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- 84 - L'antro del drago

Era uno degli ultimi luminosi pomeriggi d'autunno quando Kaharan e Roxane, inerpicandosi per un sentiero tortuoso e abbandonato, giunsero finalmente a destinazione.

I ragazzi avevano colmato la distanza che li separava dall'oasi di Ninfea alla cima della montagna in sette giorni, tanti erano stati i gongolamenti e i rallentamenti causati proprio da Kaharan.

Quando vi giunsero Roxane credette di trovarsi in un posto incantato. Era un luogo meraviglioso che mai avrebbero immaginato di trovare in cima a un'alta e ripida montagna così piena e intricata di boschi.

L'immenso paesaggio alberato andava a morire trasformandosi invece in una zona montagnosa ma pur sempre verde e rigogliosa.

Più in alto la parete rocciosa si riempiva di grotte e caverne, ma solo una era tanto impressionante per la sua mole. Era un vero e proprio antro, che spariva scuro e profondo per perdersi in chissà quali luoghi nascosti e sotterranei.

Lì, il paesaggio più arido di alberi si apriva in una sublime vista del panorama sottostante la montagna.

Quando si trovarono dinanzi all'immenso buco nero della grotta Kaharan prese per mano la principessa e facendo attenzione a mantenere il massimo silenzio la portò con sé, molto più distante dalla grotta, vicino a un ripido strapiombo.

"Perché..", provò a protestare Roxane tanto assorta com'era nella contemplazione di quel buio pesto, ma lui la zittì con un dito sulle proprie labbra e mentre lei lo scrutava con curiosità, col mento le fece segno di guardare all'orizzonte.

Il mare cristallino riluceva degli ultimi raggi del sole morente, così come Roxane l'aveva visto quel giorno di circa due mesi prima, dalla torre del suo castello. Era stato il giorno in cui era iniziato veramente tutto.

Poteva addirittura sentire con l'immaginazione la risacca delle onde bianche di spuma mentre con dolcezza accarezzavano la spiaggi. Immaginò lo stormire delle fronde degli alberi e lo scrosciare delle acque del serpeggiante fiume che sembrava a quella distanza fermo e immobile. Da lontano frotte di uccelli e gabbiani si abbandonavano al volo.

Un venticello leggero sembrò accarezzarle il viso mentre Kaharan con possessiva dolcezza la strinse a sé.

"È il posto più bello che abbia mai visto", le sussurrò ad un orecchio cingendola lentamente da dietro. Con una mano le portò i capelli alle spalle e le scoprì il collo che le accarezzò leggero con un dito.

"Che cosa faremo adesso?", domandò la principessa smarrita.

"Non lo so neanch'io...", sentì dire alle sue spalle. Quelle parole furono seguite da un sospiro.

"Che c'è dentro quella grotta?", Roxane irruppe in un singhiozzo che tradì lo stato d'animo ansioso di quel momento. "Ho paura di perderti, Kaharan...".

"Anch'io Roxane, anch'io... ma ho più paura di perdere te che me stesso", le rispose in un sussurro con triste dolcezza.

"Io voglio che tu sia libero dal peso di questa maledizione. Farei qualunque cosa per te, amore mio!".

Kaharan si voltò a guardare fisso il luogo dove riposava la bestia. Qualunque cosa essa fosse doveva essere enorme. Intorno a loro in quel momento sembrava essere calato il massimo silenzio e pareva quasi impossibile poter pensare di spezzare quella quiete.

"Vedi quel tronco? Credo che gli oggetti sacrificali dovrebbero essere legati lì...", aggiunse Kaharan con tono di disapprovazione.

"Io... dovrei stare lì? A urlare magari?". Roxane pigolò con una voce flebile e sarcastica, "Ti prego mostro, non mi mangiare, per pietà! Pensi che potrei essere convincente?", concluse con una risatina nevosa.

Kaharan la imitò, ma il suo era un sorriso triste.

"Benissimo Kaharan... immagino avrai una corda con te, no?", terminò con assoluta pacatezza la principessa.

"Te lo scordi...", tagliò corto il principe, "troveremo un'altra soluzione con la quale tu non correrai alcun rischio!".

"Kaharan, sono io la giovane di sangue reale, non la mia cavalla...".

"È una bestia che dorme. Ci sarà pure un modo alternativo per svegliarla", sbottò lui senza ammettere repliche.

"Dammi un'idea migliore!", concluse la principessa con sfida.

Lui non rispose, assorto com'era nei suoi pensieri.

"Kaharan, sapevo i rischi che avrei corso venendo qui. Non ho nessuna paura".

"Non parlarmi di un coraggio che non esiste, Roxane!", la zittì lui acido.

"Non sono più quella di un mese fa, principe dei miei stivali, e te ne accorgeresti se solo mi concedessi quel po' della fiducia che ti chiedo!".

Kaharan scosse la testa. "Non se ne parla, non voglio vederti dilaniata da nessun mostro".

"Chi ti dice che là dentro ci sia un mostro?".

"Questo, Roxane!", ringhiò con violenza sbottonando il primo bottone della camicia e mostrando l'immagine scarlatta del drago.

"Tu... tu... stai dicendo che là dentro c'è un... drago?", deglutì e ad un certo punto sentì mancarle il respiro.

"Non lo pensavo fino a poco fa, ma adesso mi è chiaro", sbottò lui.

"E l'unico modo per chiamarlo sono io!", tentò di rimettersi in gioco Roxane con più decisione.

"No, deve esserci un altro modo...".

Roxane si voltò di nuovo a guardare l'immenso mare davanti a loro e per un attimo vagò col pensiero alle ultime giornate che aveva trascorso a Lumos in compagnia di Lyron e suo padre. Chissà se al suo ritorno Kassin sarebbe stato ancora là ad aspettarla...

Il solo pensiero che potesse essersene andato le dava un terribile senso di tormento.

Una mano di Kaharan le accarezzò il viso facendola tornare al presente. "Non ti avessi mai incontrata forse... sarei riuscito a dimenticarti!", sorrise mesto.

"Forse non saresti diventato quello che sei ora...".

"No... avresti vissuto la tua vita senza le mie stupide interferenze...".

"La stupida sarei io se ti dessi ragione...", concluse Roxane con un velo di amarezza nella voce.

"Non dirlo ti prego...", le sussurrò supplichevole Kaharan ad un orecchio.

"Come devo farti capire che m'importa di te più che di me stessa?".

"E come posso farti capire che per me vale lo stesso?".
"Non è giusto che per tutti questi anni tu abbia pagato un errore di tuo padre!".

Le labbra di Kaharan s'incurvarono in un dolce sorriso. "Ti amo Roxane... ", inspirò a fondo il dolce profumo dei suoi capelli.

Roxane girò il capo verso di lui per incontrare il suo sguardo profondo.

Kaharan assotigliò le labbra: "Non guardarmi così, per favore...". Socchiuse gli occhi voltando lo sguardo altrove. "Sai benissimo cosa darei per un bacio soltanto... ma non è possibile".

Ci furono pochi istanti di silenzio tra i due, rotti soltanto dallo stormire del vento tra le chiome degli alberi e dal canto degli uccellini. Ma poco dopo Roxane si illuminò. "Un bacio!".

"Cosa?". Kaharan la guardò senza capire.

"Baciami!".

"Sei matta!", la allontanò per guardarla negli occhi.

"Stupido non è uno scherzo, dammi un bacio!".

Kaharan alzò scettico le sopracciglia: "Non ti do in pasto a un drago e finisce che ti sbrano io? Farnetichi!".

Roxane si accigliò. "Possiamo usare la tua maledizione contro il mostro! Quando ti trasformi diventi più forte, non è così?".

"È escluso!", tagliò corto Kaharan con sguardo severo.

"No, ascoltami! Tu, tu... in questo modo potresti farla finita subito...".

Kaharan si fermò a soppesare riluttante le parole di Roxane. La proposta di un bacio era piuttosto allettante, ma che ne sarebbe stato di lei dopo? Quando si trasformava perdeva conoscenza e avrebbe potuto dilaniarla senza esitazione.

"No Roxane... potresti farti male".

"Avrò il tempo di scappare. La trasformazione è lenta, vero?".

Kaharan parve incendiarsi di furia. "Come pretendi che sappia in che modo avvenga la mia trasformazione?! Perdo la ragione. Non capisco più niente! Sono solo una bestia che segue il suo istinto!".

"Tu non mi faresti mai del...".

"È lì che ti sbagli, Roxane! Sono un mostro. Vuoi convincerti di quello che si cela dietro questo bel... faccino?". Si pizzicò una guancia con disprezzo mentre una smorfia di sdegno gli colorò il viso.

"Non dire così, ti prego...", disse lei tentando di fermargli le mani.

"Tu non hai idea di quanto io possa essere pericoloso. Eppure una sera sei andata vicina a sperimentarlo a tue spese. Non ti è bastato?".
Roxane ripensò a quella notte in cui aveva visto il colore dei suoi occhi mutare. Rivide per un momento la mano di Kaharan diventare scura e artigliata al tocco delle sue labbra. Non parlò per un istante, ma dato che era l'unico modo plausibile di risolvere la situazione, tornò alla carica poco dopo.

"È l'unico modo. Bisogna solo trovare un sistema per immobilizzarti per qualche tempo... di modo che io vada a mettermi a riparo".

Kaharan non aggiunse altro, rimase soltanto a fissarla senza parole e scosse il capo allontanandosi. Probabilmente aveva bisogno di un po' di tempo per riflettere. "Resta qui...", le disse.

Roxane sentì pizzicare il freddo sulle braccia, proprio nei punti in cui lui l'aveva stretta.

Si raccolse su sé stessa e si accovacciò per terra. Rimase così, nel silenzio, a contemplare da sola quello spicchio di mare e a sentire in sé quella sensazione di serenità che di lì a poco avrebbe potuto soltanto desiderare.

[E siamo vicini alla fine della storia. Secondo voi come andrà a finire?]

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