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KRISERIO

I still remember the third of December, me in your sweater
You said it looked better on me than it did you
Only if you knew how much I liked you

"Bella partita"
"Si, ciao, a domani"
"Ciao, ci vediamo a scuola"
Nello spogliatoio rimasero solo loro due
"Andiamo?"
"Si, sto morendo di fame"
Si avviarono verso la pizzeria in silenzio, entrambi sfiniti dalla partita appena finita. Valerio con la sua leggera magliettina a maniche corte quasi tremava al vento fresco che si era appena alzato. Per spostarsi usarono la fedele bicicletta del più piccolo, che però Kristian si ostinava a guidare nonostante non fosse la sua. Valerio si trovò ad osservare i capelli svolazzanti dell'amico dal sellino posteriore, chiedendosi se mai lo avrebbe guardato come lo guardava lui. Arrivati a destinazione scesero dalla bici.
"Stai tremando"
"Non è niente, sono abituato a stare a maniche corte"
L'altro sospirò aprendo lo zaino.
"Tieni, mettila"
"Non serve"
"Mettila"
"Ok..."
La felpa che Kristian gli stava porgendo profumava come lui.
"Ti sta bene, se vuoi puoi tenerla"
La guance di Valerio si imporporarono leggermente mentre l'altro trattenne un sorrisetto girandosi.

But I watch your eyes as she
Walks by
What a sight for sore eyes
Brighter than the blue sky
She's got you mesmerised while I die

Entrarono entrambi nel locale. La luce debole della luna che rischiarava quella sera era stata sostituita da forti lampadine al neon. I due ragazzi si sedettero in un tavolo vicino alla vetrata che dava sul mare. La felpa di Kristian faceva il suo dovere e Valerio aveva smesso di tremare. Tra loro scese un silenzio calmante, che rilassò sia le loro menti, uscite da poco da un ambiente rumoroso, sia il loro corpo, che aveva appena finito una partita di calcio. Una cameriera di avvicinò per prendere le ordinazioni. Entrambi presero una pizza e una coca cola. Mentre i due aspettavano tranquillamente che arrivasse l'ordinazione il suono del campanellino situato sopra la porta all'ingresso si fece sentire. Delle risate leggere risuonarono nell'aria e gli occhi di Kristian vennero improvvisamente attirati sulla figura di Sofia. La ragazza sentendosi osservata si girò verso la coppia di amici e sorrise allegramente al più grande, facendo brillare i grandi occhi azzurri, prima di voltarsi e tornare a parlare con le sue amiche.
"Sei proprio cotto"
"Ma che dici?"
Le guance di Kristian si colorarono un po', mentre gli occhi di Valerio persero la scintilla di gioia che avevano fino a poco prima.
"Dai, su, vai da lei"
"Sei sicuro? Non ti voglio lasciare qui da solo"
"Sicurissimo, tieni anche questa, ora ha più freddo lei"
"Grazie bro, sei il migliore"

Why would you ever kiss me?
I'm not even half as pretty
You gave her your sweater, it's just polyester
But you like her better
Wish I were Heather

Kristian si allontanò verso la ragazza, lasciando Valerio solo al tavolo. Sofia lo aspettava già sorridendo pronta a lasciargli il consueto bacio sulla guancia, il ragazzo sorrise e le porse le felpa. Gli sguardi di intesa che si scambiavano erano come lame nel petto di Valerio, i sorrisi erano scosse dolore che percorrevano la sua spina dorsale e i baci innocenti che si scambiavano non facevano altro che ricordargli cosa non avrebbe mai potuto avere. Quante cose non sapeva ancora.

Watch as she stands with her, holding your hand
Put your arm 'round her shoulder, now I'm getting colder
But how could I hate her, she's such an angel
But then again, kinda wish she were dead as she

Non sapeva che quelli erano gli sguardi che si scambiano tra loro i fratelli, non sapeva che quei sorrisi complici e malandrini erano anni di amicizia e fiducia profonde. Non sapeva che quei baci sulla guancia erano quelli che si scambiano due veri amici dopo essersi persi e poi ritrovati. Non sapeva che quel braccio posato intorno alle spalle di Sofia non era lì a simboleggiare il loro amore romantico ma era lì per ricordarsi a vicenda che erano ancora insieme a passare il tempo come da bambini. I due avevano passato le estati facendosi compagnia nel paese abruzzese in cui si trovavano attualmente, ma alla fine di quei tre mesi Kristian tornava sempre in Bulgaria, nella sua casa natia. Quando questo, però, si trasferì definitivamente nella piccola città sulla costa adriatica i due erano stati ben felici di riallacciare i rapporti e di passare più tempo possibile insieme, dando però l'idea che tra loro ci fosse una relazione amorosa.
Valerio, ignaro di tutto ciò, non poteva fare altro che guardarli invidioso da lontano, desiderando con tutto se stesso che Sofia non ci fosse o che ci fosse lui al posto della ragazza.

Walks by
What a sight for sore eyes
Brighter than the blue sky
She's got you mesmerised while I die

La coppia di amici stava parlando scherzosamente quando Kristian decise di tornare al tavolo da Valerio. Salutò velocemente Sofia con un affettuoso bacio sulla guancia e camminò verso l'amico.
"Allora... com'è andata con la tua Giulietta?"
"Ti ho già detto che siamo solo buoni amici"
"Non sembrate 'solo buoni amici' quando vi guardate"
"Ahh... perché al posto di importunare me non mangi?"
"Sta calmo, stavi aspettando che tornassi Romeo"
Valerio nascondeva il suo dolore dietro all'ironia e alle frecciatine verso quella che apparentemente sembrava una coppia sul punto di sbocciare. Kristian, però, era un osservatore troppo attento per non notare che qualcosa fosse cambiato fino a pochi attimi prima.
"Ehi, tutto bene?"
"Eh? Si, si tutto bene"
"Non me la bevo, dai, dimmi che c'è"
Valerio fece per parlare, ma Sofia si affacciò al loro tavolo scoccando un bacio sulla guancia di Kristian, salutando definitivamente i due ragazzi e lanciando un occhiolino complice al migliore amico.

Why would you ever kiss me?
I'm not even half as pretty
You gave her your sweater, it's just polyester
But you like her better
I wish I were Heather
Oh, I wish I were Heather
Oh, oh, wish I were Heather

A quel punto Valerio decise che fosse abbastanza per quel giorno, quindi si alzò e senza dire un parola uscì, ferito, dal locale, sotto lo sguardo confuso di Kristian. Il maggiore non perse tempo e si affrettò a seguire l'amico. Valerio venne trafitto dal freddo autunnale appena mise piede fiori dalla porta del bar e rimpianse la felpa di Kristian e la pizza che aveva lasciato sul tavolo. Il maggiore, intanto, lo aveva affiancato e lo scrutava confuso alla ricerca di qualcosa che potesse avergli dato fastidio.
"Ti dà fastidio Sofia?"
"Cosa?"
"Hai capito"
"No, non è lei che mi dà fastidio"
"Allora non è che ti piace e pensi che sia occupata con me? Perché se è questo ti giuro che non siamo più che migliori amici"
"Come fai a essere così stupido?"
"Cosa?"
Kristian si ritrovò davanti allo sguardo infuriato e ferito di Valerio che sembrava volesse trapassarlo da parte a parte.
"Come fai a non capire?"
"Scusa, non ti seguo"
"Come fai a essere talmente cieco da non accorgerti che a me piaci tu, non Sofia né nessun'altra ragazza. Come fai a non accorgerti che a darmi fastidio sono i vostri comportamenti da fidanzatini innamorati che alla domanda 'state insieme?' arrossiscono e distolgono lo sguardo?"
"Frena, frena, frena, cosa?"
"Credo tu abbia capito"
"Sei gay?"
"Tu sei molto perspicacie, invece. Si, sono gay"
"Perché non me lo hai mai detto?"
"Mi spieghi cosa c'entra?"
Valerio iniziava a scaldarsi sempre di più a causa delle risposte accampare in aria di Kristian.
"Era per dire...sul serio ti piaccio io?"
"È quello che ho appena detto e ora che ci penso me ne pento amaramente, avrei dovuto farmi gli affari miei, lo so già che tu e lei finirete insieme, se non adesso tra qualche anno, e so già che lei è una pretendente molto più avvantaggiata di me, quindi sto solo facendo la figura dell'idiota. Ora me ne vado."

Why would you ever kiss me?
I'm not even half as pretty
You gave her your sweater, it's just polyester
But you like her better
Wish I were-

Kristian non gli diede il tempo di spostarsi che si fiondò su di lui, precisamente sulle sue labbra, trascinandolo in un bacio dolce che sapeva di tutte le parole e i sentimenti che non riusciva a esprimere. Le mani di Kristian si poggiarono sui fianchi di Valerio e lo attirarono ancora di più a sé, mentre quelle del più piccolo di aggrapparono al collo dell'altro. Entrambi si sentivano con i cuori leggeri, come se finalmente si trovassero al proprio posto. Lentamente si staccarono per mancanza d'aria.
"Da quanto sei gay?"
Chiese Valerio.
"Da quanto ci conosciamo?"
I visi dei ragazzi si aprirono in allegre risate e, finalmente insieme per davvero, risalirono in sella alla bici, con la consapevolezza che alla fine avrebbero cenato a casa di uno dei due come sempre da quel giorno in poi.


Angolo autrice :D
Salve. Non lo so che ho scritto, ma ho scritto. Passi avanti. Ditemi se ci sono errori di cui non mi sono accorta e se vi è piaciuta la storia. MUAH a chiunque stia leggendo. Alla prossima <3

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