1.6
'Beh zio, io devo andare. Ci sentiamo magari più tardi'
Il moro era sovrappensiero e non si accorse nemmeno che il suo amico stava parlando con lui.
Era troppo impegnato a pensare a come l'avrebbe presa Federico e a come quella ragazza conoscesse sia Federico che lui.
Il moro annuì debolmente e si lasciò andare sullo schienale della sedia mentre Federic se ne andò, sbuffò e si massaggiò il collo mentre guardava il suo amico andarsene.
Dopo pochi minuti il posto venne preso dalla ragazza di prima, Carlotta.
'Posso parlarti un attimo?' gli chiese la ragazza guardandolo.
Carlotta conosceva abbastanza bene Benjamin, Federico le aveva parlato bene di lui e voleva conoscere la persona che aveva rubato il cuore al suo migliore amico.
'Avevo intenzione di venirti a cercare pure io, ma vedo che hai anticipato le mie mosse. Comunque come fai a conoscere Federico?' le domandò il moro fissandola.
'Beh, lui è il mio migliore amico. Ci conosciamo da l'età di 12 anni e lui ormai è diventato fondamentale per me' gli rispose Carlotta accennando un piccolo sorriso.
'Federico è fondamentale per tutti, il problema è che solo pochi se lo possono permettere' ammise Benjamin.
Se non fosse stato gay ci avrebbe fatto un pensiero sulla ragazza. Era abbastanza magra e un filino più bassa di lui. Aveva i capelli castano chiaro con qualche sfumatura sul biondo. Il suo viso era molto carino, occhi verdi e un paio di lentiggini le ricoprivano la parte sotto. Al naso portava un piccolo anellino d'oro, un nostril.
Indossava la sua divisa, camicia bianca e pantalone nero che le fasciavano le sue forme in modo perfetto.
La ragazza si sentì abbastanza osservata e Benjamin distorse lo sguardo per evitare di fare una figura di merda, cosa che aveva già fatto.
'Benjamin, ti chiedo un solo favore. Non farmi soffrire Federico. Ha già sofferto troppo e non ha bisogno di un altro coglione che gli spezzi il cuore' gli disse la ragazza guardandolo male.
Il moro era totalmente nella merda. Non sapeva se dirglielo alla ragazza o evitare, ma poi lei sarebbe venuta fino in Australia e solo al pensiero dei brividi gli percorsero la schiena e deglutì.
'Carlotta, devo partire per l'Australia tra due giorni. Mio fratello sta male e noi dobbiamo andare lì' abbassò il capo Benjamin aspettandosi un calcio da parte della ragazza ma che, fortunatamente, non arrivò.
'E come farai a dirlo a Federico?' gli domandò lei.
'Io non lo so. Non so nemmeno se glielo dirò' ammise il moro.
'Lo farai soffrire Benjamin!' sbraitò la ragazza facendo girare delle persone verso il loro tavolo.
'Lo farei soffrire in ogni caso e non so cosa fare' sbuffò Benjamin.
'Devi deciderlo tu questo Benjamin. L'importante è che poi ritorni' le sussurrò la ragazza.
'Non ti preoccupare Carlotta, grazie per il consiglio' le disse mentre guardava l'orario.
'Devo andare. Prima mi puoi fare un favore?' le domandò il moro.
'Certo, dimmi tutto'
****
Nonostante fossero le nove, Federico si svegliò sentendo la mancanza di un corpo vicino a lui, si girò per constatare e si ritrovò da solo in quel letto troppo grande per lui. Benjamin se n'era andato chissà dove e l'idea di averlo usato ancora una volta per i suoi scopi rimbalzò nella mente del più piccolo. La sera prima gli aveva detto che era innamorato di lui e poi se ne andava, era da codardi, ma Federico stava cercando di pensare positivo credendo di trovarlo in cucina. Così si alzò e andò a controllare ma ancora una volta si ritrovò da solo, anzi, si trovò un post-it di Benjamin dove gli diceva che era uscito. Federico stracciò il pezzo di carta e sbuffò dirigendosi poi in bagno.
Quel ragazzo l'avrebbe pagata, non poteva di certo andarsene così senza dire niente e senza avvisare.
Si specchiò e si mise a fissare i vari segni che riempivano il suo corpo. Si ricordò della notte appena passata, di nuove esperienze fatte con quel ragazzo, dei suoi gemiti sussurrati per non farsi scoprire dalla madre, delle sue labbra ancora gonfie per i vari baci, delle carezze del moro, del suo tocco così delicato ma allo stesso momento eccitante. E quello stronzo aveva avuto pure il coraggio di andarsene.
Un campanello lo distolse dai suoi pensieri ed andò ad aprire, dopo essersi messo una maglietta, trovandosi davanti l'ultima persona che doveva presentarsi a casa sua, Jack.
'Ei frocetto, come stai?' gli chiese lui in tono ironico.
'Tu che ci fai qui e come fai a sapere dove abito?' gli domandò il biondo facendosi prendere dal panico.
'Non è importante. Sai, ho visto il tuo amichetto Benjamin ieri e sarebbe davvero un peccato per lui rovinare il tuo visetto, non trovi Federico?' gli disse Jack avvicinandosi pericolosamente al biondo.
Federico aveva paura, si sentiva così piccolo rispetto a lui nonostante fosse più alto. Aveva bisogno di Benjamin, ma lui non c'era e non sapeva nemmeno se sarebbe arrivato in tempo.
'Quando ti parlo mi devi rispondere brutto frocio del cazzo' Jack tirò un pugno al biondo facendolo indietreggiare e andò a sbattere contro il mobiletto posto vicino alla cucina.
Il biondo si toccò il naso e vide delle macchie di sangue scendere giu.
'Ma sei impazzito?!' gli urlò il biondo.
Jack rise e si avvicinò al biondo prendendolo per il colletto della sua maglietta.
'Ascoltami bene, tu e lui mi fate schifo. Vedi di finire con questa storia perché la prossima volta ti farò molto più male' lo minacciò Jack lasciandolo.
'Questa cosa Benjamin non deve saperla altrimenti sono cazzi tuoi' continuò poi lui uscendo di casa del piccolo Federico.
Il biondo iniziò a piangere, perché la gente lo doveva giudicare? Cosa gli fregava a loro se a lui gli piaceva Benjamin?
Il biondo cercò di asciugarsi il sangue e di evitare di far vedere a Benjamin cosa quella persona così orribile gli aveva causato. Ma Benjamin non era stupido, lo avrebbe scoperto subito.
Il suo campanello risuonò ancora. Il biondo non aveva per niente voglia di trovarsi davanti di nuovo Jack, ma per sua fortuna si trovò davanti il moro con un sacchetto tra le sue mani che sorrideva.
Il biondo tirò un sospiro di sollievo facendo entrare il moro in casa.
'È così che si lasciano le persone dopo avergli fatto una sega ed un pompino? E così che prima si dice che una persona è innamorata e poi scappa via senza nemmeno avvisare? No perché secondo me non si fa così Benjamin' il biondo cercò di stare calmo incrociando lo sguardo del moro che subito abbassò la testa.
'Mi dispiace Federico, ero un po' nervoso e sono dovuto andare a farmi un giro. Avrei dovuto svegliarti ma eri così bello mentre dormivi' il biondo a quelle parole si addolcì e andò ad abbracciare il moro.
'Non farlo mai più, non puoi capire quanto mi sono sentito vuoto stamattina quando mi sono svegliato e tu non c'eri' gli disse il biondo alzando il mento del moro.
'Per farmi perdonare ti ho preso la colazione' sorrise Benjamin avvicinando le sue labbra a quelle del biondo.
'Anche se vorrei assaggiare di nuovo le tue labbra' continuò poi lui appoggiando le sue labbra.
Federico sobbalzò a quel contatto e avvicinò di più il suo viso chiedendo di più. Ma per sua sfortuna si avvicinò troppo forte facendosi male al naso ancora dolorante che lo fece allontanare dalle labbra di Ben.
'Ahi' sussurrò il biondo. Il moro lo guardò stranito e si avvicinò per esaminare il suo viso.
Vide delle piccole macchie di sangue ancora presenti e fissò Federico.
'Chi cazzo è stato?' urlò il maggiore.
Benjamin lo aveva scoperto.
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Na: siamo arrivate alle 4K visualizzazioni ed io sono così felice che questa storia vi piaccia.
Vi chiedo un favore. Potreste andare a leggere la ff della mia migliore amica Bakerarry , si chiama 'Amelia' ed è su Federico.
Grazie mille ancora per tutto e vi voglio bene, un bacio.
Jas
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