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Capitolo ventidue



Camila aveva passato egregiamente il suo esame, ricevendo anche i complimenti dagli scrutatori esterni che sedevano
fra la commissione dei professori.
Lauren aveva incespicato qualche volta e non era riuscita a rispondere ad alcune domande, ma comunque era uscita con un voto tondo che l'aveva soddisfatta più del previsto.

Dinah aveva ricevuto il voto più basso rispetto a tutte, ma dato che puntava ad uno ancora più scarso, fu piacevolmente colpita nello scoprire che aveva ricevuto ben cinque punti in più!

Ally, invece, non ebbe grandi difficoltà, ma negli ultimi giorni aveva trascorso parecchio tempo con Troy e perciò alcune cose le aveva tralasciate e il voto che sperava di prendere si rivelò più basso.

Normani aveva accompagnato tutte e quattro ai loro rispettivi esami. E aveva aspettato che terminassero la prova orale, camminando avanti e indietro per il corridoio con le braccia conserte, lo sguardo basso e la speranza che almeno una delle sue amiche venisse bocciata... Okay, solo una volta -forse due- aveva davvero preso in considerazione la cosa.

Insomma, ora che gli esami erano solo fogli sparpagliati per terra e libri dimenticati sullo scaffale, meritavano tutte una vacanza. Dinah aveva organizzato la loro gita al campeggio, prenotando anche per Normani, il suo ragazzo, Shawn, Troy, Siope e Halsey.

C'erano davvero tutti e mentre Camila si assicurava di aver preso il berretto e il sacco a pelo, pensò che forse avevano invitato qualcuno di troppo. Doveva essere il loro "viaggio" di maturità, che bisogno c'era di coinvolgere anche gli altri?

Lo ammetteva: per una volta avrebbe voluto avere Lauren tutta per se.

Non per ciò che la maggior parte di voi starà pensando. Camila, negli ultimi giorni, si era sentita messa da parte. La corvina, dopo la notte in spiaggia, passava molto più tempo con Halsey, sovente differiva gli appuntamenti del giovedì e con una scusa o l'altra le due amiche non si vedevano più da tempo.

Camila voleva soltanto trascorrere quei giorni con lei senza condividerla con nessuno, ma no! Ally aveva dovuto chiedere il permesso a Troy che aveva pensato bene di mettere la pulce nell'orecchio di Siope che aveva divulgato la notizia a Shawn il quale si era lasciato sfuggire l'indiscrezione con Halsey... Una reazione a catena micidiale. Quando i rispettivi compagni avevano chiesto il permesso di unirsi alla loro gita, nessuna di loro era riuscita a ricusarli, ma diamine quanto era arrabbiata Camila!

Sbatté la valigia per terra e la sollevò per scendere le scale, poi si fermò in cucina a salutare sua madre e sua sorella; suo padre era già ripartito per un altro lavoro.

                                    ****

Lauren uscì di casa in fretta dopo essersi accomiatata con i suoi parenti. Caricò il borsone in spalla mentre sopraggiungeva alla fermata del bus.

Halsey sarebbe passata a prenderla di lì a poco.

Nell'attesa si accese una sigaretta, aspirò una boccata di fumo e colorò il suo respiro di grigio, appoggiandosi alla parete che si chiudeva ad angolo sulla strada.

Lauren non stava evitando Camila, si stava interessando a nuove persone, per questo non passava più tanto tempo con lei... Almeno questo è quello che si ripeteva la corvina.

La verità era un'altra. Lauren, dopo quella notte sulla spiaggia, aveva provato un senso di smarrimento. Stava camminando sulla strada quando Camila l'aveva guardata in quel modo, le aveva riservato carezze che sembravano voler toccare la sua anima più che il suo corpo; i suoi baci gustavano di rivoluzione, le loro dita intrecciate sembravano essere l'inizio di una nuova era.

No, Lauren non aveva il coraggio di guardare la realtà in faccia e preferiva mettere distanza, issare barriere, pretendere che fosse tutto normale. Non vedeva la sua migliore amica da qualche giorno di troppo solo perché era molto impegnata a conoscere Halsey... nient'altro.

La macchina della ragazza svoltò nella sua direzione con andatura lenta. Aveva preso la patente da poco, perciò non azzardava ancora a pigiare sull'acceleratore. Lauren si discostò dal muro, sistemò la pesante borsa sulla spalla curvandosi leggermente su un lato per il contrappeso; poi aprì la portiera, scivolando all'interno dell'abitacolo.

«Buongiorno.» Disse Halsey con un sorriso smagliante.

«Buongiorno.» Rispose cordialmente la corvina, cercando di simulare un sorriso che la facesse apparire allegra e non assonnata.

«Gli altri sono già partiti.» Ammise Halsey ingranando la marcia. Per raggiungere Lauren era passata davanti alla piazza grande: il luogo d'incontro per Dinah, Camila, Ally e i ragazzi.

Lauren aveva preferito aspettarla direttamente sotto casa, anche se questo la avrebbe rallentate molto. Si diceva che non aveva voluto unirsi agli altri perché era stanca dopo i doppi allenamenti di softball di quella settimana, ma una vocina dentro di lei le insinuava il dubbio che non fosse per quello, ma perché stava ancora evitando un paio di occhi marroni.

                                      *****

Il viaggio in macchina fu abbastanza lungo ed estenuante, ma Halsey alleggerì l'attesa sfiancate con un po' di musica. Anche la ragazza dai capelli celesti era un'appassionata di quell'arte proprio come Lauren. Era stato uno degli argomenti che avevano più discusso durante le loro uscite.

Sì, Halsey se ne intendeva perché suo padre possedeva una casa discografica, ma lei               -anche in questo rispecchiava Lauren- era troppo timida per far sentire la propria voce al mondo e preferiva continuare a cantare per se stessa, chiusa fra le quattro mura della sua stanza dove le uniche orecchie che potevano sentirla erano quelle di Tiby, il suo cane.

«Sono contenta di venire con voi. Grazie per averci permesso di unirci.» Disse Halsey mentre, sotto le istruzioni del navigatore satellitare, costeggiava una stradina che sembrava portare dentro un bosco fitto.

Non che avessimo tanta scelta. Pensò Lauren, ma si limitò a sorriderle e voltare lo sguardo verso il finestrino dove, al di fuori, si susseguivano tende, arbusti, camper, ancora tende, di nuovo arbusti... Di lì a poco arrivarono al campeggio.

Gli altri le stavano aspettando nel parcheggio, erano arrivati circa dieci minuti prima e per riposarsi dal lungo tragitto alcuni si erano accesi una sigaretta, altri si erano messi a leggere un libro e chi, come Camila, aveva tracannato due bottigliette d'acqua che, sfortunatamente, fino ad allora erano rimaste chiuse nel bagaglio.

Quando videro arrivare anche Halsey e Lauren esultarono dalla gioia. Si alzarono in piedi, sgranchirono le gambe e, alcuni di loro quali Dinah, Siope e Troy, andarono a montare le prime tende.

Camila fissò trepidante la vettura dalla quale stava scendendo Lauren. Erano cinque giorni che non la vedeva e due settimane che il loro appuntamento del giovedì saltava. Non vedeva l'ora di passare un po' di tempo con la corvina, ma poi un paio di capelli celesti sbucarono dal posto del guidatore e si ricordò che non sarebbero state sole.

«Se la guarderai ancora un po' la consumerai.» Sbucò Normani alle sue spalle, facendola sobbalzare per lo spavento.

«C-chi? Cosa?! Eh?» Balbettò Camila confusa, meditando su una scusa plausibile che non le sovvenne.

«Niente, lascia perdere.» Disse Normani imbracciando la sua borsa, quella grossa che usava per la palestra o per trafugare bombolette spray da consegnare ad alcuni amici che si dilettavano nell'arte dei graffiti.

«Spero che tu abbia portato abbastanza mutandine di ricambio!» Si tolse la soddisfazione di dirle mentre superava il cancello di legno e spariva all'interno del campeggio.

Mutandine? Ma che c'entra?! Se è per questo ho anche una moltitudine di calzini. Sono una persona organizzata! Protestò la corvina dentro di se, portando le braccia conserte e aggrottando le sopracciglia mentre guardava il punto in cui era scomparsa l'amica.

«Mila..» La richiamò una voce maschile alla sue spalle. La ragazza rinvenne e spostò lo sguardo su di lui, sorridendo.

«È che... Cioè...» Si grattò nervosamente la nuca, in evidente disagio «Il fatto è che... Penso che tutti dormiranno con i loro rispettivi compagni... Non so, se tu vuoi andare in tenda con Dinah, chiedo a Siope di dormire con me, sennò... Sennò possiamo condividere la mia.» Disse timidamente, abbassando lo sguardo sul terreno insabbiato per celare il rossore che aveva cateterizzato le sue guance.

No, non se ne parlava. Lei avrebbe dormito con Lauren! Era la sua migliore amica, non l'avrebbe lasciata in tenda con Shawn.

«Ti ringrazio, ma penso che Lauren voglia dormire con me.» Disse sinceramente, sfoggiando un sorriso genuino ora che la corvina si stava avvicinando a loro.

Halsey lasciò cadere il pensate borsone ai suoi piedi. Lauren, invece, lo mantenne saldo in spalla. Si salutarono tutti con un rapido cenno del capo e scambiarono anche alcuni sbadigli.

«Ci abbiamo messo un'eternità ad arrivare!» Si lamentò Halsey massaggiandosi le spalle irrigidite.

«Solo perché non superi i venti chilometri orari.» La redarguì in tono affettuoso Lauren, beccandosi uno schiaffo sul braccio come risposta.

Si guardarono sorridendo. A Camila non piacevano quegli sguardi, così decise di intromettersi.

«Laur, dove sistemiamo la tenda? Perché gli altri hanno già...» Non terminò la frase perché la corvina la interruppe.

«Io... io veramente pensavo di, di dormire con Halsey.»

Quello fu peggio della sveglia assordante che l'aveva destata la mattina, del getto di acqua fredda che aveva aperto in doccia e del lungo tragitto che aveva sostenuto con le palpebre ancora pesanti.

Lo sguardo di Camila passò prima su una e poi sull'altra, le labbra leggermente dischiuse. Farfugliò qualcosa di incomprensibile, poi si schiarì la voce e si stampò un sorriso sul volto.

«Cer-certo... Ovvio! Nessun problema.» Fece un rapido cenno della mano per minimizzare quello che, al contrario, era eccome un problema per lei.

Le due ragazze non aggiunsero altro. Si incamminarono verso il campeggio e Camila restò a guardarle mentre si allontanavano senza nemmeno voltarsi una volta.

«Shawn, non se l'offerta è ancora valida, ma...» Mormorò, mentre continuava a fissare davanti a se imbambolata.

«Validissima!» La rassicurò frettolosamente lui, circondando le spalle della cubana con il suo braccio.

Per fortuna ci pensò lui a condurla all'interno del campeggio, perché Camila, ora come ora, non aveva la capacità nemmeno di muovere autonomamente le gambe.

*****

I picchetti. Aveva sempre odiato quegli stupidi cosi! Non era proprio capace di piantarli. Le sgusciavano di mano, non aderivano bene al terreno, la maggior parte delle volte martellava sul proprio dito invece che sul ferretto.

Era l'ennesima volta che tentava di fissarli, ma invano. Camila sbuffò sonoramente, cambiò posizione come se inginocchiarsi su un lato invece che sull'altro potesse fare la differenza.

«Ti serve una mano?» Udì la voce di Lauren. Sapeva che sarebbe andata ad aiutarla, perché, dopo tanti anni di campeggio assieme, conosceva l'impedimento della sua migliore amica.

«Sì, io...» Si voltò con un sorriso delineato sulle labbra, ma si accorse che la corvina non si stava rivolgendo a lei.

Era in piedi alle spalle di Halsey, la quale si trovava a pochi metri da lei. La ragazza dai capelli celesti alzò riconoscente lo sguardo e le sorrise, pregandola di aiutarla.

«Ho sempre detestato quesi affari.» Disse in tono disprezzante mostrando i picchetti raccolti nel palmo della mano.

Lauren ridacchiò e si genuflesse al suo fianco. Le sfilò il martelletto dalle mani e prese un picchetto, infilandolo nel terreno «Guarda, è facile. Ti spiego. Devi...»

Camila girò la testa verso la sua tenda ed abbassò lo sguardo sul suo lavoro, dopodiché tentò nuovamente di fissare almeno un picchetto, ma niente, non le riusciva. Fortunatamente Shawn corse in suo aiuto e li sistemò lui al suo posto. Le porse la bottiglietta d'acqua che era andato a recuperare dalla borsa-frigo e si accucciò sul terreno, martellando insistentemente. Quando lo faceva lui sembrava molto più facile!

Però, lo sguardo della corvina, era puntato verso l'amica che stava svolgendo lo stesso compito. Ad ogni colpo i suoi muscoli guizzavano, qualche gocciolina di sudore le imperlava la fronte e delle ciocche erano sfuggite dalla coda, oscurandole disordinatamente il viso.

Caldo. Camila sentiva tanto caldo.

Caldo che divampava nel suo corpo, non era un fatto di temperatura; era una di quelle vampate che incendiano dalla testa ai piedi, una di quelle che ormai Camila aveva imparato a conoscere e classificare. Ingollò un sorso d'acqua nel tentativo di rinfrescarsi, ma quando Lauren si tolse la maglietta lasciando in vista l'addome tonico e il seno prosperoso coperto dal costume bianco, niente poté spegnere le fiamme che imperversavano dentro di lei.

Si prospettavano cinque lunghi giorni.

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