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Esco velocemente dalla mia camera, già arrabbiato di prima mattina.
Percorro il corridoio, per poi entrare nel soggiorno, e da esso in cucina.
Mi siedo su uno dei cuscinetti posti per terra, precisamente accanto a Namjoon-hyung.
Abbasso la testa, guardando il piatto sotto di me: pancake!
Jin-hyung é veramente una persona d'oro, ha pensato a me ed infatti mi ha preparato anche la cioccolata calda, mentre per gli altri il caffé.
«Grazie hyung per la cioccolata calda. L'apprezzo moltissimo» Dico, sorridendo allo hyung.
«Ma non l'ho fatta io...» Dice Jin.
Così corrugo la fronte, sbattendo le palpebre.
«C-Chi l'ha fatto?» Chiedo curioso.
«Io!» Dice Jeongguk appena entra in cucina, con un grosso sorriso in viso.
Lo fisso per qualche secondo, per poi abbassare lo sguardo e puntarlo sulla cioccolata calda.
Che schifo...
Mi fa così schifo.
La odio.
Non voglio niente da lui.
Il mio sguardo diventa sempre più freddo, e dopo qualche secondo, quando lui si é accomodato di fianco al suo amato Jimin, afferro la tazza e mi alzo. Mi avvicino al lavandino, per poi iniziarne a versare dentro il contenuto. Subito accendo il getto d'acqua per eliminare tutto lo schifo rimasto sul lavandino e dentro la mia tazza preferita.
«Tch...sporco...» Sussurro a me stesso, per poi lasciare la tazza dentro il lavandino, dopo aver spento il getto d'acqua, e ritorno a sedermi.
Sotto gli occhi di tutti, eh?
Siete rimasti paralizzati dal mio gesto.
E i tuoi occhi, Jeongguk, sono spalancati.
E le tue rosee labbra sono schiuse.
Mi fissi senza parole.
Soddisfazione, questo provo verso i tuoi confronti, e ne sono felice ma allo stesso tempo deluso. Non dimentico ció che hai fatto qesta notte. L'indifferenza sarà la migliore arma contro di te.
Mi disgusti e sono sincero...non avrei mai pensato che sarei arrivato a questo livello.
Prima ti ammiravo, ogni volta che ti guardavo provavo felicità ed il mio cuore batteva all'impazzata. Ti amavo così tanto. Anche ora lo faccio, credo che i miei sentimenti aumentino di giorno in giorno nonostante tu stia con Jimin.
Tra i miei pensieri, inizio a mettere la marmellata di fragole sopra i pancake, uscendo la punta della lingua, concentrato.
«Ragazzi, io e Jeongguk dovremmo fare un annuncio.» Dice Jimin.
Blocco i miei movimenti.
Lo state per dire, vero?
State per distruggere completamente due cuori?
L'attenzione di tutti cade su Jimin e Jeongguk, tranne la mia e quella di Yoongi. Io guardo i pancake, riprendendo a farcirli, mentre Yoongi-hyung guarda semplicemente in basso.
Sentiró il suo cuore frantumarsi in mille pezzettini?
Sì, certo...se lo sento dentro di me, allora proveró le emozioni di Yoongi.
«Io e Kookie...ci siamo messi insieme.»
Non rivolgo nessuno sguardo ai due protagonisti, bensì a Yoongi, che si morde il labbro per non piangere.
Gli afferro il polso, per poi alzarmi e trascinarmelo dietro.
«Io e Yoongi stiamo andando in bagno.»
Inizio a trascinarmelo dietro, se piange e si sfoga con me, forse...potrei placare, almeno un po', il suo dolore.
Entro dentro il bagno in comune, per poi chiudere la porta.
Subito lo avvicino a me e lo circondo con le braccia. Affonda il viso nell'incavo del mio collo.
«Hyung...»
«Mh?» Mugola lui.
«Stai bene?»
«Mentirei dicendoti di sì.» Ridacchia leggermente, ma non é per niente una risata di felicità.
«Hyung, ci sono per te.»
Lentamente striscio lungo la porta, portandomelo sopra. Lo abbraccio nuovamente, iniziando ad accarezzargli dolcemente la testa.
«Hyung, piangi, ti prego... Non voglio vederti soffrire a causa sua.» Lentamente alza la testa per guardarmi, separando le labbra. «Ho notato come ti mordevi il labbro inferiore per non piangere, ti ho visto.»
Spalanca gli occhi, che lentamente diventano lucidi. Abbassa il capo, come se non volesse farsi vedere.
Un sorriso mi spunta sul volto, sembra così piccolo e indifeso, così lo avvicino a me e lo abbraccio.
«Yoongi-hyung, non preoccuparti. Ci sono io...»
Piange, piange così forte sul mio petto, mentre mi stringe a sé.
Dolcemente gli accarezzo la testa, poggiando la mia sulla porta. Lo sguardo sul soffitto.
Vorrei piangere, ma sprecherei lacrime inutilmente. Mi sono promesso di non farlo più, non devo. Non devo assolutamente farlo.
«C-Come fai a-a n-non piang-gere?» Chiede tra i singhiozzi.
«Perché...Perché lui adesso non ha nessuna impirtanza.» Mi guarda con uno sguardo confuso, mentre gli asciugo le lacrime con i pollici.
Dopo mi alzo, facendo alzare anche lui. Lo spingo sul marmo del lavabo, per poi iniziare a baciarlo sulle labbra, infilando la lingua. Lo vedo spalancare gli occhi, ma dopo poco inizia a ricambiare il bacio.
«Devo pensare a te, adesso.» Dico quando ci stacchiamo.
Poggio le mani sul marmo, ai lati dei suoi fianchi.
«Aish, sei un idiota, non puoi dirmelo in questo modo.» Sbraita lui, sviando lo sguardo. «E queste mosse d'attivo? Scordati di mettermelo in culo, non mi faró aprire l'ano da te.»
«Versatili?» Chiedo, facendo gli occhi dolci.
«Tae-» Spalanca gli occhi. Di scatto arrossisce e svia immediatamente lo sguardo.
«Dai hyung, voglio provarci.» Sussurro con voce calda e sensuale al suo orecchio.
«Prima sfondo io, poi si vedrà.» Sputa, per poi guardarmi male.
Quando riprendiamo a baciarci, dopo poco, irrompe qualcuno nel bagno.
«Hyung-»
Ci stacchiamo di scatto, incontrando gli occhi freddi di Jeongguk.
«Che vuoi, Jeongguk?» Chiede Yoongi, staccandosi dal marmo.
«Niente, proprio da voi assolutamente niente. Stanno rompendo i coglioni perché é da troppo tempo che siete qua dentro, da soli.» La sua voce é così fredda.
«Questi non sono affari tuoi.»
Yoongi esce dal bagno, rimanendo solo con Jeongguk. Mi guarda in un modo così freddo, sembra adirato contro di me.
Jungkookie, che ti ho fatto?
Ti ha dato fastidio il fatto che abbia gettato via la cioccolata? Be', scusa.
Aish, non devo scusarmi.
«Allora? Vuoi rimanere qua ed alloggiare nel cesso?» Sputa e scuoto la testa. «Muoviti allora, non voglio avere altre rotture di cazzo!»
Mi afferra per il braccio e mi spinge così forte fuori dal bagno da cadere con le ginocchia per terra. Abbasso la testa, rimanendo li, sotto lo sguardo di Jeongguk che ha sbattuto la porta con forza.
«Che cazzo stai per terra? Sei per caso un cane?!» Si abbassa verso di me, stringendo le dita tra i capelli. «Allora?! Mi dai sui nervi quando fai così.» Sono diventati lucidi, vero? «Tch, sei irritante, peggio di un bambino.» Lascia i miei capelli, alzandosi. «Forza alzati, o hai bisogno di una mano?»
Ti stai prendendo gioco di me?
Mi fai male!
Il mio cuore duole.
Mi alzo da terra, senza il suo aiuto, e senza pensarci due volte gli tiro una manata in viso.
Non lo avrei mai fatto.
Forse, qualche anno fa, mi sarei pure concesso a te pur di soddisfarti...ti volevo, ti voglio, mio.
Per qualche secondo rimane con il capo voltato, ma quando si gira verso di me, la sua espressione é furente.
«Sei per caso pazzo?!»
Lo spingo verso il muro, per poi iniziare a correre verso la cucina così che non mi possa prendere.
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Cosa succederà nel prossimo capitolo?
Eheheheheheheheheh- okay basta, sembro pazza. Anzi, lo sono.
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