Ossigeno.
L'inverno.
Era inverno, faceva freddo,
Il cielo era brumoso,
Il sole non si scorgeva più
Da ormai giorni,
C'era un clima di malinconia
In tutta la città.
L'aria gelida che forava
Il cuore caldo delle persone
Che passeggiavano per le
Strade,
Accucciate,
Indossanti tutti gli accessori
Necessari per non ammalarsi
E per stare al caldo,
Il caldo
Mancava a a tutti..
Ormai per Ashlynn non c'era
Nulla da fare,
Era come se il suo destino
Fosse già segnato,
Tutto già predestinato,
Tutto già finito,
Finito.
Giaceva in quel morbido
Lettino da settimane,
Era stesa su un fianco
Accoccolata tra le coperte
Soffici e calde le quali
Erano state sistemate
Con cura dalla madre,
Ella entrava ed usciva
Frequentemente,
Baluginava, insomma.
Passava ogni giorno guardando
Il paesaggio gelido e angosciante
Al di fuori della finestra,
Esso era sempre uguale,
Di giorno in giorno,
L'unica cosa che cambiava
Era la posizione delle nuvole,
Quando Ashlynn si sentiva
Meglio, si sedeva accasciandosi
Alla parete del lettino e disegnava,
Disegnava il paesaggio..
Ma si soffermava sul cielo,
Il cielo era affascinante..
Ma in quei giorni questo era
Mesto ed angosciato..
E quello inoltre,
Era il luogo di destinazione
Dove probabilmente,
Tra pochi giorni sarebbe andata.
Odiava il fatto di non poter andare
Più a scuola,
Di non poter vedere i suoi amici,
Anche i suoi nemici,
Voleva riandare nella mischia
Di persone,
Di vivere la gioia e l'allegria,
Sensazione che ormai aveva
Cancellato da se stessa,
La felicità ormai era solo
Un ricordo per la ragazza,
Un lontano ricordo..
Ashlynn era sempre stata una
Ragazza timida, pessimista e chiusa.
Si sentiva in colpa per questo,
Aveva sprecato la vita,
Aveva sprecato i momenti migliori
Di questa,
E non li avrebbe mai più rivissuti,
Mai più...
Avrebbe voluto essere una ragazza
Solare,
Fare amicizia con tutti,
Ma soprattutto,
Essere felice.
Ora era una ragazza
Dal volto pallido, bianco come
Il latte,
Triste, senza emozioni,
Perché quali altre emozioni
Si possono provare stando
A letto, senza fare nulla?
L'unica cosa che riusciva
Fare era leggere,
Leggere a volte
Le faceva dimenticare tutto,
Ma, quando doveva chiudere
Quel maledetto libro
Si sentiva male,
Era come se le emozioni
Più brutte del mondo
La colpissero dritte
Al cuore, all'unisono.
Qual è il senso della
Mia esistenza?
Passarono i giorni,
Ashlynn era come un piccola
Candela,
La quale,
Senza ossigeno si spenge,
Piano piano.
La terribile malattia che
L'aveva colpita
Pian piano se la stava
Divorando,
Pezzetto per pezzetto.
Quale ricordo avrebbe lasciato
Ashlynn a questo mondo?
Nessuno,
Si rispondeva,
Non aveva mai fatto nulla
Per essere ricordata,
Spiegava.
Arrivò il giorno,
L'ossigeno
Era finito alla piccola
Candela e questa,
E questa si era spenta,
Si vide la piccola fiamma
Di fuoco diventare
Fioca, fioca,
Baluginare e
Poi..
Sparire, finire.
La fiammella scomparve
E di lei rimasero le vesti,
La forma del suo corpo
Sul letto,
Si vedevano queste cose.
Ma Ashlynn non era morta,
Se lo era ripetuto mille
Volte,
Ci aveva pensato nott intere,
Fuggì,
Fuggì di casa
In piena notte,
Voleva dare un senso
Alla sua esistenza,
Non le importava se
La sua malattia sarebbe
Peggiorata e l'avrebbe
Divorata prima del
Previsto,
Lei voleva essere felice.
Così l'ossigeno,
Decise di aumentare
Per dare alla ragazza
Qualche speranza,
Qualche speranza che,
Come l'ossigeno sapeva si sarebbe
Spenta,
Prima o poi si sarebbe
Spenta..
Ashlynn si era
Vestita normalmente,
Simulando un giorno di scuola,
Uno di quei giorni nei quali lei
Si posava per ore davanti all'armadio
Per decidere quali vestiti
Indossare.
Aveva 16 anni,
E quei 16 se li sarebbe
Ricordati a vita,
Corse, corse lontano,
Prese il treno,
Scappò via,
Non seppe dove
Ma non aveva importanza ora,
Voleva fuggire da questo
Clima di malinconia
Che la perseguitava.
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