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48.

Un trillo fastidioso comincia a risuonare nell'aria. Penso sia solo un uccellino particolarmente rumoroso ma il suono si fa più acuto e capisco che non ha nulla a che vedere con un animale.

Sembra piuttosto una sveglia.

Cerco di raccogliere le forze per allungare il braccio alla ricerca dell'oggetto ma un fruscio di lenzuola mi distrae.

«Che diavolo vuoi, folletto?» sento grugnire accanto a me. «Spero che tu abbia una buona ragione per avermi svegliato praticamente all'alba».

La voce mi arriva attutita. C'è una specie di fastidiosissimo tamburellio nelle mie orecchie che copre tutto il resto. Sto ancora sognando?

«Cosa? Stai scherzando?» urla la voce. Penso di conoscerla anche se di solito è più acuta e squillante. «Come cazzo hanno fatto? Avevi detto di averli seminati!» continua, furiosa.

Il materasso ondeggia leggermente sotto di me, come se qualcuno si fosse alzato dal mio stesso letto. Ma questo è impossibile, perché io non sono andata a letto con nessuno.

Forse è il caso di aprire gli occhi e capirci qualcosa.

Il tamburellio non è altro che la mia testa che pulsa come se avessi un concerto heavy metal dentro il cranio. Mi porto le mani alle tempie e comincio a massaggiarmele piano.

«Aspetta un attimo, fammi andare a vedere». Sì, la voce è proprio di Lucas ma non capisco perché sia così preoccupato.

Apro gli occhi lentamente e mi prendo qualche secondo per mettere a fuoco l'ambiente.

La stanza è uguale a quella di Henri, solo molto più disordinata. La luce entra appena dalle vetrate, schermate da diversi strati di stoffa. La poltroncina lì di fronte è ricoperta di vestiti. Mi sembra di riconoscere i miei leggins neri e il maglioncino beige con i quali sono arrivata ieri insieme alla tuta prestatami da Henri. Aspetta, questo significa che... Perché indosso solo mutande e reggiseno?

Lucas cammina su e giù per la stanza lanciando imprecazioni ad ogni passo. Ha solo un paio di pantaloncini addosso ed io sono praticamente nuda sotto le coperte. Che diavolo è successo ieri sera? Ora mi sto agitando seriamente.

«Che succede?» chiedo in apprensione tenendomi le coperte strette al petto mentre mi tiro su a sedere.

Lucas si volta di scatto e mi lancia uno sguardo glaciale, quasi volesse scagliarsi contro di me.

Ma è solo un attimo, torna subito in sé.

«Abbiamo un problema», risponde secco.

«Oddio, ti prego non dirmi che noi due abbiamo...» mi sento avvampare dall'ansia oltre che dall'imbarazzo. Non potrei davvero sopportare l'idea di essere finita a letto con uno dei suoi compagni di band, per di più lo stesso giorno in cui ci siamo detti addio.

«Certo che no Annie, per chi mi hai preso? Eri così ubriaca che non ti reggevi in piedi e poi, non farei mai una cosa del genere a Henri», ora sembra ancora più scocciato, quasi offeso dalla mia insinuazione.

«Scusa, mi sono svegliata senza vestiti senza ricordarmi come sia finita in camera tua e tu mi sembravi preoccupato, così ho pensato...» blatero. «Grazie al cielo non è successo niente», tiro un sospiro di sollievo.

«C'è poco da esultare, qui è un gran casino», continua agitato.

«Non capisco, hai appena detto che...»

«Tieni», mi interrompe lanciandomi i vestiti. «Vestiti e poi ti spiego».

Afferro i pantaloni e me li infilo in tutta fretta in preda al terrore. Cos'è tutto questo mistero? Con altrettanta velocità mi metto il maglioncino, non faccio in tempo ad abbassarmelo sulla pancia che qualcuno bussa alla porta.

Lucas si immobilizza sul posto e mi guarda con apprensione mentre io rispondo ai suoi sguardi completamente confusa. La testa prende a pulsarmi ancora più forte, postumi della sbronza e ansia non vanno molto d'accordo.

«Sono io, Luc. Apri, muoviti», annuncia Nick riprendendo a colpire la porta.

Lucas torna a respirare normalmente e va ad aprire.

«Sono passato da lui ma non c'è», inizia subito a parlare a raffica. «Probabilmente è in palestra con Paul quindi abbiamo ancora qualche minuto per...» si interrompe non appena mi scorge seduta sul letto. «Tu che ci fai qui?» mi fissa sorpreso mentre io continuo a non capirci nulla. Il martello pneumatico che ho in testa di certo non aiuta.

«Sono le sette del mattino, dove pensavi che fosse?» interviene Lucas in mio soccorso.

«A prendere il treno che parte tra mezz'ora come avevamo deciso ieri notte. Dobbiamo lasciare l'hotel entro le nove, ricordi?»

«Ehm... credo di non aver impostato la sveglia», Lucas gli sorride innocente grattandosi la testa mentre Nick sgrana gli occhi.

«Sei sempre il solito. Te l'ho ripetuto anche prima di uscire da qui stanotte. Ma dove hai la testa?» lo rimprovera.

«Se ben ricordi, ero occupato», ribatte Lucas scocciato.

«Infatti, ti avevo offerto il mio aiuto ma tu no, devi sempre fare di testa tua», alza la voce, esasperato. Non l'ho mai visto così.

«Avevi già Sten e Mike a cui badare».

«C'era James a tenerli d'occhio ma tu hai insistito perché me ne andassi a letto».

Ovviamente, non riesco a seguire il filo del loro botta e risposta. Così, non faccio che spostare la testa a desta e sinistra come se seguissi una partita di ping pong.

«Stiamo davvero discutendo perché ti ho detto di tornare in camera anziché restare a vedere Annie vomitare?» replica contrariato unendo le mani e portandole alle labbra come a cercare di mantenere la calma.

No, aspetta. Io cosa? Quanto diamine ho bevuto per non ricordare neanche un dettaglio di quello che stanno dicendo? Vorrei davvero concentrarmi e provare a ritrovare qualche tassello, qualche immagine della serata ma il casino nella mia testa e le urla di Nick e Lucas me lo rendono impossibile.

«Hai fatto di tutto per buttarmi fuori dalla camera e ora le fai anche perdere il treno. Cos'è cerchi ogni scusa per restare da solo con lei?» lo accusa con rabbia lasciandomi completamente sconvolta. Deve essere un incubo, non è possibile che Nick insinui queste cose. Anche Lucas rimane interdetto per qualche attimo quasi avesse ricevuto uno schiaffo.

«Hai forse corretto il caffè con la vodka stamattina?» reagisce d'istinto.

«Non sfottermi come fai sempre. Questo casino è colpa tua», Nick inveisce ancora contro di lui spingendolo via. Lucas ritrova subito l'equilibrio e si avvicina al suo compagno di band con fare minaccioso fino quasi a sfiorargli il naso.

«Le tue insinuazioni sono senza senso. Non ho certo bisogno di questi mezzucci per portarmi a letto una ragazza. Se sei frustrato perché Barbara non ti vuole, non prendertela con me». Come sempre, quando si sente attaccato, lui risponde con un altro attacco peggiorando ulteriormente la situazione.

«Sei il solito stronzo!» grida con più forza Nick serrando la mascella e il pugno lungo il fianco destro. Voglio svegliarmi da questo brutto sogno.

Fanno così ogni volta che si ubriacano o sono particolarmente fortunata oggi?

«Ma che vi prende?» mi metto in mezzo a loro e allungo le braccia per allontanarli. «Mi spiegate cosa sta succedendo?» li rimetto al loro posto osservandoli incredula.

Si guardano in cagnesco ancora per un po', poi Lucas si decide a parlare.

«Succede questo», si limita a dire porgendomi il suo cellulare.

Leggo, a caratteri cubitali, il titolo di un articolo di giornale:

TEMPO DI ABBRACCI PER LUCAS STEVENSON, NUOVO AMORE IN VISTA?

Il tutto, accompagnato da un paio di scatti che ritraggono me che rido con la testa appoggiata alla sua spalla mentre lui mi tiene stretta per i fianchi.

Le foto sono state scattate dall'esterno del locale mentre noi eravamo ancora dentro ma i nostri volti sono ben distinguibili.

«Cazzo!» mi lascio sfuggire senza staccare gli occhi dallo schermo. I giornalisti inventano e scrivono di tutto pur di vendere ma queste immagini sono talmente fraintendibili che possono davvero montare una storia ad hoc. Anzi, temo che l'abbiano già fatto.

«Henri ha cercato di tenerti al sicuro da tutto questo per anni e in una sola serata lui manda tutto a puttane», Nick riprende la parola solo per incolpare Lucas.

«Perché sarebbe colpa mia? Sei tu che ti sei portato dietro i paparazzi», lo rimbecca.

«Ti ho già detto che non sono gli stessi che seguivano me. Se tu non avessi fatto ubriacare Annie, tutto questo non sarebbe successo», ricomincia a gridare.

«Io non c'entro niente, te l'ho già spiegato».

Se non la smettono di urlare la mia testa scoppierà da un momento all'altro.

«Basta! Accusarvi a vicenda non cambierà di certo le cose», sbotto.

«Ora che facciamo con Henri?» domanda preoccupato Nick.

«Come? Ci siamo io e Lucas su queste foto, non lui», non posso fare a meno di suonare irritata.

«Vederti così non gli farà di certo piacere».

Tutto il mondo è in grado di riconoscere la mia faccia e per nessun merito particolare; sarò per sempre associata a Lucas e ad una ipotetica storia d'amore con lui e Nick si preoccupa di come reagirà Henri. Sono impazziti tutti oggi?

«Non mi sembra che lui si sia mai preoccupato di cosa potessi pensare io quando veniva immortalato con delle ragazze. Forse adesso può capire come mi sono sentita ogni volta».

«Sì, ma c'è Lucas in foto con te...» insiste. È sempre stato dalla mia parte, proprio adesso doveva schierarsi con Henri?!

«Oh, andiamo, non ci stavamo baciando. Non ci stavamo nemmeno abbracciando anche se può sembrare il contrario. Basterà spiegargli che sono uscita con voi. C'eri anche tu, no?»

«Sì, ma...»

«Comunque, io ed Henri non stiamo insieme e qualunque cosa ci fosse tra noi è finita ieri sera, prima che venissero scattate le foto», chiudo definitivamente il discorso.

Nick si mordicchia nervosamente le labbra mentre Lucas resta stranamente in silenzio. Io mi siedo sul letto tornando ad osservare le foto ormai dilagate sul web ma scatto di nuovo in piedi quando sento battere dei colpi alla porta.

Ci lanciamo occhiate interrogative ma rimaniamo pietrificati. Forse, non sono l'unica ad avere un brutto presentimento.


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