragazza si rizzò in piedi e tornata a risistemarsi la treccia dietro la schiena andò a sedere tranquillamente vicino a Mylian.
"Ti amo, Morrigu", le sussurrò lui ad un orecchio. A quelle parole lei gli rivolse un sorriso luminoso.
"Finalmente ti ho trovato", gli mormorò lei, e in quel momento vide Kornelius chinarsi per dire qualcosa all'orecchio di Aurora e con grande soddisfazione si rese conto che non le provocava più nessun fastidio. Era riuscita a dimenticare Kornelius, ed era finalmente tornata se stessa.
Alla fine dei festeggiamenti Velkam non dimenticò il suo principale dovere. Corse in infermeria che era ormai notte fonda per far visita a Roxane. Tutti i malati erano addormentati, vittime di un sonno profondo. Notò una tenda posta attorno a una delle lettighe e suppose che Roxane dovesse essere lì così attraversò la stanza a grandi passi e giunse fino in fondo.
Quando raggiunse i pressi della lettiga rallentò il passo e scostò un lembo della tenda.
La vide respirare piano. Stava dormendo.
Entrò lasciando ricadere la tenda alle sue spalle e si fermò a fissarla per qualche minuto.
Ritenne che tutto andasse bene e le sussurrò all'orecchio soltanto poche parole: "Dormi bene, principessa", poi depostole un bacio sulla fronte scostò la tenda e sparì.
Per Roxane trattenere il fiato era stata dura. La ragazza aspettò che i passi si fossero spenti e con indecisione si sfiorò la fronte proprio nel lembo di pelle dove si erano posate le labbra del principe.
Sentiva pulsare ancora quel bacio. Sentiva l'umido fresco delle labbra di lui. Un debole sorriso le incurvò la bocca poi di nuovo i suoi occhi si riempirono di malinconia e tornò a piangere in silenzio, senza che nessuno potesse sentirla.
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