- 40 - Funerale
La notte che Velkam aveva trascorso insonne non ne aveva di certo contribuito a migliorare l'umore. La preoccupazione che Tayri potesse fare un'altra sciocchezza era troppo grande.
I servi stavano dando il massimo per organizzare la cerimonia funeraria di Kassin e quella mattina il principe, affacciato alla sua finestra, aveva scorto una pira di legno sulla quale sarebbe stato deposto il corpo del vecchio re. Sarebbe stato suo compito e dovere dargli l'estremo saluto e incendiarne la salma in vista di una pace eterna.
Quantomeno, si disse, ora Kassin riposava in pace... Ma non aveva riavuto indietro sua figlia. Maledizione!
Velkam non era ancora riuscito a ritrovarla, aveva mancao alla sua promessa. Si accigliò, a qualunque costo avrebbe continuato a cercarla anche dopo la morte del sovrano.
Mentre era assorto in quei pensieri qualcuno bussò alla porta della sua camera, e poco dopo, da dietro di essa, sbucò la faccia sparuta di un servo. "Maestà, tra poche ore inizia la cerimonia. Il sacerdote è già arrivato".
Velkam annuì dandogli il permesso di uscire e passò a indossare i vestiti reali. La divisa da re e la sua casacca furono seguite in maniera simultanea da un lungo e caldo mantello di stoffa pregiata. Velkam passò del colore nero sugli occhi in segno di lutto e fece chiamare una serva perché mettesse apposto la sua massa di capelli disordinati prima dell'imminente cerimonia.
Sembrava quasi un altro quando, dopo un'ora, uscì dalle sue stanze. Tutti si inchinavano premurosamente al suo cospetto mentre passava. Si incamminò verso le stalle e mentre avanzava la corona argentata di Nublia scintillava alla luce del sole. Avrebbe dovuto seguire la cerimonia a cavallo insieme ai suoi consiglieri e ai ranghi alti dell'esercito.
Il cavallo era già stato parato a lutto. Velkam si arrampicò sulla sua groppa e si permise di fare una passeggiata per assettare tutti i pensieri contrastanti che gli vorticavano nella testa. Stava vagando per la tenuta quando la vide da lontano. Tayri aveva un'aria triste che spiazzava con un solo sguardo.
Con un colpo di tallone il principe le si avvicinò e rimase a fissarla mentre era impegnata a raccogliere dei fiori colorati nella serra del castello.
Quando la ragazza si accorse della sua presenza un leggero rossore le dipinse il viso.
"Buongiorno", la salutò Velkam. La ragazza rispose con un frettoloso inchino.
"Che ci fai qui tutta sola?".
Tayri continuò nella sua occupazione. "Raccolgo dei fiori per Sua Maestà", non aveva gli occhi rossi, un qualcosa in viso faceva capire quanto fosse più che rassegnata, oramai.
Velkam scese dalla groppa del suo cavallo e lo trascinò dietro di sé con le briglie.
La ragazza intanto, intimidita,continuava imperterrita nella sua occupazione senza degnarlo di uno sguardo.
Il principe la osservò ancora un po' chinarsi e poi sollevarsi ritmicamente alla ricerca di nuovi fiori di un altro colore. Notò che proprio accanto a lui una rosa arancione oscillava al debole venticello. Ne spezzò il tenero gambo e con i guanti la ripulì dalle sue spine.
Nel mazzo che aveva raccolto Tayri non c'era nessuna rosa. Gliela porse.
"Grazie", squittì lei timida prendendola tra le mani e annusandone il profumo. Lo guardò per un istante fuggevole negli occhi, e imbarazzata tornò prontamente a piantarli a terra.
Con molta cautela allora Velkam le si avvicinò, e sollevandole il viso con due dita la costrinse a guardarlo negli occhi. Le sue labbra si mossero in un sussurro, nel tentativo sistemare quello che era successo tra loro la sera precedente. "Non stare male per quello che è successo ieri sera...". I suoi occhi color cioccolato trapassarono Tayri con la sola forza dello sguardo, "te ne prego, fallo per me", la implorò.
Di fronte alla sua altezza Tayri si sentì infinitamente piccola e insignificante. Chiuse lentamente le palpebre e le riaprì puntando lo sguardo altrove, imbarazzata. "Maestà, voi mi viziate...".
"Tutto se necessario, per farti stare meglio", promise Velkam eloquente.
"Non c'è niente, ormai, che possa farmi felice, Sire".
Velkam sospirò voltando lo sguardo altrove. "Non fare sciocchezze...", la implorò lasciando andare il suo viso e voltandosi per risalire a cavallo. "Fai in fretta...", aggiunse infine, "la cerimonia sta per cominciare".
E detto questo Tayri lo vide allontanarsi al trotto leggero. In quel momento la ragazza fu certa che almeno questo lo avrebbe fatto. Sarebbe andata al funerale, perché lo doveva a tutti e due: a Velkam e a Kassin.
Poco dopo l'arrivo di Velkam il corpo esanime di Kassin fu portato fin sopra la pira su una barella sontuosamente decorata. Il funerale si sarebbe svolto nel cortile. Tutti i servi, tutti i soldati, i nobili di Lumos e Nublia e una rappresentanza del popolo erano riuniti lì per quell'evento importantissimo.
Velkam col suo cavallo e la sua corona prese posto tra Dalhom e Lianus, i due consiglieri. Quando arrivò i due uomini lo salutarono con un cenno del capo ed ebbe inizio la cerimonia.
Per tutto il tempo non pensò ad altro se non a quanto si sentisse incredibilmente solo. Kassin aveva lasciato un vuoto incolmabile nel suo cuore. E poi, cos'era quella storia del traditore?
Scrutò la folla che lo attorniava. Là in mezzo poteva esserci proprio colui che aveva tradito Roxane, che ne aveva permesso il rapimento. A quel pensiero strinse più forte le redini e il cavallo scalpitò nervoso.
Dopo che il pastore ebbe finito la celebrazione toccò a lui salire sulla pira con l'aiuto di una scala a pioli per dare l'estremo saluto al vecchio sovrano.
"Miei sudditi...", cominciò con aria di superiorità. La sua voce squillante riecheggiò tra le pesanti mura, "siamo tutti qui riuniti,per dare l'estremo saluto a quello che un giorno era stato un grande Padre, un grande Amico, un valoroso Alleato, un grande Fratello, ma soprattutto un grande Re! Non ho mai negato di nutrire una profonda stima per quest'uomo e quando fu in punto di morte, gli promisi che la mia occupazione assoluta sarebbe stata quella di ritrovare sua figlia. Prometto qui dinnanzi a tutti voi che lo farò!
Posso immaginare che voi tutti abbiate compianto Kassin con amarezza...", cercò tra le fila e la vide. La giovane Tayri, vestita di nero, si asciugava le lacrime con un fazzoletto bianco. La ragazza distolse in fretta lo sguardo dal suo e arrossì.
"Ma... la vita continua...", proseguì Velkam, "e Kassin non avrebbe voluto vederci divorati dal dolore. Dobbiamo reagire con coraggio. Affrontare con valore i nostri nemici e se necessario perire, per tutto questo, per la gloria di due paesi ormai unificati sotto lo stesso sovrano. Per Lumos e Nublia...".
Un'ovazione si alzò da tutti i presenti.
"Prometto qui, di fronte a tutti, che cercherò di essere per voi un buon sovrano. E così com'era riuscito Kassin, proverò anche io a mantenere la pace per altrettanto tempo. Nella speranza che voi siate con me! Concludo col dare il mio ultimo saluto e la mia benedizione a Kassin, in qualità di nuovo sovrano".
Velkam si inginocchiò nel piccolo spazio di cui disponeva sulla pira e chinò il volto in venerazione del re. Dal basso un servo gli porse una torcia che afferrò con la mano destra. Si risollevò in piedi e sfilò la corona dalla testa di Kassin che poco tempo prima gliel'aveva affidata. La depositò su un cuscino color porpora che gli tesero e con la torcia lambì la paglia attorno al corpo di Kassin.
Scesa la scala a pioli e rimase come tutti a guardare il triste spettacolo. Il corpo del re ormai avvolto dalle fiamme diveniva cenere.
Una coltre di fumo denso salì fino al cielo, e un fragoroso applauso coprì i singhiozzi e i pianti circostanti.
A pochi passi da lui, Tayri non c'era più. Ma Velkam decise di non cercarla, di lasciarla andare. Soffriva come lui, anzi, di più. Non era il momento dei discorsi.
Ad alcuni chilometri dal castello, intanto, Mylian e Morrigu videro una nube nera sollevarsi nel cielo, ed ebbero la conferma che Kassin non c'era più.
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