- 80 - L'inizio dello scontro
Incredibile come erano cambiati i tempi! Una volta Velkam, durante la tirannia di Regio, si era trovato al seguito qualche ragazzo sparuto, qualche uomo di mezza età incosciente e agguerrito; per lo più dei contadini volontari che erano stufi di essere solo gli schiavi del tiranno e si erano offerti di seguirlo volontariamente in quell'inferno di spade e dardi. Molti di loro per la libertà avevano addirittura trovato la morte al primo combattimento, e ora, quasi tre anni dopo, moltissime cose erano cambiate.
Al suo seguito c'era un esercito potentissimo di diecimila soldati addestrati che dipendeva solo e soltanto da lui e dai suoi due consiglieri.
Col portamento degno di un dio pagano, il sovrano avanzava a cavallo in postura eretta. Lo sguardo perso nel buio della foresta mentre la luce del sole morente inondava coi suoi ultimi raggi le chiome degli alberi.
La marcia fu lenta, silenziosa. Si sentiva solo lo sbatacchiare delle armi contro le armature degli uomini e di tanto in tanto qualche colpo di tosse o qualche sussurro. Si era alzato il vento, che ululava tra i rami rendendo il paesaggio ancora più tetro di quanto già non fosse.
Velkam continuava ad avanzare silenzioso, scambiandosi di tanto in tanto un'occhiata nervosa coi suoi consiglieri. Ognuno sembrava preoccupato per qualcosa, ma quello che appariva più confuso era senz'altro Dalhom. Non era poi difficile immaginare il perché.
Le donne e la guerra dovevano essere cose antitetiche per eccellenza, ed era preoccupante combattere una guerra assieme alla donna amata, al di là di quelle che potrebbero essere le sue capacità guerriere.
Mentre stringeva le redini il ragazzo sentì una fitta alla mano tagliata, era stato uno sciocco a farsi male proprio in un momento così critico.
Si sentiva deconcentrato, ancora incapace di soppesare la vera importanza di quello che stava accadendo.
Roxane era in mezzo a quella foresta, ed era viva, lo sentiva. Doveva fare presto, percorrere il tragitto che avevano percorso lei e il suo nemico in un massimo di tre o quattro giorni, non di più.
Guardandosi intorno Velkam si accorse che erano giunti presso le mura di Nox perchè gli alberi avevano cominciato a diradarsi per lasciar spazio a molti sentieri battuti.
"Tenetevi pronti", ordinò ai generali.
Un fragore avvisò che le macchine da guerra erano state posizionate mentre i soldati si apprestavano a montare le ultime catapulte.
Gli ordini di più generali risuonarono nel buio della sera. Ormai il sole era completamente scomparso e la luna quasi piena splendeva in cielo e permetteva una discreta visibilità.
Fu proprio in quegli attimi che la battaglia ebbe inizio. I rumori, le voci e le urla dei generali risvegliarono le guardie che si erano appisolate sulle torri di vedetta. Ci fu un momeno di indugio, poi decine di fuochi fiammeggiarono su ogni torre come segnale luminoso di pericolo e le guardie colte di sorpresa si prepararono a respingere l'attacco.
Velkam osservò con estrema serenità la scena dall'alto del suo destriero.
Era quello il suo mondo, la guerra. Respirò a pieni polmoni quell'aria fresca e notturna e dopo di ciò, sguainata la spada lucente ai raggi della luna, annunciò con un urlo talmente forte che tutti potessero sentirlo: "All'attacco!".
La spada dritta davanti a lui incitava i soldati. Con gli arieti questi si precipitavano a sfondare le porte e con le catapulte tentavano di aprirsi un varco tra le mura nemiche.
Dalla sua posizione Velkam sorvegliò ogni azione, immobile, in attesa che le mura cedessero.
Dalle merlature delle mura iniziarono a piovere frecce infuocate e pece bollente. I nemici avevano cominciato a rispondere all'agguato.
Il re vide molti uomini bruciare vivi, urlare mentre venivano divorati dall'olio o dalle punte arroventate dei dardi.
Le torri d'assalto si portarono presso le mura permettendo ai primi soldati di Lumos di fare ufficialmente ingresso a Nox e quando finalmente il primo portone cedette, Velkam vide scivolare ai suoi fianchi l'impeto dei suoi soldati.
Il primo contingente nemico era già dietro la porta ad attenderli, e fu così che iniziò la battaglia corpo a corpo, la vera battaglia, la battaglia dalla quale il re non resistette ad allontanarsi. Con un urlo disumano si gettò nella mischia, trapassando da parte a parte qualunque soldato nemico attentasse alla sua vita.
Perla rispondeva prontamente ad ogni suo comando, facilitandogli di gran lunga l'azione.
Poco dopo vide portarsi ai suoi fianchi Lianus e Dalhom. "Maestà, andate, là giù è rimasto un esercito a coprirvi le spalle!", urlò Lianus cercando di sovrastare il frastuono e indicando un luogo indefinito alle sue spalle.
Velkam fece cenno di sì con la testa mentre con un colpo netto tagliava la gola a un altro soldato di Nox. "Avete ragione... il dovere mi chiama!", aggiunse serio e con una pacca di incoraggiamento ai suoi consiglieri si allontanò da loro, uccidendo nel galoppo sfrenato chiunque tentasse di ostacolarlo. L'esercito di uomini che lo attendeva poco lontano aprì in fretta un varco e sirichiuse un istante dopo al suo passaggio per fronteggiare i nemici.
E così il re, anche se un po' a malincuore, si allontanò di gran corsa da quel luogo di morte, là dove ormai regnava un pregnante odore di sangue.
Qualcosa di più importante lo attendeva nei meandri sella Selva.
La principessa Roxane.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro