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CAPITOLO 20

Thalia guardò con la coda dell'occhio il cugino. "Sei stato piuttosto veloce ad accettare di aiutarmi."

Percy la fissò. "Se hai problemi con la mia presenza qui, non devi fare altro che dirmelo e me ne vado, Thalia."

La ragazza rise. "E sei nervoso."

"Non sono nervoso." Percy negò, facendo alzare le sopracciglia a Thalia in risposta.

"Forse un po', ma non per questo." Percy indicò intorno a loro e Thalia annuì in risposta. "Capisco. Riguarda Apollo? La vostra rottura non deve essere stata facile."

Percy si voltò a fissarla di scatto e Thalia scrollò le spalle. "Le ninfe sono delle pettegole. Mi hanno detto tutto. Specialmente dopo che ho chiesto loro di riferirmi tutto quello che potevano su Annabeth e i suoi meschini tentativi contro di te."

"Senti, tra tutti i consigli fittizi che Annabeth mi abbia mai dato, questo, interrompere la cosa dei benefici con Apollo è decisamente il migliore."

"Perché?" Thalia chiese e Percy si voltò, guardando il sole tramontare, uno spettacolo bellissimo in cielo.

C'erano stati momenti in cui Apollo li aveva dedicati a lui, quei tramonti.

"Apollo mi fa sentire bene. La sua presenza, forse perché è il dio della medicina, forse perché è un dio, io non lo so, ma è rassicurante. Adoro le sue stupide battute, il più delle volte focalizzate sull'elogio di se stesso. Anche i suoi haiku sono divertenti." Percy ignorò lo sbuffo incredulo di Thalia, continuando a parlare. "Mi ha aiutato così tanto. Se non mi sento più un mostro per le mie capacità... buona parte del merito è suo." Percy scrollò le spalle, sorridendo dolcemente, ma con una nota amara. "Ha una bella presenza. È così intelligente, ama sua madre e la sua sorella minore, è estremamente protettivo di entrambe. È una cosa che abbiamo in comune. In realtà, abbiamo molto in comune. Stesso umorismo, stesso sarcasmo, abbiamo lo stesso modo di fare e gli stessi sentimenti verso la famiglia. Abbiamo gli stessi valori."

Thalia chiese. "Allora dov'è il problema? Perché Annabeth ha avuto una buona idea?"

Percy la guardò, un sorriso triste sulle labbra e delle lacrime accumulate sotto gli occhi. "Non voglio essere solo un amico con benefici con Apollo." Percy scosse la testa. "E, anche se potessi, quello che non posso assolutamente fare è continuare a soffrire sapendo che Apollo ama qualcuno altro. Al punto da sposarlo."

Thalia scrollò le spalle. "Perché? Gli dei lo fanno di continuo."

Percy la guardò, sembrando colpevole. "Thals, mi sono innamorato di Apollo." Tirando su con il naso, Percy continuò. "Non mi ferirò solo per continuare una relazione con lui, soprattutto non una che posso a malapena definire relazione."

*****************

Poseidone apparve nel salotto di casa Jackson-Blofis, sorridendo alla vista della sua vecchia amante.

"Sally."

La donna si voltò, dopo aver assicurato la figlia al seggiolone.
"Poseidone." La donna sorrise, prima di sembrare terrorizzata. "Percy sta bene?"

Poseidone annuì. "Nostro figlio sta bene, non temere."

Sally annuì, dando da mangiare alla piccola, chiedendo. "Se Percy sta bene, perché sei qui? Senza offesa, ma avere un dio nel salotto tende a far spaventare le persone."

"Ma tu non sei una persona normale." Poseidone sorrise, sedendosi quando Sally gli indicò la sedia. "E nemmeno una codarda."

Sally si sedette di fronte a lui. "Riguarda Percy, vero? Sei il secondo dio che viene qui in cerca di risposte su Percy."

"Apollo è stato il primo, suppongo." Poseidone disse e Sally annuì. "Penso che essere scaricato da nostro figlio lo abbia sinceramente sconvolto."

"Apollo e Percy non stanno più insieme?" Poseidone chiese e Sally annuì. "Penso sia stato un buon suggerimento, in questo caso, quello che Annabeth gli ha dato. Avere una relazione con benefici con un dio non è una buona idea. Specialmente se il dio in questione è innamorato di te."

Poseidone mormorò, in disaccordo. "Avevo dato la mia benedizione ad Apollo. Una sua relazione con Percy..."

Sally rise, interrompendo il dio. "Poseidone, sappiamo entrambi che saresti stato contento in qualunque situazione si concludesse con l'ascensione di Percy."

Poseidone sospirò. "Ho visto molti figli morire, Sally, alcuni dei quali sono stati persino uccisi da Percy. Non posso sopportare il pensiero di perdere Percy. Non per una ferita, non per la malattia e non per il tempo."

Sally sorrise dolcemente. "E posso capire quello che provi, Poseidone. Ho avuto paura di vederlo morire per tutta la sua vita. Avevo paura dei mostri, avevo paura degli dei. Quando Gabe... avevo paura che venisse rovinato. Dargli la mia benedizione per fare un bagno nello Stige... è stato il momento peggiore della mia intera vita." Sally deglutì, distogliendo lo sguardo, gli occhi lucidi.

Poseidone le concesse il momento per riprendersi. Poi, vedendola prendere un respiro profondo per calmarsi, chiese. "Ho parlato con Apollo e Percy stesso. Il nome Gabe ha suscitato... preoccupazioni da parte mia. Chi è lui, Sally?"

La donna alzò lo sguardo verso di lui. "Era il primo patrigno di Percy. Ho dovuto sposarlo per proteggerlo dai mostri."

Poseidone corrugò la fronte. "Non mi conforta molto, questa spiegazione."

"Non ti dirò altro a riguardo." Sally scosse la testa. "Questo è personale, di Percy. Te ne parlerà lui, se mai vorrà."

Poseidone cercò di protestare ma Sally lo fissò severamente. "Sai bene anche tu che Percy non perdonerebbe nessuno dei due in questo caso, vero?"

Poseidone annuì, lentamente. Se anche Sally concordava sulla reazione di Percy, Poseidone sapeva di aver compiuto la scelta giusta. Non poteva perdere suo figlio nel modo peggiore di tutti.

Il momento in cui Percy aveva chinato il capo, deferente come un suddito, era stato il peggiore nella sua lunga vita immortale. Poseidone non pensava di aver mai sofferto così tanto in vita sua.

Le Estelle iniziò a muoversi, lamentandosi per attirare l'attenzione di Sally, che la prese subito in braccio.

Poseidone la osservò, cercando i lineamenti che Sally aveva trasmesso ai suoi figli, cercando di trovare Percy all'interno di Estelle.

"Com'era?"

Sally la guardò interrogativa e Poseidone spiegò. "Percy. Com'era da bambino?"

"Era... speciale." Sally sorrise, facendo giocare Estelle con i suoi capelli. "È sempre stato molto curioso, e vivace. Ha sempre avuto un buon cuore, ha insistito per aiutare chi aveva bisogno di aiuto in ogni momento. Dopo Gabe, lui è solo diventato più deciso nell'aiutare gli altri." Sally sorrise dolcemente, posando Estelle per terra, prima di dire. "Ama Estelle, è uno straordinario fratello maggiore."

Poseidone sorrise, prima di sospirare e prepararsi ad andarsene.

"Poseidone?"

Il dio guardò la donna che sorrise. "Non lo ammetterà mai, ma ama essere viziato. Stai con lui. Non respingerebbe mai affetto. Non da te, almeno."

Poseidone sorrise. Quello era un buon progetto.

Angolo autrice
Auguri in ritardo Testa D'Alghe! Questo è per il tuo compleanno!

By rowhiteblack

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