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-32- Lieto evento


Erano quasi le tre del pomeriggio quando qualcuno bussò alla porta della modesta casa di Ilya e di sua madre. La ragazza andò ad aprire chiedendosi chi potesse essere a quell'ora. Marcus era appena uscito per andare al lavoro e Merydian e sua madre erano di sopra a spostare il misero cambio stagione in soffitta. La giovane, che stava lavando le stoviglie, al picchiare alla porta si asciugò le mani bagnate e si diresse a vedere chi fosse. Quando la aprì si stupì di trovarsi di fronte tanto di guardia reale che lei sapeva essere la scorta personale del principe Velkam.

"Posso disturbarvi?", chiese l'uomo dopo averla scrutata attento.

"Sì certo, entrate pure!", lo invitò Ilya cortese.

Il soldato gigantesco dovette chinarsi per passare dalla piccola porta d'entrata e prese posto in una delle sedie minute che sembravano essere del tutto sproporzionate alla sua misura.

"Come posso aiutarvi?", chiese la giovane in tono gentile.

"Niente di particolare signorina... o forse, è meglio dire signora!", aggiunse Lianus dopo aver visto il pancione della giovane. "Mi stato ordinato di venire qui dal principe Velkam in persona".

"Davvero?", chiese curiosa Ilya, "E perché?". La giovane riempì un piatto con dei biscotti fatti in casa e li poggiò sul tavolo di fronte al soldato. Questo senza tanti complimenti ne accettò subito uno.

"Uhm, grazie, sono squisiti!", aggiunse l'uomo dopo averne assaggiati un paio. "Vi stavo dicendo... vengo qui per ordine del principe Velkam in persona, vi porto una sua gentile concessione. Il principe è venuto a conoscenza della grave perdita che da poco avete subito nella vostra famiglia e vi offre un aumento del denaro che il re Kassin si è sempre premurato di farvi recapitare, riserva inoltre per voi un posto a corte, o a Lumos o a Nublia. Avete tempo fino a domani mattina per dare una risposta. Se desideraste spostarvi a Nublia, vi comunico che il re partirà all'alba di domani, e potrete accodarvi a noi!". Il soldato concluse e trangugiò un altro biscotto senza tanti complimenti.

Ilya soppesò ogni sua parola valutando le offerte di Lianus. Decise che ne avrebbe parlato quella sera stessa con Marcus e sua madre e avrebbero preso una decisione al più presto. La giovane era ormai in avanzato stato di gravidanza e vivere a corte in una confortevole casetta e avere il lavoro appena fuori dalla porta piuttosto che viaggiare ogni mattina per andare al mercato, sarebbe stata un'ottima occasione.

Potevano trasferirsi a Lumos? Potevano vivere nel castello in cui aveva trascorso gli ultimi giorni della sua vita Lyron? Sarebbe stato senz'altro difficile andare avanti senza pensare a lui. Senza pensare alla sua morte ogni volta che fossero passati dal viale in cui era stato trovato morto...

I suoi occhi divennero lucidi a quei pensieri.

"Siamo consapevoli che può essere una dura decisione, ma sappiate che il re ha a cuore il vostro bene".

Ilya se li tamponò con un fazzoletto. "No, no... ne sono consapevole. Il re è una persona ammirevole! È solo che... da quando aspetto questo bambino mi capitano più spesso degli sbalzi di umore... e... non sarei in grado di prendere una decisione così importante da sola".

Lianus la osservò con espressione triste. In parte riusciva a capire come doveva sentirsi quella donna. Si alzò dalla sedia dicendo: "Sarà meglio che vada. Al castello mi aspettano, ma ricordate... fateci pervenire una risposta entro l'alba. Con permesso...". Fece un garbato inchino e si fece accompagnare da Ilya alla porta.

La ragazza lo vide scomparire dietro l'angolo e richiuse il portone appoggiandovisi contro mentre scoppiava in un pianto a dirotto. Forte per quanto potesse apparire aveva sempre perso suo fratello.


La sera stessa al ritorno di Marcus, quando si erano seduti tutti attorno alla tavola, Ilya aveva aperto la discussione raccontando dell'arrivo del soldato e dell'allettante proposta che aveva recapitato per conto del re Velkam.

"Sapevo che potevamo contare su questo re!", fece orgoglioso suo marito.

"Ilya...", le si rivolse Merydian, "allora ci trasferiremo?".

"Beh, tesoro...", fece la ragazza, "se mamma e Marcus non hanno nulla in contrario io preferirei trasferirmi a Nublia, non sopporterei di vivere nello stesso posto in cui è vissuto mio fratello e passare di continuo in quella dannata strada dove è stato...". Le parole le morirono in gola e furono seguite da un singhiozzo sommesso.

"Ilya, io e tua madre vogliamo solo il tuo bene, lo sai! Il bambino sta per nascere ed è rischioso che tu continui ad andare a lavorare al mercato! Inoltre, in una corte si è sempre più al sicuro e assicureremmo anche un lavoro al nostro futuro piccolo... Sai bene che farei di tutto per voi!", la rassicurò Marcus circondandola dolcemente con un braccio.

La madre di Ilya sorrise a quella dimostrazione di affetto. "Ha ragione Marcus, tesoro. Io sono d'accordo con lui. Certo, mi dispiacerà lasciare la mia terra d'origine... ma chi potrà mai saperlo? Forse un giorno ritornerò, quando il bambino sarà cresciuto torneremo a vivere qui. In questo momento dobbiamo fare quello che è meglio per te, e partire non significherà certo dimenticare Lyron. Sono sicura che se lui fosse qui direbbe la stessa cosa...", la donna fece una pausa e con una nuova luce negli occhi guardò i figli. "Aiutatemi a preparare l'essenziale. Ce ne andiamo a Nublia!".


Il sole era appena sorto quando il canto del gallo svegliò il principe Velkam. Era stata allestita una stanza provvisoria per la sua permanenza al castello, così da quella il ragazzo raccolse tutto ciò che aveva di suo e scese le scale in fretta. Aveva salutato il vecchio re la sera prima, non mancava che aspettare la risposta della famiglia dello stalliere e quindi partire per Nublia.

Velkam era più che certo che i familiari del ragazzo ucciso avrebbero preferito rimanere nel loro regno. Ma si disse che sarebbe stato giusto attendere una loro risposta.

Quando si ritrovò a percorrere i giardini reali si stupì di trovare la piccola famigliola già riunita ai cancelli e immersa in una discussione col suo generale Lianus.

"Maestà", lo accolse l'uomo con un profondo inchino.

"Dimmi, Lianus!".

Marcus prese la parola con un inchino a sua volta. "Vostra maestà, siamo sinceramente onorati della vostra offerta. Dopo aver soppesato con cura le decisioni possibili abbiamo accettato. Verremo con voi a Nublia. Abbiamo deciso che forse è meglio allontanarci un po' da questa corte dove Lyron ha sempre prestato servizio".

Velkam sorrise vagamente sorpreso. "Non mi sarei mai aspettato che aveste preso questa decisione, ma sono felice di poter essere utile a una famiglia di fedeli sudditi in qualunque maniera...", proferì Velkam soddisfatto. "Molto bene, allora possiamo già intraprendere la marcia", terminò rivolgendosi a Lianus.

Il principe parve notare solo allora Ilya e il suo pancione. "Oh...", sorrise, "vedo che siamo in dolce attesa".

"Sì principe", rispose la giovane donna arrossendo dall'imbarazzo.

"A quando il lieto evento?", si informò curioso.

"Probabilmente tra due settimane".

"Bene...", annuì il principe ai suoi soldati. "Voglio che dieci di voi, compreso Lianus, restino con me, il resto può già partire al galoppo alla volta del castello".

I soldati obbedirono dividendosi in due gruppi: dieci precedettero il modesto carro con l'asinello sul quale era salita la famigliola, gli altri invece avevano spronato i cavalli e si erano persi al galoppo nel boschetto antistante le mura del castello.

"Vogliamo avviarci dunque? L'arrivo sarà previsto per questo pomeriggio se ci affrettiamo!".


Durante la parte iniziale del viaggio tutto era andato per il meglio. Marcus si era occupato della guida e Ilya e sua madre si erano sistemate sul retro del carro con Merydian tra le braccia. Il bambino era crollato quasi subito in un sonno profondo e in un religioso silenzio la famigliola e i soldati avevano proseguito al passo per tutta la strada mentre il principe Velkam aveva costeggiato il loro carro a dorso del suo cavallo bianco.

Avevano attraversato tutto il regno di Lumos fino alla porta ovest. Era già quasi mezzo giorno quando si erano trovati a trottare per le campagne di Nublia. L'asinello per fortuna non aveva protestato come usava fare al solito, e se non si fosse intestardito sarebbero veramente riusciti ad arrivare per il pomeriggio.

Ilya aveva trascorso tutto il viaggio interrogandosi. Stavano facendo la cosa giusta?

Abbandonare la città dov'era nata non le faceva fare i salti di gioia, ma in quel periodo era la necessità a fungere da legge.

La ragazza udiva lo scricchiolio dei sassolini sulla strada e il rumore degli zoccoli dei cavalli mentre teneva il capo poggiato alla spalliera del carro. Gli occhi erano chiusi. Si sentiva poco bene, ma non aveva voluto dire niente a nessuno per non allarmare sua madre e suo marito inutilmente.

All'improvviso una dolorosa fitta alla pancia la fece sussultare e sua madre se ne accorse.

"Ilya tesoro, stai bene?".

La ragazza annuì poco convinta.

Proseguirono per altre due ore, ma le sue condizioni non migliorarono.

Le fitte tornarono sempre più dolorose delle precedenti e ad ogni sussulto sua madre la guardava dubbiosa.

"Mamma puoi prendere tu Merydian?", chiese alla fine la ragazza esasperata.

"Tesoro, sei così pallida, tu non stai per niente bene!".

"Sì mamma, non mi sento bene, è vero... forse è il caso che ci fermiamo un attimo". Quando lo disse sentì il dolore triplicarsi e il respiro le si mozzò in gola.

"Che succede?", chiese Marcus preoccupato.

"Ilya sta male, non vorrei che...".

"Mamma", Ilya spalancò gli occhi improvvisamente. "Il bambino!", urlò.

"Cosa? No, non ora!", la donna guardò il vestito bagnato di Ilya. "Oh cielo! ti si sono rotte le acque, Marcus, fermatevi!".

La ragazza fu colta da un'altra fitta intensa che la fece urlare, il principe Velkam voltò il cavallo, per controllare personalmente quali problemi fossero sorti.

"Qualcosa non va?", chiese alle donne quando raggiunse il carro. Sul viso gli si dipinse uno sguardo sbigottito non appena vide Ilya in quelle condizioni. "Oh no! Non ditemi che sta per nascere il bambino!".

La madre di Ilya fu sopraffatta dal panico, così come lo stesso Marcus e tutto il corpo militare assisteva inerte alla scena e alle strazianti urla di dolore della ragazza.

"Maestà, cosa possiamo fare per la signora?", domandò un giovane della scorta.

"Non ne ho idea, non ho mai fatto nascere un bambino in vita mia!".

Velkam cercò di mantenere la calma. "C'è qualcosa che posso ordinar loro di fare?", chiese alla madre di Ilya.

"Sì, maestà, ho un urgente bisogno di bende e acqua calda, poi... dovremmo metterla a terra!".

Merydian venne svegliato dal trambusto circostante. "Mamma che succede?".

"Merydian piccolo mio, va con Marcus e gli altri soldati a cercare dell'acqua!".

"Signore...", intervenne un soldato, "qui vicino dovrebbe esserci un corso d'acqua".

"Allora andate!", sbottò il re inquieto.

"Marcus...", chiamò la donna. "Dentro quei sacchi, devono esserci dei tegami, qualcuno accenda un fuoco, e tu, corri a cercare dell'acqua!", si rivolse a un altro uomo della scorta. "Dovete scaldarla, deve essere bollita e poi lasciata intiepidire!"

Incredibile come nel giro di pochi minuti si fosse venuto a creare il caos in aperta campagna.

"Qualcuno mi aiuti a disporla a terra!", ordinò il principe.

"Maestà...", intervenne un soldato, "posso dare una mano se lo permettete!".

"Certo soldato, certo, aiutami!".

Con l'aiuto del ragazzo il re sollevò Ilya, che intanto era in preda alle contrazioni. I dolori ormai si susseguivano quasi a intervalli di un minuto.

Alcuni soldati fecero ritorno con l'acqua, mentre altri si erano affaccendati ad accendere un fuoco.

"Maestà...", disse la donna, "portate mio figlio Merydian con voi, è meglio che resti soltanto io con Ilya".

Velkam annuì. "Tu...", fece il principe risoluto a un soldato in attesa di un ordine, "occupati del bambino".

Il principe si avvicinò alla ragazza ansimante. "Va tutto bene, c'è qui vostra madre, tranquilla", tentò di rassicurarla alquanto impacciato. Sussultò quando la ragazza gli strinse convulsamente la mano quasi stritolandogliela dalla forza.

Il parto procedette regolar e già dopo poco tempo la madre della giovane aveva affermato di poter vedere la testa del bambino.

Velkam intanto si sentiva del tutto fuori luogo in quel contesto. Continuava ad essere tenuto immobile dalla salda stretta della ragazza sulle mani e si sentiva in imbarazzo anche per il solo fatto di assistere alla nascita di un bambino che non era il suo.

Incredibile come un'intera squadra di soldati si era ritrovata goffamente ad affrontare qualcosa di così naturale come un parto temendolo perfino più della guerra.

"È un maschio tesoro", esultò la madre della ragazza.

All'annuncio della donna Velkam sorrise mentre era ancora inchiodato al suo posto .

Qualche minuto dopo un pianto di neonato irruppe nella confusione, e tra le braccia della donna, avvolto in calde fasce, il principe potè scorgere una piccola e indifesa creatura. La nonna provvedette a ripulirlo con l'aiuto del re stesso e il piccolo avvolto in fasce fu ceduto alle braccia del padre orgoglioso.

Solo dopo tre ore avevano avuto la possibilità di rimettersi in viaggio. Ilya, con al fianco la madre, era stata distesa sul carro e ogni tanto gemeva per la scomoda posizione. Velkam si offrì di portare Merydian in groppa del suo cavallo. Il che eccitò di gran lunga il ragazzino che non era mai salito su una bestia così prestigiosa. "Potreste farlo andare un po' più veloce?", stava domandando esultante.

"Certo!", rispose il re divertito. Diede un colpo di tallone e Perla comprese subito l'ordine. Merydian sorrise e si tenne più stretto esultando.

In quel momento il principe si ritrovò a pensare di ammirare quella donna, e in generale un po' tutte le donne, per le sofferenze patite e per la meravigliosa creatura che aveva dato alla luce. E Marcus poi... sentì quasi una punta di invidia nei suoi confronti. Amava la sua donna, aveva avuto un figlio. Cosa avrebbe potuto chiedere di più alla vita?

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