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il mio passato è presente

ADHEL

"È TORNATO....MIO PADRE È TORNATO!"
Il terrore mi stava divorando lo stomaco, loro non potevano capire, non potevano sapere che mio padre era forse la persona piú crudele del mondo. Quando ero piccola, prima che i miei morissero, vedevo sempre mio padre uccidere persone innocenti, tra cui bambini, e assorbire il loro dolore. La prima volta che lo vidi lui mi notò e mi costrinse a stare zitta.

A 10 anni, una settimana prima dell'incidente, volevo dire tutto a mia madre e quando lo feci, lui mi picchiò e picchiò mia madre tanto da farla quasi morire dissanguata.
Avevo avuto sempre paura di lui, la ho ancora adesso, e ora che è tornato non lo fermerá nessuno!

"Ma tuo padre non era morto?" chiese Malia interrompendo il silenzio
"Era" risposi sarcasticamente.
Scott e il resto del gruppo sembravano molto confusi e io pure, come faceva ad essere tornato in vita? Qualcuno lo aveva aiutato?
"Adesso c'è solo una persona che può aiutarci a scoprire di piú!" disse Kira guardando Scott, che provabilmente aveva gia capito!
"Dobbiamo parlare con tua madre Kira!" alla fine rispose Scott.

Il pomeriggio ci ritrovammo tutti a casa di Kira, fortunatamente c'erano entrambi i suoi genitori. Stiles e Scott dicevano che io ero l'elemento piú importante, che grazie a me, provabilmente, la madre di Kira ci avrebbe aiutati. Io invece pensavo tutto il contrario! Dentro di me, scorre il sangue di un Nogitsune del fuoco, e sappiamo tutti che le Kitsune antiche odiano i Nogitsune! Fin da quando sono nate le Kitsune sono sempre state in lotta con i Nogitsuni e io di certo non ero meglio! La cosa piú curiosa era che Kira, invece, non le dava minimamente fastidio la mia presenza!

Quando entrammo in casa sua ci fece sedere sul divano e sulle poltrone. Sua madre arrivò poco dopo con un'espressione pensierosa stampata sul viso.

"Mamma ci devi aiutare" disse Kira facendole un sorriso e gli occhioni.
"Cosa avete combinato stavol....aspetta sento la tremenda puzza di un Nogitsune! Non ditemi che Stiles è dinuovo..." Scott non fece finir di parlare la mamma di Kira e intervenne "No! No!" disse,
mi alzai in piedi finendo la sua frase "In realtá sono io!".
La antica volpe tirò subito fuori una Katana, sapevo che l'unico modo per uccidermi era usare una Katana impugnata da una volpe. Indietreggiai e Stiles si mise subito davanti a me
"No! Lei non è cattiva...lascia che ti spieghiamo!" disse prendendomi la mano.

Le raccontammo tutto. Tutta la mia storia, chi ero, chi era mio padre...tutto! La madre di Kira, dopo averci ascoltato, si alzò in piedi seria e pensierosa e iniziò a camminare avanti e indietro per la stanza.

Alla fine parlò...
"C'è solo un modo per scoprire che intenzioni ha suo padre! Uno di voi deve entrare nella sua mente. Se è vero che l'anima e il sangue di tuo padre ti scorre nelle vene, allora dobbiamo entrare nella tua mente!" disse guardandomi intensamente negli occhi.
"Devo far entrare qualcuno nella sua mente capito!" disse Scott preparando giá gli artigli.
La madre di Kira lo fermò
"Aspetta ragazzo! Questo procedimento può essere molto pericoloso, sopratutto ora che siete tutti agitati. Direi di trovarci domani mattina qui a casa mia!....ah, per poter fare questo peocedimento ci serve una persona che tiene molto a lei e che ci è legata!" disse in fine.
Tutti quanti annuimmo per poi uscire di casa e andare nelle rispettive "TANE".

Stiles mi accompagnò con la Jeep fino a casa mia e disse di voler rimanere insieme a me stanotte. Lo feci entrare e accomodare in salotto e preparai la cena, ormai era giá tardi. Quando ebbi finito lo chiamai, ma non rispondeva, cosí decisi di andare a vedere se stava bene. Lo vidi dormire sul divano mentre russava pesantemente, mi venne quasi da ridere, ma mi trattenni per non svegliarlo.

Volevo portarlo a letto! Cosí lo presi in braccio (non pesava niente siccome avevo una forza innaturale!) e lo portai in camera!

STILES
Stavo facendo finta di dormire per farmi portare in camera e intrapporarla nel letto.
Ci riuscí perfettamente perchè lei ci cascò in pieno.

Quando mi appoggiò sul letto le strinsi il polso e la tirai a me facendola sussultare. Cadde al mio fianco e le strinsi i fianchi per non farla scappare.
"Stileees...uh lo sapevo!" disse sottovoce.
Iniziai a baciarle il collo dolcemente, non volevo andare di fretta, ma volevo farle sapere che i sentimente che provavo erano veri!
La sua testa si girò di scatto e le nostre labbra si sfiorarono. Quel semplice tocvo mi fece impazzire e iniziai a baciarla delicatamente, ma allo stesso tempo con passione. Le mordevo il labbro inferiore per farle aprire leggermente la bocca e assaporare la sua lingua. Quando lo fece un'esplosione di sapori e emozioni mi facevano volare le farfalle nella pancia...ma che dico farfalle, una mandria di mammut!

Le nostre lingue danzarono per qualche minuto per poi fermarsi e respirare e poi riprendere a baciarci.
La notte la passammo abbracciati, senza dire niente, solo con coccole e baci lungo il suo mormido collo caldo.
Il suo calore, la sua presenza, il suo odore di vaniglia mi fece addormentate in un sonno rilassante e meraviglioso......



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