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-14-

Mi presentai al compleanno di Kirishima con dieci minuti di ritardo, e questo non perché non ricordavo dove abitasse, ma per non incrociare te per strada.
Così alle otto e dieci di sera suonai il campanello di casa sua.

Passò un minuto esatto, prima che Kirishima mi aprisse la porta. Ed in quel minuto non avrei mai immaginato tutto quello a cui sarei andato incontro, attraversando quella porta.
Una strana sensazione mi invase il corpo, per mezzo secondo, e pensai di andarmene, tanto ancora non mi aveva aperto la porta.

Ma scossi la testa, dandomi del vigliacco.
Se tu c'eri, e c'eri, non dovevo avere paura. E poi di cosa?
Tu sei un ragazzo come un altro, e non mi avresti mai fatto nulla o detto nulla davanti a tutti.
Ma la differenza, tra te e tutti gli altri ragazzi, è che io sono innamorato di te.

Kirishima mi fece entrare sorridendo, mi abbracciò ed io gli feci gli auguri.
Dentro casa sua riconobbi praticamente tutti i nostri compagni di classe, e questo mi mise a mio agio.

Raggiunsi Uraraka e Iida, molto concentrati a guardarsi negli occhi, il primo che avrebbe abbassato lo sguardo avrebbe perso. Ed avrebbe scontato una penitenza, che nemmeno ricordo quale fosse.

Li salutai, ma loro continuarono a guardarsi negli occhi seppur parlandomi.

-Scusa Deku, ma non ho alcuna intenzione di perdere.- Ammise Iida.

-Nemmeno io!- Esclamò sorridendo Uraraka.

Sorrisi, era da un sacco di tempo che non stavo con loro e mi mancavano. Persino restare a guardare loro due, in silenzio, mi andava bene. Loro sono le prime persone che mi hanno parlato, e che ho considerato amici.

Intanto che attendevo che la loro sfida terminasse, mi guardai intorno alla ricerca di te o di Todoroki.
Non vi avevo visti appena entrato, perciò mi chiesi dov'eri tu e dov'era lui.

E mi assalì un dubbio.

-Avete visto Todoroki o Kacchan?- Domandai talmente piano che la musica sovrastò la mia voce, impedendo ai miei due amici di udirmi.

In quell'istante, quasi tu avessi sentito me, sei apparso dal corridoio.
Eri solo.

E, nuovamente, mi chiesi dov'era Todoroki, ma sopratutto se tu e lui avevate 'parlato'.
Ho incrociato, erroneamente, il tuo sguardo. Eri sorpreso, forse perché non mi avevi visto quando eri arrivato. O perché pensavi che non sarei venuto, alla fine.

Spostai lo sguardo di nuovo su Iida ed Uraraka, quest'ultima stava per perdere.

'Quanta pazienza hanno?' Mi chiesi, dato quanto tempo stava portando via ad entrambi, quel gioco.

Con la coda dell'occhio ti ho visto avvicinarti a noi, e mi preoccupai.
Era dal giorno precedente che, sicuramente, volevi parlarmi, ma io non riuscivo a reggere il tuo sguardo o la tua presenza.

Cercai un modo per sfuggire a quell'incontro.

-Ragazzi... sapete se Todoroki viene?- Chiesi ai due, rendendomi conto che la sfida era appena terminata, con la vittoria di un Iida fiero e orgoglioso di se stesso.

-È arrivato poco dopo di noi, dovrebbe essere qui in giro.- Rispose Uraraka, amareggiata dalla sconfitta e dalla penitenza.

Si guardò intorno indicandomi un punto, dall'altra parte della stanza, dove sedeva Todoroki solitario.

-Lo raggiungo, ci vediamo dopo.- Sorrisi ai miei amici, salutandoli con un cenno.

Riuscii a scampare a te, che per poco non mi avevi raggiunto.
Se fossi stato in un luogo senza tante persone, forse, avresti gridato il mio nome o mi avresti racchiuso in un cerchio di fuoco con il tuo quirk. Ma dentro la casa di Kirishima, non lo avresti fatto.

Ricordi che quella festa di compleanno fu un disastro ed un orrore? Solo per me, per te e per Todoroki.
Se te lo ricordi, allora da quando rivolsi la parola al mio migliore amico cominciarono i guai.

Lo salutai, e lui restò scioccato nel vedermi lì. Forse non l'avevo avvisato della mia presenza, ma fu felice di vedermi.
Era da solo, e mi rattristava vederlo così.

Poi mi ricordai delle tue parole, che dissi a Todoroki.

-Mi ha intimato di stare lontano da te, Deku.-

Quella frase rimbombava nella mia testa, a prescindere che io avrei, dovuto o meno, venirne a conoscenza.
In ogni caso, mettevo nei guai Todoroki restandogli vicino e parlandogli. Eppure lui non sembrava volermi cacciare via.

-Forse me la farà pagare domani.- Ha ammesso ad un tratto, leggendomi nel pensiero.

-Non glielo permetterò. Lui non ha il diritto di insultarti o farti del male.- Ho risposto io, voltandomi verso la tua posizione.

Mi stavi fissando, come a lezione, e mi mettevi a disagio. Perché?

-Non riesci proprio a non cercarlo.- Ha ammesso sorridendo Todoroki.

Ricordo di essere diventato, letteralmente, un pomodoro. Effettivamente, dava quell'impressione. Sembravo ossessionato da te, ma l'unico ad esserne a conoscenza era Todoroki.
Sperai.

Ti vidi stringere i pugni ed inizialmente non capii. Forse hai confuso il mio rossore, per qualcosa che aveva detto il mio migliore amico. Sicuramente pensando che ci stesse provando con me, dato che ora eri venuto a conoscenza del suo orientamento sessuale.

Spostai lo sguardo verso Todoroki, il quale sforzò un sorriso.

-Midoriya... io credo che lui voglia parlarti.- Ha ammesso all'improvviso.

Perché proprio lui mi incitava a parlare con te? Io non volevo. O si?

-E secondo te... perché?- Gli domandai.

-Non posso dirtelo.-

Sgranai gli occhi. Todoroki mi stava nascondendo qualcosa, era la prima volta. Restai qualche secondo immobile, mentre lui si lasciò scappare una piccola risata, che sono sicuro ti abbia infastidito.
O che tu abbia frainteso, Kacchan.

Scossi il capo chiudendo gli occhi per un istante, li riaprì ritrovandomi il volto di Todoroki più vicino. Accostò le sue labbra vicino al mio orecchio per poi sussurrarmi qualcosa.

-Kirishima mi ha detto di essersi accorto di te, l'altro giorno.- Ammise allontanandosi da me.

Io ero sempre più confuso, ma capii una cosa.

Tu volevi parlare con me, perché Kirishima ti aveva svelato che avevo origliato tutta la vostra conversazione. E che sicuramente l'avevo presa male.
Ma, anche sapendo qual era l'argomento, avevo paura e non me la sentivo di parlarti.

-Deku. Ti devo parlare.- Solo questo ho sentito uscire dalle tue labbra, poi mi hai afferrato il polso e trascinato lontano da Todoroki.


Eravamo nel corridoio. Non c'era anima viva, e non si sarebbe sentito quello di cui avremo parlato, talmente la musica era alta.
Tu eri appoggiato ad una parete ed io a quella davanti alla tua.

Avevi le braccia incrociate e lo sguardo fisso su di me.
Io mi guardavo le mani, mentre mi inventavo un gioco divertente, con esse, per far passare il tempo.
Ero nervoso.

I minuti trascorrevano e tu non dicevi nulla. Pensavo ti servisse tempo, per quello che dovevi dirmi, ma era decisamente troppo.
Se volevi solo allontanarmi da Todoroki, per poi non dirmi nulla, allora me ne sarei andato.

E fu quello che feci.

-Se devi dirmi qualcosa dillo, o torno di là.- Ho affermato staccandomi dalla parete, ho alzato lo sguardo incontrando per la terza volta il tuo, in quella serata.

Ma tu non dissi niente.

-Ci vediamo.- Mi ero stancato dei tuoi sguardi, così feci per tornare nella sala dove la festa era ancora in corso.

Afferrai la maniglia della porta, che ci divideva dagli altri, ma non feci in tempo ad abbassarla.
Sentii il tuo palmo destro avvolgermi il polso sinistro, sobbalzai, ritrovandomi contro il muro da cui mi ero diviso poco prima.

Hai stretto la mano causando un mio lamento, stavi stringendo troppo il polso, Kacchan.
Con l'altra ti sei appoggiato al muro, mentre io con l'unica libera tentavo di spostarti di dosso.
Smisi di divincolarmi, quando realizzai che tu eri fisicamente più forte di me, e restai appoggiato al muro con una mano sul tuo petto.

Quella vicinanza inaspettata causò l'imbarazzo sulle mie gote, e volevo che tu non lo notassi.
Sentivo il tuo respiro sfiorarmi i capelli, mentre il mio si scontrava con la tua maglietta nera. Non riuscivo a guardarti negli occhi.

-Deku?- La tua voce era un sussurro, difficile da credere che fossi proprio tu a parlare.

Lasciai trapelare un mugolio, incitandoti a continuare.

-Cosa ti ha detto.-

Le tue parole erano chiaramente un ordine, ma era differente dai tuoi soliti. Eri più calmo, tranquillo o almeno così pareva.
Sapevo che dentro di te eri ricolmo di rabbia e di odio, nei confronti di Todoroki e, probabilmente, anche nei miei.

-Perché ti interessa?-

-Stavi sorridendo, eri in imbarazzo, si è avvicinato a te... dimmi la verità, ci stava provando?- Hai domandato senza troppi giri di parole.

Arrossii, pensare a me e Todoroki insieme, nel senso che intendevi tu, era strano. Non ci avevo mai riflettuto su un suo possibile flirt nei miei confronti, ma non era quello che stava facendo poco prima.

-No...- Balbettai io, non convincendoti.

-Ah si?- Ti stavi irritando, il tuo tono di voce, lentamente, cresceva.

Mi hai liberato il polso, arrossato, avvolgendomi le mani attorno al collo.
Non pericolosamente, ma per permetterti di sollevarmi il viso.
Cercai di capire i tuoi comportamenti, ma lentamente ti avvicinavi a me.

Con le tue labbra, sempre più vicine a me, mi strinsi al tuo petto. Stava succedendo quello che avevo sempre sognato, e non importava chi sarebbe potuto passare o cosa sarebbe accaduto dopo.

Mi stavi per baciare, Kacchan!

A pochi centimetri dalle mie labbra ti sei fermato.
Tremavi.
Abbiamo riaperto gli occhi, o almeno, io ho riaperto gli occhi, per sentirti dire una frase che mi lasciò di stucco.

-Non ce la faccio.-

E come se nulla fosse, te ne sei andato.

Restai a fissare la porta, dalla quale sei uscito chiedendomi cosa ti era passato per la testa. Ti odiai per almeno cinque minuti, il tempo necessario per realizzare cosa fosse successo.

Ci stavamo per baciare, eravamo vicini ed era tutto voluto da te. Cosa c'era che non andava? E cosa significava quella frase? E, sopratutto, perché mi hai chiesto di parlare, per poi non dirmi niente?

Tornai nella sala della festa, cercando Todoroki per chiedergli un consiglio o spiegargli la situazione, ma forse non era la migliore delle idee. In quel momento, non ne avevo di migliori.

Prima di trovare il mio amico, sempre nel solito punto, vidi te circondato da alcuni nostri compagni. Tra cui Kirishima.
Quest'ultimo mi fece un cenno, chiedendomi di avvicinarmi.

Cercai di non dar peso alla tua presenza, ed ascoltai cosa aveva da dirmi. Perché, almeno lui, qualcosa mi disse.

-Ti va di unirti?-

Intuii che stavate giocando a qualcosa, eppure non capii immediatamente a cosa.

-Obbligo o verità.- Rispose Aoyama spostandosi un ciuffo di capelli, che gli ricadeva sul volto.

Dopo la sua risposta, compresi il tuo comportamento.
Stavi giocando con me.
Il tuo bacio di prima non era qualcosa che tu desideravi, ma un obbligo. Non avevi nulla da dirmi, era solo un pretesto.
Mi hai deluso, Kacchan.

Ti sei divertito sia con Todoroki, che con me.

Rifiutati gentilmente l'offerta dicendo che avevo promesso a Todoroki di stare con lui. Gli altri non si insospettirono, ma tu si.
E non mi importava quanta gelosia, rabbia o nervoso avresti passato, nel vedermi con lui.

Quella volta, Kacchan, hai lasciato nel mio cuore un'ulteriore ferita, in quello di Todoroki un'ulteriore delusione, dato che poi gli raccontai ciò che era accaduto, e nel tuo solamente odio.

Pazienza.
Vorrei dirtele queste cose, ma se dopo averle sapute tu non mi prendessi più in giro, pensi davvero che mi sentirei felice?
Non conterebbe nulla il tuo rispetto, saresti solo costretto.
Perché questo non era ciò che volevi tu, Kacchan.

//Decisamente lungo questo capitolo😉

Per chi interessa ho iniziato a scrivere una KageHina
Titolo: 飛べ
(anche in quella non so con quanta frequenza pubblicherò capitoli)🙈❤️\\

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