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Chiudo la porta alle spalle, con la stanza ancora al buio, e lentamente scivolo lungo essa. Piego le gambe, poggiando le braccia incrociate sulle ginocchia, poi gli occhi su esse.
Le lacrime escono copiose, bagnando il tessuto della mia grande felpona. Indosso solo quella oltre i boxer. Stringo le gambe tra di loro, emettendo dei forti singhiozzi.
É la mia punizione per essermi concesso a Taehyung?
Uno schiaffo da lui non lo avrei mai voluto...e fa male, tanto male...
Poggio una mano sulla guancia sulla quale Jimin mi ha dato lo schiaffo e sento di nuovo il cuore farmi male, mentre un singhiozzo esce fortemente dalla mia bocca, nonostante provi a bloccarlo.
Jimin-ah...ti avevo avvisato.
Tu non mi hai mai guardato in un altro modo...
Tu non potrai mai farlo...
Non potrai capire cosa provo per te e come il mio cuore stia soffrendo ormai da anni.
Voglio scappare...
Voglio scappare da questo mio amore peró, nonostante ci stia provando con Tae, sento che qualcosa andrà storto e cadró in un periodo ancora più buio.
Ti prego...non ci voglio ritornare.
E mentre le lacrime rigano copiose le mie guance, un forte dolore si espande anche sullo stomaco, costringendomi a stringere il tessuto della felpona nera in mano ed emettere un gemito di dolore.
Inizio a stringere le braccia attorno al ventre, respirando velocemente.
Cazzo...
Lentamente mi alzo da terra, sbandando anche fino a finire sulla scrivania. Con l'ausilio della mano mi spingo in alto per staccarmi dal legno bianco, ma sbatto la testa sul cubotto sopra essa, emettendo così un altro gemito di dolore.
«A-Ah...»
Stringo una mano tra i capelli, dirigendomi al bagno in camera, continuando a sbandare per via del dolore.
Entro, dimenticandomi di accendere la luce, e la prima azione che faccio é fiondarmi sul gabinetto. Ma non mi siedo, bensì mi inginocchio davanti esso, alzando la tavoletta.
Avvicino il viso al gabinetto, poggiando i gomiti sulla tavoletta e le mani sulle tempie a reggerne la testa. Chiudo gli occhi, sentendo un formicolio alle labbra ed una sensazione di nausea si fa spazio nel mio corpo.
Mi sporgo ancora di più, iniziando a sentire dell'acido salire, finché inizio a rigurgitare.
La mia vista si fa sempre più appannata per via delle lacrime che continuano, infuriate e cariche di dolore, a rigare le guance.
Mi fa male il petto e lo stomaco...
Sto male, sia fisicamente che moralmente.
Qualcuno inizia ad accarezzarmi i capelli, togliendomi una mano dalla testa, per stringerla.
Non vedo neanche chi sia, troppo impegnato a svuotarmi e provare a colmare quel senso di nausea.
Finalmente smetto, dopo minuti che sono sembrati interminabili, e finalmente riesco a vedere colui che é entrato.
Non riesco a sorridere, mi viene solamente da piangere.
Tampona le mie labbra con della carta igienica, per poi avvicinarmi a sé. Inizia ad accarezzarmi la schiena delicatamente.
«C-Che ci f-fai qui...?» Chiedo debolmente, accucciandomi al suo petto. Chiudo gli occhi separando le labbra.
«Volevo dormire con te, ma quando ho visto Jimin vicino alla tua porta, mi ha spiegato cosa é successo poco fa...quindi mi sono preoccupato...»
«Hobi...» Stringo le mani sul suo petto, spingendomi un po' verso di lui.
«Dimmi...»
«P-Promettimi che lo f-farai...»
«Va bene...» Mi accarezza i capelli con una mano.
«S-Stringimi, ho f-freddo.» Sussurro, iniziando a tremare.
Avvolge le braccia attorno al mio corpo, spingendomi a sé. Poggia la fronte sulla mia, e poi inizia a riempirmi il viso di bacini.
«Stiamo insieme questa notte. Non tremerai e se vomiterai ancora...ti staró di fianco.»
Mi da un bacio vicino le labbra, facendomi diventare leggermente rosso sulle goti.
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Abbracciatemi, una volta ho vomitato 30 volte in una notte ed ho perso 3 kg.
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