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CAPITOLO 9

Dopo aver deciso che baciare il dio del sole non era una brutta idea, tutto sommato, Percy e Apollo avevano iniziato una nuova routine.
La mattina il dio arrivava e insieme preparavano la colazione, qualche tocco gentile sul braccio o sorrisetti impertinenti scambiati da sopra le spalle
Per lo più da parte del dio.
Il pomeriggio il dio lo aiutava con i suoi esami, con lo studio e la programmazione, sapendo che non era uno dei punti forti del semidio.
La sera, dopo aver parcheggiato il carro del sole, Apollo appariva con un cibo esotico, che veniva consumato mentre guardavano un film stupido o serio nella televisione.
Quindi, la loro solita giornata, ma con in aggiunta lo scambio di baci e abbracci gratuiti, senza bisogno di una crisi di nervi.
In quel momento, Percy era steso su Apollo, la testa sulle gambe del dio mentre Apollo gli passava la mano tra i capelli corvini mentre leggeva un passo complicato dal libro di testo consigliato dai professori.
Percy si sentiva come un gatto.
Coccolato, pigro, rilassato.
Un pochino troppo viziato.
Improvvisamente, Apollo smise di leggere e Percy lo guardò confuso.
Qualcosa di profondo si agitava negli occhi del dio, ma prima che Percy potesse chiedere cosa lo avesse disturbato, Apollo si chinò e lo baciò.
Percy portò le sue mani sul collo e sulla nuca del dio, ricambiando con entusiasmo il bacio.
Qualcosa nella sua passione fece scattare il dio che, senza interrompere lo scambio passionale, lo prese nelle proprie braccia, sorprendendo un momento il semidio per lo sbilanciamento.
Prima che potesse separarsi e chiedere ad Apollo cosa avesse in mente, il dio gli coprì gli occhi e Percy si sentì teletrasportare con il metodo divino.
Quando gli fu permesso riaprire gli occhi, Percy vide chiaramente di non essere più in America.
Ma di essere giunto a Delo.
Apollo smise di baciare il semidio, ma non lo fece scendere dalle sue braccia.
"Ehy! Non sono un disabile, posso camminare!"
Un bacio sulla tempia.
Apollo sorrise dolcemente. "Mi sto solo prendendo cura di te come meriti, Percy."
Vedendolo dubbioso, Apollo insistette. "Devi solo fidarti di me per questo."
Improvvisamente, Percy si sentì appoggiare su una superficie orizzontale, che riconobbe come il letto di Apollo, coperto da lenzuola di seta.
"Wow, che ragazzo forte che sei, eh?"
Apollo sorrise maliziosamente, prima di chinarsi sul semidio e baciarlo profondamente e con sicurezza, esplorando la bocca del semidio con la propria lingua.
Quando Apollo si allontanò, Percy stava sbattendo le palpebre, frastornato e confuso.
Una risata lasciò il dio. "Non sembri più tanto sicuro di te, adesso."
Un sorrisetto.
"Tutto quello che serviva a farti portare un po' di rispetto era baciarti? Lo avrei fatto secoli fa."
Apollo si avvicinò al viso di Percy, le labbra che sfioravano quelle del semidio.
"Mi chiedo se riesco a farti pregare. Implorare, persino."
Percy rise, una risata senza fiato, sicuro della situazione per la fiducia che provava verso Apollo.
"Prova e vedi se ci puoi riuscire, oh grande e potente Apollo."
Apollo sorrise, aspettando la sfida dal ragazzo, sicuro del suo arrivo.
"Se insisti. Vediamo se riesco a farti scordare di tutto tranne che del mio nome."
I due ripresero a baciarsi.

****

Percy stava aspettando appoggiato su un muretto che Hermes facesse la sua comparsa per avere l'elenco di figli aggiornato di tutte le divinità minori.
Avrebbe recuperato prima i più vicini, andando in ordine di necessità.
In quel momento, una presenza conosciuta e confortante arrivò al suo fianco.
"Percy."
Percy si voltò, sorridendo al padre. "Ehy, papà! Come va?"
"Bene, Percy. E tu? Come... stai, dopo tutto quello che è successo?"
Percy distolse lo sguardo dal padre, permettendo a Poseidone di far scorrere lo sguardo protettivo sul figlio, alla ricerca di dolori o tormenti.
Da quando la Guerra contro i Giganti era finita, il dio si era concesso il lusso di guardare sporadicamente il figlio, per essere sicuro della sua buona salute.
Da quando la guerra era finita, nel momento del recupero, Poseidone poteva tranquillamente affermare che il figlio fosse migliorato.
Le sue occhiaie erano diminuite, segno di un riposo soddisfacente. I suoi poteri non erano impazienti di manifestarsi, sebbene fossero pronti.
Poseidone li poteva sentire agitarsi sotto la pelle del figlio, pronti a colpire, ma non potendo scagliarsi a meno che Perseo non li avesse convocati.
Il suo aspetto, la sua postura, il suo sorriso.
Erano quelli di qualcuno che aveva superato e stava accettando le sofferenze passate.
"Potrei stare meglio. Il college aiuta, davvero. Mi sento normale lì. Sai, studiare e non essere bocciato. Sembra quasi come... prima di tutto questo."
Poseidone strinse le labbra.
A volte, sentendo il figlio parlare, un echo di rimpianto per la vita mortale, normale, lontano da lui riempiva la sua voce.
Poseidone non sapeva se fosse un problema per l'innocenza che gli era stata strappata, o se fosse un rimpianto di essere un semidio.
"Sono contento che ti sia potuto sistemare, Percy. Ero abbastanza preoccupato per te, sai?"
Percy sorrise, un sorriso storto impertinente che faceva sorridere Poseidone in risposta.
"Grazie, papà, ma sto bene. Miglioro sempre di più. E ,come dicevo, il college aiuta. Molto, ad essere onesto."
Poseidone annuì. "Saresti comunque il benvenuto ad Atlantide, Percy. Potresti visitare la nostra famiglia."
"No, grazie papà, ma penso di stare bene al college. Forse se me lo chiedi in sessione di esami potrei rispondere diversamente. Ma, no. Poi, non sono nemmeno sicuro di piacere a Tritone e Anfitrite. Non voglio pesare su di loro imponendo la mia presenza."
Poseidone scosse la testa. "Sciocchezze, sarebbero felici di vederti."
Percy lo guardò vagamente divertito e decisamente contrario con quanto detto.
Ma, prima che potesse parlare, Hermes apparve con un elenco.
"Cugino! Ho delle spiegazioni per te, indicazioni personali!"
Percy annuì verso il dio messaggero, prima di sorridere imbarazzato verso il padre.
"Doveri di semidio, devo... andare. È stato bello vederti, papà."
Percy sembrò indeciso su come salutare il dio, prima di fare un cenno di commiato e correre verso Hermes.
Poseidone avrebbe voluto essere abbracciato dal figlio.
Ma poteva comprendere la titubanza del figlio.
Non era stato il più presente dei padri.
Lo sguardo del dio non lasciò mai il profilo del figlio, e fu l'unica ragione per cui non sentì la presenza avvicinarsi a lui.
"Mio signore."
Poseidone lanciò uno sguardo alla moglie, prima di riportarlo velocemente sul figlio.
"Trovo poco saggio provare un tale affetto, Poseidone. Nemmeno tu sei mai stato così poco attento."
"Non parlare di argomenti di cui non conosci abbastanza, moglie mia."
"Poseidone, non hai mai amato un semidio come fai con questo."
Poseidone sospirò, un'azione mortale, azione che lo faceva sentire più vicino al figlio. "Perseo è un vero figlio del mare, Anfitrite. È perfetto sotto tutti i punti di vista."
"Morirà, marito. Presto o tardi, le Parche taglieranno il suo filo e la sua anima sarà irraggiungibile per te."
Poseidone ringhiò, il potere antico che si faceva strada per infrangere la vestigia mortale.
Uno sguardo al figlio che si era girato confuso e attratto dal richiamo del mare riportò Poseidone saldamente legato all'aspetto mortale.
"Prima o poi sarai costretto ad abbandonare quella facciata, Poseidone."
Il dio fissò la moglie, sfidandola a parlare.
Anche Anfitrite era del mare, così come Poseidone.
Meno potente, ma incontrollata e indomita.
"Perseo non sopporterà la vista del tuo vero aspetto, Poseidone. Ferendoti più della sua morte."
Poseidone strinse gli occhi, non sorpreso quando la moglie si congedò con un cenno rispettoso e sparendo dalla vista.
Il dio riportò lo sguardo verso il figlio, vedendolo impegnato a ridere per qualcosa che Hermes aveva detto.
Quell'immagine, la risata del figlio, fece sollevare l'animo di Poseidone come nessuna offerta aveva mai fatto.


Angolo autrice
Finalmente una comparsa di Poseidone con Percy!
Ah, non scriverò mai una scena esplicita di attività fisiche (capite a cosa mi riferisco, please)
Perché sono un incapace e mi imbarazzerei da sola.
Quindi, fate voi ;)
Alla prossima!
By rowhiteblack

Ps: stavo pensando a un'altra fic perché comincio a caso fanfiction ma non sono capace di concluderle.

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