-19-
Forse lo fai apposta.
O forse non pensi alle conseguenze di quello che fai.
O forse non ci arrivi.
Allora, per quale motivo hai, volontariamente, baciato Todoroki? Davanti a me?
Era lo stesso giorno, dopo che avevo sognato me stesso nei panni del mio migliore amico. Ed il 'nostro' bacio, per giunta, mi era sembrato realistico.
Successe prima delle lezioni della mattina, eravamo arrivati a scuola insieme, con il tram.
Non volevo rivolgerti la parola, e credo nemmeno tu.
Quella mattina eri sospetto, così la mia curiosità mi ha spinto a seguirti appena scesi.
Penso tu non te ne sia accorto, anche se eravamo pochi nel cortile.
Ti sei diretto verso Todoroki, che aspettava me. Nemmeno lui si sarà accorto di me, e vi siete appartati.
Sempre senza farmi notare ho seguito, voi due, sul retro.
Camminavate abbastanza velocemente, ed eravate troppo vicini.
Ho pensato che aveste bisogno di chiarirvi, o che tu volessi scusarti con lui.
Mi ritornò in mente che io non gli avevo detto del tuo pentimento, ma non riuscivo a ricordarlo mentre parlavo con Todoroki.
Eravate nello stesso punto, in cui giorni prima avevi pianto, ma quella volta non piangevi. Osservavi il mio migliore amico.
Parlavate troppo a bassa voce per permettermi di udirvi. Eppure sono sicuro, che, dalla posizione in cui ero, per voi, era impossibile non notarmi.
E poi, lo vidi.
Gli hai afferrato entrambe le mani, di prepotenza, bloccandolo contro il muro dell'edificio.
Todoroki era confuso, ma non sembrava dispiaciuto o, in ogni caso, non si stava ribellando.
Gli hai stretto le mani appoggiandoti con il corpo al suo, continuavi a dire qualcosa ma sottovoce.
E non sentii, mentre dentro di me la gelosia, la rabbia e l'odio, per entrambi, aumentava.
Infine, per concludere il tutto, hai premuto le tue labbra sulle sue.
Perché Kacchan?
Tu lo odiavi? Non è vero?
Non ho potuto trattenere le lacrime, ed i miei singhiozzi, non importava se mi aveste sentito o visto.
Ma avevo bisogno di piangere.
Ancora una volta, c'era stato un bacio tra te e Todoroki. L'ennesimo bacio che non ho mai ricevuto.
Stavo male.
E vi odiavo.
Odiavo te, Kacchan, perché nonostante le tue parole e il tuo non sopportare Todoroki, lo stavi baciando. E stavi trasformando quel, come vi piace definirlo, 'solo un bacio', in qualcosa di più intenso.
Invece, odiavo Todoroki, perché mi aveva ingannato con le parole. Lui non ti amava e tu non lo amavi, secondo lui. A quanto pare, non era vero. E lui lo sapeva, di amarti.
Non sembrava dispiaciuto da quel bacio, e non faceva nulla per fermarti, aveva la possibilità di rifiutarti.
Non è pur sempre il più forte della classe? O, comunque, dotato di quirk?
Quando vi siete divisi, dal vostro 'solo un bacio', identico al sogno che avevo fatto, hai proferito giusto due parole per poi lasciare Todoroki da solo.
Ed io sono uscito dal nascondiglio.
Vidi il mio migliore amico passarsi una mano sulle labbra, per poi udire il fruscio delle foglie poco distanti da lui, provocate da me.
Sgranò gli occhi, forse preoccupato che avessi sentito, o peggio ancora visto.
-Midoriya.- Mi chiamò lui, ma io avevo già preso la strada per entrare in classe.
Non volevo parlare né con lui, né, a maggior ragione, con te.
Entrai in aula, frastornato e intristito.
Seduto accanto al mio banco, ovviamente, c'eri tu.
Ci mancavi solamente tu.
Eri impassibile, come se nulla fosse accaduto. Per te, probabilmente, non era accaduto nulla. Per me, si.
Ma a te cosa importava?
Nella pausa pranzo ho, palesemente, evitato Todoroki e te.
Si vedeva che non volevo restare né con uno, né con l'altro.
Così mi sono seduto al tavolo con Iida e Uraraka.
Loro non avevano notato nulla di questa situazione, ma era meglio così.
-Come sta la tua gamba?- Domandò Uraraka ricordandomi cos'era successo quella mattina.
Durante un allenamento mi ero fatto male, per colpa mia, ero distratto.
Credo che a te abbia fatto piacere, Kacchan.
-Meglio. Oggi non so cosa mi passi per la testa.- Ho sorriso, sperando di non far notare a loro due il mio odio per Todoroki e te.
Iida notò il mio migliore amico, o almeno, dopo quello che era successo non lo era un granché, aggirarsi nella mensa, senza un posto dove sedersi.
Gli ha chiesto di sedersi con noi, che avevamo un posto libero.
E quel posto, era proprio accanto a me.
Todoroki si sedette, non aveva molta altra scelta.
E, quasi a farlo apposta, Uraraka ed Iida dopo nemmeno cinque minuti, si alzarono con una scusa.
Ero rimasto da solo, con lui. E non mi andava, per niente.
-Posso parlarti?- Domandò Todoroki.
-Perché ti sei seduto qui?- Gli ho chiesto, senza importarmene della domanda che mi aveva posto.
-Non c'erano altri tavoli liberi.-
Ho trattenuto una risata nervosa, scrutando un tavolo poco più lontano dal nostro.
-Quello di Kacchan è vuoto.- Gli ho risposto irritandolo.
-Non è come pensi.- Ha obiettato lui, voltandosi verso di me.
Chiaramente, lo stavo ignorando e non volevo guardarlo negli occhi.
Sarei scoppiato a piangere o mi sarei arrabbiato ancora di più.
Perché, Kacchan, forse su una cosa hai ragione, Todoroki ha degli occhi bellissimi.
-No? Sei sicuro?-
-Si. Quel bacio non significa nulla.- Ha ripetuto l'ennesima volta il mio migliore amico.
-Se non significano nulla, allora, perché continuate a baciarvi?!- Ho sbottato, decisamente, alterato per quella frase che ormai era l'unica che la mia testa si ripeteva.
-Mi ha baciato lui, questa volta.- Ha ricordato Todoroki.
Non avrei mai voluto litigare con lui, gli volevo troppo bene, e se l'avessi ascoltato non avrei trovato da dire con lui.
-E allora? Tu non ti sei minimamente scomposto. Ti è piaciuto? Spero, con tutto il cuore, di si.- Ho replicato io, acidamente, senza nessuna pietà.
Me la stavo prendendo col mio migliore amico, ma sarebbe stato meglio se ci fossi stato tu al suo posto. Ho pensato che litigare con te, fosse più difficile. Todoroki è decisamente calmo, tranquillo ed usa le parole. Tu non l'avresti risolta così.
Mi sono alzato dal tavolo. Volevo tornare a casa e, grazie al cielo, quel giorno le lezioni del pomeriggio erano state annullate.
-Dove vai?- Mi ha chiesto Todoroki.
-A casa.- Ho afferrato lo zaino, appoggiato a terra.
Dovevo andarmene senza dire nient'altro, ma non ce l'ho fatta, avevo bisogno di ferirlo.
-Kacchan ha detto che tu baci benissimo, che è invidioso delle tue labbra, delle tue mani, e dei tuoi modi di fare... non lo farei attendere ulteriormente, vai da lui, e completate l'opera.- A testa bassa sono uscito, mentre lo sguardo di Todoroki si infuocava.
Credo mi stesse detestando, odiando, e mi trovasse stupido ed infantile. Lo avevo abbandonato dicendogli, tra le righe, che poteva fare altro con te, Kacchan.
E io sapevo quanto tu e lui non andaste d'accordo.
Sono corso via da scuola, preoccupato che mi raggiungesse o che qualcun altro lo facesse.
Lontano dalla scuola ho rallentato la corsa, procedendo con una camminata più tranquilla. Non volevo, ancora, rientrare a casa. Non del tutto.
Mia madre non c'era, ed io avevo bisogno di qualcuno.
Ma ero solo.
Non potevo contare su Todoroki, l'avevo appena ferito e avevo litigato con lui. Chiedergli scusa, subito, era una mossa da bastardo. Non potevo.
E nemmeno Iida, Uraraka e Kirishima sarebbero stati d'aiuto. Loro non sapevano la nostra storia, i miei sentimenti, le mie paure e tutto il resto. E non me la sentivo di parlare di tutto quanto, anche a loro.
Poi, c'eri tu.
Avevi baciato Todoroki, quella stessa mattina, ed eri la persona con cui non avrei mai voluto parlare.
Kacchan, sei il ragazzo che amo. Non potevo dirti che ero geloso, di te.
Ed ero pur sempre arrabbiato.
Qualcuno, però, parlò con me. Prima che tornassi a casa.
E non andò come doveva andare.
E non fosti tu, Kacchan.
Pazienza.
Vorrei dirtele queste cose, ma se dopo averle sapute fossi tu a venirmi a consolare, pensi davvero che mi sentirei felice?
Non conterebbe nulla essere stretto a te, mentre ti racconto come stanno le cose, saresti solo costretto.
Perché questo non era ciò che volevi tu, Kacchan.
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