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2.4

Federico aveva mentito a Benjamin, non sarebbe partito tra due giorni ma quella stessa mattina. In realtà gli aveva scritto anche perché era abbastanza in ansia di rivederlo. Carlotta lo stava già aspettando fuori da casa sua e Federico, come al solito, era in ritardo.
Federico aveva un problema, non sapeva dove aveva messo i biglietti nonostante li aveva comprati ieri. In camera sua c'era solo un caos assurdo, vestiti sparsi da ogni parte, la valigia ancora da finire ed in tutto questo lui stava urlando.

'Federico sono le sette della mattina, cosa urli?' gli disse sua mamma preoccupata.

Il biondo sbuffò e si lanciò sul letto.

'Io non parto oggi, me lo sento. Non trovo i biglietti, cazzo' urlò il biondo.

'Tesoro, sono sul comodino vicino a te. Non c'è bisogno di alterarsi così tanto' gli disse dolcemente sua mamma.

Federico si girò e vide che, come aveva detto sua mamma, i biglietti erano sul comodino. Si sentii un emerito idiota e rise.

'Devo finire ancora la valigia, sono in ansia come non mai' le disse andando vicino a lei.

Sua mamma lo aiutò a finire di mettere dentro tutto per poi lasciarli
un bacio sulla guancia.

'Andrà bene tesoro. Lui ti ama e tu ami lui' sorrise dolcemente Morena.

'Devo andare Mà, Carlotta mi starà aspettando'

Federico prima di uscire saluto per l'ultima volta sua mamma e chiuse la porta alle sue spalle.

'Sono venti minuti che ti aspetto' urlò Carlotta non appena Federico uscì di casa.

'Mi dispiace Lot, sai come sono fatto' le fece l'occhiolino il biondo.

'Taci e sali sulla macchina' sbuffò Carlotta facendo ridere Federico.

Il viaggio in macchina fu abbastanza silenzio, tranne che per quelle volte che Federico si era messo a cantare a squarciagola facendo arrabbiare Carlotta. L'aereoporto di Bologna li stava aspettando e fra venti ore sarebbe stato nelle braccia del suo fidanzato. Era in ansia per il semplice motivo che aveva paura della reazione di Benjamin.

Quello stesso giorno aveva avvisato la mamma di Benjamin che sarebbe partito per l'Australia e che non vedeva l'ora di rivederlo. Jos gli disse che sarebbe venuta a prenderlo non appena sarebbe arrivato ad Hobart. Il biondo si sentì sollevato di questo ed aspetto l'imbarco per poi salire su quel aereo che lo avrebbe portato dal suo Benjamin.

'Ascoltami bene, vedi di non rompere le palle per tutte le venti ore di viaggio perché ti giuro che ti prendo e ti butto giu dall'aereo' lo minacciò la sua migliore amica sorridendo.

'So che mi vuoi bene' le diede un bacio.

'Ora ti vengo a prendere amore mio' pensò il biondo prima che l'aereo decollasse.

****

'Tesoro, dobbiamo andare da tuo fratello'

Benjamin si svegliò dal suo sonnellino mentre la figura di sua mamma si faceva sempre più chiara.

'Dammi cinque minuti che mi riprendo e andiamo' le rispose.

Il nervoso di Benjamin era passato nonostante Emmanuel continuava ad essere convinto delle sue parole. Non sarebbe mai stato suo, nemmeno tra un milione di anni. Era brutto dirlo, ma a Benjamin di Emmanuel gliene fregava davvero poco. Lui voleva essere lì solo con Federico. Voleva baciarlo ad ogni secondo ed ad ogni minuti per farli capire il suo amore. Benjamin ne era sicuro, voleva fare l'amore con lui. Doveva preparare una sorpresa per il suo biondino ma, se non aveva fatto i conti male, non sarebbe arrivato fino a sabato. Aveva ancora tre giorni per organizzare tutto. Ma quello che non sapeva era che Federico era già su quel aereo diretto per Hobart e che sarebbe arrivato la mattina successiva.

Il moro si risvegliò dai suoi pensieri e si diresse verso la cucina dove sua mamma e suo papà lo stavano aspettando.

'Possiamo andare?' gli domandò suo padre, il moro di risposta annuì dirigendosi fuori e salendo in macchina.

Doveva dire della relazione con Federico, doveva dirgli che lo amava e che voleva passare il resto della sua vita con lui, ma aveva paura della reazione.

'Mamma. Papà' gli disse guardandoli.

'Dicci tesoro, è tutto okay?' gli chiese sua mamma dolcemente.

'Sì è solo che devo dirvi una cosa importante per me e spero che voi capiate ciò' sussurrò Benjamin.

I suoi genitori lo guardarono straniti e Benjamin tirò un sospiro pesante.

'Però è meglio se ve lo dico quando siamo arrivati in ospedale, fidatevi' rise nervoso il moro.

Sua mamma guardò suo padre che alzò le spalle continuando a guitare.
Il tragitto, per la sfortunata del moro, fu corto e sua mamma fu la prima a girarsi verso di lui e ad incitarlo a parlare.

'Ve lo dirò senza giri di parole' tirò un sospiro e poi continuò 'io e Federico stiamo insieme, sono gay e lo amo con tutto me stesso. È solo per questo motivo se lui viene in Australia' disse il moro abbassando la testa.

I suoi genitori si guardarono e sorrisero dolcemente.

'Tesoro, noi lo sospettavamo. Due che si guardano come vi guardate voi non possono essere amici. Noi ti appoggiamo su questa tua scelta, se sei felice tu lo siamo pure noi' gli disse sua mamma accarezzando la sua guancia.

'Quindi non vi da fastidio?' gli domandò Benjamin.

Loro due scossero la testa e il moro sorrise. Era davvero fortunato ad avere genitori come loro.

'Dai andiamo, Alex ci starà aspettando' disse suo padre.

Scesero dalla macchina e Benjamin si mise a fissare il cielo, proprio in quel momento un aereo stava passando sopra alla sua testa e pensò subito a quando sarebbe stato bello se Federico fosse stato su quel aereo. Chiuse gli occhi un attimo ed immaginò Federico, immaginò loro due insieme nel letto dopo aver fatto l'amore, immaginò le loro varie avventure insieme ed i loro momenti che non sarebbero finiti mai.

Mentre Benjamin continuava ad immaginare, i suoi genitori lo fissavano da lontano sorridendo.

'È proprio innamorato' disse sua mamma mentre suo marito le baciava la testa.

****

'Ti giuro che questo bambino lo ammazzo adesso' si lamentò Federico mentre questo bambino continuava a tirare calci sul suo sedile.

La ragazza rise e continuo ad ascoltare la musica.

'Okay ragazzino, mi hai stufato' urlò il biondo girandosi di scatto verso il bambino.

Il ragazzino avrà avuto, si e no, 11 anni e sembrava la coppia identica di Benjamin da piccolo.
Federico ne rimase affascinato mentre il ragazzino gli lanciò un pezzo di carta addosso.

'Che problemi hai?' sbraitò il biondo.

Il bambino gli fece una pernacchia e continuò a tirare calci sul sedile.
Il biondo sbuffò sonoramente e si girò verso la ragazza che lo stava fissando trattenendosi la risata.

'Quanto durerà ancora questa tortura?' le domandò Federico.

'Solo altre dieci ore. Rilassati' gli disse la ragazza.

'Come faccio a rilassarmi se c'è questo cretino che continua a tirarmi i calci' sussurrò lui.

'Beh, guarda il lato positivo... Hai il massaggio automatico' rise la ragazza dando una pacca al suo migliore amico.

'Ah ah ah, molto divertente Carlotta' rispose ironico il biondo.

Non vedeva l'ora di essere in Australia.

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Na: vi chiedo scusa ma domenica avevo il concerto e ieri sono stata poco bene. Comunque cosa ne pensate? Quest'ultimi sono capitoli di passaggio per farvi capire bene le vicendo.
Come sempre vi ringrazio per le visualizzazioni che sono arrivate ai 9K e se volete entrare nel gruppo fatemelo sapere. Un bacio.
Jas

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