-21- Ricordi di Velkam
Da quando la principessa Roxane era sparita anche a Nublia, il regno del principe Velkam, c'era stata una continua agitazione. Si vedevano entrare ed uscire dalla città intere schiere di soldati mandati in missione per effettuare le ricerche. Perfino un'enorme squadra era stata mandata incontro al suo triste destino perché fosse perlustrata la selva oscura.
Il principe Velkam stava seduto sul suo trono e si reggeva la testa tra le mani in segno di rassegnazione. L'ennesimo generale era appena uscito dopo avergli comunicato l'insuccesso delle ricerche. Col respiro lento il ragazzo fissava una parte indeterminata del pavimento di ceramica azzurro, il silenzio regnava sovrano nella sala, e l'unico rumore era causato dallo sbatacchiare delle tende color oro che svolazzavano davanti le finestre spalancate.
Velkam si stropicciò gli occhi color cioccolato in quel momento cerchiati da un pesante trucco blu. Il principe si sentiva stanco e demoralizzato. Aveva poco più di vent'anni, una capigliatura arruffata, nera con striature argentee e il suo modo di vestire risultava essere parecchio estroso. Non sarebbe parso un principe se non fosse stato per le ardue imprese che gli erano state attribuite. Con la sua determinazione era già benvoluto da tutto quanto il suo popolo, era stato beneamato per avere compiuto grandi imprese, imprese che il suo popolo non aveva mai mancato di celebrare in suo onore grazie alla liberazione dalla tirannia del loro antico sovrano.
Stava per ricorrere l'anniversario della liberazione del suo regno ma in tutta Nublia non c'era aria di festa in quei giorni. La notizia della cattura di Roxane aveva sconvolto anche le fasce più basse della popolazione che temevano l'avvio di una nuova e sanguinosa guerra, nella quale la loro città sarebbe rimasta di certo coinvolta.
Il grande portone si aprì e dietro ad esso comparve Lianus, lo stratega migliore di tutta Nublia. Nonché suo consigliere.
L'uomo attese che il principe gli accordasse di parlare e non appena Velkam con un segno autorevole della mano glielo ebbe concesso, questo iniziò il suo discorso con espressione seria.
"Principe, i miei uomini non hanno trovato nulla di rilevante, nemmeno il minimo indizio... la principessa sembra essersi volatilizzata, abbiamo perquisito tutta Nublia, e abbiamo fatto lo stesso anche con la confinante Lumos. Gli uomini che sono stati inviati nella selva oscura non hanno più fatto ritorno, e non conosciamo altro modo per raggiungere Nox. Non sappiamo come il principe solitario sia arrivato da questa parte della selva... è un mistero del quale io stesso non riesco a venire a capo". Il soldato aprì le braccia in segno di resa.
L'espressione di Velkam si fece più dura. "Come osi rivolgerti in questa maniera al tuo sovrano? Con ciò vorresti dire che ti sei arreso? Hai abbandonato le speranze?".
"Ma...".
"NIENTE MA...!", urlò in un impeto di collera il principe. "Roxane deve esserci, e non posso deludere Kassin, trovala ad ogni costo!".
Lianus si chinò senza aggiungere altro.
"Ai vostri ordini!", sussurrò poco convinto, prima di uscire dalla sala arretrando.
Il principe dispose l'ordine di non essere più disturbato, si ritirò nelle sue stanze dove iniziò a riflettere sul da farsi... era legato da profonda stima al re Kassin, e di certo non lo avrebbe deluso mai! Poi, era risaputo da tempo che avesse un debole per sua figlia, dalla prima volta che l'aveva vista, la principessa Roxane aveva fatto breccia nel suo cuore. Da sempre ne era stato innamorato, e quando aveva chiesto la sua mano, Kassin era stato d'accordo a concedergliela... ma qualcosa era pur andato storto.
Velkam si tolse la unga veste regia rimanendo a petto nudo. La voglia a forma di nuvola sull'osso del fianco attirò la sua attenzione, sorrise, pensando che era proprio da quella macchia che derivava il nome del suo regno.
Non poteva dirsi che lui fosse un principe senza macchia di certo, ne aveva una proprio sul fianco!
Si torturò l'orecchino che portava all'orecchio destro e se lo sganciò.
Socchiuse gli occhi mettendo a fuoco i dipinti di cavalli alati nella sua stanza, poi si distese sul letto e si osservò le mani. Parte del colore blu che gli adornava gli occhi era adesso sbiadito sulle sue dita sudate. Con un sospiro fece ricadere le braccia supine ripensando all'anno prima, quando era andato per la prima volta al castello di Kassin per concludere con lui un'alleanza.
Ripensò allo scambio di sguardi che avevano avuto con la principessa Roxane. Lei era appena tornata da fare una passeggiata a cavallo. Era bellissima, con i capelli scompigliati dal vento e vestita da semplice popolana.
Velkam rise dimenticando per un attimo i suoi problemi.
La principessa lo aveva guardato strano, non era cosa che accadeva ogni giorno vedere un ragazzo vestito a quel modo per lei. Lui dal canto suo l'aveva scambiata per una semplice contadina...
"Scusate, potreste dirmi come posso arrivare al castello di Lumos?", aveva chiesto ignaro.
Roxane aveva sorriso. "Certo, seguitemi". Aveva voltato il suo cavallo e gli aveva permesso di seguirla finché non erano giunti all'entrata dei giardini.
"Sapete? Non ho mai visto una contadina cavalcare così bene, dove avete imparato?", gli aveva chiesto.
Roxane lo aveva guardato perplessa, quasi stupita dal fatto che quello straniero la prendesse per una contadina, ma poi si ricordò dei vestiti che portava addosso e sorrise timidamente.
"Oh, già, beh io... non sono una contadina, sono... la principessa Roxane... è solo che a volte preferisco camuffarmi per girare indisturbata nel mio regno! Perdonate l'indecenza...", era arrossita, " Ma voi piuttosto, chi siete straniero?".
Erano già giunti alle stalle e Roxane aveva chiamato lo stalliere per far dissellare il suo cavallo e quello del nuovo arrivato. Velkam aveva fatto un profondo ed elegante inchino e guardandola dritto negli occhi le aveva detto: "Sono il principe di Nublia, Velkam, e sono qui per parlare con vostro padre".
Roxane era rimasta attonita alle parole del nuovo arrivato, stranita che il famigerato Velkam si trovasse lì di fronte a lei.
"Oh, perdonatemi se non vi ho riconosciuto...", aggiunse mortificata la principessa, "vi accompagno subito da mio padre, seguitemi!".
Velkam l'aveva seguita perdendosi nei suoi meravigliosi capelli castani. Li portava sciolti e lunghi fino alla vita. Era semplicemente bellissima. Si erano separati solo quando lui aveva varcato la porta dello studio di suo padre.
Da quel giorno Nublia e Lumos erano entrate in stretta collaborazione, pronte a combattere insieme contro le cattiverie degli uomini del principe solitario.
Velkam si vide riaffiorare alla mente un'altra scena, la sua preferita. Si trattava di quella volta in cui aveva invitato a corte il re Kassin e sua figlia per la festa della liberazione del suo regno.
Il meraviglioso salone dei ricevimenti era stato addobbato magnificamente e lui, Velkam, nei suoi vent'anni appena compiuti, aveva organizzato tutto alla perfezione. Tutto doveva essere splendido nella sera in cui Roxane sarebbe giunta al suo castello.
La vide bellissima come sempre, con i capelli acconciati in una meravigliosa coda di cavallo adornata di fiori di seta a tono con l'ampio e favoloso vestito.
I capelli erano la prima cosa che Velkam guardava in una ragazza, e quelli di Roxane erano perfetti sotto ogni punto di vista.
Era giunto il momento di aprire le danze e sarebbe toccato a lui scegliere una dama per cominciare. Fu allora che per la seconda volta i suoi occhi incontrarono quelli di lei e il suo cuore prese a battere. Le si era avvicinato porgendole la mano e aveva atteso che lei gli porgesse la sua.
Una gentile musica li avvolse e Roxane, appena rossa in viso, aveva preso la mano di lui stringendola con la sua leggermente fredda e umida. Velkam ricordava ogni dettaglio di quel momento, ci aveva pensato molto su, e qualche tempo dopo aveva deciso di chiedere la mano della principessa a Kassin, il quale, come già aveva immaginato, aveva accettato volentieri.
"Sono felice di sapere che mia figlia possa venire in moglie ad un uomo che la rispetti e che la merita!", aveva affermato il sovrano con un accesa speranza negli occhi.
"State sicuro Kassin, vostra figlia sarà in buone mani!", aveva concluso il principe quel giorno. Ora come quella volta era più risoluto che mai. Non poteva rimangiarsi la promessa, non era da lui.
Qualcuno bussò alla porta distogliendolo da quei ricordi. Era Selea, la sua cameriera.
"Principe, perdonate, ma è arrivata questa per voi, il messaggero dice che dovete leggerla con urgenza!". Gli porse un foglio di pergamena arrotolato, e gli indirizzò un leggero inchino.
Velkam ruppe il sigillo del regno di Lumos e lesse quelle poche righe in silenzio.
"Puoi andare", invitò la donna con un cenno dello sguardo, la quale uscì con un'altra profonda riverenza.
Quando il principe fu certo che si fosse allontanata si alzò di scatto dal letto e si mise addosso una semplice casacca e dei pantaloni. Si infilò gli stivali in fretta e presa la sua spada uscì dalla sua stanza dirigendosi a passo svelto verso le stalle.
Era determinato. Avrebbe fatto l'impossibile per la donna che ormai amava da tempo.
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