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Capitolo 73- Jennifer

Non avrei mai pensato che tornare nella mia casa, dai miei genitori mi avrebbe fatto così tanto bene.
Da quando c'era stata la guerra, entrare in casa era stato per me soffocante, difficile, vedere la sofferenza dei miei genitori per un figlio che aveva cercato di distruggere ciò che fosse giusto e quel leggero senso di colpa che magari avessero sbagliato qualcosa loro, anche se mi piaceva ricordargli, che loro non avevano colpe.
David aveva fatto la sua scelta, anzi le sue scelte e le avrebbe pagate.

Sono sdraiata sul letto della sua camera guardando il soffitto pieno di disegni che lui stesso ha fatto, notando quanto fossero belli e particolari. Erano tutti di tonalità scure ma erano perfette, lo rappresentavano.

Fa strano pensare che io ora sia nella sua stanza, sdraiata sul letto a contemplare i suoi disegni, le sue cose quando qualche settimana fa ero inghiottita dal dolore e dalla colpa verso mio fratello. La paura di riuscire a non perderlo.
Quello che avevo urlato a Derek era vero. Era tutto tremendamente vero. E da una parte sono felice che la storia del suo matrimonio, le sue paure siano uscite fuori e mi sento anche in difetto per averlo giudicato quando anche io avevo le mie ombre. Magari non un matrimonio combinato ma sicuramente tenevo le mie paure nascoste da lui. E soprattutto i miei sentimenti.
Come ero riuscita ad innamorarmi di uno come lui? Mi chiedevano tutti. Ma non c'era una risposta. Non era quella domanda a dannarmi perché io sapevo bene perché mi ero innamorata di lui, quello di cui non riuscivo a darmi pace era come avessi fatto ad amare lui e non mio fratello, a perdonare lui ma non David. Era questo che mi faceva star male e nessuno mi aveva mai posto questa domanda, così brutta ma che mi avrebbe costretto ad affrontare finalmente me stessa.

Lasciare Hogwarts mi aveva fatto bene, lasciare Derek in fondo era stata anche ottimale e finalmente aveva fatto qualcosa che avrei dovuto fare tanto tempo fa: andare da David.

Ci andai una settimana dopo essere tornata a casa, decisi di parlarne con i miei genitori i quali finalmente stavamo molto meglio e mi consigliarono di andare, che fosse la scelta giusta per quanto difficile. Cosi mi presentai alle mure di Azkaban.

"Primorose hai delle visite" gridò una delle guardie che mi fece entrare nella sua cella, che rispetto alle altre aveva un aspetto migliore, e vedere coi i miei occhi la persona davanti a me che sembrava totalmente diversa. I suoi capelli erano cresciuti tantissimo, sembrava non li tagliasse da anni, era dimagrito e i vestiti che indossava gli stavano un po' larghi e i suoi occhi sembravano spenti ma sembrano illuminarsi appena mi videro " Jenny"

" Può lasciarci da soli?" Chiesi gentilmente alla guardia che prima mi guardò riluttante e disse " sarò qui fuori davanti alla porta"

Annuii e aspettai che andasse via, mentre rimanevo in piedi, bloccata, come se non avessi aria ma sapevo di respirare. Di poterlo fare.

" non mi.. aspettavo venissi" disse " mamma e papà sono venuti qua qualche volta"

" me lo hanno detto"

Lui annuì alzandosi nervoso come se non sapesse cosa fare, ma non osò avvicinarsi a me anzi rimase immobile dicendo " vuoi... vuoi sederti? Oppure non so...sai..qui"

"Sto bene così " dissi bloccando il suo sproloquio di parole e movimenti nervosi, bloccandolo.

Lui fece un assenso con la testa e mi disse " Sei... molto bella"

"Grazie"

" anche se sei ancora la mia piccola Jenny" mi disse facendo un piccolo sorriso " anche se forse ora ti sentirai sicuramente più grande e..."

" io ti ho odiato " sputai ad alta voce facendolo rimanere di sasso con gli occhi sgranati, stupito che la sua piccola Jenny potesse mai rivolgergli tale parole " Ti ho odiato cosi tanto"

Stringo i pugni delle mie mani,conficcando le mie unghie nella mia palle, sentendo le lacrime minacciate di uscire ma le trattengo come cerco di mantenere la mia voce ferma senza alcun tremolio " Ti ho odiato quando hai puntato la bacchetta verso di noi. Ti ho odiato quando ho saputo che ci avevi tradito. Che mi avevi tradito. Ti ho odiato quando mi hai salvato. Ti ho odiato quando ti sei pentito. Ti ho odiato quando sei entrato qui dentro. Ti ho odiato... perché ho odiato me stessa per tanto tempo. Ti ho odiato perché non riuscivo a perdonarti, a venire qui. Ti ho odiato perché mi hai detto di perdonare Derek perché lui se lo meritava e io l'ho fatto." La mia voce sembra spezzarsi ma resisto " Ti ho odiato perché ho avuto i sensi di colpa, ti ho odiato mentre entravo nella nostra casa, nella tua stanza e vedevo le tue cose e pensano alla nostra infanzia. Pensavo a quanto mi volessi bene anche se facevi lo stronzo ma sapevo che non avresti mai lasciato che qualcuno mi facesse del male. Non hai mai lasciato che qualcuno mi facesse del male. Ma perché sei stato tu a farne a me?"

Vedo il suo sguardo distrutto, le lacrime scendere dai suoi occhi, le mie parole che sembrano graffi sulla sua pelle ma sembra accettarle. Se fossi pronta ad impartire sulla sua mente un crucio lui non si opporebbe, resterebbe li a subire tutto.

"Jenny... io " dice con voce rotta " vorrei davvero dirti che non so perché l'ho fatto. Ma lo so. L'ho sempre saputo. Credevo che quei ideali fossero la cosa giusta, davvero credevo che fossimo sbagliati che la nostra famiglia lo fosse. Ancora la gente ci insulta per essere dei mezzosangue. Quello che ho fatto mi sembra solo un sogno, ma quando mi sono svegliato ho capito che non volevo più riviverlo. Ho sbagliato. Ho sbagliato così tanto. Penso alle morti che ho causato, al dolore, a te. Io mi pento di qualsiasi cosa perché ho capito che i nostri genitori non hanno nulal di sbagliati, sono gli unici ad essere venuti, mi sono rimasto affianco mentre io avevo fatto di tutto per rinnegarli. Fare il ragazzino ribelle contro il mondo sembra figo quando non ti accorgi di cosa rischi di perdere " i suoi occhi non mi lasciano un secondo " e io ho perso te. E capisco perché mi odi. Lo merito"

" David, io non ho mai odiato nessuno. Ma te si" dico con una lacrima che solca il mio viso " e dopo ho odiato me"

Quando dico questa frase sento un singhiozzo da parte sua e la sua testa abbassarsi per piangere " io non volevo farti male. Lo giuro. Io non... "

"Lo so, David" dico mentre altre lacrime scendono sul viso " Lo so"

Alza il suo sguardo su di me e vedo le sue lacrime scendere " chiederti perdono mi sembta inutile, ma non so cosa fare, non cosa dirti io..."

" potresti...darmi un abbraccio" dissi mentre il suo sguardo si macchiava sempre di più dal stupore ma non ci pensò due volte prima di fiondarsi su di me e stringermi fra le sue braccia. Mi era mancato così tanto il suo abbraccio.

Le sue braccia mi stringevano forte, quasi a soffocarmi. Le sue parole sussurrate, le sue lacrime che sembravano confondersi con le mie, e il calore che emanava e che mi era profondamente mancato.
Forse, piano piano, ci avrei odiato un po' di meno.

E così dopo quella giornata avevo deciso di lasciar perdere tutto, di andare avanti, di smettere di pensare e stare male. Forse non sarei riuscita subito a parlargli come una volta ma so che so che un giorno ci sarei riuscita.

Mi alzo dal letto sentendo dei strani rumori provenire da fuori, rimango perplessa da questi rumori,di norma il nostro vicinato è molto silenzioso e non sarebbe mai così casinista così decido di andare a guardare dalla finestra che è già aperta, così mi affaccio e trovo un gruppo di ragazzi che parlano tra loro e discutono con il portiere.

" senti ragazzo, io non ti ho mai visto e non ti farò entrare"

" ma io conosco Jennifer Primrose e devo parlare con lei "sbotta Derek e io lo guardo confusa sul perché sia qui e per di più vestito con uno smoking e anche gli altri sono vestiti in maniera elegante, poi mi ricordo che si sarà stato il matrimio di cui Rose mi aveva avvisato ma io avevo deciso di lasciar perdere. Non volevo incasinare ancora di più le cose.

" Se lei mi da il tempo di chiedere alla famiglia "

" cosa? No. Le dirà che non vuole parlarmi" disse Derek

" la signorina Primrose è una ragazza così gentile. Avrà fatto qualcosa di molto grave per non essere voluto da lei"

" Diciamo che ha fatto un po' il birbantello con qualche bacetto a caso " disse Roxy

" se non contiamo che le ha mentito in qualche occasione"

"Le ha salvato la vita e poi ignorata "

" ha voluto mantenere segreta la loro reazione, dopo anni che diceva che non la voleva"

" atteggiamenti da stronzo"

" famiglia con ideali estremi e quindi la schiferebbe "

" ah e un matrimonio combinato di cui lui non ha mai parlato "

" Ragazzi, grazie ma non c'era il bisogno di fare il riassunto di tutte le mie azioni di merda" dice Derek mentre il portiere ancora lo guarda confuso.

" qualcosa di buono l'hai fatta sicuro visto che le sei piaciuto" dice Roxy " anche se ora potrebbe averti dimenticato, cioè sei stato stronzetto eh"

"Diciamo che una ragazza bella,intelligente e gentile come Jennifer non avrebbe problemi a trovare qualcun altro " le dà man forte Ale mentre Derek lo guarda malissimo per poi voltarsi dal portiere e dire " Proprio per queste cose devo parlarle e dirle che mi dispiace"

" è un bravo ragazzo" aggiunge Rose " davvero"

Il portiere lo guarda scettico e sta per citofonare a casa, e vorrei tanto essere sola e ignorarlo ma ci stanno anche i miei genitori 3 sono sicura che risponderanno così urlo dalla finestra " non c'è bisogno signor Harold, conosco il ragazzo"

Tutti alzano lo sguardo verso di me e se vedo i miei amici sorridermi e salutarmi con la mano felici vedo Derek guardarmi intimorito come se non si aspettasse di vedermi davanti ai suoi occhi per quanto volesse vedermi.

Passano minuti fi silenzio e Scorpius colpisce Derek per spingerlo a parlare ma quest'ultimo risponde " ho dimenticato quello che dovevo dire "

Mi scappa un sorriso, per quanto non voglia, e decido di rispondergli " Derek perché sei qui? Abbiamo parlato e ci siamo detti tutto a scuola. Credo sia il caso che tu te ne vada"

"Cosa? NO" finalmente sembra riprendersi dal suo stato " Non abbiamo risolto nulla. Non abbiamo parlato di nulla"

" potevi aspettare quando fossi tornata "

"Io no " dice Derek " tra meno di un mese ci diplomeremo e sarà tutto finito. E ti dirò una grande verità: ho una gran paura di questa cosa. Hogwarts era la mia unica sicurezza, li con voi, con te. E non la avrò più. Ma posso accettare di perdere Hogwarts, posso accettare di non avere più la mia casa, posso accettare di non avere più i miei elfi domestici. Tutto. Ma non posso accettare di perdere te."

" Derek, ti prego. C'è il matrimonio..."

"L'accordo non esiste più. E credimi non so neanche io cosa diamine sia successo ma l'unica cosa che mi importa è che non esiste più e credimi ho pensato mentre venivo qui di ritornare indietro tante volte perché ho pensato di non poterti rendere felice, che meriti di meglio, che non sono quello giusto. Ma poi ho pensato perché devo farmi ancora del male, Jen. Io sarò quello giusto per te. Io sarò il meglio e più di tutto cercherò di renderti felice ogni singolo momento perché cazzo Jen, io ti amo. E so di aver fatto tante cazzate ma se mi perdoni e mi dici di sì da domani anzi dal secondo dopo in cui mi dici si, sarò la persona più onesta, non ci saranno più bugie. Io sono stanco di essere infelice "

Le lacrime minacciano di uscire e il mio cuore batte fortissimo, vedo la sincerità nei suoi occhi e la sento nella sua voce. E vorrei così tanto dirgli di si ma...

"Jen ti prego "

"Derek va via, ne parleremo a scuola. Adesso non mi sembra il caso, con i miei genitori, la gente che starà ascoltando me ad una finestra e..."

" Jen, tu a scuola non mi parlerai più " mi dice "so come andrà. Ci diplomeremo e addio. Non voglio che questo accada"

" Derek non è così semplice. Noi due..."

"Noi due non potremo mai stare insieme in quel mondo, mi hai detto, ma guardaci "alza le braccia girando attorno a sé sorridendo " in questo mondo possiamo stare insieme"

Faccio un sorriso mentre lui mi guarda sorridendo e vedo che i suoi occhi sono lucidi e penso che si, in questo mondo possiamo stare insieme.

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